CASSANDRA CLARE.

CITT DI VETRO.

Ciclo SHADOWHUNTERS 3.

Parte 2.

Titolo originale: The Mortal Instruments. City of Glass. 2009.
Traduzione di: Maria Cristina Leardini.
A. Mondadori Editore, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Capitolo 13.
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DOVE C' DOLORE.
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Con le gambe avvoltolate fra le lenzuola, Clary si svegli di soprassalto da un incubo pieno di
angeli sanguinanti. C'era un buio pesto e claustrofobico, nella camera degli ospiti di Amatis. Era come
essere chiusi in una bara. Allung un braccio e tir le tende. La luce del giorno si rivers nella stanza.
Aggrott la fronte e le richiuse subito.
Gli Shadowhunters bruciavano i loro morti. Dalla notte dell'attacco dei demoni, il cielo a ovest
della citt era costantemente macchiato da enormi volute di fumo. Vederlo dalla finestra diede a Clary
un senso di nausea, cos prefer tenere tirate le tende. Nel buio della stanza chiuse gli occhi, cercando di
ricostruire il sogno. C'erano degli angeli, e l'immagine della runa che Ithuriel le aveva mostrato
continuava a brillare dietro le sue palpebre come un semaforo lampeggiante. Era una runa semplice
come un nodo, ma, per quando si concentrasse, Clary non riusciva a leggerla, n a capirne il significato.
Sapeva solo che in qualche modo era incompleta, come se chi l'aveva creata non l'avesse finita.
Questi non sono i primi sogni che ti mando, le aveva detto Ithuriel. Clary pens agli altri sogni:
Simon con le mani marchiate a fuoco col simbolo della croce; Jace con le ali; laghi di ghiaccio che
s'infrangevano, brillanti come specchi. Era stato l'angelo a mandarle anche quelli?
Con un sospiro, si mise a sedere. I suoi sogni erano brutti, ma le immagini che le passavano per
la mente ora che era sveglia non erano molto meglio. Isabelle, che piangeva sommessamente, seduta
per terra nella Sala degli Accordi, che si tirava i capelli corvini intrecciati tra le dita con tanta forza da
far temere a Clary che se li strappasse via. Maryse che se la prendeva con Jia Penhallow gridandole che
era stato il ragazzo che avevano accolto nella loro casa, il loro cugino, a fare tutto questo, e se il
ragazzo era un alleato cos stretto di Valentine, cosa avevano da dire, di s, i Penhallow? Alec che
cercava di calmare sua madre e chiedeva a Jace di aiutarlo,- e lui che invece restava immobile, mentre
il sole sorgeva su Alicante e faceva entrare la sua luce dal soffitto dalla Sala.   l'alba  aveva detto
Luke, stanco come Clary non l'aveva mai visto.   ora di portare dentro i morti.  E aveva mandato
in giro delle pattuglie a raccogliere i cadaveri dei Cacciatori e dei licantropi che giacevano per le strade,
dando ordine di portarli nella piazza davanti alla Sala degli Accordi; la stessa che Clary aveva
attraversato insieme a Sebastian, notando che l'edificio somigliava a una chiesa. Le era sembrato un bel
posto, allora, con le fioriere e i negozi dai colori vivaci. Ora, invece, era piena di cadaveri.
Compreso quello di Max. Pensare al bambino che con tanta seriet aveva parlato con lei dei
manga le fece stringere il cuore. Gli aveva promesso che l'avrebbe portato al Pianeta Proibito, la sua
fumetteria preferita, ma ora non avrebbe pi potuto farlo. Gli avrei comprato dei fumetti, pens. Tutti i
fumetti che voleva. Non che facesse differenza.
Non pensarci. Clary scalci via le lenzuola e si alz. Dopo una rapida doccia s'infil i jeans e la
maglia che aveva su il giorno in cui era arrivata da New York. Vi premette il viso, prima di infilarsela,
nella speranza di cogliere un sentore di Brooklyn o l'odore di bucato; qualcosa che le ricordasse casa
sua. Ma era stata lavata e ora sapeva di sapone al limone. Con un altro sospiro, Clary scese le scale.
La casa era vuota, fatta eccezione per Simon, seduto sul divano nel salotto. Le finestre aperte
alle sue spalle lasciavano entrare molta luce. Simon era diventato come un gatto, pens Clary: sempre
alla ricerca di una macchia di sole dove acciambellarsi. Ma per quanto sole prendesse, la sua pelle
restava sempre bianca come l'avorio.
Clary prese una mela dal cestino sul tavolo e sprofond sul divano accanto a lui, raccogliendo le
gambe sotto di s.  Hai dormito?
 Un po'.  La guard.  Dovrei essere io a chiederlo a te. Sei tu quella con le occhiaie. Altri
incubi?
Clary scroll le spalle.  Il solito. Morte, distruzione, angeli cattivi.
 Come nella vita reale, allora.
 Gi, ma almeno quando mi sveglio  tutto finito.  Diede un morso alla mela.  Fammi
indovinare. Luke e Amatis sono alla Sala degli Accordi per un'altra assemblea.
 Esatto. Credo sia l'assemblea in cui si riuniscono per decidere quali altre assemblee
organizzare.
 Simon giocherellava pigramente con la frangia del cuscino.  Notizie da Magnus?
 No.  Clary stava cercando di non pensare che erano passati gi tre giorni dall'ultima volta
che aveva visto Magnus. E da allora non si era pi fatto vivo. N al fatto che niente poteva impedire
allo stregone di prendere il Libro Bianco e sparire nel nulla senza farsi pi vedere. Si chiese come
aveva potuto pensare di fidarsi di uno che usava tutto quell'eyeliner.
Sfior il polso di Simon.  E tu, che intenzioni hai? Vuoi restare ancora qui?  Clary avrebbe
preferito che Simon tornasse a casa, dopo la battaglia: a casa, al sicuro. Lui, invece, si era stranamente
opposto. Quale che fosse la ragione, voleva restare. Clary sperava che non fosse perch si sentiva in
dovere di prendersi cura di lei. Avrebbe voluto dirglielo chiaro e tondo, che non aveva bisogno della
sua protezione, ma non l'aveva fatto, perch una parte di lei non sopportava l'idea di vederlo andare via.
Cos Simon era rimasto e Clary ne era segretamente, colpevolmente contenta.
 Ti fanno avere... ehm... quello che ti serve?
 Vuoi dire il sangue? S. Maia me ne porta tutti i giorni, in bottiglia. Ma non chiedermi dove
se lo procura.  La prima mattina che Simon si era svegliato a casa di Amatis, un sorridente licantropo
si era presentato alla porta di casa con un gatto vivo per lui.  Sangue!  aveva annunciato.  Per te.
Freschissimo!  Simon l'aveva ringraziato, aveva aspettato che si allontanasse, poi aveva liberato il
gatto.
 Be', da una parte o dall'altra dovrai pur procurarti del sangue  aveva detto Luke con aria
divertita.
 A casa ho un gatto  aveva risposto Simon.  Non se ne parla nemmeno.
 Lo dir a Maia  aveva promesso Luke. E da quella volta, il sangue arrivava con
discrezione dentro bottiglie da latte. Clary non aveva idea di come Maia avesse organizzato la cosa e,
come Simon, preferiva non saperlo. Non vedeva Maia dalla notte della battaglia. I licantropi si erano
accampati da qualche parte nella vicina foresta e solo Luke era rimasto in citt.
 Che c'?  Simon appoggi indietro la testa, guardando Clary dalle ciglia socchiuse.  Hai
la faccia di una che vuole chiedere qualcosa.
C'erano parecchie cose che Clary avrebbe voluto chiedergli, ma decise di optare per una delle
pi semplici.  Hodge  disse, esitando.  Quando eri nella cella... davvero non l'avevi
riconosciuto?
 Non lo vedevo. Potevo solo sentire la sua voce, e c'era un muro in mezzo. Abbiamo parlato...
tanto.
 E ti piaceva? Cio, ti era simpatico?
 Simpatico? Non saprei. Tormentato, triste, intelligente, per brevi momenti anche
compassionevole. S, mi piaceva. Secondo me, gli ricordavo se stesso da giovane, in un certo senso...
 Non dirlo nemmeno!  Clary si raddrizz sulla schiena e per poco non le cadde la mela. 
Tu non assomigli nemmeno lontanamente a Hodge.
 Non ritieni che io sia tormentato e intelligente?
 Hodge stava con i cattivi. Tu no.  Clary parlava con decisione.  E non c' altro da dire.
Simon sospir.  La gente non nasce buona o cattiva. Forse nasce con delle inclinazioni verso
l'una o l'altra parte, ma  il modo in cui ciascuno vive la propria vita che conta. E le persone che si
incontrano. Valentine era amico di Hodge, e non credo che Hodge abbia incontrato nella vita persone
che l'abbiano spronato a diventare una persona migliore. Se io avessi avuto una vita come la sua, non
so come sarei diventato. Ma per me  stato diverso. Io ho la mia famiglia. E ho te.
Clary gli sorrise, ma le parole di Simon ebbero un'eco dolorosa dentro di lei. La gente non
nasce buona o cattiva. Anche lei aveva sempre pensato che fosse cos, ma, nelle immagini che l'angelo
le aveva mostrato, aveva visto sua madre definire il proprio figlio un bambino malvagio, un mostro.
Avrebbe voluto dirlo a Simon, raccontargli quello che l'angelo le aveva mostrato, ma non poteva, senza
rivelargli anche cosa avevano scoperto di Jace. Ma quello era il segreto di Jace e doveva essere lui a
rivelarlo. Simon le aveva chiesto cosa intendesse dire Jace, quando aveva parlato con Hodge, perch si
era definito un mostro, ma lei aveva risposto che era difficile capire Jace anche nei momenti migliori.
Non era sicura che Simon le avesse creduto, ma non ne aveva pi riparlato.
In quel momento qualcuno aveva bussato alla porta, evitandole cos di dover dare una una
risposta. Aggrottando la fronte, Clary pos il torsolo della mela sul tavolo.  Vado io.
La porta aperta lasci entrare una folata d'aria fresca e frizzante. Sulla soglia c'era Aline
Penhallow, con una giacca di seta rosa scuro che ben si abbinava al colore degli occhi arrossati. 
Devo parlarti  annunci senza tanti preamboli.
Sorpresa, Clary riusc solo ad annuire e tenne la porta aperta.  Okay. Entra pure.
 Grazie.  Aline le pass accanto bruscamente ed entr in salotto. Si blocc, non appena
vide Simon seduto sul divano, e schiuse le labbra, attonita.  Ma lui non ...?
 Il vampiro?  Simon fece un gran sorriso. La forma lievemente affilata ma decisamente non
umana degli incisivi si intravedeva contro il labbro inferiore, quando sorrideva cos. Clary avrebbe
preferito che non lo facesse.
Aline si gir verso Clary.  Posso parlarti da sola?
 No  disse Clary, sedendosi sul divano accanto a Simon.  Qualunque cosa tu abbia da
dire, puoi dirla a tutti e due.
Aline si mordicchi il labbro.  E va bene. Senti, c' una cosa che voglio dire ad Alec, Jace e
Isabelle, ma non ho idea di dove trovarli.
Clary sospir.  Si sono dati da fare e si sono sistemati in una casa vuota. La famiglia che ci
abitava si  trasferita in campagna.
Aline annu. Molte persone avevano abbandonato Alicante dopo l'attacco. Molti, pi di quanti
Clary avrebbe immaginato, erano rimasti, ma parecchi avevano fatto le valigie ed erano partiti,
abbandonando la loro casa.
 Stanno bene, se  questo che vuoi sapere. Senti, non li ho pi visti nemmeno io, dopo la
battaglia. Potrei fargli avere un messaggio tramite Luke, se vuoi.
 Non saprei.  Aline si mordicchiava il labbro.  I miei genitori hanno dovuto dire alla zia
di Sebastian, a Parigi, che cosa ha fatto suo nipote. Era sconvolta.
 Come  normale che sia, scoprendo che il proprio nipote  un criminale malvagio 
comment Simon.
Aline gli scocc un'occhiataccia.  La zia continuava a ripetere che non era affatto da lui, che
doveva per forza esserci un errore. E cos mi ha mandato delle foto.  Aline tir fuori dalla tasca
diverse fotografie un po' spiegazzate e le pass a Clary.  Guarda.
Clary guard. Gli scatti mostravano un ragazzo allegro dai capelli scuri, a modo suo bello,
anche se di una bellezza non convenzionale, con un sorriso un po' sghembo e il naso un po' troppo
grande. Era il tipo di ragazzo con cui doveva essere divertente passare del tempo. Ma non somigliava
affatto a Sebastian.  Questo  tuo cugino?
 Questo  Sebastian Verlac. Il che significa...
 Che il ragazzo che si faceva chiamare Sebastian  qualcun altro?  Clary riguard le foto
con crescente agitazione.
 Pensavo...  Aline si stava di nuovo mordicchiando il labbro.  Pensavo che se i
Lightwood sapessero che Sebastian, o chiunque fosse quel ragazzo, non  veramente mio cugino, forse
potrebbero perdonarmi. Perdonarci.
 Sono sicura che lo faranno.  Clary cerc di mettere nella voce tutta la gentilezza che
aveva.  Ma c' qualcosa di pi grosso in ballo. Il Conclave deve sapere che Sebastian non  solo un
ragazzino finito sulla cattiva strada, ma che  stato Valentine a spedirlo qui, per farci spiare.
 Era cos convincente!  disse Aline.  Sapeva cose che solo la mia famiglia conosceva.
Sapeva cose della nostra infanzia...
 A questo punto dobbiamo chiederci  intervenne Simon
 che cosa pu essere capitato al vero Sebastian. A tuo cugino. A quanto pare,  partito da
Parigi diretto a Idris, ma qui non  mai arrivato. Cosa gli sar successo lungo la strada?
Fu Clary a rispondere.  Valentine. Deve aver pianificato tutto: sapeva dov'era Sebastian e
come intercettarlo. E se l'ha fatto con Sebastian...
 Potrebbe averlo fatto anche con altri  concluse Aline.
 Dovresti dirlo al Conclave. Dillo a Lucian Graymark.  Colse l'espressione sorpresa di
Clary.
 La gente lo ascolta. L'hanno detto i miei genitori.
 Forse dovresti venire con noi alla Sala degli Accordi  propose Simon  e dirglielo tu
stessa.
Aline scosse la testa.  Non posso affrontare i Lightwood. Soprattutto Isabelle. Lei mi ha
salvato la vita e io... io sono scappata. Non riuscivo a fermarmi. Correvo e basta.
 Eri sotto shock. Non  colpa tua.
Aline non sembrava convinta.  E adesso suo fratello...
 S'interruppe, mordendosi ancora il labbro.  Comunque, senti, c' anche un'altra cosa che
volevo dirti da tempo, Clary.
 A me?  Clary era perplessa.
 S.  Aline fece un profondo respiro.  Senti, quando sei entrata in biblioteca e hai visto
me e Jace, be', non era niente di importante. Sono stata io a baciarlo.  stato... un esperimento. E non
ha funzionato granch.
Clary si sent avvampare. Perch mi sta dicendo questo?
 Senti, non c' problema. Sono affari di Jace, non miei.
 Be', sembravi piuttosto sconvolta, quel giorno.  Un accenno di sorriso aleggi agli angoli
della bocca di Aline.
 E io credo di sapere il perch.
Clary mand gi il gusto acido che le era salito in bocca.  Ah s?
 Tuo fratello  un dongiovanni. Lo sanno tutti.  uscito con un sacco di ragazze. E tu temevi
che, se avesse fatto il cretino con me, sarebbe finito nei guai. Dopotutto, le nostre famiglie sono, o
erano, amiche. Ma non preoccuparti. Non  il mio tipo.
 Credo di non aver mai sentito nessuna ragazza dire una cosa simile  comment Simon. 
Credevo che Jace fosse il tipo di ragazzo che ... il tipo di tutte.
 Anch'io lo pensavo  disse Aline lentamente.  Ed  per questo che l'ho baciato. Sto
cercando di capire se esiste un ragazzo che sia il mio tipo.
 stata lei a baciare Jace, pensava intanto Clary. Non lui a baciare lei.  stata lei a baciare lui.
Incroci lo sguardo di Simon alle spalle di Aline. Sembrava divertito.  Be'? E alla fine che cos'hai
deciso?
Aline scroll le spalle.  Non ne sono ancora sicura. Per, dai, almeno adesso non devi pi
preoccuparti per Jace!
Magari.  Io mi preoccupo sempre per Jace.
Lo spazio nella Sala degli Accordi era stato rapidamente riorganizzato, dopo la notte della
battaglia. Con la Guardia fuori uso, ora la sala fungeva da Camera del Consiglio, da centro di raccolta
per chi cercava familiari che mancavano all'appello e da ufficio informazioni. La fontana centrale era
asciutta. File di panche erano state disposte rivolte verso il podio sul fondo. Alcuni Nephilim erano
seduti sulle panche in quella che aveva tutta l'aria di essere un'assemblea del Consiglio. Nei corridoi tra
una panca e l'altro e sotto le arcate ai lati della grande Sala, si aggiravano ansiosamente decine di altri
Shadowhunters. La Sala degli Accordi non sembrava pi un posto dove poter danzare. C'era una strana
atmosfera nell'aria, un misto di tensione e di attesa.
Sebbene l'assemblea fosse in corso al centro, ovunque si sentivano mormorii di altre
conversazioni. Attraversando la Sala con Simon, Clary ne colse qualche frammento: le torri antidemoni
erano di nuovo in funzione; le difese erano attive, ma pi deboli di prima; le difese erano attive, pi
forti di prima; erano stati avvistati alcuni demoni sulle colline a sud della citt; le case di campagna
venivano abbandonate; molte famiglie avevano lasciato la citt; alcuni avevano lasciato anche il
Conclave.
Sul podio rialzato, davanti alle mappe di Idris appese al muro, c'era il Console, truce come una
guardia del corpo, accanto a un ometto grassoccio vestito di grigio. L'ometto parlava e gesticolava con
foga, ma nessuno sembrava prestargli attenzione.
 Oh, cavoli, quello  l'Inquisitore  mormor Simon all'orecchio di Clary, indicandoglielo.
 Aldertree.
 E l c' Luke  disse Clary, individuandolo nella folla. Luke era vicino alla fontana asciutta
e parlava con un uomo dall'aspetto malconcio, con una benda che gli copriva met faccia. Clary si
guard intorno in cerca di Amatis e finalmente la vide, seduta in silenzio sull'orlo di una panca, il pi
lontano possibile dagli altri Shadowhunters. Quando Amatis la vide, sembr sorpresa e fece per alzarsi.
Anche Luke vide Clary. Aggrott la fronte, disse qualcosa all'uomo bendato, congedandosi, e
poi, sempre pi accigliato, si avvicin a Clary e Simon, fermi vicino a una delle colonne.  Che cosa
ci fate qui? Sapete che il Conclave non permette ai ragazzini di partecipare alle assemblee. Quanto a te
 aggiunse, squadrando Simon  non  una grande idea mostrare la tua bella faccia all'Inquisitore,
anche se in realt non c' niente che lui possa fare.  Un sorriso gli incresp l'angolo della bocca.
 Non senza mettere a rischio qualsivoglia alleanza che il Conclave possa stipulare con i
Nascosti in futuro.
 Esatto.  Simon mand un saluto all'Inquisitore agitando le dita della mano, ma Aldertree
lo ignor.
 Simon, smettila. Siamo qui per un motivo preciso.  Clary mise in mano a Luke le foto di
Sebastian.  Questo  Sebastian Verlac. Il vero Sebastian Verlac.
Luke si rabbui. Sfogli le foto senza dire una parola, mentre Clary gli riferiva la storia che
aveva raccontato Aline. Nel frattempo Simon, un po' a disagio, mandava occhiate di fuoco in direzione
di Aldertree, che cercava di ignorarlo.
 Ma il vero Sebastian assomiglia in qualche modo alla sua versione contraffatta?  chiese
Luke alla fine.
 Non proprio  spieg Clary.  Il falso Sebastian era pi alto. E probabilmente era biondo,
perch di sicuro si tingeva i capelli. Nessuno ha dei capelli cos neri.  E il colore mi  rimasto sulle
dita, quando li ho toccati, pens, ma tenne per s questo pensiero.  Comunque, Aline vuole mostrare
queste foto a te e ai Lightwood. Pensa che, se sapessero che lui non  davvero parente dei Penhallow,
allora...
 Aline non ha parlato di queste ai suoi genitori, vero?  chiese Luke indicando le foto.
 Non ancora, credo  rispose Clary.  Penso che sia venuta direttamente da me. Mi ha
chiesto di dirlo a te. Dice che la gente ti ascolta.
 Alcuni forse.  Luke si gir a guardare l'uomo con la faccia bendata.  Stavo giusto
parlando con Patrick Penhallow. Valentine era un suo buon amico, ai tempi, ed  possibile che lui abbia
tenuto d'occhio la famiglia Penhallow, in tutti questi anni.  Restitu le foto a Clary. 
Sfortunatamente, oggi i Lightwood non parteciperanno al Consiglio. Questa mattina c' stato il funerale
di Max. Con ogni probabilit sono ancora al cimitero.  Vedendo la faccia di Clary, aggiunse:  
stata una cerimonia privata, Clary. Solo per la famiglia.
Ma io sono famiglia, per Jace, protest una vocina dentro la sua testa. Un'altra voce, per, una
voce pi forte, la sorprese con la sua amarezza. Lui ti ha detto che averti tra i piedi  come morire di
morte lenta per dissanguamento. Credi davvero che abbia bisogno anche di questo, al funerale di Max!
 Allora glielo potrai dire stasera  disse Clary.  Insomma, mi pare che sia una bella
notizia. Chiunque fosse Sebastian, non  un parente dei loro amici.
 Sarebbe una notizia ancora pi bella se sapessimo chi   borbott Luke.  O quali altre
spie ha Valentine nel Conclave. Diverse persone devono essere coinvolte nell'abbattimento delle difese.
 un'operazione che si pu fare solo dall'interno della citt.
 Hodge diceva che Valentine aveva trovato un sistema
 disse Simon.  Diceva che serviva sangue di demone per abbattere le difese, ma che non
c'era modo di portare del sangue di demone dentro la citt. E Valentine ha trovato il sistema per farlo.
 Qualcuno ha dipinto una runa con sangue di demone sulla cima di una delle torri  disse
Luke con un sospiro.
 Quindi,  evidente che Hodge aveva ragione. Il Conclave, sfortunatamente, ha sempre avuto
troppa fiducia nelle difese, ma anche per il rompicapo pi complesso c' una soluzione. -
 A me sembra quel tipo di complessit che nei giochi da tavolo ti lascia con un pugno di
mosche
 osserv Simon.  Proprio quando proteggi la tua fortezza con un Incantesimo di
Invincibilit Totale, ecco che arriva qualcuno e trova il modo di distruggere tutto.
 Simon!  esclam Clary.  Sta' zitto!
 Non  molto lontano dalla verit  puntualizz Luke.  L'unica cosa che non sappiamo 
come hanno fatto a portare sangue di demone in citt senza far scattare le difese.  Scroll le spalle.
 Ma  il minore dei nostri problemi, in questo momento. Le difese sono state riattivate, anche se
sappiamo che non sono infallibili. Valentine potrebbe tornare in qualsiasi momento, con un esercito
ancora pi grande. E dubito che riusciremmo a respingerlo. Non ci sono abbastanza Nephilim, e quei
pochi sono decisamente demoralizzati.
 Ma... e i Nascosti?  chiese Clary.  Tu hai detto al Console che il Conclave deve
combattere insieme ai Nascosti.
 Io posso dirlo a Malachi e ad Aldertree fino allo sfinimento, ma non significa che loro mi
vogliano ascoltare  rispose Luke stancamente.  L'unico motivo per cui mi lasciano restare qui 
perch il Conclave mi ha eletto consigliere. E l'ha fatto solo perch parecchi di loro sono stati salvati
dal mio branco. Il che non significa che vogliano altri Nascosti a Idris.
Qualcuno lanci un grido stridulo.
Amatis era in piedi, con una mano sulla bocca e gli occhi fissi sull'ingresso della Sala degli
Accordi. C'era un uomo sulla porta, incorniciato dalla luce del sole. Era solo una sagoma in controluce.
Poi fece un passo avanti ed entr nella sala, e Clary pot vederlo in faccia.
Valentine.
Chiss perch, la prima cosa che Clary not fu che era perfettamente sbarbato. E questo lo
faceva sembrare pi giovane, pi simile al ragazzo dei ricordi che Ithuriel le aveva mostrato.
Invece della tenuta da battaglia, indossava un elegante gessato e la cravatta. Era disarmato.
Avrebbe potuto essere un uomo qualsiasi in una strada di Manhattan. Avrebbe potuto essere il padre di
chiunque.
Valentine non guard verso Clary, non diede nemmeno segno di averla vista. Teneva gli occhi
fissi su Luke, mentre percorreva lo stretto corridoio tra le file di panche.
Come pu pensare di entrare qui dentro disarmato? si chiese Clary. Ma la sua domanda trov
subito una risposta: in quel momento l'Inquisitore Aldertree fece un verso da orso ferito, si divincol da
Malachi che stava cercando di trattenerlo, scese barcollando i gradini del podio e si scagli contro
Valentine.
Pass attraverso il suo corpo come un coltello attraverso un foglio di carta. Valentine si gir a
osservare Aldertree con un'occhiata di blando interesse: l'Inquisitore perse l'equilibrio, sbatt contro
una colonna e croll scompostamente a terra. Il Console lo raggiunse, si chin e l'aiut a rimettersi in
piedi, con un'espressione di malcelato disgusto. Clary si chiese se fosse per Valentine o per Aldertree,
che aveva fatto una figura cos grottesca.
Un altro lieve mormorio aleggi nella sala. L'Inquisitore squittiva e si agitava come un topo in
trappola, mentre Malachi lo teneva saldamente per le braccia. Valentine riprese ad avanzare senza
degnarli pi di uno sguardo. I capannelli di Cacciatori intorno alle panche arretrarono come le onde del
Mar Rosso davanti a Mos, creando un passaggio libero al centro della Sala. Clary rabbrivid, quando
Valentine si avvicin a loro.  solo una proiezione, si disse. Non  qui per davvero. Non pu farti male.
Accanto a lei, Simon rabbrivid e Clary gli prese la mano. In quel momento Valentine si ferm
alla base del podio e si gir verso di lei. I suoi occhi la squadrarono da capo a piedi, quasi senza parere,
come prendendole le misure, poi scavalcarono Simon e si fermarono su Luke.
 Lucian  disse.
Luke ricambi il suo sguardo con occhi fermi e franchi, senza dire nulla. Era la prima volta che
si ritrovavano nella stessa stanza dopo Renwick, pens Clary, e in quell'occasione Luke era coperto di
sangue e mezzo morto per le ferite. Era pi facile, adesso, cogliere le differenze e le somiglianze tra i
due uomini: Luke, con la sua stazzonata camicia di flanella e i jeans, e Valentine, col suo bellissimo
completo dall'aria costosa; Luke, con la barba di un giorno e del grigio tra i capelli, e Valentine, che
sembrava ancora un venticinquenne, solo pi freddo, pi duro, come se il passare degli anni lo stesse
lentamente trasformando in pietra.
 Ho sentito che il Conclave ti ha accolto nel Consiglio  esord Valentine.  Solo un
Conclave indebolito dalla corruzione e dalla ruffianeria pu lasciarsi infiltrare da bastardi e degenerati.
 La sua voce era placida, quasi allegra, tanto che era difficile percepire il veleno delle sue parole, o
credere che le pensasse davvero. Lo sguardo di Valentine si spost su Clary.  Clarissa  disse.
 Sei venuta con il vampiro, vedo. Quando le cose si saranno un po' sistemate, sar il caso di
ridiscutere le tue scelte in fatto di animali domestici.
Dalla gola di Simon sal un ringhio basso. Clary gli strinse la mano con forza, cos forte che un
tempo gli avrebbe fatto male. Ora, invece, Simon non sembrava sentire niente.  No  gli sussurr.
 Non reagire.
Valentine aveva gi distolto l'attenzione da loro. Sal sul podio e si volt per guardare la folla.
 Quante facce familiari  osserv.  Patrick. Malachi. Amatis.
Amatis era ancora in piedi, immobile, con gli occhi sfavillanti di rancore.
L'Inquisitore si stava ancora dibattendo nella stretta di Malachi. Lo sguardo di Valentine guizz
su di lui, non senza un certo divertimento.  Anche tu, Aldertree. Mi dicono che sei stato
indirettamente responsabile della morte del mio vecchio amico Hodge Starkweather. Un vero peccato.
Luke ritrov la voce.  Quindi lo ammetti  disse.  Sei stato tu ad abbattere le difese. Sei
stato tu a mandare i demoni.
 Li ho mandati io  conferm Valentine.  E posso mandarne molti altri. Di sicuro il
Conclave se l'aspettava, per quanto stupidi possano essere i suoi membri. Tu te l'aspettavi, non  vero,
Lucian?
Gli occhi azzurri di Luke erano molto seri.  S, me l'aspettavo, ti conosco bene, Valentine. Ma
dimmi: sei venuto a contrattare o a vantarti?
 N l'una n l'altra cosa.  Valentine osserv la folla muta.  Non ho nessun bisogno di
contrattare  disse. Nonostante il tono calmo, la sua voce sembrava amplificata.  E nessun bisogno
di vantarmi. Non mi d alcun piacere causare la morte di altri Shadowhunters: siamo gi abbastanza
pochi, in un mondo che ha un disperato bisogno di noi. Ma  cos che piace al Conclave, no?  solo una
delle vostre tante regole senza senso, quelle che usate per gettare nella polvere i vostri Cacciatori. Ho
fatto ci che ho fatto perch ho dovuto. Perch era l'unico modo per farmi ascoltare dal Conclave.
Quegli Shadowhunters non sono morti per causa mia: sono morti perch il Conclave non mi ha mai
dato ascolto.  Incroci gli occhi di Aldertree in mezzo alla folla: la faccia dell'Inquisitore era bianca e
contratta.  Molti di voi, un tempo, erano nel mio Circolo  disse Valentine lentamente.   a voi
che ora mi rivolgo, e a coloro che sapevano del Circolo ma ne rimasero fuori. Vi ricordate ci che
predissi quindici anni fa? Che, se non avessimo agito contro gli Accordi, la citt di Alicante, la nostra
preziosa capitale, sarebbe stata invasa da orde sbavanti di bastardi mezzosangue, di razze degenerate
che avrebbero calpestato tutto ci che a noi era pi caro? E, come avevo predetto, tutto ci si 
avverato. La Guardia  bruciata fino alle fondamenta, il Portale  stato distrutto, le nostre strade sono
state invase da mostri. Feccia semiumana, che pretende di governarci. Quindi, amici miei, nemici miei,
fratelli miei nell'Angelo, io vi chiedo: mi credete, ora?  La sua voce si alz e divent un grido.  MI
CREDETE, ORA?
Il suo sguardo percorse tutta la sala, come se si aspettasse una risposta. Ma non ci fu alcuna
risposta: solo un mare di volti fissi su di lui.
 Valentine.  La voce di Luke, per quanto bassa, ruppe il silenzio.  Non vedi ci che hai
fatto? Gli Accordi che tu temevi tanto non hanno reso i Nascosti uguali ai Nephilim. Non hanno
assicurato ai mezziumani un posto nel Consiglio. Tutto l'antico rancore  rimasto. Avresti dovuto
contare su questo, ma non l'hai fatto, non hai voluto. E ora tu stesso ci hai fornito l'unico motivo che
potrebbe unirci tutti.  I suoi occhi penetrarono in quelli di Valentine.  Un nemico comune.
Un rossore anim il pallido viso di Valentine.  Io non sono un nemico. Non dei Nephilim. Tu
sei un nemico. Tu sei quello che cerca di attirarli in una guerra senza speranza. Credi che i demoni che
avete visto siano gli unici che possiedo? Sono solo una piccola parte di quelli che posso radunare.
 Anche noi siamo molti di pi  replic Luke.  Molti pi Nephilim e molti pi Nascosti.
 Nascosti  ripet Valentine con disprezzo.  Scapperanno al primo segnale di vero
pericolo. I Nephilim sono nati per essere guerrieri, per proteggere questo mondo, ma il mondo odia tutti
quelli della vostra specie. C' una ragione, se l'argento puro vi brucia e se la luce del giorno brucia i
Figli della Notte.
 Non brucia me  intervenne Simon, con voce forte e chiara, nonostante la stretta della mano
di Clary.  Guardami, sono qui, in piena luce...
Ma Valentine rise.  Ti ho visto soffocare nel pronunciare il nome di Dio, vampiro  disse.
 Se riesci a stare alla luce del sole  sorrise   solo perch sei un'anomalia. Uno scherzo della
natura. Ma pur sempre un mostro.
Un mostro. Clary ripens a Valentine sulla nave, a quello che le aveva detto allora: Tua madre
mi ha detto che avevo trasformato il suo primo figlio in un mostro. Mi ha lasciato prima che potessi
fare lo stesso anche con il secondo.
Jace. Il pensiero di Jace le provoc un forte dolore. Proprio lui parla di mostri, dopo quello che
ha fatto...
 L'unico mostro, qui  intervenne Clary contro se stessa e contro la sua decisione di restare
in silenzio  sei tu. Ho visto Ithuriel  continu, quando Valentine si gir a guardarla, sorpreso. 
So tutto...
 Ne dubito  replic Valentine.  Se sapessi tutto, terresti la bocca chiusa. Per il bene di tuo
fratello, se non per il tuo.
Non permetterti nemmeno di nominare Jace in mia presenza/, avrebbe voluto gridare, ma
un'altra voce si lev a interromperla: una voce femminile, fredda, impavida, amara, del tutto
inaspettata.
 E che mi dici di mio fratello?  Amatis si ferm ai piedi del podio, guardando Valentine.
Luke trasal, sorpreso, e la guard scuotendo la testa, ma lei lo ignor.
Valentine aggrott la fronte.  Che cosa c'entra Lucian?  Clary intu che la domanda di
Amatis lo aveva turbato, o forse era solo la presenza di Amatis, che chiedeva di sapere, che lo
affrontava. Lui l'aveva cancellata anni prima, giudicandola una donna debole che non l'avrebbe mai
sfidato. A Valentine non piacevano le sorprese.
 Tu mi hai convinto che lui non fosse pi mio fratello  disse Amatis.  Tu mi hai portato
via Stephen. Tu hai distrutto la mia famiglia. Dici di non essere un nemico dei Nephilim, ma ci hai
messi tutti gli uni contro gli altri, famiglia contro famiglia, distruggendo le nostre vite senza nessun
rimorso. Tu dici di odiare il Conclave, ma sei tu che lo hai reso ci che  adesso: meschino e paranoico.
Una volta ci fidavamo gli uni degli altri, noi Nephilim. Sei stato tu a cambiare le cose. E io non ti
perdoner mai per questo.  Le trem la voce.  N per avermi indotto a trattare Lucian come se non
fosse pi mio fratello. Nemmeno per questo ti perdoner mai. N perdoner me stessa per averti dato
ascolto.
 Amatis...  Luke avanz di un passo, ma sua sorella alz una mano per fermarlo. Aveva gli
occhi lucidi di lacrime, ma la schiena era dritta, la voce ferma e risoluta.
 C' stato un tempo in cui tutti noi eravamo pronti ad ascoltarti, Valentine  prosegu.  E
tutti noi ci portiamo quel peso sulla coscienza. Ora non pi. Non pi. Quel tempo  passato. C'
qualcuno qui che non  d'accordo con me?
Clary alz di scatto la testa e guard l'assemblea di Shadowhunters: le apparivano come lo
schizzo di una folla, macchie indistinte al posto dei volti. Vide Patrick Penhallow con la mascella
serrata e l'Inquisitore che tremava come un fragile arboscello nel vento. E Malachi, la cui faccia scura e
scolpita era impenetrabile.
Nessuno parl.
Se Clary si era aspettata che Valentine si arrabbiasse davanti alla mancata reazione dei
Nephilim che voleva governare, fu delusa. A parte il guizzo di un muscolo della mascella, Valentine
rimase privo di qualsiasi espressione. Come se si fosse atteso esattamente questo. Come se l'avesse
previsto nel suo piano.
 Molto bene  disse.  Se non volete ascoltare la ragione, dovrete ascoltare la forza. Vi ho
gi dimostrato che posso abbattere le difese intorno alla citt. Vedo che le avete ripristinate, ma non
servir a nulla. Posso rifarlo quando voglio. O acconsentirete alle mie richieste, o affronterete tutti i
demoni che la Spada Mortale potr radunare. Ordiner loro di non risparmiare nessuno di voi, uomini,
donne, bambini. La scelta  vostra.
Un mormorio spazz la sala. Luke fissava Valentine.  Tu distruggeresti deliberatamente la
tua stessa gente?
 Talvolta le piante malate devono essere eliminate, per salvare il giardino  replic lui.  E
se tutte le piante sono malate...  Si rivolse alla folla inorridita.  Io possiedo la Coppa Mortale. Se
sar costretto a farlo, dar inizio a un nuovo mondo di Shadowhunters, creati ed educati da me. Ma
posso darvi questa scelta. Se il Conclave trasferir a me tutti i poteri del Consiglio e accetter la mia
sovranit assoluta e il mio governo, io fermer la mia mano. Tutti gli Shadowhunters dovranno giurare
obbedienza e accettare una runa permanente di fedelt che li legher a me. Queste sono le mie
condizioni.
Ci fu silenzio. Amatis si era portata le mani alla bocca. Tutta la sala sembrava ondeggiare sotto
gli occhi di Clary, come una massa indistinta e turbinante. Non possono arrendersi a lui, si disse. Non
possono. Ma che scelta avevano? Che scelta poteva avere, ciascuno di loro? Sono stati intrappolati da
Valentine, pens in una specie di torpore. Cos come io e Jace siamo intrappolati da ci che lui ci ha
fatto. Siamo incatenati a lui dal nostro stesso sangue.
Fu solo un momento, anche se a Clary parve un'ora. Poi una vocetta sottile tagli il silenzio: la
voce alta e squittente dell'Inquisitore.  Sovranit e governo?  strill.  Il tuo governo?
 Aldertree...  Il Console cerc di trattenerlo, ma l'Inquisitore fu pi veloce. Si divincol e
corse sul podio. Ripeteva qualcosa, sempre le stesse parole, come un guaito, come se avesse perso
completamente la ragione, e aveva gli occhi strabuzzati come un invasato. Spinse via Amatis, sal
barcollando i gradini e affront Valentine.  Io sono l'Inquisitore, capisci? L'Inquisitore!  grid.
 Io sono parte del Conclave! Del Consiglio! Io faccio la Legge, non tu! Io governo, non tu! Io
non ti permetter di farlo! Arrampicatore, feccia, amante dei demoni...
Con un'espressione molto vicina alla noia, Valentine allung una mano, quasi come per toccare
l'Inquisitore sulla spalla. Ma Valentine non poteva toccare niente: era solo una proiezione. Eppure la
mano di Valentine entr nella pelle, nelle ossa, nelle carni dell'Inquisitore, e svan nel suo torace. Ci fu
un attimo, solo un attimo, in cui tutta la Sala degli Accordi sembr fissare a bocca aperta il braccio
sinistro di Valentine affondato fino al polso, contro ogni logica e ragionevolezza, nel petto di Aldertree.
Poi Valentine torse il polso con forza, di scatto, verso sinistra, come se volesse girare il pomolo
arrugginito di una porta.
L'Inquisitore lanci un unico grido e cadde come una pietra.
Valentine ritir la mano. Era bagnata di sangue, che come un guanto scarlatto colava verso il
gomito, macchiando il tessuto prezioso della sua giacca. Valentine abbass la mano e scrut la folla
inorridita. Alla fine i suoi occhi si posarono su Luke. Parl lentamente.  Vi dar tempo fino a domani
a mezzanotte per valutare le mie condizioni. A mezzanotte porter il mio esercito, tutte le forze del mio
esercito, alla pianura di Brocelind. Se non avr ancora ricevuto un messaggio di resa dal Conclave,
marcer col mio esercito su Alicante, e questa volta nulla rester in vita. Avete abbastanza tempo per
esaminare la mia offerta. Usatelo saggiamente.
E con questo, svan.
capitolo 14
NELLA FORESTA BUIA
 Be', questa poi!  disse Jace senza guardare Clary. Non l'aveva mai guardata, da quando lei
e Simon erano arrivati sui gradini della casa che ora era occupata dai Lightwood. Era appoggiato a una
delle alte finestre del salotto e guardava fuori, verso il cielo che stava rapidamente scurendo.  Uno va
al funerale del fratellino di nove anni e si perde tutto il divertimento!
 Jace  disse Alec con voce stanca.  Smettila.
Alec era buttato su una delle poltrone imbottite del salotto, l'unico posto dove ci si poteva
sedere. La casa aveva quell'atmosfera strana e aliena che hanno le case degli sconosciuti: era arredata
con tessuti floreali, leziosi, in colori tenui, e tutto era leggermente liso o rovinato dall'uso. C'era una
boccia di vetro piena di cioccolatini sul tavolino vicino ad Alec. Clary, che moriva di fame, ne aveva
mangiati un paio, scoprendo che erano secchi e friabili. Chiss che tipo di persone vivevano qui, pens.
Il tipo di persone che scappano quando le cose si fanno difficili, si rispose da sola, acida. Si meritavano
che la loro casa venisse occupata.
 Smettila cosa!  chiese Jace. C'era abbastanza buio fuori, ormai, e Clary vedeva il suo viso
riflesso nel vetro. I suoi occhi sembravano neri. Indossava gli abiti da lutto degli Shadowhunters: loro
non si vestivano di nero ai funerali, perch il nero era il colore delle tenute da battaglia. Il colore della
morte era il bianco. La giacca bianca che Jace indossava aveva delle rune scarlatte ricamate su colletto
e polsi. Diversamente dalle rune di guerra, che parlavano di aggressione e di protezione, quelle
parlavano un linguaggio pi delicato, di guarigione e dolore. Jace aveva anche braccialetti di ferro
battuto ai polsi su cui erano incise altre rune simili. Alec era vestito nello stesso modo, tutto in bianco,
con le stesse rune d'oro brunito tracciate sul tessuto. A contrasto, i suoi capelli sembravano ancora pi
neri.
Tutto in bianco, Jace sembrava un angelo, pens Clary. Anche se della schiera dei vendicatori.
 Tu non ce l'hai con Clary n con Simon  disse Alec.
 Almeno  aggiunse aggrottando leggermente la fronte
 non con Simon.
Clary si aspettava una risposta cattiva, ma Jace disse solo:  Clary lo sa, che non ce l'ho con
lei.
Con i gomiti appoggiati allo schienale del divano, Simon alz gli occhi al cielo, ma si limit a
dire:
 Quello che non riesco a capire  come abbia fatto Valentine a uccidere l'Inquisitore. Ero
convinto che le proiezioni non avessero alcun potere sulle cose materiali.
 Non dovrebbero  disse Alec.  Sono solo illusioni. Aria colorata, per cos dire.
 Be', non in questo caso. Valentine ha infilato una mano dentro l'Inquisitore, poi l'ha girata...
 Clary rabbrivid.  C'era un sacco di sangue.
 Un premio speciale per te, no?  disse Jace a Simon.
Simon lo ignor.  C' mai stato un Inquisitore che non abbia fatto una morte orribile?  si
chiese a voce alta.  Sembrano i batteristi degli Spinai Tap.
Alec si pass una mano sulla faccia.  I miei genitori non ne sanno ancora niente  disse. 
E francamente io non ho nessuna voglia di dirglielo.
 Sono di sopra?  chiese Clary.
Alec scosse la testa.  Sono ancora alla necropoli. Alla tomba di Max. Ci hanno mandati qui
perch volevano restare l da soli per un po'.
 E Isabelle?  chiese Simon.  Lei dov'?
L'umorismo, per cos dire, abbandon Jace.  Non vuole uscire dalla sua stanza  disse.  E
convinta che quello che  successo a Max sia colpa sua. Non  nemmeno venuta al funerale.
 Avete provato a parlarle?  chiese Simon.
 No  disse Jace.  L'abbiamo presa a pugni in faccia, ma forse non funziona, tu che dici?
 Sempre meglio chiedere.  Il tono di Simon era mite.
 Le diremo di questa storia, che Sebastian non  veramente Sebastian  disse Alec. 
Magari la far sentire un po' meglio.  convinta che avrebbe dovuto capire che c'era qualcosa di strano,
in Sebastian, ma se era una spia...  Alec scroll le spalle.  Nessuno di noi aveva notato niente di
strano in lui. Nemmeno i Penhallow.
 Io, veramente, avevo notato che era una persona detestabile  precis Jace.
 S, ma solo perch...  Alec sprofond nella poltrona. Era esausto. La sua pelle aveva un
colorito grigiastro, contro il bianco immacolato dei vestiti.  Va be', non importa. Quando Isabelle
scoprir che cosa minaccia di fare Valentine, nulla potr tirarla su di morale.
 Secondo voi lo farebbe davvero?  chiese Clary. 
Manderebbe davvero un esercito di demoni contro i Nephilim? Insomma,  pur sempre uno
Shadowhunter, no? Non pu distruggere tutta la sua gente.
 Non ha avuto scrupoli nemmeno per i suoi figli  ribatt Jace incrociando lo sguardo di
Clary. Rimasero con gli occhi negli occhi.  Che cosa ti fa pensare che potrebbe farsene per la sua
gente?
Alec guard l'uno e l'altra. Dalla sua espressione, Clary cap che Jace non gli aveva detto ancora
niente di Ithuriel. Sembrava perplesso e molto triste.  Jace...
 Questo spiega una cosa  prosegu Jace senza guardare Alee.  Magnus ha usato una runa
di localizzazione su qualcosa che Sebastian ha lasciato in camera sua, per cercare di rintracciarlo, ma
non  riuscito a leggere niente. Zero assoluto.
 Che cosa significa?
 Che erano cose di Sebastian Verlac. Probabilmente il finto Sebastian gliele ha rubate. E se
Magnus non trova nessuna informazione in queste cose, significa che il vero Sebastian...
 Probabilmente  morto  fin Alec.  E il Sebastian che conosciamo noi  troppo furbo per
lasciare in giro qualcosa che possa servire a rintracciarlo. Voglio dire, per trovare una persona non
basta un oggetto qualsiasi. Ci vuole un oggetto strettamente legato a quella persona, come un cimelio di
famiglia, uno stilo, una spazzola con qualche capello, cose del genere.
 Il che  una bella sfortuna  comment Jace.  Se potessimo seguirlo, probabilmente ci
condurrebbe dritti da Valentine. Sono sicuro che  corso dal suo padrone con un rapporto completo. Gli
avr anche riferito la stramba teoria di Hodge, quella del lagoSpecchio.
 Forse non  cos stramba  comment Alec.  Il Conclave ha messo sentinelle a presidiare
tutti i sentieri che conducono al lago e ha attivato delle difese che avvertiranno se qualcuno usa un
Portale per arrivare al lago.
 Fantastico. Sono sicuro che adesso possiamo stare tutti pi tranquilli.  Jace si appoggi
con la schiena al muro.
 Quello che non capisco  disse Simon   perch Sebastian sia rimasto qui. Dopo quello
che ha fatto a Izzy e a Max, non poteva pi continuare la messinscena. Se anche era convinto di aver
ucciso Izzy, invece di averla solo tramortita, come poteva pensare di farla franca, con loro due morti e
lui che stava benissimo? Impossibile. E quindi, perch restare qui dopo la battaglia? Perch venire alla
Guardia a prendere me?. Non credo che gli importasse molto se ne uscivo vivo o morto.
 Ora sei troppo duro con lui  comment Jace.  Sono sicuro che ti avrebbe preferito
morto.
 A dire la verit  intervenne Clary  io credo che sia rimasto per me.
Lo sguardo di Jace si alz di scatto sul suo, con un bagliore dorato.  Per te? Forse sperava in
un altro incontro passionale?
Clary si sent arrossire.  No. E il nostro incontro non  stato passionale. Comunque, non 
questo il punto. Quando  entrato nella Sala degli Accordi ha cercato di portarmi fuori, per parlare a
quattr'occhi. Voleva qualcosa da me, ma non so che cosa.
 O forse, pi semplicemente, voleva te  comment Jace. Vedendo la faccia di Clary,
aggiunse:
 Non in quel senso. Voglio dire che forse voleva portarti da Valentine.
 A Valentine non importa niente di me  disse Clary.  Gli  sempre importato solo di te.
Qualcosa guizz in fondo agli occhi di Jace.  Gli importava di me...? Alla faccia...  La sua
espressione era spaventosamente fosca.  Dopo quello che  successo sulla nave,  a te che 
interessato. Il che significa che devi stare attenta. Molto attenta. Anzi, non ti farebbe male restare in
casa, nei prossimi giorni. Potresti chiuderti nella tua stanza, come Isabelle.
 Non ci penso nemmeno.
 Certo che no  comment Jace.  Perch tu vivi per tormentarmi, vero?
 Non tutto quello che succede, Jace, riguarda te personalmente  replic Clary furiosa.
 Forse non tutto  disse Jace.  Ma, devi ammetterlo, la maggior parte s. Clary represse
l'istinto di urlare.
Simon si schiar la voce.  A proposito di Isabelle, che non era proprio l'argomento della
nostra discussione. Forse per sarebbe meglio discuterne subito, prima che si scateni una lite. Penso
che dovrei parlare con lei.
 Tu?  esclam Alec. E poi, lievemente imbarazzato dal proprio sconcerto, aggiunse
rapidamente:   solo che... non vuole uscire dalla sua stanza nemmeno per la sua famiglia. Perch
dovrebbe uscire per te?
 Forse perch io non sono la sua famiglia  replic Simon. Era in piedi, con le mani nelle
tasche, le spalle ben aperte. Prima, quando era seduta accanto a lui, Clary aveva notato che c'era ancora
una sottile linea bianca intorno alla sua gola, dove Valentine l'aveva tagliato, e c'erano cicatrici anche
sui polsi, sempre in corrispondenza dei tagli. L'incontro col mondo degli Shadowhunters l'aveva
cambiato, non solo in superficie o nel sangue: il cambiamento era pi profondo. Simon aveva la
schiena dritta, la testa alta; si prendeva tutto quello che Jace e Alec gli buttavano addosso e non
sembrava curarsene. Il Simon che una volta avrebbe avuto paura di loro, o che si sarebbe sentito a
disagio, non c'era pi.
Clary sent un'improvvisa fitta al cuore e trasal, quando cap cosa provava: aveva nostalgia di
Simon, del Simon di una volta.
 Voglio fare un tentativo, per capire se Isabelle vuole parlare con me  annunci Simon. 
Non far male a nessuno.
 Ma  quasi buio  obiett Clary.  Abbiamo promesso a Luke e ad Amatis di tornare
prima del tramonto.
 Ti accompagno io  si offr Jace.  Simon pu cavarsela da solo a trovare la strada di casa
al buio. Non  vero, Simon?
 Certo che se la pu cavare!  esclam Alec, come ansioso di riparare al precedente insulto.
  un vampiro, e poi...  aggiunse.  Ah, era una battuta, come non detto.
Simon sorrise. Clary apr la bocca per protestare, ma subito e la chiuse. In parte perch sarebbe
stato irragionevole, e lo sapeva, in parte perch c'era un'espressione negli occhi di Jace, mentre
guardava Simon, che la fece ammutolire per la sorpresa: era divertimento, pens Clary, mescolato a un
po' di gratitudine e forse persino, incredibilmente, a un po' di rispetto.
Non ci voleva molto per arrivare a piedi dalla nuova casa dei Lightwood a quella di Amatis.
Clary avrebbe voluto che fosse pi lontana. Non riusciva a scrollarsi di dosso il pensiero che ogni
momento trascorso con Jace fosse in qualche modo prezioso e limitato, che si stessero avvicinando a
qualche invisibile ultimatum che li avrebbe separati per sempre.
Lo guard di sottecchi. Teneva lo sguardo fisso avanti, come se Clary non ci fosse nemmeno. Il
suo profilo si stagliava nitido contro la stregaluce che illuminava le strade. I capelli gli si arricciavano
sulle guance, senza riuscire a nascondere la cicatrice bianca sulla tempia, dove c'era stato un marchio.
La catenina, a cui era appeso l'anello dei Morgenstern, gli luccicava intorno alla gola. La mano sinistra
non era pi fasciata, ma le nocche erano ancora scorticate. Quindi stava davvero guarendo come un
mondano, come aveva preteso Alec.
Clary rabbrivid. Jace la guard.  Hai freddo?
 Stavo pensando  rispose lei.  Mi sorprende che Valentine abbia ucciso l'Inquisitore e
non Luke. L'Inquisitore  uno Shadowhunter, mentre Luke ... Luke  un Nascosto. In pi, Valentine lo
odia.
 Ma in un certo senso lo rispetta, anche se  un Nascosto  osserv Jace. Clary ricord lo
sguardo che Jace aveva rivolto a Simon poco prima e cerc di non pensarci. Odiava pensare che Jace e
Valentine fossero in qualche modo simili, anche in una cosa cos futile come uno sguardo.  Luke sta
cercando di far cambiare il Conclave, di introdurre un modo nuovo di pensare.  esattamente quello
che ha fatto Valentine a suo tempo, anche se i suoi scopi erano... be', non erano gli stessi. Luke  un
iconoclasta. Vuole il cambiamento. Per Valentine, l'Inquisitore rappresenta il Conclave vecchio e
retrogrado che lui detesta.
 E una volta erano amici  aggiunse Clary.  Luke e Valentine.
 Il marchio di ci che un tempo  stato1  disse Jace.
E Clary cap, dal tono vagamente ironico, che stava citando il verso di una poesia.  Purtroppo,
di solito odi pi profondamente proprio le persone che un tempo hai amato. Immagino che Valentine
abbia in mente qualcosa di speciale per Luke, alla fine di tutto. Una volta che prender il potere.
 Ma lui non prender il potere!  replic Clary. Quando Jace non disse nulla, alz il tono
della voce.  Lui non vincer! Non pu vincere. Non vuole veramente la guerra, non contro i
Cacciatori e i Nascosti insieme...
 Che cosa ti fa pensare che i Cacciatori combatteranno insieme ai Nascosti?  le chiese Jace,
sempre senza guardarla in faccia. Stavano camminando sulla strada lungo il canale e Jace fissava
l'acqua, con la mascella serrata.  Solo perch lo dice Luke? Luke  un idealista.
 E questa sarebbe una brutta cosa?
 Non  una brutta cosa.  solo che io non sono affatto un idealista  ribatt Jace. Clary
prov una fitta gelida al cuore, sentendo il vuoto nella sua voce. Disperazione, rabbia, odio. Queste
sono qualit dei demoni. Jace sta recitando il ruolo che pensa di dover interpretare.
Erano arrivati davanti alla casa di Amatis. Clary si ferm sui gradini e si volt verso di lui. 
Forse
 gli disse.
 Ma non sei nemmeno come lui.
Jace trasal appena, per quelle parole, o forse fu solo per la fermezza nel tono di Clary. Si gir e
la guard, per la prima volta da quando erano usciti dalla casa dei Lightwood.
 Clary...  inizi Jace, ma s'interruppe, trattenendo il respiro.  Hai del sangue sulla
manica. Sei ferita?
Le si avvicin, prendendole il polso. Clary abbass lo sguardo e vide con sorpresa che aveva
ragione: c'era una macchia irregolare, color rosso scarlatto, sulla manica destra del cappotto. La cosa
strana era che il rosso era ancora vivido. Il sangue secco diventava pi scuro, no? Clary aggrott la
fronte.  Non  mio, questo sangue.
Jace si rilass un po' e allent la presa.   dell'Inquisitore?
Clary scosse la testa.  Credo che sia di Sebastian.
 Il sangue di Sebastian?
 S... quando  arrivato nella Sala degli Accordi, l'altra sera, se ti ricordi aveva il viso sporco
di sangue. Credo che sia stata Isabelle a graffiarlo. Comunque, gli ho toccato la faccia e mi sono
macchiata.  Guard la macchia pi da vicino.  Credevo che Amatis mi avesse lavato il cappotto,
ma evidentemente non l'ha fatto.
Si aspettava che Jace le lasciasse il polso, invece lui la trattenne ancora un po', esaminando il
sangue, poi le restitu il braccio, apparentemente soddisfatto.  Grazie.
Clary lo guard per un lungo momento, poi scosse la testa.  Non hai nessuna intenzione di
dirmi cos'hai in mente, vero?
 Nessunissima.
Clary butt in alto le braccia, esasperata.  Io vado. Ci vediamo.
Si gir e sal i gradini della porta d'ingresso. Non seppe mai che, nel momento stesso in cui gli
volt le spalle, il sorriso svan dalla faccia di Jace, il quale rimase a lungo nell'oscurit a guardare la
porta che si era chiusa alle spalle di Clary, rigirando un filo tra le dita.
 Isabelle  chiam Simon. Gli ci erano voluti un paio di tentativi per trovare la sua stanza,
ma i continui Vai via! provenienti da dietro la porta l'avevano convinto che aveva individuato quella
giusta.  Isabelle, fammi entrare.
Ci fu un tonfo soffocato e la porta vibr leggermente, come se Isabelle vi avesse scagliato
qualcosa contro, forse una scarpa.  Non voglio parlare n con te n con Clary. Non voglio parlare
con nessuno. Lasciami in pace, Simon.
 Clary non c'  disse Simon.  E io non me ne vado finch non mi parli.
 Alec!  strill Isabelle.  Jace! Fatelo andare via!
Simon aspett. Dal piano di sotto non arriv alcun rumore. O Alec si era allontanato, oppure
stava facendo finta di niente.  Non ci sono nemmeno loro, Isabelle. Ci sono solo io.
Silenzio. Finalmente Isabelle parl di nuovo. Questa volta la sua voce arriv da molto pi
vicino, come se fosse proprio dietro la porta.  Sei da solo?
 Sono da solo  conferm Simon.
La porta si socchiuse. Isabelle era l, in sottoveste nera, i capelli sciolti e aggrovigliati sulle
spalle. Simon non l'aveva mai vista cos: a piedi nudi, coi capelli in disordine, senza trucco.  Puoi
entrare.
Simon entr passandole accanto. Dalla luce che filtrava dalla porta vide, come avrebbe detto
sua madre, che in quella stanza era passato un tornado. C'erano vestiti sparsi per terra a mucchi, una
sacca da viaggio aperta sul pavimento, come se fosse esplosa. La lucente frusta di Isabelle era appesa a
un angolo del letto, un reggiseno di pizzo bianco a un altro. Simon distolse lo sguardo. Le tende erano
chiuse, le lampade spente.
Isabelle si lasci cadere sul bordo del letto e lo guard con amaro divertimento.  Un vampiro
che arrossisce. Chi l'avrebbe mai detto...  Alz il mento.  Allora? Io ti ho fatto entrare. Dimmi che
cosa vuoi.
Nonostante lo sguardo rabbioso, Simon pens che Isabelle sembrava pi giovane del solito, con
quegli occhioni grandi e neri che spiccavano nella faccia pallida e tirata. Vide le sottili cicatrici bianche
che percorrevano la pelle chiara, sulle braccia nude, la schiena, le clavicole, persino le gambe. Se Clary
rester una Cacciatrice, pens Simon, un giorno sar anche lei cos, tutta cicatrici. Il pensiero non lo
turb come forse sarebbe successo in passato. C'era qualcosa di speciale, nel modo in cui Isabelle
esibiva le proprie cicatrici, quasi ne andasse.
Aveva qualcosa tra le mani, qualcosa che rigirava tra le dita, un piccolo oggetto che nella
penombra emanava qualche pallido bagliore. Simon pens per un momento che fosse un gioiello.
 Quello che  successo a Max  le disse  non  stato colpa tua.
Lei non lo guard. Continu a fissare l'oggetto che aveva in mano.  Sai cos' questo?  gli
chiese, mostrandoglielo. Era un soldatino intagliato nel legno. Uno Shadowhunter giocattolo, con tanto
di tenuta da battaglia dipinta di nero. Il bagliore d'argento che Simon aveva notato era il colore della
piccola spada, ma era molto consunto.  Era di Jace
 spieg Isabelle senza aspettare la risposta.  Era l'unico giocattolo che aveva quando arriv
da Idris. Forse una volta faceva parte di un esercito. Secondo me se l'era fatto lui, ma non ne parlava
mai. Lo portava sempre con s, ce l'aveva sempre in tasca, quand'era piccolo. Poi un giorno ho visto
Max con il soldatino in mano. Jace doveva avere pi o meno tredici anni, allora. Era diventato troppo
grande, per giocarci, e cos l'aveva regalato a Max. Comunque, Max lo teneva in mano, quando l'hanno
trovato. Era come se ci si fosse aggrappato, quando Sebastian... quando Sebastian...
 S'interruppe. Lo sforzo che stava facendo per non piangere era visibile: la bocca era una
smorfia, sghemba e come fuori asse.  Avrei dovuto essere l a proteggerlo, perch si potesse
aggrappare a me, non a uno stupido giocattolo di legno.  Lo scagli sul letto, con gli occhi lucidi.
 Avevi perso i sensi  protest Simon.  Hai rischiato di morire, Izzy. Non c'era niente che
tu potessi fare.
Isabelle scosse la testa e i capelli aggrovigliati le danzarono sulle spalle. Era feroce e selvaggia.
 E tu che ne sai?  gli chiese.  Tu sai che Max era venuto da noi, la notte in cui  morto, per dirci
che aveva visto qualcuno arrampicarsi sulle torri antidemoni? E io gli avevo detto che era stato un
sogno e l'avevo mandato via. E invece aveva ragione. Scommetto che era quel bastardo di Sebastian,
che si stava arrampicando sulle torri per neutralizzare le difese. E Sebastian l'ha ucciso perch non
dicesse a nessuno che cosa aveva visto. Se solo l'avessi ascoltato... Se solo mi fossi presa un secondo
per ascoltarlo, non sarebbe mai successo.
 Non potevi saperlo  replic Simon.  E per quel che riguarda Sebastian... non era il
cugino dei Penhallow. Ha preso in giro tutti.
Isabelle non sembr sorpresa.  Lo so  disse.  Ho sentito quando lo raccontavi ad Alec e a
Jace. Stavo ascoltando dalle scale.
 Stavi origliando?
Isabelle scroll le spalle.  Fino alla parte in cui dicevi che volevi parlare con me. Allora sono
tornata qui. Non mi andava di vederti.  Lo guard di traverso.  Devo rendertene atto, per, tu non
molli mai.
 Senti, Isabelle.  Simon fece un passo avanti. Divent stranamente, improvvisamente
consapevole di quanto fosse poco vestita, per cui evit di metterle una mano sulla spalla o di fare
qualsiasi altro gesto tranquillizzante.  Quando mio padre mor, sapevo che non era colpa mia, ma
continuavo a pensare a tutte le cose che avrei dovuto fare o dire prima che morisse.
 S, be', ma questa  colpa mia  replic Isabelle.  E quello che io avrei dovuto fare era
ascoltare. E quello che ancora posso fare  ritrovare quel bastardo che ha fatto questo e ucciderlo.
 Non sono sicuro che servirebbe...
 Come fai a dirlo?  gli chiese Isabelle.  Hai trovato il responsabile della morte di tuo
padre e l'hai ucciso?
 Mio padre ha avuto un attacco di cuore  spieg Simon.  Quindi, no.
 Quindi non sai di cosa stai parlando, giusto?  Isabelle sollev il mento e lo guard dritto in
faccia.  Vieni qui.
 Cosa?
Gli fece cenno di avvicinarsi con l'indice, imperiosamente.  Vieni qui, Simon.
Con riluttanza, Simon le si avvicin. Quando fu abbastanza vicino, Isabelle lo prese per la
camicia e lo tir gi verso di s. I loro volti erano a pochi centimetri di distanza: Simon not che la
pelle sotto gli occhi di Isabelle era ancora umida e lucida per le lacrime recenti.  Sai di cosa ho
veramente bisogno in questo preciso momento?  gli disse, scandendo bene le parole.
 Uhm  fece Simon.  No...
 Di distrazione  rispose Isabelle. E con un mezzo giro del busto lo tir di peso accanto a s.
Simon cadde sul letto di sulla schiena, in mezzo a un mucchio di vestiti messi alla rinfusa. 
Isabelle  protest debolmente.  Pensi davvero che questo possa farti sentire meglio?
 Fidati  ribatt lei, mettendogli una mano sul petto, sul suo cuore immobile.  Mi sento
gi meglio.
Clary era distesa nel letto, sveglia, con gli occhi fissi su un raggio di luna che disegnava il suo
percorso sul soffitto. Aveva i nervi ancora troppo tesi per gli eventi della giornata e non riusciva a
dormire. Non l'aiutava il fatto che Simon non fosse rientrato per la cena, n dopo cena. Alla fine aveva
espresso le sue preoccupazioni a Luke, che si era infilato il cappotto e aveva fatto un salto dai
Lightwood. Era tornato visibilmente divertito.  Simon sta bene, Clary  le aveva detto.  Va' pure
a letto.  E poi era uscito di nuovo, con Amatis, per un'altra delle loro interminabili riunioni nella Sala
degli Accordi. Chiss, si chiese Clary, se qualcuno aveva lavato via il sangue dell'Inquisitore.
Non avendo nient'altro da fare, Clary era andata a letto, ma il sonno continuava ostinatamente a
sfuggirle. Non faceva che rivedere Valentine che strappava il cuore ad Aldertree. E il modo in cui si era
rivolto a lei e le aveva detto: Se sapessi tutto, terresti la bocca chiusa. Per il bene di tuo fratello, se non
per il tuo. Come se non bastasse, i segreti che aveva appreso da Ithuriel le pesavano sul petto come un
macigno. E sotto tutte quelle ansie c'era la paura, costante come il battito del cuore, che sua madre
morisse. Dov'era Magnus?
Ci fu un fruscio vicino alle tende e un'improvvisa ondata di luce lunare si rivers nella stanza.
Clary balz a sedere sul letto, cercando subito la spada angelica che teneva sul comodino.
 Va tutto bene.  Una mano si pos sulle sue; una mano sottile, segnata da cicatrici,
familiare.  Sono io.
Clary trasal e lui ritrasse la mano!  Jace  esclam.  Che ci fai, qui? Cos' successo?
Per un momento Jace non rispose e Clary si gir per guardarlo, raccogliendo le lenzuola intorno
a s. Si sent arrossire, per il disagio di indossare solo i pantaloni del pigiama e una canottiera leggera.
Ma poi vide la sua espressione e l'imbarazzo svan.
 Jace?  sussurr. Era accanto al letto, e indossava ancora gli abiti da lutto. E non c'era
niente di leggero, sarcastico o distaccato nel modo in cui la stava guardando. Era pallidissimo e i suoi
occhi sembravano spiritati, quasi neri per la tensione.  Stai bene?
 Non lo so  rispose con il tono confuso di chi si  appena risvegliato da un sogno.  Non
volevo venire qui. Ho girato per tutta la notte, non riuscivo a dormire... e continuavo a ritrovarmi qui.
Da te.
Clary si raddrizz sul letto e lasci cadere le lenzuola intorno ai fianchi.  Perch non riuscivi
a dormire?  successo qualcosa?  gli chiese, sentendosi subito molto stupida. Che cosa non era
successo?
Jace, tuttavia, sembr a malapena aver sentito la domanda.  Dovevo vederti  disse, pi a se
stesso che a lei.  So che non  giusto. Ma dovevo farlo.
 Be', siediti, allora  lo invit Clary, spostando le gambe per fagli posto sul bordo del letto.
 Perch cos mi fai paura. Sei sicuro che non sia successo niente?
 Non ho detto questo.  Jace si sedette, rivolto verso di lei. Era cos vicino che Clary
avrebbe potuto piegarsi in avanti e dargli un bacio.
Le si strinse il petto.  Ci sono brutte novit?  tutto... stanno tutti...
 Non brutte  disse Jace.  E neanche novit. Anzi, il contrario di novit.  una cosa che ho
sempre saputo e... probabilmente la sai anche tu. Dio sa se non ho nascosto tutto per bene.  I suoi
occhi scrutavano il volto di Clary, come se volesse mandarlo a memoria.  Quello che  successo
 le disse, esitando   che ho capito una cosa.
 Jace  sussurr Clary. Per nessuna ragione apparente, aveva paura di quello che lui stava
per dire.  Jace, non devi...
 Volevo andare... in un posto  prosegu lui  ma continuavo a sentirmi trascinato qui. Non
riuscivo a smettere di camminare, non riuscivo a smettere di pensare. Alla prima volta che ti ho visto e
a come, da quella volta, non sono pi riuscito a dimenticarti. Ho cercato, ma non ci sono riuscito. Ho
fatto in modo che Hodge mi mandasse a prenderti per portarti all'Istituto. E anche allora, in quello
stupido caff, quando ti ho visto sul divanetto con Simon, sentivo che c'era qualcosa di sbagliato:
dovevo esserci io con te, su quel divanetto. Dovevo essere io quello che ti faceva ridere cos. Non
riuscivo a liberarmi da quella sensazione. Che dovevo essere io. E pi ti conoscevo, pi lo sentivo. Non
mi era mai successo prima. Prima succedeva che desideravo una ragazza e poi la conoscevo e poi non
la desideravo pi. Ma con te la sensazione era sempre pi forte, fino alla notte in cui sei arrivata a
Renwick e ho capito.
E poi scoprire il motivo per cui mi sentivo cos, come se tu fossi una parte di me che avevo
perduto e di cui non sapevo nemmeno di sentire la mancanza, finch non ti ho rivisto. Scoprire che era
perch tu eri mia sorella mi parve davvero una specie di scherzo cosmico. Come se Dio mi stesse
sputando in testa. Non so nemmeno io per cosa, forse per aver pensato che potevo averti, e meritare una
cosa bella come te, ed essere felice. Non riuscivo a immaginare cosa potevo aver fatto per essere punito
in questo modo.
 Se tu sei stato punito  disse Clary  sono stata punita anch'io. Perch tutte le cose che tu
sentivi le sentivo anch'io. Ma non possiamo... Dobbiamo smettere di sentirci cos, perch  la nostra
unica possibilit.
Le mani di Jace erano strette ai suoi fianchi.  La nostra unica possibilit per cosa?
 Per poter continuare a vederci. Perch altrimenti non potremo pi stare vicini, nemmeno
nella stessa stanza. E io non potrei sopportarlo. Preferisco averti nella mia vita anche solo come un
fratello, piuttosto che non averti affatto.
 E io dovrei starmene seduto a guardare mentre tu esci con altri ragazzi e t'innamori di
qualcun altro e ti sposi...?  Gli si indur la voce.  E nel frattempo, guardando te, morirei un po' ogni
giorno.
 No. Per allora non te ne importer pi nulla  replic Clary. Ma si chiese, mentre parlava,
se lei avrebbe potuto sopportare l'idea di un Jace a cui non importava. Non aveva mai pensato cos in l
nel tempo. Quando cerc di immaginare se stessa che guardava Jace che si innamorava di un'altra e la
sposava, non riusc nemmeno a figurarselo, non vide niente se non un tunnel nero e vuoto, davanti a lei,
che si allungava all'infinito.  Ti prego. Se non diciamo niente... se fingiamo...
 E impossibile fingere  disse Jace con assoluta chiarezza.  Io ti amo e ti amer fino alla
morte e, se c' una vita dopo la morte, ti amer anche allora.
Clary trattenne il respiro. Le aveva dette. Le parole da cui non si tornava indietro. Cerc
disperatamente qualcosa da dire, ma non le venne niente.
 E so che pensi che io voglia stare con te solo per... per dimostrare a me stesso che razza di
mostro sono  aggiunse Jace.  E forse sono davvero un mostro. Non so rispondere. Ma quello che
so  che, se c' sangue di demone in me, c' anche sangue umano. E non potrei amarti come ti amo, se
non fossi almeno un po' umano. Perch i demoni vogliono. Ma non amano. Io invece...
Jace si alz, mosso da una sorta di furia improvvisa, e si avvicin alla finestra. Sembrava
smarrito smarrito come lo era stato nella Sala degli Accordi, davanti al corpo di Max.
 Jace?  Quando lui non rispose Clary, allarmata, si alz, lo raggiunse e gli pos una mano
sulla spalla. Jace continu a guardare fuori dalla finestra. I loro riflessi nel vetro erano quasi trasparenti,
i fantasmi di un ragazzo alto e di una ragazza pi piccola, con la mano stretta ansiosamente sulla
manica di lui.  Che cosa succede?
 Non avrei dovuto parlarti cos  ribatt Jace senza guardarla.  Mi dispiace. Probabilmente
 troppo da assorbire tutto insieme. Sembravi... sconvolta.  La tensione che si percepiva nella sua
voce era come elettricit.
 Lo ero  conferm Clary.  Ho passato questi ultimi giorni a chiedermi se mi odiavi. E
quando ti ho visto stasera ero quasi sicuro di s.
 Odiarti?  le fece eco Jace, stupefatto. Le sfior il viso con delicatezza, solo con la punta
delle dita.  Ti ho detto che non riuscivo a dormire. Domani a mezzanotte, o saremo in guerra o
saremo servi di Valentine. Questa potrebbe essere l'ultima notte della nostra vita, sicuramente l'ultima
notte normale, anche se solo vagamente. L'ultima notte in cui andremo a dormire e ci sveglieremo
come sempre. E tutto quello che riesco a pensare,  che voglio passarla con te.
Il cuore di Clary fece una capriola.  Jace...
 Non in quel senso  precis subito lui.  Non ti toccher nemmeno con un dito, se non
vuoi. So che  sbagliato... Dio,  tutto cos sbagliato... Ma voglio solo sdraiarmi con te e svegliarmi con
te, una volta sola, una volta sola nella vita.  C'era disperazione nella sua voce.   solo questa notte.
Nel grande schema della vita, quanto pu contare una notte?
Pensa a come ci sentiremo domattina. Pensa a quanto sar pi difficile fingere che non
c'importa niente l'uno dell'altra davanti a tutti, dopo che avremo passato la notte insieme, anche se
sar solo per dormire. Sar come assaggiare una droga: ci far solo desiderare di averne ancora.
Ma era per questo che Jace le aveva detto tutto ci, cap Clary. Perch non era cos, non per lui:
non c'era niente che potesse peggiorare ancora le cose, come non c'era niente che potesse migliorarle.
Quello che sentiva Jace era definitivo come una condanna all'ergastolo. E lei? Poteva forse dire che era
molto diverso, per lei? E anche se sperava che potesse essere diverso, anche se sperava di potersi un
giorno convincere, con il tempo o con la ragione, o per progressivo logoramento, di non provare pi
quei sentimenti, non importava. Non c'era niente che avesse mai desiderato nella vita pi di quella notte
insieme a Jace.
 Allora chiudi le tende, prima di venire a letto  gli disse.  Non riesco a dormire con tutta
questa luce nella stanza.
L'espressione che pervase il viso di Jace era di pura incredulit. Non si era aspettato di ricevere
un s, si rese conto Clary con sorpresa. Un attimo dopo Jace la prese e la strinse in un abbraccio,
affondando il volto nei suoi capelli ancora arruffati dal sonno.  Clary...
 Vieni a letto  gli disse dolcemente.   tardi.  Si stacc da lui e torn verso il letto, vi
sgattaiol dentro e tir su le lenzuola fino alla vita. Viste cos le cose, Clary riusciva quasi a
immaginare che fossero diverse, che fossero gi passati molti anni, che loro due fossero insieme da
tanto tempo e avessero ripetuto mille volte gesti come quelli, che ogni notte appartenesse a loro.
Appoggi il mento alle mani e lo guard: Jace chiuse le tende, poi si tolse la giacca bianca e l'appese
allo schienale della sedia. Sotto aveva una maglietta grigio chiaro e i marchi scuri che s'intrecciavano
sulle braccia nude brillarono, mentre si sganciava la cintura e l'appoggiava a terra con tutte le armi. Si
slacci gli stivali e se li sfil avvicinandosi al letto. Si distese con cautela vicino a Clary. Sdraiato sulla
schiena, gir la testa verso di lei. Dai bordi delle tende filtrava nella stanza un filo di luce, appena
sufficiente a Clary per distinguere il profilo del suo viso e il bagliore dei suoi occhi.
 Buona notte, Clary  le disse.
Jace teneva le braccia lungo i fianchi, le mani aperte. Sembrava quasi che non respirasse. Del
resto, anche Clary non era sicura di respirare. Fece scivolare una mano sulle lenzuola fino a sfiorare le
sue dita, cos leggermente che, se accanto a lei ci fosse stato un altro, forse non se ne sarebbe neanche
accorta. Ma ora le terminazioni nervose delle dita fremettero dolcemente, come se la sua mano fosse
sopra una fiamma. Sent Jace entrare in tensione, poi rilassarsi. Aveva chiuso gli occhi e le ciglia
proiettavano delle belle ombre sulla linea degli zigomi. La bocca si curv in un sorriso, come se
percepisse lo sguardo di Clary. Clary immagin come sarebbe stato Jace la mattina dopo, al risveglio,
coi capelli arruffati e gli occhi pieni di sonno. Nonostante tutto, il pensiero le diede una scossa di
felicit.
Intrecci le dita alle sue.  Buonanotte  gli sussurr. Tenendolo per mano, come i bambini
delle favole, Clary si addorment al suo fianco, nel buio.
capitolo 15
TUTTO CROLLA
Luke aveva passato gran parte della notte a guardare la luna, che attraversava il tetto trasparente
della Sala degli Accordi come una moneta d'argento che rotolasse sulla superficie di un tavolo di
cristallo. Quando era quasi piena, come quella notte, anche se era in forma umana Luke sentiva acuirsi
il senso della vista e dell'olfatto. In quel momento, per esempio, percepiva nella stanza il sudore del
dubbio e, sotto, quello pi pungente della paura. Percepiva l'inquieta preoccupazione del suo branco,
nella foresta di Brocelind: i lupi aspettavano notizie da lui, camminando incessantemente nel buio tra
gli alberi.
 Lucian!  La voce di Amatis al suo orecchio era bassa ma penetrante.  Lucian!
Strappato dai suoi sogni a occhi aperti, Luke si sforz di mettere a fuoco la scena davanti a s
con gli occhi esausti. Era un gruppetto disomogeneo, quello che aveva almeno accettato di ascoltare il
suo piano, formato da meno persone di quelle che aveva sperato. Molti li conosceva dalla sua vecchia
vita a Idris - i Penhallow, i Lightwood, i Ravenscar - e altrettanti li aveva conosciuti da poco, come i
Monteverde, che gestivano l'Istituto di Lisbona e parlavano un misto di portoghese e inglese, o Nasreen
Chaudhury, severa direttrice dell'Istituto di Mumbai. Il suo sari verde scuro era decorato da un
complesso motivo di rune d'argento cos luminose che, d'istinto, Luke si ritrasse passandole accanto.
 Insomma, Lucian!  stava dicendo Maryse Lightwood. Il volto piccolo e bianco era segnato
dallo sfinimento e dal dolore. Luke non si aspettava che lei e suo marito venissero, invece avevano
accettato non appena lui glielo aveva proposto. Immaginava di dover essere grato per la loro presenza,
anche se il dolore portava Maryse a essere pi aspra del solito.  Sei tu che ci hai voluti tutti qui. Il
meno che puoi fare,  prestarci attenzione.
 Lo sta facendo.  Amatis era seduta con le gambe raccolte sotto di s, come una ragazzina,
ma la sua espressione era ferma.  Non  colpa di Lucian se continuiamo a girare intorno alle stesse
cose da un'ora.
 E continueremo a girarci intorno finch non avremo trovato una soluzione  disse Patrick
Penhallow, con un punta di tensione nella voce.
 Con tutto il rispetto, Patrick  intervenne Nasreen con il suo accento smozzicato  ma
potrebbe non esserci una soluzione. La cosa migliore in cui possiamo sperare  un piano.
 Un piano che non comporti n la schiavit di massa n...  cominci Jia, la moglie di
Patrick, ma si interruppe, mordendosi il labbro. Era una bella donna, snella, molto somigliante a sua
figlia Aline. Luke ricordava quando Patrick era scappato all'Istituto di Pechino e l'aveva sposata. Era
stato una specie di scandalo, perch Patrick avrebbe dovuto sposare una ragazza che i suoi genitori
avevano scelto per lui, a Idris. Ma a lui non era mai piaciuto fare quello che gli ordinavano gli altri,
qualit di cui ora Luke gli era grato.
 N un'alleanza con i Nascosti?  concluse Luke per lei.  Temo che non ci sia modo di
evitarlo.
 Non  questo il problema e lo sai  intervenne Maryse.   la questione dei seggi al
Consiglio. Il Conclave non accetter mai. Ben quattro seggi...
 Non quattro  la corresse Luke.  Uno per il Popolo Fatato, uno per i Figli della Luna e
uno per i Figli di Lilith.
 Le fate, i licantropi, gli stregoni  disse a voce bassa il senhor Monteverde, inarcando le
sopracciglia.  E i vampiri?
 Non mi hanno ancora promesso niente  ammise Luke.  E anch'io non ho promesso
niente a loro. Non muoiono dalla voglia di entrare a far parte del Consiglio: non sono molto amanti
della mia razza, n delle assemblee e delle regole. Ma la porta  aperta anche per loro, se dovessero
cambiare idea.
 Malachi e i suoi non accetteranno mai. E senza il loro appoggio, non avremo abbastanza voti
in Consiglio  mormor Patrick.  E poi, senza i vampiri che possibilit abbiamo?
 Delle buone possibilit  ribatt secca Amatis, che sembrava credere nel piano di Luke pi
di lui.  Ci sono molti Nascosti pronti a combattere con noi e sono molto potenti. Basta pensare agli
stregoni.
Scuotendo la testa, la senhora Monteverde si rivolse al marito.  Questo piano  una follia.
Non funzioner mai. I Nascosti non sono affidabili.
 Ha funzionato, durante la Rivolta  osserv Luke.
La portoghese arricci le labbra.  Solo perch Valentine aveva degli idioti nel suo esercito 
disse.  E come facciamo a sapere che i vecchi membri del Circolo non si rimetteranno con lui,
quando li chiamer a combattere al suo fianco?
 Attenta a quello che dici, senhora  esclam Robert Lightwood. Era la prima volta che
apriva bocca, da pi di un'ora. Era rimasto fermo quasi tutta la sera, immobilizzato dal dolore. Il suo
volto era solcato da rughe profonde che tre giorni prima non c'erano, Luke era pronto a giurarci. Il suo
tormento era evidente nelle spalle contratte e nei pugni chiusi. Luke non poteva certo criticarlo per
questo. Robert non gli era mai piaciuto molto, ma c'era qualcosa di profondamente toccante nel vedere
un uomo cos grande e grosso annientato dal dolore.  Se credi che potrei unirmi a Valentine dopo la
morte di Max...  stato lui a far assassinare il mio bambino...
 Robert  mormor Maryse posandogli una mano sul braccio.
 Se non ci uniamo a lui  replic il senhor Monteverde  tutti i nostri figli potrebbero
morire.
 Se lo pensi davvero, perch sei qui?  Amatis si alz in piedi.  Mi pareva che fossimo
d'accordo.
Anche a me. Luke aveva mal di testa. Era sempre cos, con loro, pens: due passi avanti e uno
indietro. Erano tremendi come le guerre tra i Nascosti. Se solo si fossero visti! Forse sarebbe stato
meglio per tutti risolvere i problemi con un corpo a corpo, come faceva il suo branco.
Un movimento fulmineo alle porte della Sala degli Accordi attir la sua attenzione. Fu un
attimo e, se non fosse stato per la luce della luna piena, forse non l'avrebbe colto e non avrebbe
riconosciuto la figura che stava passando rapidamente davanti alle porte. Si chiese per un momento se
fosse frutto della sua immaginazione. Qualche volta, quando era molto stanco, gli pareva di vedere
Jocelyn, nel guizzo di un'ombra, di un gioco di luce su un muro.
Ma questa volta non era Jocelyn. Luke si alz in piedi.  Mi prendo cinque minuti. Ho bisogno
di un po' d'aria fresca. Torno subito.  Sent i loro sguardi che lo seguivano mentre si avvicinava alle
porte: di tutti, anche di Amatis. Il senhor Monteverde sussurr qualcosa a sua moglie in portoghese.
Luke colse lobo, "lupo", nel flusso di parole. Penseranno che vado fuori per correre in cerchio e
ululare alla luna.
Fuori, l'aria era fresca e pulita, il cielo era grigio ardesia. L'alba arrossava il cielo a est e dava un
riflesso rosa pallido ai gradini di marmo bianco che scendevano dalla porta della Sala degli Accordi.
Jace lo stava aspettando, a met scalinata. Gli abiti bianchi da lutto che indossava colpirono Luke come
uno schiaffo in pieno viso: il ricordo di tutte le perdite che avevano subito e di quelle che avrebbero
dovuto subire.
Che ci fai qui, Jonathan?
Luke si ferm diversi gradini pi in su. 
Jace non disse niente e Luke si rimprover mentalmente per la sua sbadataggine: a Jace non
piaceva essere chiamato Jonathan e di solito reagiva con una risposta piccata. Questa volta, per, non
sembr curarsene. Il volto che lev verso Luke era cupo come quello di tutti gli adulti riuniti nella sala.
Anche se gli mancava ancora un anno per diventare adulto secondo la Legge del Conclave, nella sua
breve vita Jace aveva gi visto cose peggiori di quelle che la maggior parte degli adulti avrebbe potuto
solo immaginare.
 Cercavi i tuoi genitori?
 Vuoi dire i Lightwood?  Jace scosse la testa.  No. Non voglio parlare con loro. Stavo
cercando te.
  per Clary?  Luke scese la scalinata e si ferm un gradino sopra quello di Jace.  Sta
bene?
 Sta bene.  Nominare Clary mise in tensione Jace e questo cre tensione anche in Luke. Ma
Jace non avrebbe mai detto che Clary stava bene, se non fosse stato vero.
 Allora cosa c'?
Jace guard verso le porte della sala.  Come sta andando, l dentro? Progressi?
 Non esattamente  ammise Luke.  Anche se non vogliono arrendersi a Valentine, l'idea
di avere dei Nascosti in Consiglio piace ancora meno. E senza la promessa di un seggio, la mia gente
non combatter.
Gli occhi di Jace brillarono.  Per il Conclave sar una proposta inaccettabile.
 Non devono esserne felici. Devono solo preferirla all'idea di un suicidio in massa.
 Non riusciranno mai a mettersi d'accordo  osserv Jace.  Se fossi in te, gli darei una
scadenza. Il Conclave lavora meglio, se ha delle scadenze da rispettare.
Luke non pot trattenere un sorriso.  Tutti i Nascosti che riuscir a radunare si raccoglieranno
alla Porta Settentrionale all'imbrunire. Se il Conclave avr accettato di combattere con loro, entreranno
in citt. Altrimenti se ne andranno. Non ho potuto dare pi tempo di cos. Dopo, ci rester solo il tempo
di arrivare a Brocelind per mezzanotte.
Jace fischi.  Molto teatrale. Speri che la vista di tutti quei Nascosti ispiri il Conclave, o che
li spaventi?
 Forse un po' tutte e due le cose. Molti membri del Conclave sono associati agli Istituti, come
voi: sono gi abituati alla vista dei Nascosti. Sono i nativi di Idris che mi preoccupano. La vista dei
Nascosti alle porte della loro citt potrebbe gettarli nel panico. D'altro canto, non sar un male che
ricordino quanto sono vulnerabili.
Lo sguardo di Jace corse alle rovine della Guardia, una nera cicatrice sulla collina sopra la citt.
 Non credo che ci sia bisogno di altri promemoria.  Torn a guardare Luke, con gli occhi limpidi
molto seri.  Voglio dirti una cosa e voglio che sia confidenziale.
Luke non pot nascondere la sorpresa.  Perch a me? Perch non ai Lightwood?
 Perch sei tu il capo qui, adesso. E lo sai.
Luke esit. Qualcosa nel volto bianco e stanco di Jace suscitava la sua solidariet, pur
nell'infinita stanchezza: solidariet e desiderio di dimostrare a quel ragazzo, che per tutta la vita era
stato tradito e maltrattato dagli adulti, che non tutti gli adulti erano uguali, che ce n'erano alcuni di cui
si poteva fidare.  Va bene.
 E anche perch  aggiunse Jace  sono sicuro che saprai come spiegarlo a Clary.
 Spiegarle cosa?
 Perch ho dovuto farlo.  Gli occhi di Jace erano grandi, nella luce del sole nascente: lo
facevano sembrare molto pi giovane.  Vado a cercare Sebastian, Luke. So come trovarlo e voglio
seguirlo finch non mi porter da Valentine.
Luke espir di colpo, sorpreso.  Tu sai come trovarlo!
 Magnus mi ha insegnato a usare un incantesimo di localizzazione, quando ero da lui a
Brooklyn. Usammo l'anello di mio padre, per rintracciarlo, ma quella volta non funzion. Per...
 Tu non sei uno stregone, non sei in grado di fare gli incantesimi di localizzazione.
 Ci sono delle rune, come quelle che ha usato l'Inquisitrice per scoprire che ero andato da
Valentine sulla nave. Ma, per farle funzionare, mi serviva qualcosa che appartiene a Sebastian.
 Ne avevamo gi discusso coi Penhallow. Sebastian non ha lasciato niente. La sua stanza 
stata svuotata di tutto, probabilmente proprio per questa ragione.
 Io ho trovato qualcosa  rivel Jace.  Un filo intriso del suo sangue. Non  molto, ma 
abbastanza. Ho provato e ha funzionato.
 Non puoi correre dietro a Valentine da solo, Jace. Non te lo posso permettere.
 Non puoi impedirmelo. A meno che tu non voglia combattere con me qui, su questi gradini.
Ma non vincerai. E lo sai quanto me.  C'era una strana nota nella voce di Jace, un misto di certezza e
disprezzo di s.
 Senti, per quanto tu possa essere determinato a fare la parte dell'eroe solitario...
 Io non sono un eroe  ribatt Jace. La sua voce era chiara e uniforme, come se stesse
ribadendo la pi semplice delle verit.
 Pensa alle conseguenze che avrebbe sui Lightwood, anche se non ti succedesse niente. Pensa
a Clary...
 Credi che non ci abbia pensato, a Clary? Credi che non abbia pensato alla mia famiglia?
Perch credi che stia facendo tutto questo?
 Pensi che abbia dimenticato com', avere diciassette anni?  replic Luke.  Pensare di
avere il potere di salvare il mondo... e non solo il potere, ma anche la responsabilit...
 Guardami  disse Jace.  Guardami e dimmi che sono un diciassettenne qualunque. Luke
sospir.  Non c' niente di qualunque in te.
 E adesso dimmi che  impossibile. Dimmi che quello che sto proponendo non  fattibile. 
Luke non disse nulla e Jace prosegu.  Senti, il tuo  un buon piano, pur con tutti i suoi limiti. Portare
qui i Nascosti e combattere contro Valentine fino alle porte di Alicante.  sempre meglio che restare
fermi e permettergli di calpestarci. Ma Valentine se lo aspetter. Non lo coglierete di sorpresa. Io... io
invece potrei coglierlo di sorpresa. Potrebbe non sospettare che Sebastian  pedinato. Se non altro, 
una possibilit in pi. E noi dobbiamo sfruttare tutte le possibilit che abbiamo.
 Potrebbe essere vero  ammise Luke.  Ma  volere troppo da una persona sola. Anche da
uno come te.
 Ma non capisci? Solo io posso  esclam Jace con un filo di disperazione nella voce. 
Anche se Valentine capisse che lo sto seguendo, potrebbe farmi avvicinare abbastanza per...
 Abbastanza per cosa?
 Per ucciderlo  rispose Jace.  Che altro?
Luke guard il ragazzo in piedi sulle scale, un gradino pi in basso del suo. Avrebbe voluto
essergli pi vicino, vedere in lui Jocelyn come la vedeva in Clary. Ma Jace era sempre e solo se stesso:
chiuso, isolato, separato.  Lo faresti?  gli chiese.  Avresti la forza di uccidere tuo padre?
 S  rispose Jace, con una voce lontana come un'eco.  E adesso viene la parte in cui mi
dici che non posso ucciderlo perch, dopotutto,  pur sempre mio padre, e il parricidio  un crimine
imperdonabile?
 No. Adesso viene la parte in cui ti dico che devi essere molto sicuro di esserne capace 
disse Luke, e con sorpresa si rese conto che una parte di lui aveva gi accettato l'idea che Jace facesse
ci che aveva detto di voler fare. E Luke lo avrebbe lasciato fare.  Perch non puoi fare tutto questo,
tagliare tutti i legami che hai qui e andare a caccia di Valentine da solo, per poi fermarti all'ultimo
ostacolo.
 Lo so  disse Jace.  E ne sono capace.  Distolse lo sguardo da Luke e lo spost sulla
piazza che la mattina precedente era una distesa di corpi.  E stato mio padre a fare di me ci che
sono. E io lo odio per questo. Io posso ucciderlo.  stato lui a fare in modo che fosse cos.
Luke scosse la testa.  Nonostante il modo in cui sei stato cresciuto, Jace, tu ti sei ribellato.
Valentine non ti ha corrotto.
 No  ribatt Jace.  Non ce n' stato bisogno.  Alz gli occhi al cielo, striato di grigio e
di azzurro: gli uccelli avevano iniziato il loro canto mattutino tra gli alberi che coronavano la piazza.
  meglio che vada.
 C' qualcosa che vuoi che dica ai Lightwood?
 No, non dirgli niente. Se la prenderebbero con te, se scoprissero che sei al corrente delle mie
intenzioni e che mi hai lasciato andare. Ho scritto dei biglietti  aggiunse.  Capiranno.
 Allora perch...
 Perch ti ho detto tutto questo? Perch voglio che tu lo sappia. Voglio che te ne ricordi,
mentre fai i tuoi piani di battaglia. Ci sono anch'io, l fuori, a cercare Valentine. se lo trover, ti
mander un messaggio.  Fece un rapido sorriso.  Considerami un piano di riserva.
Luke prese la mano del ragazzo.  Se tuo padre non fosse ci che   gli disse  sarebbe
orgoglioso di te.
Jace sembr sorpreso, arross repentinamente e ritrasse la mano.  Se tu sapessi...  inizi. Si
morse il labbro.  Non importa. Buona fortuna a te, Lucian Graymark. Ave atque vale.
 Speriamo che non sia un vero addio  mormor Luke.
Il sole ora saliva velocemente nel cielo e, quando Jace sollev la testa, aggrottando la fronte per
l'improvvisa intensit della luce, qualcosa nella sua espressione colp Luke: qualcosa, in quel misto di
vulnerabilit e caparbio orgoglio.  Mi ricordi una persona  gli disse senza pensare.  Una persona
che conoscevo anni fa.
 Lo so  disse Jace con una smorfia amara sulle labbra.  Ti ricordo Valentine.
 No  replic Luke con voce assorta. Ma quando Jace si volt, la somiglianza svan,
scacciando i fantasmi del ricordo.  No... non stavo pensando a Valentine.
Nel momento stesso in cui Clary si svegli, prima ancora di aprire gli occhi, cap subito che
Jace non c'era pi. La sua mano, ancora tesa sul letto, era vuota: non c'erano pi altre dita che
ricambiavano la pressione delle sue. Si mise lentamente a sedere, con una stretta al petto.
Jace doveva aver chiuso le tende prima di andarsene, perch le finestre erano aperte e brillanti
fasci di luce filtravano tra le fessure del tessuto e rigavano il letto. Clary si chiese perch la luce non
l'avesse svegliata. Dalla posizione del sole, doveva essere gi pomeriggio. Si sentiva la testa pesante,
intontita, gli occhi appannati. Forse era perch quella notte non aveva avuto incubi, per la prima volta
da tanto tempo, e il corpo stava recuperando il sonno perso.
Solo quando si alz not sul comodino un foglietto ripiegato. Lo prese con un sorriso che le
aleggiava sulle labbra: Jace le aveva lasciato un biglietto! Quando qualcosa di pesante scivol da sotto
la carta e cadde a terra, fu cos sorpresa che fece un salto indietro, pensando che fosse qualcosa di vivo.
Vide sul pavimento una spira di metallo luminoso. Cap cos'era prima ancora di chinarsi a
raccoglierlo: la catenina con l'anello d'argento che Jace portava al collo. L'anello della sua famiglia.
Rare volte lo aveva visto senza. E un'improvvisa sensazione di paura la travolse.
Apr il biglietto e lesse attentamente le prime righe: Nonostante tutto, non sopporto il pensiero
che questo anello vada perso per sempre, come non sopporto il pensiero di lasciare te per sempre. E se
per una cosa non ho scelta, almeno per l'altra posso scegliere.
Il resto della lettera sembr sciogliersi in un'accozzaglia di parole prive di senso. Clary dovette
rileggerla molte volte, per capirci qualcosa. Quando finalmente comprese, rimase immobile, lo sguardo
fisso sul foglio che fremeva al tremore della sua mano. Ora capiva perch Jace le aveva detto quelle
cose e perch non importava se era una sola notte. Potevi dire qualsiasi cosa, a qualcuno che pensavi di
non rivedere mai pi.
Non le rimase alcun ricordo, in seguito, di come o quando avesse deciso cosa fare, n di aver
cercato qualcosa da indossare. In un modo o nell'altro si trov a correre gi per le scale, con la tenuta
da Cacciatrice, la lettera in mano e la catenina con l'anello frettolosamente infilata al collo.
Il salotto era deserto, il fuoco nel caminetto spento e restava solo cenere grigia, ma dalla cucina
venivano luce e rumore: un chiacchiericcio di voci e il profumo di qualcosa che cuoceva sul fuoco.
Pancakes per colazione?, pens Clary sorpresa. Non avrebbe mai pensato che Amatis fosse capace di
farli.
E aveva ragione. Quando entr in cucina, Clary sgran gli occhi: c'era Isabelle ai fornelli, i
lucidi capelli scuri raccolti in un nodo sulla nuca, un grembiule legato alla cintura e un cucchiaio in
mano. Simon era seduto sul tavolo alle sue spalle, i piedi appoggiati a una sedia. E Amatis, invece di
dirgli di togliere i piedi dai suoi mobili, era appoggiata al ripiano della cucina con un'aria sommamente
divertita.
Isabelle agit il cucchiaio in segno di saluto.  Buongiorno  disse a Clary.  Vuoi fare
colazione? Anche se credo che sia pi l'ora di pranzo.
Senza parole, Clary guard Amatis, che strinse le spalle.
 Sono capitati qui e hanno voluto preparare la colazione
 disse.  Tanto io non sono una brava cuoca.
Clary ripens all'orrenda zuppa di Isabelle all'Istituto e represse un brivido.  Dov' Luke?
 Nella foresta di Brocelind con il branco  disse Amatis.  Va tutto bene, Clary? Sembri un
po'...
 Spiritata  concluse Simon per lei.  Va tutto bene?
Per un momento, Clary non riusc a pensare a una risposta. "Sono capitati qui", aveva detto
Amatis. Il che significava che Simon aveva passato la notte con Isabelle. Lo fiss. Non sembrava
diverso dal solito.
 Sto bene  disse. Quello non era certo il momento di preoccuparsi per la vita sentimentale
di Simon.  Devo parlare con Isabelle.
 Parla  lo incoraggi Isabelle, muovendo un oggetto informe sul fondo della padella che,
temeva Clary, sarebbe dovuto essere un pancake.  Ti ascolto.
 Da sole  precis Clary.
Isabelle si accigli.  Non puoi aspettare? Ho quasi finito.
 No  rispose Clary, e qualcosa nel suo tono di voce mise subito in allerta Simon.  Non
posso aspettare.
Simon scivol gi dalla tavola.  Bene. Allora vi lasciamo un po' di privacy  annunci. Poi,
rivolto ad Amatis, disse:  Forse potresti mostrarmi quelle foto di Luke da piccolo.
Amatis lanci un'occhiata preoccupata a Clary, ma segu Simon nell'altra stanza.  Immagino
di s...
Isabelle scosse la testa, quando la porta si chiuse alle loro spalle. Qualcosa le luccicava sulla
nuca: un coltello sottile, elegante, infilzato come fermacapelli. Nonostante il quadretto domestico,
Isabelle restava pur sempre una Cacciatrice.  Senti  disse a Clary.  Se  per Simon...
 Non  per Simon.  per Jace.  Le mise in mano il biglietto.  Leggi questo.
Con un sospiro, Isabelle spense il fuoco, prese il biglietto e si sedette a leggerlo. Clary scelse
una mela dal cestino sul tavolo e si sedette, mentre Isabelle, di fronte a lei, leggeva in silenzio. Clary
mordicchiava la buccia della mela: non riusciva a pensare all'idea di mangiare, n la mela, n altro, mai
pi.
Isabelle alz gli occhi dal biglietto, con le sopracciglia inarcate.  Sembra un po'... personale.
Sei sicura che dovrei leggerlo?
Probabilmente no. Clary riusciva a malapena a ricordare le parole della lettera; in qualsiasi altra
situazione, non l'avrebbe mai mostrata a Isabelle, ma il panico per Jace superava ogni altro timore.
 Tu leggila.
Isabelle torn a concentrarsi sul biglietto. Quand'ebbe finito, lo pos sul tavolo.  Temevo che
potesse fare una cosa del genere.
 Capisci? Ma non pu essere partito da molto e non pu essere lontano.  Le parole di Clary
inciampavano le une sulle altre.  Dobbiamo inseguirlo e...  S'interruppe, perch la sua mente aveva
finalmente elaborato quello che Isabelle aveva appena detto.  Temevi che potesse fare una cosa del
genere? In che senso?
 Esattamente in quel senso.  Isabelle si spinse dietro l'orecchio una ciocca di capelli.  Da
quando Sebastian  sparito, tutti discutono su come trovarlo. Ho messo a soqquadro la sua stanza, dai
Penhallow, cercando una qualsiasi cosa utile per rintracciarlo... ma non c'era niente. Avrei dovuto
sapere che, se Jace avesse trovato qualcosa di utile per rintracciare Sebastian, sarebbe partito come una
freccia.  Si mordicchi il labbro.  Avrei preferito che portasse Alec con s. Alee non ne sar
contento.
 Quindi pensi che Alec vorr andarlo a cercare?  chiese Clary, con rinnovata speranza.
 Clary.  Isabelle sembrava un filo esasperata.  Come facciamo ad andarlo a cercare?
Come facciamo a farci anche solo una vaga idea di dove possa essere andato?
 Ma ci deve pur essere un modo...
 Potremmo provare a localizzarlo, ma Jace avr sicuramente trovato un modo per bloccare la
localizzazione, proprio come Sebastian.
Una gelida rabbia riboll nel petto di Clary.  Ma tu vuoi trovarlo oppure no? T'importa
qualcosa, che sia partito per quella che  praticamente una missione suicida? Non pu affrontare
Valentine da solo!
 Probabilmente no  riconobbe Isabelle.  Ma sono sicura che Jace ha le sue ragioni per...
 Per cosa? Per voler morire?
 Clary.  Gli occhi di Isabelle si accesero di un'improvvisa fiamma di rabbia.  Tu pensi
che noi qui siamo al sicuro? Siamo tutti in attesa della nostra fine: o morti o schiavi. Ce lo vedi, Jace, a
fare una cosa del genere? A restare qui seduto ad aspettare che succeda qualcosa di terribile? Ce lo
vedi...?
 Quello che vedo  che Jace  tuo fratello tanto quanto Max  replic Clary.  E di quello
che  capitato a lui, t'importava.
Se ne pent nel momento stesso in cui lo disse: la faccia di Isabelle sbianc, come se le parole di
Clary avessero prosciugato tutto il colore dalla sua pelle.  Max  rispose Isabelle, con furia
controllata  era un bambino, non un guerriero. Aveva nove anni. Jace  un Cacciatore, un soldato. Se
combattiamo contro Valentine, credi che Alec non sar nella battaglia? Credi che noi tutti non siamo
pronti, in qualsiasi momento, a morire, se dobbiamo farlo, se la causa  abbastanza importante?
Valentine  il padre di Jace,- Jace probabilmente ha pi possibilit di tutti noi di avvicinarsi a lui, di
fare ci che deve fare.
 Valentine uccider Jace, se dovr  disse Clary.  Non lo risparmier.
 Lo so.
 Ma se anche dovesse morire, conta solo che Jace esca di scena dopo essersi coperto di gloria.
Non ne sentirai la mancanza?
 Sentir la sua mancanza ogni singolo giorno  replic Isabelle.  Per il resto della mia
vita, che, ammettiamolo, se Jace fallisce, durer pi o meno un'altra settimana.  Scosse la testa. 
Tu non capisci, Clary. Tu non capisci com' vivere sempre in guerra, crescere fra battaglie e sacrifici di
ogni genere. Immagino che non sia colpa tua, ma di come sei stata cresciuta.
Clary alz le mani.  Capisco eccome. So che non ti sto simpatica, Isabelle, perch ai tuoi
occhi sono solo una mondana.
 Tu credi che sia per questo che...  Isabelle s'interruppe. I suoi occhi brillavano non solo di
rabbia, ma anche, vide Clary con sorpresa, di lacrime.  Dio, non capisci proprio niente, vero? Tu
conosci Jace, da quanto? Da un mese? Io lo conosco da sette anni. E da quando lo conosco non l'ho mai
visto innamorarsi, non l'ho mai visto nemmeno trovare una persona che gli piacesse. Usciva con le
ragazze, certo. Le ragazze si innamoravano sempre di lui, ma a lui non importava mai niente. Credo
che fosse per questo che Alec pensava...  Isabelle si ferm un momento, perfettamente immobile. Sta
cercando di non piangere, pens Clary meravigliata. Isabelle, che non piangeva mai...  Anche mia
madre... Insomma, qual  l'adolescente che non si prende mai una cotta per nessuno? Era sempre come
se fosse un po' assente, quando c'erano di mezzo altre persone. Io pensavo che la storia con suo padre
avesse provocato danni permanenti in lui, che non riuscisse pi ad amare nessuno. Se solo avessi
saputo che cosa era veramente successo... Ma anche cos, probabilmente avrei pensato la stessa cosa,
no? Insomma, chi non avrebbe subito danni da una cosa del genere?
E poi abbiamo incontrato te, ed  stato come se Jace si risvegliasse. Tu non te ne accorgevi,
perch non l'avevi mai visto diverso da cos. Ma io lo vedevo. Hodge lo vedeva. Alec lo vedeva. Perch
credi che Alec ti odiasse tanto? Jace era cambiato dal momento in cui ti aveva incontrato. Tu pensavi
che fosse sorprendente il fatto di poterci vedere, e lo era, ma quello che era davvero sorprendente per
me era che Jace vedesse te. Non faceva altro che parlare di te, tornando all'Istituto,- poi ha convinto
Hodge a mandarlo a cercarti; e quando ti ha riportato qui, non voleva pi che te ne andassi. Ogni volta
che entravi nella stanza, lui ti guardava. Ed era anche geloso di Simon. Non sono sicura che se ne
rendesse conto, ma era cos. Io lo capivo. Geloso di un mondano. E poi, dopo quello che  successo a
Simon alla festa,  stato pronto ad andare con te all'Hotel Dumort, a infrangere la Legge del Conclave.
E tutto per salvare un mondano che non gli stava nemmeno simpatico. L'ha fatto per te. Perch, se fosse
successo qualcosa a Simon, tu avresti sofferto. Tu sei stata la prima persona estranea alla sua famiglia
della cui felicit si sia mai preoccupato. Perch ti amava.
A Clary sfugg un singhiozzo soffocato.  Ma tutto questo  stato prima che...
 Prima che scoprisse che eri sua sorella. Lo so. E non ti biasimo, per questo. Tu non potevi
saperlo. E immagino che non potessi evitare nemmeno di partire in quarta e metterti subito con Simon
come se non te ne fosse mai importato niente di lui. Pensavo che Jace, dopo aver scoperto che eri sua
sorella, avrebbe lasciato perdere, avrebbe superato la cosa. Ma non  successo, non c' riuscito. Non so
che cosa gli abbia fatto Valentine, quando era bambino. Non so se sia per questo che  diventato cos, o
se semplicemente  fatto cos, ma non gli passer mai, Clary. Non ce la fa. E io ho cominciato a
detestare la tua presenza. E a detestare che Jace si trovasse in tua presenza. E' come una ferita da veleno
di demone: devi lasciarla stare e aspettare che guarisca. Ogni volta che togli la benda, non fai altro che
riaprire la ferita. Ogni volta che Jace ti vede,  come strappare la benda dalla stessa ferita.
 Lo so  sussurr Clary.  Come credi che sia per me?
 Non lo so. Io non riesco a leggere i tuoi sentimenti. Tu non sei mia sorella. Io non ti odio,
Clary. Anzi, addirittura mi piaci. Se fosse possibile, non vorrei nessun'altra, per Jace. Ma spero che tu
mi possa capire quando dico che, se per miracolo usciremo vivi da questa storia, spero tanto che la mia
famiglia si trasferisca in un posto molto lontano da qui, in modo da non doverti rivedere mai pi.
Le lacrime bruciavano negli occhi di Clary. Era strano: lei e Isabelle sedute a quel tavolo, a
piangere per Jace, per ragioni che erano al contempo molto diverse ma anche stranamente simili. 
Perch mi dici tutto questo?
 Perch mi stai accusando di non voler proteggere Jace. Invece io voglio proteggerlo. Perch,
secondo te, mi sono arrabbiata tanto, quando ti sei presentata dai Penhallow? Tu ti comporti come se
non fossi parte di tutto questo, del nostro mondo. Resti sempre ai margini. Invece ne sei parte, eccome.
Anzi, ne sei al centro. Non puoi fingere per sempre di essere solo una comparsa, Clary, non se sei la
figlia di Valentine. Non se Jace sta facendo quello che sta facendo anche per colpa tua.
 Anche per colpa mia?
 Perch credi che sia cos smanioso di rischiare la vita? Perch credi che non gli importi
niente di morire?
Le parole di Isabelle penetrarono nelle orecchie di Clary come aghi affilati. Lo so io, il perch,
pens.  perch crede di essere un demone, crede di non essere veramente umano. Ecco perch... Ma
non posso dirtelo, non posso dirti l'unica cosa che potrebbe farti capire.
 Ha sempre pensato che ci fosse qualcosa di strano in lui  continu Isabelle.  E adesso,
per colpa tua, crede di essere dannato per sempre. Ho sentito che lo diceva ad Alec. Perch uno non
dovrebbe rischiare la vita, se non vuole pi vivere? Perch non dovrebbe rischiare la vita, se non sar
mai felice, per quanti sforzi possa fare?
 Isabelle, basta cos.  La porta si era aperta, quasi senza rumore, e sulla soglia c'era Simon.
Clary aveva quasi dimenticato quanto si fosse potenziato il suo senso dell'udito.  Non  colpa di
Clary.
Un rossore si accese sul volto di Isabelle.  Resta fuori da questa storia, Simon. Tu non sai che
cosa sta succedendo.
Simon entr in cucina, chiudendosi la porta alle spalle.  Ho sentito quasi tutto quello che
avete detto  annunci senza tanti giri di parole.  Nonostante il muro. Tu hai detto che non sai che
cosa prova Clary perch non la conosci da abbastanza tempo. Be', io s. Se credi che Jace sia l'unico a
soffrire, ti sbagli.
Silenzio. La ferocia dell'espressione di Isabelle si stava attenuando. Come in lontananza, a
Clary sembr di sentir bussare alla porta: Luke, probabilmente,- o Maia, con altro sangue per Simon.
 Non se n' andato per colpa mia  disse Clary e il suo cuore cominci a battere forte. Posso
rivelare il segreto di Jace, ora che se n' andato? Posso rivelare la vera ragione per cui se n' andato?
La vera ragione per cui non gli importa niente di morire? Le parole cominciarono a sgorgarle da
dentro, quasi contro la sua volont.  Quando io e Jace siamo stati alla tenuta di campagna di
Wayland, quando siamo andati a cercare il Libro Bianco...
Ma s'interruppe, perch la porta della cucina si spalanc. C'era Amatis sulla porta, con la pi
strana delle espressioni sulla faccia. Per un momento Clary pens che fosse spaventata e il cuore le
balz in petto. Ma non era paura, quella sul volto di Amatis, non esattamente. Aveva la stessa
espressione di quando Clary e Luke si erano presentati alla sua porta. Era come se avesse visto un
fantasma.  Clary  disse lentamente.  C' qualcuno, qui, che vuole vederti...
Prima che finisse, quel qualcuno la spinse da parte ed entr in cucina. Amatis si spost e Clary
vide l'intrusa: una donna snella, vestita di nero. La prima cosa che not fu la tenuta da Cacciatrice, e in
un primo momento non la riconobbe. Poi i suoi occhi si posarono sul volto della donna e Clary si sent
cadere lo stomaco, com'era successo quando con Jace era volata gi dal tetto del Dumort sulla moto
demoniaca: una caduta di dieci piani.
La Cacciatrice era sua madre.
parte terza
LA STRADA PER IL PARADISO
Oh s, lo so: fu facile la strada per il paradiso. Trovammo il piccolo regno della nostra passione,
Aperto a tutti coloro che calcano la strada degli amanti. In selvaggia e segreta felicit cademmo; E
strepitavano nei nostri sensi demoni e dei.
(SIEGFRIED SASSOON, L'amante imperfetto)
capitolo 16
ARTICOLI DI FEDE
Dalla sera in cui era tornata a casa e aveva scoperto che sua madre era sparita, Clary si era
immaginata talmente tante volte di rivederla sana e salva, che i suoi sogni avevano assunto l'aspetto di
una foto sgualcita a furia di essere presa in mano e guardata. Ora, tutte quelle immagini le salirono agli
occhi, occhi increduli e sgranati: immagini in cui sua madre, guarita e felice, l'abbracciava e le diceva
quanto aveva sentito la sua mancanza, promettendole che da quel momento in poi sarebbe andato tutto
bene.
La madre della sua immaginazione somigliava ben poco alla donna che aveva di fronte. Clary
ricordava una Jocelyn delicata e artistica, un po' bohemienne, con quelle tute macchiate di colore, i
capelli rossi raccolti in due codini o avvolti in uno scomposto chignon e fermati da una matita. Questa
Jocelyn era lustra e affilata come un coltello, i capelli severamente raccolti sulla nuca, non un ricciolo
fuori posto; il nero rigoroso della tenuta da battaglia la faceva sembrare pi pallida e pi dura. E anche
la sua espressione non era quella che Clary aveva immaginato: invece del puro piacere, c'era qualcosa
di pi simile all'orrore, nel modo in cui guardava Clary con gli occhi verdi sgranati.  Clary  disse
con un filo di voce.  I tuoi vestiti.
Clary si guard. Aveva indosso la tenuta nera di Amatis, esattamente quello da cui sua madre,
per tutta la vita, aveva cercato di tenerla lontana. Clary mand gi il nodo che le bloccava la gola e si
alz, aggrappandosi al bordo del tavolo con entrambe le mani. Vedeva le nocche sbiancate, ma le mani
sembravano in qualche modo staccate dal resto del corpo, come se appartenessero a qualcun altro.
Jocelyn fece un passo verso di lei, tendendo le braccia.
 Clary...
E Clary si ritrov ad arretrare cos rapidamente che sbatt l'osso sacro contro il ripiano della
cucina. Ma quasi non si accorse della fitta di dolore. Aveva gli occhi fissi su sua madre. Anche Simon,
che era letteralmente rimasto a bocca aperta. E anche Amatis, sbalordita.
Isabelle si alz, mettendosi tra Clary e sua madre. La mano scivol sotto il grembiule e Clary
ebbe la sensazione che stesse per estrarre la sottile frusta di elettro.  Che succede qui?  chiese
Isabelle.  Tu chi sei?
La voce forte di Isabelle vacill appena, quando colse l'espressione sul volto di Jocelyn: la
donna la stava fissando con una mano sul cuore.
 Maryse!  La sua voce era appena un sussurro.
Isabelle si stup.  Come fai a conoscere il nome di mia madre?
Un rossore sal repentino sul viso di Jocelyn.  Ma certo. Tu sei la figlia di Maryse.  solo
che... le somigli cos tanto!  Abbass lentamente la mano.  Io sono Jocelyn Fr... Fairchild. Sono la
madre di Clary.
Isabelle tir fuori la mano da sotto il grembiule e si gir verso Clary con gli occhi pieni di
confusione.  Ma eri all'ospedale... a New York...
 Ero  conferm Jocelyn con voce pi ferma.  Ma grazie a mia figlia, adesso sto bene. E
vorrei stare un momento da sola con lei.
 Non sono sicura  intervenne Amatis  che lei voglia stare un momento da sola con te. 
Le mise una mano sulla spalla.  Deve essere stato uno shock, per Clary.
Jocelyn scroll via la mano di Amatis e si avvicin a sua figlia, tendendole le braccia. 
Clary...
Finalmente Clary ritrov la voce. Era una voce fredda, di ghiaccio, cos arrabbiata che sorprese
anche lei.  Come ci sei arrivata fin qui, Jocelyn?
Sua madre si ferm di botto, con un'espressione incerta sul viso.  Attraverso un Portale. Sono
arrivata appena fuori citt, con Magnus Bane. Ieri  venuto da me in ospedale. Mi ha portato l'antidoto.
Mi ha raccontato tutto quello che hai fatto per me. E da quando mi sono svegliata, ho desiderato solo
rivederti.  Le si spense la voce.  Clary, c' qualcosa che non va?
 Perch non mi hai mai detto che avevo un fratello?  sbott Clary. Non era questo che
avrebbe dovuto dire, non era nemmeno quello che aveva in mente di dire. Ma ormai era fatta.
Jocelyn abbass le mani.  Credevo che fosse morto. Credevo che saperlo ti avrebbe solo fatto
del male.
 Lascia che ti dica una cosa, mamma  disse Clary.  Sapere  meglio di non sapere.
Sempre.
 Mi dispiace...  inizi Jocelyn.
 Ti dispiace?  La voce di Clary si alz. Era come se qualcosa dentro di lei si fosse strappato
e ora tutto sgorgasse fuori, tutta l'amarezza, tutta la rabbia repressa.  Potresti spiegarmi perch non
mi hai mai detto che ero una Shadowhunter? O che mio padre era ancora vivo? Oh, e che mi dici del
piccolo particolare di aver pagato Magnus per rubarmi i ricordi?
 Stavo solo cercando di proteggerti...
 Be', hai fatto un pessimo lavoro!  Clary stava gridando.  Che cosa ti aspettavi che mi
succedesse, quando tu sei sparita? Se non fosse stato per Jace e gli altri, ora sarei morta. Non mi hai
mai insegnato come proteggermi. Non mi hai mai detto quanto fossero pericolose le cose, nella realt.
Che cosa pensavi? Che se io non vedevo le brutte cose, loro non avrebbero visto me?  Le bruciavano
gli occhi.  Tu sapevi che Valentine non era morto. L'hai detto a Luke.
 Per questo ho dovuto nasconderti  spieg Jocelyn.  Non potevo rischiare che scoprisse
dov'eri. Non potevo permettergli di toccarti perch...
 Perch ha trasformato il tuo primo figlio in un mostro  disse Clary  e non volevi che
facesse lo stesso con me?
Sconvolta e ammutolita, Jocelyn riusc solo a fissare sua figlia.  S  disse alla fine.  S,
ma non  solo questo, Clary...
 Tu mi hai rubato tutti i ricordi  ribad Clary.  Me li hai portati via. Mi hai portato via ci
che sono.
 Non era ci che sei!  grid Jocelyn.  Non volevo che quello fosse ci che sei...
 Non importa quello che volevi tu!  grid Clary.   quello che sono io! Tu mi hai portato
via tutto. E non era roba tua!
Jocelyn era grigia come la cenere. Gli occhi di Clary si riempirono di lacrime. Non sopportava
di vedere sua madre cos, ferita, eppure era proprio lei che la stava ferendo. E sapeva che, se avesse
aperto di nuovo la bocca, altre terribili parole ne sarebbero uscite, ancor pi crudeli, ancor pi feroci. Si
chiuse la bocca con le mani e scapp via, respingendo sua madre, e la mano tesa di Simon. Voleva solo
andare via. Alla cieca, spalanc la porta d'ingresso e piomb in strada. Alle sue spalle qualcuno chiam
il suo nome, ma lei non si gir. Stava gi correndo.
Jace si sorprese, scoprendo che Sebastian aveva lasciato il cavallo dei Verlac nelle stalle, invece
di usarlo per la fuga, la notte in cui era sparito. Forse aveva temuto che Wayfarer potesse in qualche
modo essere localizzato.
Prov soddisfazione nel sellare lo stallone e nel salirci in groppa e condurlo fuori dalla citt. Se
Sebastian avesse voluto Wayfarer, non l'avrebbe certo lasciato l. E poi, il cavallo non era veramente
suo. Comunque, Jace adorava i cavalli. Aveva dieci anni l'ultima volta che ne aveva cavalcato uno, ma
il ricordo, not con piacere, riaffior rapidamente.
C'erano volute sei ore di cammino dalla tenuta di campagna dei Wayland fino ad Alicante. Ma
ne bastarono appena due ore per tornare indietro al galoppo. Quando si fermarono, su un'altura che si
affacciava sulla casa e sui giardini, sia Jace sia il cavallo erano coperti da un velo di sudore.
Le difese depistanti che nascondevano la tenuta erano state distrutte insieme alle fondamenta
della casa. Ormai dell'edificio, un tempo cos elegante, restava soltanto un mucchio di pietre fumanti. I
giardini bruciacchiati conservavano ancora i ricordi di quando Jace bambino aveva vissuto l. C'erano i
roseti, ora spogliati dei boccioli e invasi dalle erbacce; le panchine di pietra vicino agli stagni svuotati;
e la cavit nel terreno dove Jace aveva abbracciato Clary, la notte in cui la tenuta era crollata. Tra gli
alberi si vedeva il bagliore azzurro del lago.
Un'onda di amarezza travolse Jace, che infil una mano in tasca e tir fuori uno stilo: l'aveva
preso in prestito dalla stanza di Alec prima di partire, in sostituzione di quello che Clary aveva perso.
Alee non avrebbe avuto difficolt a procurarsene un altro. Poi prese il filo che aveva strappato dalla
manica del cappotto di Clary, macchiato di sangue a un capo. Lo tenne sul palmo e chiuse forte il
pugno, tanto da far sbiancare le nocche. Con lo stilo tracci una runa sul dorso della mano. Il pizzicore
era pi familiare che doloroso. Guard la runa penetrare nella pelle, come una pietra nell'acqua, e
chiuse gli occhi.
Invece dell'interno delle palpebre, Jace vide una valle. Era su un'altura e la vedeva dall'alto.
Sapeva esattamente dove si trovava, come se stesse osservando una mappa che indicava la sua
posizione. Anche l'Inquisitrice aveva saputo localizzare esattamente la nave di Valentine sull'Est River,
ricord Jace. Ecco come faceva a saperlo, pens. Ogni dettaglio era nitido, ogni filo d'erba, la spruzzata
di foglie secche ai suoi piedi... ma non c'era alcun suono. Il silenzio che dominava la scena era
inquietante.
La valle era a ferro di cavallo, con un'estremit pi stretta dell'altra. L'argenteo nastro d'acqua di
un torrente la percorreva al centro e spariva tra le rocce, all'estremit pi stretta. Accanto al ruscello
c'era una casa di pietra grigia con un filo di fumo bianco che usciva sbuffando dal comignolo
squadrato. Era una scena stranamente pastorale, serena, sotto l'azzurro sguardo del cielo. Mentre Jace
osservava, una figura snella entr in scena. Sebastian. Ora che non doveva pi preoccuparsi di fingere,
la sua arroganza era palese nella camminata, nella postura delle spalle, nel lieve ghigno sul viso.
Sebastian si inginocchi sulla riva del ruscello e vi immerse le mani, gettandosi dell'acqua sul viso e sui
capelli.
\'7dace apr gli occhi. Sotto di lui, Wayfarer brucava l'erba soddisfatto. Il ragazzo rimise in tasca
lo stelo e il filo e, con un'ultima occhiata alle rovine della casa in cui era cresciuto, prese le redini e
affond i talloni nei fianchi del cavallo.
Clary era distesa sull'erba in cima alla collina della Guardia e guardava imbronciata la citt di
Alicante. La vista da lass era spettacolare, doveva ammetterlo. Si vedevano i tetti della citt, con le
eleganti incisioni e i galletti segnavento decorati da rune, e la vista si estendeva oltre le guglie della
Sala degli Accordi, verso qualcosa che luccicava in lontananza, come il bordo di una moneta d'argento.
Il lago Lyn? Le rovine nere della Guardia incombevano alle sue spalle e le torri antidemoni brillavano
come cristalli. Clary ebbe persino la sensazione di poter vedere le difese, vibranti di luce come una rete
invisibile intessuta intorno ai confini della citt.
Si guard le mani. Aveva strappato diverse manciate d'erba negli ultimi impeti di rabbia e le sue
dita erano impiastricciate di terra e di sangue, dove un'unghia si era rotta. Sbollita la rabbia, le restava
ora un profondo senso di vuoto. Non si era mai resa conto di quanto rancore provasse nei confronti di
sua madre. Solo quando Jocelyn aveva varcato la soglia della cucina e Clary aveva potuto accantonare
tutta l'angoscia che aveva provato quando la sua vita era in pericolo, solo allora aveva capito che cosa
covava sotto. Ora che era pi calma, si chiese se una parte di s avesse voluto punire Jocelyn per quello
che era successo a Jace. Se non gli fossero state raccontate tante bugie - se a entrambi non avessero
raccontato tante bugie - forse il trauma di scoprire cosa gli aveva fatto Valentine prima ancora che lui
nascesse non avrebbe indotto Jace a compiere un gesto che Clary non poteva evitare di sentire come un
suicidio.
 Ti dispiace se mi siedo con te?
Clary sobbalz per la sorpresa, rotol su un fianco e guard su. C'era Simon in piedi accanto a
lei, con le mani in tasca. Qualcuno, forse Isabelle, gli aveva dato una giacca scura del materiale nero e
resistente che gli Shadowhunters usavano per le loro tenute da battaglia. Un vampiro in tenuta da
Cacciatore, pens Clary, chiss se era una specie di primato.  Non ti ho sentito arrivare  ammise
Clary.  Evidentemente non sono un granch, come Cacciatrice.
Simon scroll le spalle.  Be', in tua difesa potrei dire che mi muovo con la grazia silenziosa di
una pantera.
Nonostante tutto, Clary sorrise. Si mise a sedere, pulendosi le mani dalla terra.  Dai, vieni. Il
tristezzaparty  aperto a tutti.
Sedendosi accanto a lei, Simon guard il panorama della citt e fischi.  Bella vista.
 Vero.  Clary lo guard di sottecchi.  Come hai fatto a trovarmi?
 Be', mi ci sono volute un paio d'ore.  Sorrise, con un sorriso un po' sghembo.  Poi mi
sono ricordato che quando noi due litigavamo, in prima elementare, tu salivi sempre sul tetto di casa
mia a sbollire la rabbia e mia madre doveva venirti a prendere.
 E allora?
 Ti conosco  disse Simon.  Quando ti arrabbi, cerchi un posto in alto.
Le porse un fagotto: era il suo cappotto verde, ben ripiegato. Clary lo prese e se lo infil. Il
povero cappotto gi mostrava chiari segni di usura. C'era persino un buchetto nel gomito, abbastanza
grande da infilarci un dito.
 Grazie, Simon.  Si strinse le ginocchia al petto e fiss lo sguardo sulla citt. Il sole era
basso nel cielo e le torri avevano cominciato a brillare di un pallido colore rosato.  Ti ha mandato
lei?
Simon scosse la testa.   stato Luke, a dir la verit. E mi ha detto solo di chiederti se pensi di
tornare prima del tramonto. Stanno succedendo cose importanti.
 Che tipo di cose?
 Luke ha dato tempo al Conclave fino al tramonto per decidere se attribuire ai Nascosti dei
seggi nel Consiglio. Tutti i Nascosti si riuniranno alla Porta Settentrionale al tramonto. Se il Conclave
accetta, potranno entrare ad Alicante. Altrimenti...
 Verranno mandati via  concluse Clary.  E il Conclave si consegner nelle mani di
Valentine.
 Esatto.
 Accetteranno  disse Clary.  Devono accettare. -sceglierebbero mai Valentine. Nessuno
lo farebbe.
 Sono contento che il tuo idealismo non sia stato scalfito fosse lieve, Clary sent nella voce di
Simon un'altra voce, essere un idealista. Rabbrivid, nonostante il cappotto.
 Simon?  disse.  Ho una domanda stupida.
 E sarebbe?
 Hai dormito con Isabelle?
Simon fece un verso come se soffocasse. Clary si gir lentamente per guardarlo.
- Si strinse le ginocchia.  Non
 comment Simon. Sebbene il tono quella di Jace, quando diceva di non
 Tutto bene?  gli chiese.
 Credo di s  rispose Simon, recuperando con uno sforzo evidente un po' di contegno. 
Parli seriamente?
 Be', sei stato fuori tutta la notte...
Simon rimase in silenzio per un lungo momento. Alla fine disse:  Non sono sicuro che siano
affari tuoi. In ogni caso, no.
 Bene  disse Clary, dopo una pausa assennata.  Immagino che non avresti approfittato di
lei, in un momento cos doloroso.
Simon ridacchi.  Se mai incontrerai l'uomo che riesce ad approfittare di Isabelle, fammelo
sapere, perch vorrei stringergli la mano. O scappare a gambe levate, non so bene quale delle due.
 Quindi non stai uscendo con Isabelle.
 Clary  disse Simon.  Perch mi chiedi di Isabelle? Non vuoi parlare di tua madre? O di
Jace? Izzy mi ha detto che se n' andato. So come devi sentirti.
 No  mormor Clary.  Non credo che tu lo sappia.
 Non sei l'unica persona al mondo che si sia sentita abbandonata.  C'era una punta di
impazienza nella sua voce.  Probabilmente... insomma, non ti ho mai visto cos arrabbiata. E con tua
madre, poi! Credevo che ti mancasse.
 Certo che mi mancava!  esclam Clary, rendendosi conto mentre parlava dell'effetto che la
scena in cucina doveva aver avuto sugli altri. Soprattutto su sua madre. Scacci via il pensiero.  
che ero cos concentrata su come fare a salvarla da Valentine e poi guarirla, che non mi sono mai
fermata a pensare a quanto fossi arrabbiata per le bugie che mi aveva raccontato in tutti questi anni: per
avermi tenuto nascosto tutto questo, per avermi nascosto la verit. Per non avermi mai detto chi ero
veramente.
 Ma non  questo che hai detto, quando  entrata in cucina  osserv Simon a bassa voce. 
Le hai chiesto: Perch non mi hai mai detto che avevo un fratello?
 Lo so.  Clary strapp un filo d'erba dalla terra, stropicciandolo tra le dita. 
Probabilmente pensavo che, se avessi saputo la verit, avrei conosciuto Jace in un altro modo. Non mi
sarei innamorata di lui.
Simon rimase per un momento in silenzio.  Credo di non avertelo mai sentito dire prima
d'ora.
 Che lo amo?  Clary rise, ma la risata suon triste alle sue stesse orecchie.   inutile
fingere il contrario, a questo punto. Forse non  importante. Probabilmente non lo rivedr pi
comunque.
 Torner.
 Forse.
 Torner  ripet Simon.  Per te.
 Non lo so.  Clary scosse la testa. Si stava facendo freddo, ora che il sole era sceso a
toccare la linea dell'orizzonte. Clary socchiuse gli occhi e si protese in avanti, guardando lontano. 
Simon, guarda!
Simon segu il suo sguardo. Oltre le difese, alla Porta Settentrionale della citt, centinaia di
figure scure si stavano radunando, alcune in gruppi, altre pi isolate: erano i Nascosti che Luke aveva
chiamato in aiuto della citt, in paziente attesa di un messaggio dal Conclave per entrare ad Alicante.
Un brivido percorse la schiena di Clary. Si trovava in bilico, non solo sulla cima della collina, a
guardare la citt da uno strapiombo, ma era anche sull'orlo di una crisi, di un evento che avrebbe
cambiato l'andamento di tutto il mondo degli Shadowhunters.
 Sono venuti  disse Simon quasi a se stesso.  Chiss se questo significa che il Conclave
ha deciso.
 Lo spero.  Il filo d'erba che Clary stava tormentando era un ormai un grumo verde
informe; Clary lo butt e ne strapp un altro.  Non so che cosa far, se decideranno di arrendersi a
Valentine. Forse potrei creare un Portale e trasportare tutti in un posto dove Valentine non possa mai
trovarci. Un'isola deserta, o qualcosa del genere.
 Okay, anch'io adesso ho una domanda stupida  disse Simon.  Tu sai creare nuove rune,
giusto? Perch non crei una runa che distrugga tutti i demoni del mondo? O che uccida Valentine?
 Non  cos che funziona  spieg Clary.  Io posso creare solo le rune che visualizzo.
L'immagine mi entra in testa, come un dipinto. Se cerco di visualizzare "uccidi Valentine" o "governa il
mondo", o cose del genere, non vedo niente. Solo rumore bianco.
 Ma secondo te, da dove ti vengono le immagini delle rune?
 Non lo so  ammise Clary.  Tutte le rune che gli Shadowhunters conoscono vengono dal
Libro Grigio.  per questo che possono essere usate solo sui Nephilim: sono state create a questo
scopo. Ma ci sono anche altre rune, pi antiche. Me l'ha detto Magnus. Come il Marchio di Caino:  un
marchio di protezione, ma non viene dal Libro Grigio. Quindi, quando penso a queste rune, come la
runa dell'impavidit, non so se  qualcosa che sto inventando io o qualcosa che sto ricordando: rune
pi antiche degli Shadowhunters, rune antiche quanto gli angeli.  Clary ripens alla runa che Ithuriel
le aveva mostrato, semplice come un nodo. Era arrivata dalla sua mente o da quella dell'angelo? O era
qualcosa che esisteva da sempre, come il mare o il cielo? Quel pensiero la fece rabbrividire.
 Hai freddo?  le chiese Simon.
 S... tu no?
 Non ho pi freddo, io.  Le mise un braccio intorno alle spalle, sfregandole la schiena in
piccoli movimenti circolari. Ridacchi con tristezza.  Non serve a molto, immagino, visto che non ho
pi il calore del sangue.
 No  disse Clary.  Cio, s, serve. Resta cos.  Lo guard. Simon fissava la Porta
Settentrionale, intorn alla quale si affollavano lentamente le nere figure dei Nascosti, quasi immobili.
La luce rossa delle torri antidemoni si rifletteva nei suoi occhi: sembrava una foto in primo piano
scattata con il flash. Clary vedeva le sottili venature azzurre sotto la sua pelle, l dove era pi sottile:
sulle tempie, alla base della clavicola. Ne sapeva abbastanza di vampiri da capire che era passato un po'
di tempo, dall'ultima volta che si era nutrito.  Hai fame?
Stavolta fu lui a guardare verso di lei.  Paura che ti morda?
 Sai che sei il benvenuto e che puoi bere il mio sangue ogni volta che vuoi.
Un brivido, non di freddo, percorse Simon, che la strinse pi forte a s.  Non lo farei mai 
disse. Poi, con pi leggerezza, aggiunse:  E poi, ho gi bevuto il sangue di Jace... Ho gi succhiato
abbastanza dai miei amici.
Clary pens alla cicatrice argentea sulla gola del fratello. Lentamente, con la mente ancora
piena di quell'immagine, chiese:  Credi che sia per quello che...?
 Cosa?
 Che il sole non ti fa male. Voglio dire, prima il sole ti scottava, vero? Prima della notte sulla
nave.
Lui annu, riluttante.
 E cos'altro  cambiato? O  solo che hai bevuto il suo sangue?
 Vuoi dire, perch lui  un Nephilim? No,  qualcos'altro. Tu e Jace... non siete proprio
normali, giusto? Intendo dire, normali Shadowhunters. C' qualcosa di speciale, in voi due. Come ha
detto la Regina del Popolo Fatato, eravate degli esperimenti.  Simon sorrise allo sguardo stupefatto
di Clary.  Non sono stupido. Riesco a mettere insieme queste cose. Tu con il tuo potere di creare le
rune, e Jace, be'... nessuno riuscirebbe a essere cos insopportabile senza qualche tipo di aiuto
sovrannaturale.
 Lo detesti davvero cos tanto?
 Io non detesto Jace  protest Simon.  Cio, l'ho odiato all'inizio, questo s. Sembrava
cos arrogante, cos sicuro di s... E tu pendevi dalle sue labbra...
 Non  vero.
 Lasciami finire, Clary.  C'era una sfumatura di affanno nella voce di Simon (ammesso che
uno che non respirava mai potesse essere affannato). Era come se stesse correndo verso un obiettivo. 
Vedevo benissimo quanto ti piaceva e pensavo che lui ti stesse usando, che per lui fossi solo una
stupida ragazzina mondana da impressionare coi suoi giochetti di prestigio. All'inizio mi dicevo che tu
non ci saresti mai cascata e poi mi dicevo che, se anche ci fossi cascata, Jace prima o poi si sarebbe
stancato di te e tu saresti tornata da me. Non sono orgoglioso di questo, ma quando sei disperato sei
pronto a credere a qualsiasi cosa, immagino. E poi, quando  venuto fuori che era tuo fratello, mi 
sembrata una grazia dal cielo... e ne sono stato contento. Ero contento anche di vedere quanto soffrisse
Jace. Questo fino alla notte alla Corte Seelie, quando l'hai baciato. Allora ho visto...
 Visto cosa?  chiese Clary, incapace di sopportare la sua pausa.
 Il modo in cui ti guardava. Allora ho capito. Lui non ti aveva mai usato. Lui ti amava e
questo amore lo stava uccidendo.
  per questo che sei andato al Dumort?  sussurr Clary. Era una cosa che avrebbe sempre
voluto sapere, ma che non era mai riuscita a chiedergli.
 Per via di te e di Jace? No, davvero. Da quella prima notte all'hotel, ho sempre avuto il
desiderio di tornare. Me lo sognavo. E mi svegliavo che ero fuori dal letto e mi stavo vestendo, oppure
ero gi per strada e sapevo che volevo tornare l. Era difficile di notte e diventava pi difficile quanto
pi mi avvicinavo all'hotel. Non mi  mai venuto in mente che fosse qualcosa di soprannaturale:
credevo che fosse una specie di stress posttraumatico. Quella notte, ero esausto e affamato, ed
eravamo vicini all'hotel, ed era tardi... Quasi non ricordo che cosa  successo. Ricordo solo di essermi
allontanato dal parco e poi... pi nulla.
 Ma se tu non fossi stato arrabbiato con me... se non ti avessimo fatto arrabbiare...
 Non  che tu avessi molta scelta  osserv Simon.  E non  che io non lo sapessi. Puoi
sommergere la verit per un po', ma poi risale di nuovo in superficie. L'errore che ho fatto  stato quello
di non dirti che cosa mi stava succedendo, di non metterti a parte dei miei sogni. Per non mi pento di
essere uscito con te. Sono contento che ci abbiamo provato. E ti voglio bene per averci voluto provare,
anche se non poteva funzionare.
 Volevo tanto che funzionasse!  disse Clary a bassa voce.  Non avrei mai voluto farti del
male.
 Io non cambierei niente di quello che  successo  disse Simon.  Non potrei mai smettere
di volerti bene. Per nessun motivo al mondo. Sai che cosa mi ha detto Raphael? Che non ero capace di
essere un buon vampiro, che i vampiri accettano di essere morti. Ma finch ricorder com'era amarti,
avr sempre la sensazione di essere vivo.
 Simon...
 Guarda!  L'interruppe con un gesto, sgranando gli occhi scuri.  Laggi.
Il sole era un lumicino rosso all'orizzonte: sotto il loro sguardo, guizz un'ultima volta e
scomparve, sprofondando dietro l'orlo scuro del mondo. Le torri antidemoni di Alicante sfavillarono,
improvvisamente vive e incandescenti. Alla luce delle torri, si vedeva la massa scura dei Nascosti
brulicare inquieta intorno alla Porta Settentrionale.  Che sta succedendo?  sussurr Clary.  Il
sole  tramontato: perch la porta non si apre?
Simon era immobile.  Il Conclave  disse.  Devono aver rifiutato la proposta di Luke.
 Ma non  possibile!  La voce di Clary si alz, tagliente.  Questo significa...
 Che si arrenderanno a Valentine.
 Ma non possono farlo!  esclam di nuovo Clary. Sotto i suoi occhi, le figure di uno dei
gruppi che aspettavano vicino alle difese si voltarono e si avviarono in direzione opposta alla citt,
sfilando come formiche in fuga da un formicaio distrutto.
La faccia di Simon era cerea nella luce morente.  Immagino  disse  che ci odino davvero
tanto. Al punto da preferire Valentine.
 Non  odio  riflett Clary.   paura. Anche Valentine aveva paura.  Lo disse senza
pensarci e si rese conto solo dicendolo che era proprio vero.  Aveva paura ed era invidioso.
Simon le lanci un'occhiata, sorpreso.  Invidioso?
Ma Clary era tornata al sogno che Ithuriel le aveva mostrato e la voce di Valentine le
echeggiava nelle orecchie. Avrei voluto chiedergli perch. Perch Raziel ha creato noi, la sua stirpe di
Cacciatori, ma non ci ha dato i poteri che hanno i Nascosti: la velocit dei lupi, l'immortalit del
Popolo Fatato, la magia degli stregoni, nemmeno la resistenza dei vampiri. Ci ha lasciati nudi davanti
agli eserciti infernali con solo questi segni dipinti sulla pelle. Perch i loro poteri devono essere pi
grandi dei nostri? Perch non possiamo avere anche noi ci che loro possiedono?
Clary socchiuse le labbra, fissando, senza vedere nulla, la citt ai suoi piedi. Era vagamente
consapevole che Simon la stava chiamando, ma la sua mente stava girando a mille. L'angelo avrebbe
potuto mostrarle qualsiasi cosa, pens, ma se aveva scelto di mostrarle quelle scene, quei ricordi, una
ragione doveva esserci. Ripens a Valentine che gridava: Che noi dovessimo essere legati ai Nascosti,
legati a quelle creature!
E la runa. La runa che aveva sognato. Quella semplice come un nodo. Perch non possiamo
avere anche noi ci che essi possiedono?
  vincolante  esclam ad alta voce.   una runa vincolante! Unisce il simile al diverso.
 Cosa?  Simon la guard, confuso.
Clary si rialz in piedi, spazzolandosi via la terra.  Devo andare da loro. Dove sono?
 Dove sono chi? Clary...
 Il Conclave. Dove sono riuniti? Dov' Luke? Simon si alz in piedi.  Nella Sala degli
Accordi. Clary...
Ma Clary stava gi correndo verso il sentiero serpeggiante che portava in citt. Imprecando
sottovoce, Simon la segu.
Dicono che tutte le strade portano alla Sala degli Accordi. Le parole di Sebastian risuonavano
nella testa di Clary, mentre sfrecciava a tutta velocit per le strade strette di Alicante. Sperava che fosse
vero, perch altrimenti si sarebbe sicuramente persa. Le vie prendevano pieghe inaspettate, non erano
come le care strade di Manhattan, dritte e a reticolo. A Manhattan sapevi sempre dove ti trovavi. Ogni
cosa era chiaramente numerata e ordinata. Quello, invece, era un labirinto.
Attravers un minuscolo cortile e imbocc uno degli stretti sentieri che costeggiavano i canali,
sapendo che, se avesse seguito l'acqua, alla fine sarebbe arrivata alla piazza dell'Angelo. Con sua
sorpresa, il sentiero la port alla casa di Amatis e, da l, Clary segu ansimando e correndo una strada
pi ampia e pi familiare che portava alla piazza. Ed ecco ergersi davanti a lei, ampia e bianca, la Sala
degli Accordi, con la statua dell'Angelo al centro della piazza. E accanto alla statua c'era Simon, con le
braccia conserte. Era nero.
 Avresti potuto aspettarmi  la apostrof.
Clary si pieg in due, con le mani sulle ginocchia, per riprendere fiato.  Non... non puoi dire
cos... visto che sei arrivato... prima di me.
 Velocit da vampiro  annunci Simon con una certa soddisfazione.  Quando torneremo
a casa, mi dar alle gare di atletica.
 Non sarebbe... leale.  Con un ultimo respiro profondo, Clary si raddrizz e si scost dagli
occhi i capelli sudati.  Vieni. Entriamo.
La sala era piena di Shadowhunters: erano pi di quanti Clary ne avesse mai visti riuniti in uno
stesso posto, pi ancora della notte dell'attacco di Valentine. Le loro voci erano un boato come di
valanga. La maggior parte delle persone era divisa in gruppetti litigiosi che vociavano senza trovare un
accordo,- il podio era deserto e le mappe di Idris pendevano tristi e solitarie sul muro dietro di esso.
Clary si guard intorno, cercando Luke. Le ci volle un momento per trovarlo: era appoggiato a
una colonna con gli occhi semichiusi. Aveva un aspetto orribile: mezzo morto, le spalle accasciate.
Dietro di lui c'era Amatis, che gli batteva una mano sulla spalla con aria preoccupata. Clary si guard
intorno, ma non vide Jocelyn da nessuna parte.
Ebbe un attimo di esitazione. Poi pens a Jace, che era andato a caccia di Valentine, e ci era
andato da solo pur sapendo che rischiava di farsi ammazzare. Jace sapeva di essere parte di tutto
questo, e anche lei ne era parte: da sempre, anche quando non ne sapeva niente. L'adrenalina le correva
ancora nelle vene, acuiva la sua percezione, rendeva tutto nitidissimo. Quasi troppo. Strinse la mano di
Simon.  Augurami buona fortuna  gli disse. Poi i piedi la portarono verso i gradini del podio, quasi
senza una sua precisa volont, e dopo, eccola sul podio, rivolta verso la folla.
Non sapeva bene che cosa aspettarsi. Esclamazioni di sorpresa? Un mare di facce ammutolite e
in attesa? Quasi nessuno la not. Solo Luke alz gli occhi, come se ne avesse percepito la presenza, e
raggel, con uno sguardo di assoluto stupore sul volto. E c'era qualcuno che si faceva largo tra la folla,
un uomo alto e spigoloso, proteso verso di lei come la prua di un veliero. Il Console Malachi. Le stava
facendo grandi cenni perch scendesse dal podio, scrollava la testa e gridava parole che Clary non
poteva sentire. Altri Shadowhunters adesso si stavano girando verso di lei, mentre Malachi fendeva la
folla.
Ora Clary aveva ci che voleva: tutti gli occhi erano inchiodati su di lei. Sentiva dei sussurri tra
la folla:  lei.  la figlia di Valentine.
 Avete ragione  esclam, spingendo la voce pi lontano e pi forte che poteva.  Io sono
la figlia di Valentine. Fino a un paio di settimane fa non avevo idea che lui fosse mio padre. Non
sapevo nemmeno che esistesse, fino a un paio di settimane fa. So che molti di voi non ci crederanno,
ma non importa. Pensate pure a ci che volete. Mi basta che sappiate che io so cose di Valentine che
voi non conoscete, cose che potrebbero aiutarvi a vincere questa battaglia contro di lui. Se mi lascerete
dire di che cosa si tratta.
 Ridicolo.  Malachi era ai piedi del podio.  Tutto questo  ridicolo. Sei solo una
ragazzina...
  la figlia di Jocelyn Fairchild.  Era stato Patrick Penhallow, a parlare. Si era fatto largo
tra la folla e ora aveva una mano alzata.  Malachi, lascia parlare la ragazza.
La folla mormorava.  Lei  disse Clary al Console.  Lei e l'Inquisitore avete buttato in
prigione il mio amico Simon.
Malachi fece un ghigno di derisione.  Il tuo amico vampiro?
 Mi ha detto che gli avete chiesto che cosa era successo sulla nave di Valentine, quella notte
sull'East River. Pensavate che Valentine avesse fatto qualcosa, qualche sorta di magia nera. Be', non 
cos. Se volete sapere che cosa ha distrutto quella nave, la riposta : sono stata io. Io l'ho distrutta!
La risata incredula di Malachi trov eco in varie altre persone nella folla. Luke la stava
guardando, scuotendo la testa, ma Clary continu, imperterrita.
 Ho usato una runa  prosegu.  Una runa cos potente che ha fatto cadere in pezzi tutta la
nave. Io posso creare nuove rune. Non solo quelle del Libro Grigio, ma altre rune, che nessuno ha mai
visto prima... rune potentissime...
 Adesso basta  rugg Malachi.  Tutto questo  ridicolo. Nessuno pu creare nuove rune.
 assolutamente impossibile.  Si rivolse alla folla.  Come suo padre, la ragazza non  altro che una
bugiarda.
 Non sta mentendo.  La voce veniva dal fondo della sala. Era limpida, forte e determinata.
La folla si gir e Clary vide chi aveva parlato: Alec. Con Isabelle da un lato e Magnus dall'altro.
Insieme a loro c'erano anche Simon e Maryse Lightwood. Formavano un piccolo nucleo molto
determinato, vicino alle porte d'ingresso.  Io l'ho vista creare una runa. L'ha usata su di me. E ha
funzionato.
 Tu menti  esclam il Console, ma il dubbio si era insinuato nei suoi occhi.  Per
proteggere la tua amica.
  vero, Malachi  intervenne Maryse, secca.  Perch mio figlio dovrebbe mentire su una
cosa del genere, quando la verit si pu scoprire cos facilmente? Date alla ragazza uno stilo e
chiedetele di creare una runa.
Un mormorio di consenso attravers la sala. Patrick Penhallow fece un passo avanti e porse il
suo stilo a Clary. Lei lo prese con gratitudine e si gir di nuovo verso la folla.
D'improvviso aveva la gola secca. L'adrenalina era ancora alta, ma non bastava a tenere a bada
il panico da palcoscenico. Che cosa avrebbe dovuto fare, adesso? Che tipo di runa poteva creare, per
convincere tutta quella gente che stava dicendo la verit? Che cosa avrebbe potuto mostrare loro la
verit?
Pass lo sguardo sulla folla e vide Simon che la guardava, attraverso lo spazio vuoto che li
separava. La guardava nello stesso modo in cui Jace l'aveva guardata alla tenuta dei Wayland. Era
questo, pens, l'unico filo che univa quei due ragazzi che amava tanto, l'unico punto che avevano in
comune: entrambi credevano in lei, perfino quando lei non credeva in se stessa.
Guardando Simon e pensando a Jace, Clary abbass lo stilo e mosse la punta bruciante
all'interno del polso, dove passavano le vene. Non abbass gli occhi, disegn alla cieca, confidando in
se stessa e nello stilo: insieme avrebbero creato la runa che le serviva. La disegn con tratto leggero -le
sarebbe servita solo per un momento - ma senza la minima esitazione. E quando ebbe finito, alz la
testa e apr gli occhi.
La prima cosa che vide fu Malachi. Era sbiancato e stava arretrando con un'espressione di
orrore sul volto. Disse qualcosa, una parola in una lingua che lei non conosceva. Poi, dietro di lui,
Clary vide Luke, che la fissava a bocca aperta.  Jocelyn?  sussurr.
Clary scosse la testa, appena un cenno, e guard la folla. Era un'onda indistinta di facce, alcune
nitide, altre sfocate. Alcune sorridevano, altre si guardavano intorno sorprese, alcune si giravano verso
la persona che avevano a fianco. Alcune avevano un'espressone di orrore o di stupore, le mani sulla
bocca. Clary vide Alec lanciare un'occhiata a Magnus e poi a lei, incredulo, vide Simon che la
guardava confuso, infine vide Amatis che correva verso di lei, spingendo da parte la mole di Patrick
Penhallow, e si fermava sotto il podio.  Stephen!  sussurr, guardando Clary con una sorta di
attonito stupore.  Stephen!
 Oh  esclam Clary.  Oh, Amatis, no...  E poi sent la magia della runa scivolare via da
lei come una veste leggera e invisibile. La luce che animava il viso di Amatis si spense e la donna
arretr dal podio, con un'espressione a met tra l'avvilimento e lo stupore.
Clary guard tra la folla. Erano tutti in assoluto silenzio e tutte le facce erano rivolte verso di
lei.  So che cosa avete appena visto  disse.  E che sapete che questo tipo di magia va ben oltre
l'illusione o l'incantesimo. E l'ho fatta con una runa, una sola runa, una runa che ho creato io. Ci sono
dei motivi per cui ho questa abilit, e so che potrebbero non piacervi o che potreste non crederci, ma
non importa. Ci che importa  che io posso aiutarvi a vincere questa battaglia contro Valentine. Se me
lo permetterete.
 Non ci sar nessuna battaglia contro Valentine  intervenne Malachi. Non la guardava negli
occhi.  Il Conclave ha deciso. Accetteremo le condizioni poste da Valentine e domani mattina
deporremo le armi.
 Ma non potete farlo!  esclam Clary, con una sfumatura di disperazione nella voce. 
Pensate davvero che andr tutto bene solo perch vi sarete arresi? Pensate che Valentine vi lascer
vivere come avete fatto finora? Pensate che si limiter a uccidere i demoni e i Nascosti?  Percorse la
sala con lo sguardo.  La maggior parte di voi non vede Valentine da quindici anni. Forse avete
dimenticato chi  veramente. Ma io lo so. L'ho sentito parlare dei suoi piani. Voi credete di poter
continuare a vivere la vostra solita vita sotto il dominio di Valentine, ma non sar cos. Lui vi
controller completamente, perch potr sempre minacciare di distruggervi con gli Strumenti Mortali.
Comincer con i Nascosti, naturalmente. Ma poi passer al Conclave. Uccider loro per primi, perch li
considera deboli e corrotti. Poi passer a tutti coloro che hanno un Nascosto in famiglia: magari un
fratello lupo mannaro  e i suoi occhi si posarono su Amatis  o una figlia adolescente e un po'
ribelle che ogni tanto si vede con un cavaliere del Popolo Fatato  e i suoi occhi si soffermarono sui
Lightwood.  O chiunque abbia semplicemente fatto amicizia con un Nascosto. E poi andr in cerca di
chiunque abbia chiesto i servigi di uno stregone. Quanti di voi sarebbero?
  assurdo  ribatt seccamente Malachi.  Valentine non ha alcun interesse a uccidere i
Nephilim.
 Per pensa che chi ha dei legami con i Nascosti non sia degno di essere chiamato Nephilim
 replic Clary.  Sentite, la vostra guerra non  contro Valentine.  contro i demoni. Tenere lontani
i demoni da questo mondo:  questo il vostro mandato, un mandato che avete ricevuto dal cielo. E un
mandato dal cielo non  una cosa che si possa ignorare. Anche i Nascosti odiano i demoni. Anche loro
li distruggono. Se Valentine potr fare a modo suo, impiegher tanto tempo a cercare di assassinare
tutti i Nascosti e tutti i Cacciatori che si siano mai associati ai Nascosti che dimenticher i demoni. E
anche voi li dimenticherete, perch sarete troppo presi dalla paura per Valentine. E i demoni
invaderanno il mondo. E questa sar la fine.
 Capisco dove vuoi arrivare  disse Malachi a denti stretti.  Ma noi non combatteremo a
fianco dei Nascosti per una battaglia che non potremo mai vincere.
 Invece potete vincere!  esclam Clary.  Potete vincere.  Aveva la gola secca, la testa
le doleva, le facce della gente sembravano fondersi in un ammasso informe, punteggiato qua e l da
bianche esplosioni di luce. Non puoi fermarti adesso. Devi andare avanti. Ci devi provare.  Mio
padre odia i Nascosti perch  invidioso di loro!  Le parole ora si accavallavano le une sulle altre.
 Invidioso e timoroso di tutte le cose che i Nascosti sono in grado di fare e lui no. Non
sopporta che, per certi versi, i Nascosti siano pi potenti dei Nephilim, e scommetto che non  il solo
qui dentro.  facile avere paura di ci che non  possibile condividere.  Riprese fiato.  Ma se... se
invece fosse possibile condividerlo? Se io fossi in grado di creare una runa in grado di legare ciascuno
di voi, ciascun Cacciatore, a un Nascosto che combatte al vostro fianco? Se voi poteste condividere i
vostri poteri!Allora potreste guarire in fretta come un vampiro, potreste essere forti come un lupo
mannaro o veloci come un cavaliere del Popolo Fatato. Ed essi, in cambio, potrebbero condividere il
vostro addestramento, le vostre abilit nel combattimento. Potreste diventare un esercito invincibile...
Se vi lascerete marchiare da me e se combatterete a fianco dei Nascosti. Perch, se non combatterete al
loro fianco, le rune non funzioneranno.  Tacque. Poi riprese.  Vi prego  concluse, ma la parola
le usc dalla gola riarsa quasi inudibile.  Vi prego, lasciatevi fare il marchio.
Le sue parole caddero in un risonante silenzio. Il mondo era come una macchia indistinta. Clary
si rese conto di aver pronunciato l'ultima met del suo discorso con gli occhi fissi al soffitto della sala,
e che le piccole esplosioni di luce che aveva visto erano le stelle che spuntavano nel cielo notturno, una
dopo l'altra. Il silenzio persisteva. Le mani di Clary, lungo i fianchi, si strinsero lentamente a pugno. E
poi, lentamente, molto lentamente, Clary abbass gli occhi e incroci gli sguardi della folla che la
fissava.
capitolo 17
IL RACCONTO DELLA CACCIATRICE
Ora Clary era sul gradino pi alto della Sala degli Accordi e guardava la piazza dell'Angelo. La
luna era gi sorta e spuntava dietro i tetti delle case e le torri antidemoni ne riflettevano la luce
argentea. Il buio nascondeva bene le ferite e le cicatrici della citt, che sembrava pacifica e tranquilla,
sotto il cielo notturno... finch non si volgeva lo sguardo alla collina della Guardia e alle rovine della
fortezza. Le guardie pattugliavano la piazza, comparendo nei cerchi luminosi dei lampioni di stregaluce
e scomparendo nel buio. Si sforzavano di ignorare le presenza di Clary.
Qualche gradino pi in basso, Simon camminava avanti e indietro, con passi perfettamente
silenziosi e le mani in tasca. Quando, alla fine della scala, si voltava per tornare indietro verso Clary, la
luce della luna si riverberava sulla pelle chiara, come da una superficie riflettente.
 Smettila di andare avanti e indietro  protest Clary.  Mi rendi pi nervosa.
 Scusa.
 Mi sembra di essere qui fuori da sempre.  Clary, pur tendendo le orecchie, non riusciva a
sentire niente, tranne il sordo mormorio di molte voci che filtrava dalle porte chiuse della Sala degli
Accordi.  Tu riesci a sentire quello che dicono?
Simon socchiuse gli occhi e parve concentrarsi.  Qualcosa  disse dopo un breve silenzio.
 Quanto vorrei essere l dentro!  esclam Clary, picchiando con rabbia i tacchi sui gradini.
Luke le aveva chiesto di aspettare fuori, mentre il Conclave deliberava. Avrebbe voluto mandare
Amatis con lei, ma Simon aveva insistito per andarci lui, sostenendo che era meglio se Amatis fosse
restata dentro a difendere Clary.  Vorrei partecipare all'assemblea.
 No  replic Simon.  Non  vero.
Clary sapeva perch Luke le aveva chiesto di aspettare fuori. Non era difficile immaginare che
cosa stessero dicendo di lei l dentro. Una bugiarda. Una fanatica. Un povera sciocca. Una pazza. Una
stupida. Un mostro. La figlia di Valentine. Forse era molto meglio stare fuori, ma la tensione dell'attesa
era quasi un dolore fisico.
 Magari potrei arrampicarmi su una di quelle  butt l Simon, indicandole con lo sguardo le
massicce colonne bianche che sostenevano il tetto spiovente della sala. Erano decorate da intrecci di
rune incise nella pietra, ma per il resto non avevano punti d'appiglio visibili.  Per scaricare un po' di
tensione.
 Ma dai!  esclam Clary.  Sei un vampiro, mica Spiderman.
Per tutta risposta, Simon sal agilmente i gradini e si avvicin alla colonna. La osserv pensoso
per un momento, poi vi appoggi le mani e cominci ad arrampicarsi. Clary lo guard a bocca aperta,
mentre con i piedi e la punta delle dita trovava appigli impossibili sulla pietra leggermente incisa.
 Tu sei Spiderman!  esclam Clary.
Simon, appollaiato a met della colonna, guard gi.  E allora, tu sei Mary Jane. Anche lei ha
i capelli rossi  replic. Poi guard la citt, aggrottando la fronte.  Speravo di vedere la Porta
Settentrionale da qui, ma non sono abbastanza in alto.
Clary sapeva perch Simon voleva vedere la Porta. Erano stati mandati dei messaggeri a
chiedere ai Nascosti di aspettare ancora, mentre il Conclave deliberava. E Clary poteva solo sperare che
avessero accettato. E se avevano accettato, cosa stava succedendo, l fuori? Clary s'immagin la folla
che aspettava, che gironzolava, che s'interrogava...
Le doppie porte della Sala degli Accordi si socchiusero. Una figura snella ne scivol fuori, le
richiuse e si gir verso Clary. Era nell'ombra, e solo quando fece un passo avanti, avvicinandosi alla
stregaluce che illuminava i gradini, Clary vide la vampa di capelli rossi e riconobbe sua madre.
Jocelyn guard in su, divertita.  Be', ciao, Simon. Mi fa piacere vedere che ti stai... adattando.
Simon lasci la presa sulla colonna e si lasci cadere, atterrando con grazia. Sembrava
lievemente imbarazzato.  Salve, signora Fray.
 Non so quanto abbia senso chiamarmi cos, adesso  obiett la madre di Clary.  Forse
dovresti semplicemente chiamarmi Jocelyn.  Esit.  Sai, per quanto strana sia questa... situazione,
 bello vederti qui con Clary. Non riesco nemmeno a ricordare un momento in cui non siate stati
insieme.
Ora Simon era decisamente imbarazzato.  Anche per me  bello rivederla.
 Grazie, Simon.  Jocelyn guard sua figlia.  Clary, ti andrebbe di parlare un po' con me?
Noi due sole?
Clary rimase immobile per un lungo momento, fissando sua madre. Era difficile non vederla
come un'estranea. Aveva la gola stretta, quasi troppo stretta per parlare. Guard Simon, che era
chiaramente in attesa di un suo segnale per andarsene o restare. Sospir.  Okay.
Simon alz i pollici in segno di incoraggiamento, poi svan oltre le porte della Sala. Clary si
gir e si mise a fissare la piazza, osservando le guardie di pattuglia. Jocelyn and a sedersi vicino a lei.
Una parte di Clary avrebbe desiderato appoggiarsi a lei, appoggiarle la testa sulla spalla, magari
chiudere gli occhi e fingere che andasse tutto bene. L'altra parte sapeva che non avrebbe fatto nessuna
differenza: non poteva tenere gli occhi chiusi per sempre.
 Clary  disse Jocelyn alla fine, molto piano.  Mi dispiace tanto.
Clary si guardava le mani. Si rese conto di stringere ancora in una mano lo stilo di Patrick
Penhallow. Sper che non pensasse che glielo aveva rubato.
 Non avrei mai pensato di rivedere questo posto  aggiunse Jocelyn. Clary le lanci
un'occhiata furtiva: sua madre stava guardando la citt e le torri antidemoni che gettavano la loro
pallida luce biancastra sui tetti.  Qualche volta sognavo Alicante. Ho anche pensato di dipingerla, di
dipingere i miei ricordi, ma non potevo. Se tu avessi visto quei quadri avresti potuto fare delle
domande, avresti potuto chiederti come avevano fatto quelle immagini a entrarmi nella mente. Ero cos
spaventata all'idea che tu potessi scoprire da dove venivo veramente. Chi ero veramente.
 E ora l'ho scoperto.
 E ora l'hai scoperto.  La voce di Jocelyn era piena di nostalgia.  E hai tutte le ragioni per
odiarmi.
 Io non ti odio, mamma  ribatt Clary.  E solo che...
 Non ti fidi di me  concluse per lei Jocelyn.  Non posso darti torto. Avrei dovuto dirti la
verit.  Sfior Clary sulla spalla, e sembr prendere coraggio, quando lei non si ritrasse.  Posso
solo dirti che l'ho fatto per proteggerti, ma so come possano sembrare queste parole alle tue orecchie.
Poco fa c'ero anch'io, nella Sala degli Accordi. Ti ho sentita.
 C'eri anche tu?  Clary era stupita.  Non ti ho visto.
 Ero nascosta in fondo alla sala. Luke mi aveva chiesto di non venire all'assemblea, mi aveva
detto che la mia presenza avrebbe sconvolto i presenti e avrebbe rischiato di rovinare tutto.
Probabilmente aveva ragione, ma io volevo assolutamente esserci. Cos sono sgattaiolata dentro quando
l'assemblea era gi iniziata e mi sono nascosta nell'ombra. Ma c'ero. E volevo dirti che...
 Che ho fatto una figura da stupida?  chiese Clary amaramente.  Lo so gi.
 No. Volevo dirti che sono orgogliosa di te.
Clary si gir con tutto il corpo per guardare sua madre.  Davvero?
Jocelyn annu.  Certo. Il modo in cui hai affrontato tutto il Conclave. Il modo in cui hai
mostrato loro che cosa eri in grado di fare. Quando ti hanno guardato, hanno visto la persona che
amavano di pi al mondo, vero?
 S  conferm Clary.  Come hai fatto a capirlo?
 Perch li ho sentiti pronunciare tanti nomi diversi  disse piano Jocelyn.  Ma io
continuavo a vedere te.
 Oh.  Clary si guard i piedi.  Be', non sono sicura che mi abbiano creduto, sulle rune.
Cio, lo spero, ma...
 Posso vederla?  chiese Jocelyn.
 Vedere cosa?
 La runa. Quella che hai creato per unire i Cacciatori e i Nascosti.  Esit.  Ma se non me
la puoi mostrare...
 No, non c' problema.  Con lo stilo, Clary tracci sul marmo del gradino le linee della
runa che l'angelo le aveva mostrato e, mentre le disegnava, le linee si accendevano di calda luce dorata.
Era una runa potente, una mappa di linee ricurve sovrapposte a una matrice di linee rette. Semplice e
complessa allo stesso tempo. Ora Clary sapeva perch le era sembrata incompleta, quando l'aveva
visualizzata in passato: per essere efficace, aveva bisogno di un'altra runa abbinata. Una gemella. Una
compagna.  Alleanza  disse Clary, sollevando lo stilo.   cos che la voglio chiamare.
Jocelyn guard in silenzio la runa che ardeva e poi si spegneva, lasciando sulla pietra sottili
linee nere.  Quando ero pi giovane  disse  ho lottato con tutte le mie forze per unire i Nascosti
e i Cacciatori, per proteggere gli Accordi. Credevo di inseguire un sogno, qualcosa che gran parte dei
Cacciatori non poteva nemmeno immaginare. E tu, adesso, l'hai reso concreto e letterale, e reale. 
Batt le palpebre con forza.  Ho capito una cosa, vedendoti nella Sala degli Accordi. Sai, in tutti
questi anni ho cercato di proteggerti nascondendoti. Per questo non mi piaceva che tu andassi al
Pandemonium. Sapevo che era un posto dove i Nascosti e i mondani si mescolavano. E questo
implicava che ci fossero anche dei Cacciatori. Pensavo che ad attirarti l fosse qualcosa che avevi nel
sangue, qualcosa che riconosceva il mondo delle ombre. Pensavo che saresti stata al sicuro solo se ti
avessi tenuto nascosto quel mondo. Non ho mai pensato che avrei potuto proteggerti aiutandoti a essere
forte e a combattere.  La sua voce era piena di tristezza.  Ma tu sei diventata forte comunque.
Abbastanza forte perch io adesso possa dirti la verit, se vuoi ancora sentirla.
 Non lo so.  Clary pens alle immagini che l'angelo le aveva mostrato, a quanto fossero
terribili.  Ero arrabbiata con te perch mi hai mentito,  vero, ma ora non sono sicura di voler
scoprire altre cose orribili.
 Ne ho parlato con Luke. Lui pensa che dovresti sentire ci che ho da dirti. Tutta la storia.
Tutta, fino in fondo. Cose che non ho mai detto a nessuno, nemmeno a lui. Non posso garantirti che
tutta la verit sar gradevole. Ma sar la verit.
Dura lex, sed lex. Scoprire la verit: lo doveva a Jace come lo doveva a se stessa. Clary strinse
pi forte lo stilo, fino a far sbiancare le nocche.  Voglio sapere tutto.
 Tutto...  Jocelyn fece un respiro fondo.  Non so nemmeno da dove iniziare.
 Che ne dici di cominciare spiegandomi come hai fatto a sposare Valentine? Come hai potuto
sposare un uomo come quello, fare di lui mio padre...  un mostro.
 No.  un uomo. Non  un uomo buono. Ma se vuoi sapere perch l'ho sposato,  perch lo
amavo.
 Non  possibile  disse Clary.  Nessuno potrebbe amarlo.
 Avevo la tua et quando m'innamorai di lui  raccont Jocelyn.  Pensavo che fosse
perfetto: brillante, intelligente, meraviglioso, divertente, affascinante... Lo so, mi guardi come se avessi
perso la ragione. Tu conosci Valentine solo com' adesso. Non puoi immaginare com'era allora.
Quando eravamo a scuola insieme, tutte erano innamorate di lui. Sembrava brillare di luce propria, in
un certo senso. Era come se ci fosse una parte dell'universo, un parte speciale e illuminata di luce viva,
alla quale solo lui aveva accesso. E, se eravamo fortunate, forse poteva condividerla con noi, anche
solo un poco. Tutte le ragazze lo adoravano e io credevo di non avere la minima possibilit. Non c'era
niente di speciale, in me. Non ero neanche molto conosciuta in giro. Luke era uno dei miei amici pi
cari e passavo gran parte del mio tempo con lui. Eppure, in qualche modo, Valentine scelse me.
Che schifo, avrebbe voluto dire Clary, ma si trattenne: forse per la nostalgia mista al rammarico
che sentiva nella voce di sua madre. O forse per quello che sua madre aveva detto di Valentine, che era
come se emanasse luce propria: Clary aveva pensato la stessa cosa di Jace, sentendosi poi molto
stupida. Ma forse tutti gli innamorati si sentivano cos.
 Okay  disse.  Ho capito. Ma avevi sedici anni. Non significa che dovevi per forza
sposarlo.
 Ne avevo diciotto quando ci sposammo. E lui diciannove  annunci Jocelyn in tono molto
pratico.
 Oh mio Dio!  esclam Clary, inorridita.  Tu mi uccideresti se decidessi di sposarmi a
diciotto anni.
 Vero  disse Jocelyn.  Ma gli Shadowhunters tendono a sposarsi prima dei mondani. La
loro... la nostra vita  pi breve: molti di noi muoiono di morte violenta. Per questo tendiamo ad
anticipare le cose, rispetto ai mondani. Comunque, ero giovane per sposarmi. Ma la mia famiglia era
felice per me, anche Luke lo era. Tutti pensavano che Valentine fosse un ragazzo meraviglioso. Ed era
solo un ragazzo, capisci? L'unica persona che mi disse che non avrei dovuto sposarlo fu Madeleine.
Eravamo amiche, a scuola, ma quando le annunciai che mi ero fidanzata, mi disse che Valentine era
egoista e odioso, che il suo fascino mascherava una terribile amoralit. Io pensai che fosse gelosa.
 E lo era?
 No  rispose Jocelyn.  Diceva la verit, solo che io non volevo sentirla.  Si guard le
mani.
 Ma ti sei pentita  disse Clary.  Dopo averlo sposato, ti sei pentita di averlo fatto, vero?
 Clary  sospir Jocelyn. Sembrava stanca.  Noi eravamo felici. Almeno per i primi anni.
Vivevamo nella tenuta di campagna dei miei genitori, dov'ero cresciuta io. Valentine non voleva stare
in citt e voleva che anche il resto del Circolo evitasse Alicante e gli occhi curiosi del Conclave. I
Wayland vivevano in una tenuta a un paio di miglia dalla nostra e ce n'erano anche altri, poco lontano: i
Lightwood, i Penhallow. Era come essere al centro del mondo, con tutto quel movimento che ci girava
intorno, tutta quella passione. E in tutto questo, io ero sempre al fianco di Valentine. Non mi faceva
mai sentire di troppo o irrilevante. No, ero un anello fondamentale del Circolo. Ci teneva, alla mia
opinione, ed ero una dei pochi. Mi diceva sempre che, senza di me, non avrebbe potuto fare niente di
tutto quello che stava facendo. Senza di me, lui non sarebbe stato niente.
 Davvero?  Clary non riusciva a immaginare un Valentine che diceva cose simili, cose che
lo facessero sembrare... vulnerabile.
 Certo, ma non era vero. Valentine non sarebbe mai stato un niente. Era nato per essere un
leader, per essere il centro di una rivoluzione. Continuavano ad arrivare nuovi adepti: attratti dalla sua
passione, dalla genialit delle sue idee. Di rado parlava dei Nascosti, in quei primi giorni. Tutto girava
intorno all'idea di riformare il Conclave, di cambiare leggi che erano antiche, rigide e sbagliate.
Valentine diceva che dovevano esserci pi Cacciatori, per combattere contro i demoni, e pi Istituti;
diceva che ci dovevamo preoccupare meno di nasconderci e pi di proteggere il mondo dalle stirpi
demoniache. Che dovevamo camminare nel mondo con orgoglio. Era seducente, la sua visione: un
mondo pieno di Shadowhunters in cui i demoni scappavano spaventati, in cui i mondani, invece di non
credere neppure alla nostra esistenza, ci ringraziavano per ci che facevamo per loro. Eravamo giovani:
pensavamo che i ringraziamenti fossero importanti. Non sapevamo.  Jocelyn fece un respiro
profondo, come se fosse sul punto di tuffarsi sott'acqua.  Poi scoprii di essere incinta.
Clary sent un pizzicore freddo sulla nuca e all'improvviso - non avrebbe saputo dire il perch
-non era pi sicura di volere tutta la verit da sua madre, non era pi sicura di voler sentire, di nuovo,
come Valentine aveva trasformato Jace in un mostro.  Mamma...
Jocelyn scosse la testa, senza vedere nulla.  Mi hai chiesto perch non ti ho mai detto che
avevi un fratello. Ora te lo spiegher.  Prese fiato, a fatica.  Ero cos felice, quando lo scoprii. E
Valentine... aveva sempre voluto essere padre. Addestrare suo figlio a essere un guerriero, come suo
padre aveva addestrato lui. O nostra figlia, aggiungevo io. E lui sorrideva e diceva che una figlia
poteva essere un bravo guerriero tanto quanto un maschio, e che lui sarebbe stato felice in ogni caso.
Mi pareva che fosse tutto perfetto.
Poi Luke venne morso da un lupo mannaro. Dicono che ci sia una possibilit su due che il
morso trasmetta la licantropia. Secondo me, siamo pi nell'ordine di tre possibilit su quattro.
Raramente ho visto qualcuno scampare il contagio, e Luke non fece eccezione. Alla prima luna piena,
si trasform. E la mattina dopo era sulla porta di casa nostra, coperto di sangue, i vestiti ridotti a
brandelli. Io avrei voluto consolarlo, ma Valentine mi spinse via. Jocelyn!, esclam. Il bambino! Come
se Luke avesse potuto aggredirmi e strapparmi via il bambino dalla pancia. Era Luke! Ma Valentine mi
spinse via e trascin Luke nel bosco. Quando torn indietro, dopo parecchio tempo, era solo. Gli corsi
incontro, ma mi disse che Luke si era ucciso per la disperazione di essere diventato un licantropo. Che
era... morto.
Il dolore nella voce di Jocelyn era una ferita aperta. Ancora adesso, pens Clary, pur sapendo
che Luke non era morto. Ma anche Clary ricordava intensamente la propria disperazione quando, sui
gradini dell'Istituto, aveva stretto tra le braccia Simon morente. C'erano dei sentimenti che non si
potevano scordare.
 Invece Valentine aveva dato un coltello a Luke  intervenne Clary con un filo di voce. 
Gli aveva detto di uccidersi. E poi aveva convinto il marito di Amatis a divorziare da lei, solo perch il
fratello di Amatis era diventato un lupo mannaro.
 Questo non lo sapevo  mormor Jocelyn.  Dopo la presunta morte di Luke, per me fu
come cadere in un pozzo nero. Passai mesi interi chiusa in camera mia, a dormire tutto il giorno, a
mangiare solo per il bambino. I mondani la chiamerebbero depressione, ma gli Shadowhunters non
hanno parole di questo tipo. Valentine era convinto che fosse una gravidanza difficile. Diceva a tutti
che ero malata. E, in effetti, lo ero. Avevo perso il sonno. Continuavo a pensare di sentire strani rumori,
grida nella notte. Valentine mi faceva bere dei decotti per dormire, ma mi davano gli incubi. Sogni
terribili, in cui Valentine mi schiacciava a terra e mi piantava un coltello nel cuore, o in cui bevevo
veleno e soffocavo. La mattina dopo ero esausta e dormivo tutto il giorno. Non avevo idea di che cosa
stesse succedendo fuori, non sapevo che mio marito aveva costretto Stephen a divorziare da Amatis e a
sposare Cline. Ero come stordita. E poi...  Jocelyn si strinse le mani in grembo. Tremavano.  E
poi nacque il bambino.
Ci fu un silenzio cos lungo che Clary si chiese se sua madre avrebbe ripreso il racconto. I suoi
occhi fissavano le torri antidemoni senza vederle, le sue dita picchiettavano nervosamente contro un
ginocchio, come a disegnare un tatuaggio. Alla fine, riprese:  Mia madre era con me, quando nacque
il bambino. Tu non l'hai mai conosciuta. Tua nonna. Era una donna molto dolce. Ti sarebbe piaciuta,
credo. Mi mise in braccio mio figlio, e la prima sensazione che provai era che stava perfettamente nel
mio abbraccio, che la coperta che lo avvolgeva era morbida, che era piccolo e delicato, con un ciuffetto
di capelli chiari in cima alla testa. Ma dopo... il bambino apr gli occhi.
La voce di Jocelyn era piatta, quasi senza tono, e tuttavia Clary si scopr a tremare, a temere
quello che sua madre stava per dire. Non dire pi niente,avrebbe voluto dirle. Non dirmelo. Ma Jocelyn
prosegu, e le parole le sgorgavano dalle labbra come gelido veleno.
 Fui pervasa dall'orrore. Era come se mi avessero immersa nell'acido. La pelle sembrava
bruciare e staccarsi dalle ossa. Fui brava a non mollare per terra il bambino e a non mettermi a urlare.
Dicono che una madre riconosca il proprio figlio per istinto. Immagino che sia vero anche il contrario.
Ogni nervo del mio corpo gridava che quello non era il mio bambino, che era un essere orribile e
innaturale, disumano come un parassita. Come faceva, mia madre, a non accorgersene? Ma lei mi
sorrideva, come se fosse tutto a posto.
"Si chiama Jonathan", disse una voce dalla porta. Alzai gli occhi e vidi Valentine che
contemplava compiaciuto la scena. Il bambino apr di nuovo gli occhi, come riconoscendo il suono del
suo nome. Erano neri, neri come la notte, buchi cupi e senza fondo scavati nel cranio. Non c'era niente
di umano, in quegli occhi.
Ci fu un lungo silenzio. Clary era impietrita, fissava sua madre a bocca aperta, piena di orrore.
 di Jace che sta parlando, pensava. Di Jace appena nato. Come  possibile avere simili sentimenti per
un bambino appena nato!
 Mamma  sussurr.  Forse... forse eri in stato di shock, o qualcosa del genere. O forse eri
malata...
  quello che mi disse anche Valentine  rispose Jocelyn senza mostrare emozioni.  Che
ero malata. Valentine adorava Jonathan. Non riusciva a capire che cosa non andasse in me. E io sapevo
che aveva ragione. Ero un mostro, una madre che non poteva sopportare la vista del proprio figlio.
Pensai addirittura di uccidermi. E forse l'avrei fatto... Ma poi ricevetti un messaggio, un messaggio col
fuoco, da Ragnor Fell. Era uno stregone che era sempre stato vicino alla mia famiglia: era lui che
chiamavamo, quando ci serviva un incantesimo di guarigione, o cose del genere. Ragnor Fell aveva
scoperto che Luke era diventato il capo di un branco di lupi mannari nella foresta di Brocelind, vicino
al confine orientale. Bruciai il biglietto non appena l'ebbi letto. Sapevo che Valentine non avrebbe mai
dovuto saperlo. Ma solo quando andai dove il branco si era insediato e vidi Luke seppi per certo che
Valentine mi aveva mentito, a proposito del suo suicidio. Allora cominciai a odiarlo veramente.
 Ma Luke mi ha detto che, ancora prima della sua Trasformazione, tu sapevi che in Valentine
c'era qualcosa che non andava, sapevi che stava facendo cose terribili.
Per un momento Jocelyn non rispose.  Sai, Luke non avrebbe mai dovuto essere morso. Non
doveva accadere. Era un normale giro di pattuglia nei boschi. E lui era l fuori con Valentine. Non
sarebbe mai dovuto accadere.
 Mamma...
 Luke mi ha ricordato che io, prima della sua Trasformazione, gli confidai che avevo paura di
Valentine; gli dissi che sentivo delle grida dietro i muri della tenuta, che sospettavo, che temevo
qualcosa. E Luke, il fiducioso Luke, il giorno dopo chiese spiegazioni a Valentine. Quella notte stessa
Valentine lo port a caccia e Luke venne morso. Credo che Valentine mi abbia fatto dimenticare ci
che avevo visto, ci che mi aveva tanto spaventato, qualsiasi cosa fosse. Mi fece credere che fossero
solo brutti sogni. E credo che, quella notte, abbia fatto in modo che Luke venisse morso. Credo che
volesse toglierselo di torno, in modo che nessuno potesse ricordarmi quanto avevo paura di mio marito.
Ma io tutto questo non lo capii, non subito almeno. Io e Luke ci vedemmo brevemente quella prima
volta. Avrei tanto voluto dirgli di Jonathan, ma non potevo, non potevo. Jonathan era mio figlio.
Eppure, vedere Luke, semplicemente vederlo, mi rese pi forte. Tornai a casa dicendomi che avrei fatto
un altro tentativo con Jonathan, che avrei imparato ad amarlo. Che mi sarei fatta amare da lui.
Quella notte fui svegliata dal pianto di un neonato. Mi sedetti di scatto sul letto, da sola nella
mia stanza. Valentine era fuori, a una riunione del Circolo, e io non avevo nessuno con cui condividere
il mio stupore. Vedi, Jonathan non piangeva mai. Non faceva mai alcun rumore. Il suo silenzio era una
delle cose che pi m'inquietava di lui. Mi precipitai in camera sua, ma lui dormiva tranquillo, in
silenzio. Eppure, io lo sentivo quel pianto di bambino, ne ero sicura. Corsi gi dalle scale, seguendo il
suono. Sembrava provenire dalla cantina vuota, ma la porta era chiusa a chiave. Quella cantina non
veniva mai usata. Io per c'ero cresciuta, in quella casa, e sapevo dove mio padre nascondeva la
chiave.
Jocelyn non guardava Clary, mentre raccontava: sembrava persa nella storia, nei ricordi.
 Non ti ho mai raccontato la storia della moglie di Barbabl quando eri piccola, vero?
Barbabl aveva detto a sua moglie di non guardare mai nella stanza chiusa a chiave, ma lei ci volle
guardare, e trov i resti di tutte le mogli che lui aveva ucciso prima di lei, esposte come farfalle in una
teca di vetro. Io non avevo idea, quando aprii la porta, di cosa ci avrei trovato dentro. Se dovessi rifarlo,
riuscirei a convincermi ad aprire la porta? A usare la stregaluce per scendere nel buio? Non lo so,
Clary, proprio non lo so.
L'odore... oh, l'odore che c'era laggi: come di sangue e morte e putrefazione. Valentine aveva
scavato una stanza sotterranea, dove prima c'era la cantina. Non era un bambino che avevo sentito
piangere. C'erano delle celle, laggi, con dentro delle cose imprigionate. Demoni, legati con catene di
elettro, che si contorcevano e si accasciavano e gorgogliavano nelle celle. Ma c'era di pi, molto di
pi... Corpi di Nascosti, in differenti stadi di agonia o di morte.
C'erano lupi mannari col corpo mezzo dissolto dalla polvere d'argento. Vampiri tenuti a testa in
gi nell'acqua benedetta, finch la pelle non gli si staccava dalle ossa. Esseri fatati, dalla pelle
martoriata con aghi di ferro.
Ancora adesso non penso a lui come a un torturatore. Non nel vero senso della parola. Era
come se perseguisse un qualche obiettivo scientifico. C'erano dei quaderni di appunti accanto a ogni
cella, che registravano meticolosamente i suoi esperimenti, e quanto tempo c'era voluto perch una
certa creatura morisse. C'era un vampiro al quale aveva bruciato pi volte la pelle, per vedere se c'era
un punto oltre il quale la povera creatura non sarebbe pi riuscita a rigenerarsi. Era difficile leggere
senza sentire l'urgenza di vomitare, o di svenire. In qualche modo, non mi successe n l'una n l'altra
cosa.
C'era una pagina dedicata agli esperimenti che aveva condotto su se stesso. Aveva letto da
qualche parte che il sangue di demone poteva agire da amplificatore dei poteri con cui tutti gli
Shadowhunters nascono. Aveva cercato di iniettarsi del sangue di demone, ma senza risultato. Non era
successo niente: aveva solo avuto una forte nausea. Alla fine era arrivato alla conclusione di essere
troppo vecchio perch il sangue potesse avere effetto su di lui; aveva capito che, per essere efficace, il
sangue doveva essere somministrato a un bambino, preferibilmente prima ancora della nascita.
Sulla pagina accanto a quella in cui descriveva questa sua deduzione, aveva scritto una serie di
appunti sotto un titolo che riconobbi: il mio nome. Jocelyn Morgenstern. Giravo le pagine con le dita
tremanti e le parole mi si incidevano a fuoco nella mente. Stasera Jocelyn ha di nuovo bevuto
l'intruglio. Non ci sono cambiamenti visibili in lei, ma  il bambino che m'interessa... Con infusioni
regolari di sangue di demone, come quelle che le sto somministrando, il bambino potrebbe nascere in
grado di fare qualsiasi cosa... Ieri sera ho sentito il cuore del bambino, pi forte di un qualsiasi cuore
umano, un suono possente come, quello di una campana, che batte l'inizio di una nuova generazione di
Shadowhunters: il sangue di angeli e di demoni mescolato insieme, a produrre poteri oltre ogni
immaginazione... Il potere dei Nascosti non sar pi il pi grande della terra...
C'era altro, molto altro. Giravo le pagine freneticamente, con le mani che tremavano e la
mente correva al passato, rivedeva i decotti che Valentine mi dava da bere tutte le sere, gli incubi in cui
venivo soffocata, accoltellata, avvelenata. Ma Valentine non aveva avvelenato me: aveva avvelenato
Jonathan. Jonathan. L'aveva trasformato in una sorta di mezzo demone. E fu allora, Clary... fu allora
che capii che cos'era veramente Valentine.
Clary lasci uscire il respiro che aveva trattenuto senza rendersene conto. Era orribile, troppo
orribile, eppure tutto corrispondeva perfettamente alla visione che Ithuriel le aveva mandato. Non
sapeva per chi provare pi piet, se per sua madre o per Jonathan. Jonathan... Ora non riusciva a
pensare a lui come a Jace, non con sua madre l, non con la sua storia cos fresca nella mente.
Condannato a non essere pi umano, da un padre che aveva pi a cuore la morte dei Nascosti che la
felicit della sua famiglia.
 Per... non fu allora che te ne andasti, vero?  chiese Clary con un filo di voce.  Sei
rimasta...
 Per due ragioni  spieg Jocelyn.  Una era la Rivolta. Quello che scoprii nella cantina
quella notte fu come uno schiaffo in pieno viso. Mi risvegli dalla mia pena e mi fece finalmente aprire
gli occhi su quello che stava succedendo intorno a me. Quando finalmente capii che cosa stava
progettando mio marito, cio un massacro generale di tutti i Nascosti, capii anche che dovevo
impedirglielo. Cominciai a incontrare Luke in segreto. Non potevo dirgli che cosa aveva fatto
Valentine a me e a nostro figlio. Sapevo che questo l'avrebbe fatto infuriare, che non sarebbe riuscito a
frenarsi e avrebbe dato la caccia a Valentine per ucciderlo; si sarebbe fatto ammazzare. E non potevo
rivelare a nessun altro ci che era stato fatto a Jonathan. Nonostante tutto, era pur sempre il mio
bambino. Per raccontai a Luke degli orrori nella cantina, della mia convinzione che Valentine stesse
perdendo il lume della ragione, che stesse diventando sempre pi folle. Insieme, organizzammo
un'azione per contrastare la Rivolta. Sentivo che dovevo farlo, Clary. Era una sorta di espiazione,
l'unico modo per espiare il peccato di essere entrata nel Circolo, di aver dato fiducia a Valentine. Di
averlo amato.
 E lui non ne sapeva niente? Voglio dire, non si accorse di quello che stavi facendo?
Jocelyn scosse la testa.  Quando una persona ti ama, si fida di te. E poi, a casa cercavo di
fingere che fosse tutto normale. Mi comportavo come se la mia iniziale repulsione alla vista di
Jonathan fosse sparita. Lo portavo a casa di Maryse Lightwood, lo facevo giocare con suo figlio Alec.
Qualche volta veniva anche Cline Herondale. Era incinta, a quel tempo. "Tuo marito  cos gentile",
mi diceva. "Si preoccupa tanto per me e per Stephen. Mi d delle pozioni e dei decotti per la salute del
bambino: sono straordinari. "
 Oh  esclam Clary.  Oh, mio Dio!
  quello che pensai anch'io  disse cupamente Jocelyn.  Avrei voluto dirle di non fidarsi
di Valentine e di non prendere niente di quello che le dava, ma non potevo. Suo marito era il pi intimo
amico di Valentine e lei mi avrebbe tradito dicendoglielo immediatamente. Tenni la bocca chiusa. E
poi...
 Si uccise  disse Clary, ricordando la sua storia.  Ma... fu per quello che le aveva fatto
Valentine?
Jocelyn scosse la testa.  Onestamente, credo di no. Stephen venne ucciso in un raid e lei,
quando seppe la notizia, si tagli le vene. Era incinta di otto mesi. Mor dissanguata...  Jocelyn
riprese dopo una pausa.  Fu Hodge a trovare il corpo. Valentine sembr davvero stravolto dalla loro
morte. Spar per un giorno intero e torn a casa barcollando, con gli occhi arrossati. Eppure, per certi
versi, fui quasi contenta di questa sua distrazione. Almeno significava che non prestava attenzione a
quello che io stavo facendo. Di giorno in giorno avevo pi paura che Valentine scoprisse la
cospirazione e cercasse di strapparmi la verit con la tortura. Chi c'era nella nostra alleanza segreta?
Quanto e come ero riuscita a mandare all'aria il suo piano? Mi chiedevo come e se avrei saputo
resistere alla tortura. Temevo di non farcela. Alla fine mi decisi a prendere dei provvedimenti per
assicurarmi che non succedesse. Andai da Ragnor Fell con tutte le mie paure, e lui mi prepar una
pozione...
 La pozione del Libro Bianco  intervenne Clary, capendo.  Ecco perch la volevi. E
l'antidoto... ma come ha fatto il libro a finire nella biblioteca dei Wayland?
 Ce lo nascosi io, una sera durante una festa  raccont Jocelyn con l'ombra di un sorriso. 
Non volevo dire niente a Luke, perch sapevo che si sarebbe opposto all'idea della pozione, e tutti
quelli che conoscevo erano nel Circolo. Mandai un messaggio a Ragnor, ma stava partendo da Idris e
non poteva dirmi quando sarebbe tornato. Mi disse che avrei sempre potuto raggiungerlo con un
messaggio. Ma chi l'avrebbe inviato? Alla fine, pensai che c'era un'unica persona alla quale avrei
potuto dirlo, una persona che odiava Valentine e che non mi avrebbe mai tradito. Mandai una lettera a
Madeleine, spiegandole che cosa avevo progettato e che l'unico modo per farmi riprendere conoscenza
era trovare Ragnor Fell. Non ebbi mai una risposta da lei, ma sperai che avesse letto la lettera e avesse
capito. Era tutto quello a cui mi potevo aggrappare.
 Due ragioni  le ricord Clary.  Hai detto che erano due le ragioni che ti avevano fatto
restare. Una era la Rivolta. E l'altra?
Gli occhi verdi di Jocelyn erano stanchi, ma grandi e luminosi.  Clary  disse.  Non
indovini? La seconda ragione era che aspettavo un altro bambino. Te.
 Oh  disse Clary con un filo di voce. Ricord le parole di Luke: "Portava dentro di s un
altro bambino e lo sapeva da settimane".  Ma proprio per questo: non ti venne voglia di scappare?
 S  disse Jocelyn.  Ma sapevo che non potevo. Se fossi scappata, Valentine avrebbe
rovesciato il cielo e la terra pur di riportarmi indietro. Mi avrebbe seguito fino in capo al mondo, perch
io gli appartenevo e non mi avrebbe mai lasciato andare. Se fossi stata da sola sarei scappata, avrei
corso il rischio, ma non potevo permettere che prendesse anche te.  Si scost i capelli dal viso stanco.
 C'era solo un modo per essere sicura che non lo facesse mai. Ed era che morisse.
Clary guard sua madre con sorpresa. Jocelyn era ancora stanca, ma il suo volto brillava di luce
feroce.
Pensavo che sarebbe morto durante la Rivolta  prosegu.
 Io non avrei mai potuto ucciderlo con le mie mani. Non ci sarei mai riuscita. Ma non
pensavo che potesse sopravvivere alla battaglia. E pi tardi, quando la casa bruci, volli credere che
fosse morto. Mi ripetei mille volte che lui e Jonathan erano bruciati nell'incendio, ma sapevo che... 
La sua voce si spense.  Fu per questo che feci ci che feci. Pensai che l'unico modo per proteggerti
fosse di portarti via i ricordi e trasformarti il pi possibile in una mondana. Di nasconderti nella societ
dei mondani. Sono stata una stupida, solo ora me ne rendo conto. Ho sbagliato. E mi dispiace, Clary.
Spero tanto che tu mi possa perdonare... se non ora, almeno in futuro.
 Mamma.  Clary si schiar la voce. Erano almeno dieci minuti che le veniva da piangere. 
Va tutto bene.  solo che... c' una cosa che non capisco.  Strinse le dita intorno al tessuto del
cappotto.  Sapevo gi, almeno in parte, ci che Valentine aveva fatto a Jace... cio, a Jonathan. Ma
da come descrivi Jonathan,  come se fosse un mostro. E, mamma, Jace non  cos. Non 
minimamente cos. Se lo conoscessi... se solo potessi incontrarlo....
 Clary.  Jocelyn le strinse una mano tra le sue.  C' dell'altro che ti devo raccontare. Non
c' pi niente che ti abbia tenuto nascosto, o su cui ti abbia mentito. Ma ci sono cose che non sapevo
neanch'io e che ho scoperto da poco. E potrebbero essere difficili da sentire.
Peggio di quello che mi hai gi detto?, pens Clary. Si mordicchi un labbro e annu.  Dimmi
tutto. Preferisco sapere.
 Quando madame Dorothea mi disse che Valentine era stato visto in citt, capii che era l per
me, per la Coppa. Volevo fuggire, ma non riuscivo a trovare un modo di spiegarti il perch. Non ti
biasimo per essere scappata via in quel modo, quella sera, Clary. Ero contenta che tu non fossi in casa,
quando tuo padre... quando Valentine e i suoi demoni fecero irruzione nel nostro appartamento. Ebbi
appena il tempo di bere la pozione, mentre loro spaccavano la porta dell'ingresso.  La voce era tesa,
si ferm.  Speravo che Valentine mi credesse morta e mi lasciasse l, ma non fu cos. Mi port con s
a Renwick. Prov a risvegliarmi in tutti i modi, ma nessuno dei suoi metodi funzion. Ero in una sorta
di stato sognante: ero consapevole della sua presenza, ma non potevo muovermi n reagire. Dubito che
lui pensasse che potevo sentirlo o capirlo. E tuttavia, mentre dormivo, lui si sedeva accanto al letto e mi
parlava.
 Ti parlava? E di che?
 Del nostro passato. Del nostro matrimonio. Di quanto mi avesse amato e di come io l'avessi
tradito. Del fatto che da allora non aveva pi amato nessuno. Credo che fosse sincero, a modo suo. Ero
io la sola persona con cui Valentine parlava dei dubbi che aveva, dei sensi di colpa che provava. E
dopo la mia fuga, non c'era stato nessun altro. Era come se non riuscisse a fermarsi, come se avesse
bisogno di parlare con me, pur sapendo che non avrebbe dovuto. Forse aveva semplicemente bisogno
di parlare con qualcuno. Parlare non di quello che aveva fatto a quei poveretti, trasformandoli in
Dimenticati, o di quello che aveva in mente di fare al Conclave. No. Lui voleva parlare di Jonathan.
 Di Jonathan?
Jocelyn strinse le labbra.  Voleva dirmi che gli dispiaceva per quello che aveva fatto a
Jonathan prima che nascesse, perch sapeva che questo mi aveva quasi distrutto. Sapeva che, a causa di
Jonathan, avevo rischiato il suicidio. Non sapeva, per, che ero disperata anche per quello che avevo
scoperto su di lui. In qualche modo, si era procurato del sangue d'angelo.  una sostanza quasi
leggendaria, per gli Shadowhunters. Si dice che chi lo beve ne ricavi una forza incredibile. Valentine
l'aveva provato su di s e aveva scoperto che non solo aumentava la sua forza, ma gli dava anche un
senso di euforia e di gioia ogni volta che se lo iniettava. Cos prese del sangue d'angelo, lo secc, lo
ridusse in polvere e lo mescol al mio cibo, sperando che mi guarisse dalla mia disperazione.
Lo so io, dove ha preso il sangue d'angelo, si disse Clary, ripensando a Ithuriel con profonda
tristezza.
 E credi che abbia funzionato?
 Mi chiedo se sia per quello che, improvvisamente, trovai la forza e la concentrazione per
andare avanti, per aiutare Luke a mandare a monte la Rivolta. Sarebbe una bella ironia della sorte se
fosse cos, pensando al motivo per cui Valentine l'aveva fatto. Ma ci che Valentine non sapeva era
che, mentre lui faceva questo, io aspettavo gi te. Quindi, se su di me pu avere avuto un effetto
leggero, su di te il sangue d'angelo ebbe un effetto molto pi grande. Credo che sia per questo che hai il
dono di creare nuove rune.
 E forse  disse Clary  questo spiega anche perch tu sei capace, per esempio, di
imprigionare l'immagine della Coppa Mortale nella carta di un mazzo di tarocchi. E perch Valentine
ha potuto togliere la maledizione di Hodge...
 Valentine ha fatto esperimenti su di s per anni, in mille modi diversi  disse Jocelyn. 
quanto di pi vicino a uno stregone possa essere uno Shadowhunter. Ma niente di quello che fa a se
stesso potr avere gli effetti profondi che ha avuto su di te o su Jonathan, perch voi eravate
piccolissimi. Credo che nessun altro abbia mai fatto ci che ha fatto lui, non certo a un bambino prima
della nascita.
 Quindi  vero che io e Jace... Jonathan... siamo degli esperimenti.
 Tu in modo non intenzionale. Ma con Jonathan, Valentine aveva voluto creare una specie di
super guerriero, pi forte, pi veloce, pi bravo di tutti gli altri Shadowhunters. A Renwick, Valentine
mi disse che Jonathan era davvero tutto questo, ma era anche crudele, amorale e stranamente vuoto.
Jonathan era abbastanza fedele a Valentine, ma Valentine si era reso conto che, nel tentativo di creare
un bambino superiore agli altri, aveva creato un figlio che non l'avrebbe mai amato veramente.
Clary ripens a Jace, a come le era apparso a Renwick, al modo in cui aveva stretto tra le mani
quel frammento del Portale, cos forte da sanguinare.  No  protest.  No e ancora no. Jace non 
cos. Lui vuole bene a Valentine. Non dovrebbe, ma  cos. E non  vuoto.  tutto il contrario di quello
che mi stai dicendo.
Jocelyn si torceva le mani in grembo. Erano percorse da sottili cicatrici bianche: le stesse che
tutti gli Shadowhunters avevano, la traccia di marchi svaniti. Ma Clary non aveva mai visto veramente
le cicatrici di sua madre: la magia di Magnus gliele aveva fatte sempre dimenticare. Ce n'era una,
all'interno del polso, che aveva la forma di una stella...
Quando sua madre parl di nuovo, ogni altro pensiero svan dalla mente di Clary.
 Non  di Jace  disse Jocelyn  che stavo parlando.
 Ma...  Tutto sembrava succedere al rallentatore, come nei sogni. Forse  un sogno, pens
Clary. Forse mia madre non si  mai svegliata e tutto questo  solo un sogno.  Jace  il figlio di
Valentine. Chi altri potrebbe essere?
Jocelyn guard sua figlia dritto negli occhi.  Come ti ho detto, la notte in cui Cline
Herondale mor era all'ottavo mese di gravidanza. Valentine le aveva dato polveri e pozioni: stava
sperimentando su di lei ci che aveva provato su se stesso con il sangue dell'angelo, sperando che il
figlio di Stephen potesse diventare forte e potente come Jonathan, ma senza le qualit peggiori di
Jonathan. Non poteva sopportare l'idea che il suo esperimento andasse in fumo. Per questo, con l'aiuto
di Hodge, fece nascere il bambino di Cline, che era morta da pochissimo tempo...
Clary ebbe un conato di disgusto.  Ma non  possibile.
Jocelyn prosegu, come se Clary non avesse parlato.  Valentine prese il bambino e ordin a
Hodge di portarlo nella casa della sua infanzia, in una valle non lontana dal lago Lyn. Per questo quella
notte Valentine non rientr. Hodge si prese cura del bambino fino alla Rivolta. Poi Valentine, che si
fingeva Michael Wayland, lo trasfer alla tenuta dei Wayland e lo allev come figlio di Michael
Wayland.
 Quindi Jace...  sussurr Clary.  Jace non  mio fratello?
Sent sua madre stringerle la mano, una stretta piena di solidariet.  No, Clary. Non  tuo
fratello.
A Clary si annebbi la vista. Sentiva il cuore battere in colpi singoli, separati l'uno dall'altro.
Mia madre  dispiaciuta per me, pens lontanamente. Lei crede che questa sia una brutta notizia. Le
tremavano le mani.  Allora di chi erano le ossa che furono rinvenute sul luogo dell'incendio? Luke
dice che c'erano le ossa di un bambino...
Jocelyn scosse la testa.  Quelle erano le ossa di Michael Wayland e di suo figlio. Valentine li
uccise entrambi e bruci i loro corpi. Voleva far credere al Conclave di essere morto, insieme a suo
figlio.
 Allora Jonathan...
  vivo  disse Jocelyn con un dolore improvviso sul volto.  Me lo disse Valentine, a
Renwick. Valentine aveva allevato Jace nella tenuta dei Wayland e Jonathan nella casa vicino al lago.
In qualche modo riusc a dividere il proprio tempo tra i due, spostandosi da una casa all'altra, qualche
volta lasciandone uno, o entrambi, da soli per molto tempo. Sembra che Jace non abbia mai saputo
dell'esistenza di Jonathan, ma forse Jonathan potrebbe sapere di Jace. Non si sono mai incontrati, pur
vivendo a poche miglia di distanza.
 E quindi Jace non ha sangue di demone dentro di s? Non ... maledetto?
 Maledetto?  Jocelyn si sorprese.  No, non c' traccia di sangue di demone in lui. Clary,
Valentine ha fatto esperimenti su Jace bambino con lo stesso sangue che ha usato per me e per te.
Sangue di angelo. Jace non  maledetto. Anzi, al contrario. Tutti gli Shadowhunters hanno un po' di
sangue dell'Angelo in s. Voi due ne avete un po' di pi, tutto qui.
La mente di Clary girava a tutta velocit. Cercava di immaginare Valentine che allevava
contemporaneamente due bambini, uno in parte demone, l'altro in parte angelo. Uno figlio dell'ombra,
l'altro figlio della luce. Amandoli entrambi, forse, ammesso che Valentine fosse capace di amare. Jace
non aveva mai saputo di Jonathan, ma lui che cosa sapeva di Jace, della sua parte complementare, del
suo opposto? Ne aveva detestato anche solo il pensiero? Aveva desiderato conoscerlo? Era stato
indifferente? Entrambi erano stati cos soli. E uno dei due era suo fratello, il suo vero fratello, di
sangue.  Credi che sia ancora uguale? Jonathan, voglio dire. Tu credi che possa essere diventato...
migliore?
 Credo di no  disse Jocelyn dolcemente.
 Ma come fai a esserne cos sicura?  Clary si gir di scatto verso sua madre con una rabbia
improvvisa.  Voglio dire: forse  cambiato. Sono passati anni. Forse...
 Valentine mi disse di aver passato anni a insegnare a Jonathan a presentarsi bene, persino a
essere affascinante. Voleva farlo diventare una spia. E non puoi essere una spia se spaventi tutti quelli
che incontri. Jonathan aveva imparato anche a creare delle blande illusioni, per convincere gli altri di
essere una persona gradevole e affidabile.  Jocelyn sospir.  Ti sto dicendo questo perch sei stata
ingannata anche tu, ma non  colpa tua. Clary, tu hai conosciuto Jonathan. Solo che non ti ha rivelato il
suo vero nome, perch stava fingendo di essere qualcun altro. Sebastian Verlac.
Clary fiss sua madre. Ma  il cugino dei Penhallow, insisteva a dire una parte della sua mente.
Ma Sebastian, naturalmente, non era mai stato chi sosteneva di essere: tutto quello che aveva detto era
una bugia. Pens a come si era sentita la prima volta che l'aveva visto: era come se avesse riconosciuto
qualcuno che conosceva da tutta la vita, qualcuno di intimamente familiare quanto se stessa. Non si era
mai sentita cos, con Jace.  Sebastian  mio fratello?
Il bel viso di Jocelyn era teso, la mani intrecciate. Le punte delle dita erano bianche, come per
una pressione eccessiva.  Ho parlato a lungo con Luke oggi, di tutto quello che  successo ad
Alicante da quando sei qui. Mi ha detto delle torri antidemoni, del suo sospetto che fosse stato
Sebastian a distruggere le difese, pur non avendo idea di come avesse fatto.  stato allora che ho capito
chi era veramente Sebastian.
 Cio hai capito che aveva mentito sulla sua identit. E che era una spia di Valentine.  cos?
 L'una e l'altra cosa, s  disse Jocelyn.  Ma in realt l'ho capito solo quando Luke mi ha
raccontato che tu gli avevi detto che Sebastian si tingeva i capelli. E potrei sbagliarmi, ma un ragazzo
poco pi grande di te, coi capelli chiari e gli occhi scuri, apparentemente senza genitori, assolutamente
fedele a Valentine... Non poteva essere altri che Jonathan. E c' dell'altro. Valentine aveva sempre
cercato di trovare un modo per abbattere le difese, era sempre stato sicuro che ci fosse un modo per
farlo. Facendo esperimenti su Jonathan con il sangue di un demone, diceva che lo scopo era renderlo
pi forte e migliore come guerriero, ma c'era di pi...
Clary la fissava.  Cosa intendi?
 Era il suo sistema per abbattere le difese  rivel Jocelyn.  Non puoi portare un demone
ad Alicante, ma c' bisogno di sangue di demone per abbattere le difese. E Jonathan ha in s sangue di
demone:  nelle sue vene. Tuttavia, essendo uno Shadowhunter, ha automaticamente accesso alla citt
ogni volta che vuole, per qualsiasi motivo. Jonathan ha usato il suo sangue per abbattere le difese, ne
sono sicura.
Clary ripens a Sebastian, accanto a lei sull'erba vicino alle rovine della tenuta dei Fairchild, col
vento che gli scompigliava i capelli. Ripens al modo in cui le aveva stretto il polso, affondandole le
unghie nella pelle. Al modo in cui aveva detto che era impossibile che Valentine volesse bene a Jace.
Clary aveva pensato che lo dicesse perch odiava Valentine. Ma non era cos, e lo capiva solo adesso.
Sebastian era... geloso.
Ripens al tenebroso principe dei suoi disegni, quello che somigliava tanto a Sebastian. Aveva
pensato che fosse pura coincidenza, uno scherzo dell'immaginazione, ma ora si chiedeva se non fosse il
loro legame di sangue che l'aveva spinta a dare il volto di suo fratello all'eroe infelice della sua storia.
Cerc di visualizzare il suo principe, ma l'immagine sembrava sbriciolarsi e dissolversi davanti ai suoi
occhi come cenere portata dal vento. Ora vedeva solo Sebastian, e la luce rossastra, della citt in
fiamme riflessa nei suoi occhi.
 Jace!  esclam.  Qualcuno deve dirglielo. Deve dirgli la verit.  I suoi pensieri
rotolavano gli uni sugli altri alla rinfusa. Se Jace avesse saputo, se avesse saputo di non avere sangue di
demone, forse non sarebbe andato a cercare Valentine. Se avesse saputo di non essere il fratello di
Clary...
 Ma io pensavo  disse Jocelyn con un misto di comprensione e di stupore  che nessuno
sapesse dov'...
Prima che Clary potesse rispondere, le doppie porte della Sala degli Accordi si spalancarono,
riversando la luce tra le colonne del porticato e sui gradini sottostanti. Il rombo sordo delle voci, non
pi attutito, esplose mentre Luke usciva. Era esausto, ma aleggiava una leggerezza intorno a lui che
prima non c'era. Sembrava quasi sollevato.
Jocelyn si alz in piedi.  Luke. Cosa succede?
Luke fece qualche passo verso di loro, poi si ferm tra le porte e la scalinata.  Jocelyn 
disse  scusate se vi interrompo.
 Non c' problema, Luke.  Pur nello stordimento, Clary pens: Ma perch continuano a
chiamarsi per nome in questo modo! C'era una sorta di imbarazzo tra loro, adesso, un imbarazzo che
prima non c'era.  Qualcosa non va?
Luke scosse la testa.  No. Una volta tanto, qualcosa va per il verso giusto.  Sorrise a Clary
e non c'era nessun imbarazzo in quel suo sorriso: si vedeva che era contento di lei, e anche orgoglioso.
 Ce l'hai fatta, Clary!  annunci.  Il Conclave ha accettato di ricevere il marchio da te. Non ci
sar nessuna resa.
capitolo 18
AVE ATQUE VALE
La valle era pi bella nella realt che nella visione di Jace. Forse era per la luce della luna che
inargentava il fiume sul fondo della verde insenatura. Betulle bianche e pioppi ne costellavano i lati e le
loro foglie fremevano nell'aria fresca. Faceva piuttosto freddo sull'altura, dove non c'era riparo dal
vento.
Era senza dubbio quella la valle dove Jace aveva visto Sebastian. Finalmente si stava
avvicinando. Dopo aver legato Wayfarer a un albero, Jace prese il filo insanguinato dalla tasca e ripet
il rituale della localizzazione, per essere pi sicuro.
Chiuse gli occhi, aspettandosi di vedere Sebastian, magari molto vicino, magari ancora nella
valle...
Ma vide solo il buio.
Il cuore cominci a battergli forte.
Riprov, spostando il filo nella mano sinistra e disegnando goffamente la runa con la meno
agile mano destra. Fece un respiro profondo, prima di chiudere gli occhi.
Anche stavolta, niente. Solo un nero tremolante e pieno di ombre. Rimase fermo per un minuto
intero, stringendo i denti, col vento che gli penetrava nella giacca e lo faceva rabbrividire. Alla fine apr
gli occhi, imprecando, poi, con un moto di rabbia disperata apr anche il pugno. Il vento raccolse il filo
e lo port via, cos rapidamente che Jace non sarebbe mai riuscito a recuperarlo, nemmeno se si fosse
pentito all'istante del proprio gesto.
La mente galoppava. Era chiaro che la runa di localizzazione non funzionava pi. Forse
Sebastian si era accorto di essere seguito e aveva fatto qualcosa per rompere l'incantesimo. Ma cosa si
poteva fare, per bloccare una localizzazione? Forse aveva trovato un grande specchio d'acqua. L'acqua
disturbava la magia.
Non che questo gli fosse di grande aiuto. Non poteva certo fare il giro di tutti i laghi di Idris, per
controllare se tra le onde c'era Sebastian. Eppure, c'era andato cos vicino... cos vicino. Jace aveva
visto quella valle, e Sebastian in quella valle. E la casa era l, appena visibile, rannicchiata vicino a un
gruppo di alberi. Valeva comunque la pena scendere a dare un'occhiata, per vedere se c'era qualcosa
che potesse suggerirgli la posizione di Sebastian, o di Valentine.
Con un senso di rassegnazione, Jace us lo stilo per marchiarsi con un certo numero di rune di
battaglia, ad azione e a scomparsa immediata: una per dargli il silenzio, una per la velocit, una per
camminare con passo sicuro. Poi, sentendo sulla pelle il bruciore familiare, si rimise lo stilo in tasca,
diede a Wayfarer una rapida pacca sul collo e si avvi verso il fondovalle.
I fianchi dell'infossamento erano ingannevolmente ripidi e resi insidiosi da tratti pietrosi. Jace
alternava momenti in cui scendeva cautamente passo dopo passo, ad altri in cui scivolava sul ghiaione,
in modo pi rapido ma pericoloso. Quando giunse in fondo, aveva le mani insanguinate per le
numerose cadute sulle pietre. Se le lav nell'acqua chiara e rapida del torrente, cos fredda da gelargli la
pelle.
Quando si raddrizz e si guard intorno, si rese conto che stava osservando la valle da
un'angolazione diversa rispetto a quella della visione. Vide il boschetto di alberi contorti dalle fronde
intrecciate, racchiuso tra i due pendii; e vide la casetta. Le finestre erano scure e dal camino non usciva
fumo. Jace sent al contempo sollievo e delusione. Sarebbe stato pi facile perquisire la casa, se non
c'era nessuno.
Avvicinandosi si chiese che cosa gli fosse parso strano e inquietante, di quella casa, nella
visione. Da vicino sembrava una normale casa di campagna di Idris, fatta di pietra bianca e grigia. Gli
scuri erano stati dipinti di un azzurro intenso, ma sembrava che nessuno li ridipingesse pi da anni.
Erano sbiaditi e scorticati.
Jace si avvicin a una finestra, sal sul davanzale e sbirci all'interno dai vetri appannati. Vide
una stanza grande e un po' polverosa, con uno strano tavolo da lavoro addossato a una parete. Gli
strumenti sul tavolo non sembravano affatto quelli che potrebbero servire a un artigiano. Erano
piuttosto quelli di uno stregone: fasci di pergamene macchiate; candele nere; recipienti di rame con
tracce di liquido scuro essiccato lungo i bordi; un ricco assortimento di coltelli, alcuni sottili come
punteruoli, altri con grandi lame squadrate. C'era un pentacolo, disegnato per terra con il gesso. Aveva
profili incerti e ciascuna punta era decorata da una runa diversa. A Jace si strinse lo stomaco: le rune
erano simili a quelle incise ai piedi di Ithuriel. Era stato Valentine? Erano quelle le sue cose? Quello
era il suo nascondiglio, rimasto sempre sconosciuto a Jace?
Scivol gi dal davanzale, atterrando su una macchia d'erba secca. In quel momento, un'ombra
pass sulla faccia della luna. Non c'erano uccelli in quella valle, pens Jace. Alz gli occhi appena in
tempo per vedere un corvo volare in cerchio nel cielo notturno. S'immobilizz, poi si nascose
rapidamente nell'ombra di un albero e lo spi tra i rami. Quando il corvo si abbass, Jace seppe che il
suo primo istinto era stato giusto. Non era un corvo qualsiasi: era Hugo, il corvo che un tempo era
appartenuto a Hodge. A volte Hodge lo usava per portare messaggi fuori dall'Istituto. Da allora, Jace
aveva scoperto che in origine Hugo era appartenuto a suo padre.
Il ragazzo si appiatt contro il tronco dell'albero. Il cuore gli batteva forte per l'eccitazione. Se
Hugo era l, poteva solo significare che aveva un messaggio, e questa volta il messaggio non poteva
essere per Hodge. Era per Valentine. Doveva essere per Valentine. Se solo Jace fosse riuscito a
seguirlo...
Appollaiatosi su un davanzale, Hugo sbirci dentro la finestra. Quando cap che la casa era
vuota, si lev in volo con un gracchio irritato e svolazz verso il torrente.
Jace usc dall'ombra e si lanci all'inseguimento.
 Quindi, tecnicamente  ragion Simon  Jace non  tuo parente, ma tu hai comunque
baciato tuo fratello.
 Simon!  Clary inorrid.  SMETTILA!  Si gir per vedere se qualcuno li stesse
ascoltando, ma fortunatamente nessuno prestava loro attenzione. Era seduta su un'alta seggiola, sul
podio nella Sala degli Accordi, e Simon era al suo fianco. Sua madre era vicina al podio e parlava con
Amatis.
Intorno a loro, la Sala era immersa nel caos, mentre i Nascosti che arrivavano dalla Porta
Settentrionale vi si riversavano e si assiepavano lungo le pareti. Clary riconobbe vari elementi del
branco di Luke, tra cui Maia, che le fece un gran sorriso. C'erano esseri fatati, pallidi e freddi e belli
come ghiaccioli; c'erano stregoni con ali di pipistrello e piedi caprini, persino uno con un palco di corna
da cervo, e dalle loro dita sfuggivano scintille azzurre. I Cacciatori si aggiravano nervosamente in
mezzo a loro.
Stringendo lo stilo con entrambe le mani, Clary si guard intorno con aria ansiosa. Dov'era
Luke? Sembrava svanito nella folla. Lo individu dopo un momento, intento a parlare con Malachi che
scuoteva vigorosamente il capo. C'era anche Amatis con loro, che lanciava a Malachi occhiate di fuoco.
 Non farmi pentire di averti raccontato queste cose, Simon  disse Clary guardandolo torvo.
Aveva fatto del suo meglio per dargli una versione ridotta della storia di Jocelyn, per lo pi sussurrando
sottovoce, mentre lui la aiutava a farsi largo tra la folla fino al podio. Era strano, per Clary, essere lass
e guardare la sala come se fosse la regina di tutto ci che i suoi occhi vedevano. Ma una regina non
sarebbe mai stata cos in preda al panico.  E poi, non baciava per niente bene.
 O forse ti faceva schifo, perch era... come dire... tuo fratello!  Simon sembrava pi
divertito del dovuto.
 E non dirlo dove mia madre pu sentirti o ti ammazzo  gli intim Clary con un'altra
occhiataccia.  Gi mi sento che sto per svenire o per vomitare. Non peggiorare le cose!
Jocelyn, avvicinandosi a loro giusto in tempo per sentire le ultime parole di Clary (ma,
fortunatamente, non l'argomento di discussione tra lei e Simon), le pos una mano rassicurante sulla
spalla.  Non essere nervosa, bimba. Prima sei stata fantastica. Hai bisogno di qualcosa? Una coperta,
dell'acqua calda...
 Non ho freddo  rispose Clary paziente.  E non devo fare il bagno. Sto bene. Voglio solo
che Luke venga qui e mi spieghi che cosa sta succedendo.
Jocelyn agit una mano per richiamare l'attenzione di Luke, formulando con le labbra delle
parole che Clary non riusc a decifrare.  Mamma  sibil.  Lascia stare.  Troppo tardi. Luke
alz gli occhi, e con lui diversi altri Cacciatori. Gran parte di loro distolsero lo sguardo con altrettanta
rapidit, ma Clary colse l'ammirazione nei loro occhi. Era strano pensare che sua madre fosse una
specie di donna leggendaria, l. Praticamente tutti nella Sala conoscevano il suo nome e avevano una
propria opinione su di lei, buona o cattiva che fosse. Chiss come faceva sua madre a non farsi
condizionare, si chiese Clary. Non sembrava affatto turbata: anzi, semmai perfettamente padrona di s.
Sicura e pericolosa.
Un attimo dopo Luke li raggiunse sul podio, con Amatis al suo fianco. Era ancora visibilmente
stanco, ma era vigile e persino un po' emozionato.  Aspettate ancora un secondo  disse.  Stanno
arrivando tutti.
 Malachi  intervenne Jocelyn, senza guardarlo direttamente negli occhi  ti stava dando
dei problemi?
Luke fece un gesto come per allontanare il pensiero.  Lui ritiene che dovremmo mandare un
messaggio a Valentine per rifiutare le sue condizioni. Io dico che non dovremmo scoprire le nostre
carte e lasciare che Valentine si presenti con il suo esercito nella pianura di Brocelind aspettandosi una
resa. Malachi, invece, ritiene che sia poco sportivo. Quando gli ho detto che la guerra non  una partita
di cricket, mi ha risposto che se uno solo dei Nascosti sfuggir al nostro controllo, lui entrer in azione
e porr fine a tutta questa storia. Non so esattamente cosa pensa che possa succedere... forse ha paura
che i Nascosti non riescano a restare senza combattere nemmeno per cinque minuti.
 E esattamente quello che pensa  comment Amatis.  Malachi  cos. Probabilmente,
teme che comincerete a mangiarvi tra di voi.
 Amatis!  la rimprover Luke.  Qualcuno potrebbe sentirti!  Si gir, e in quel
momento due persone salirono i gradini del podio alle sue spalle. Uno era un cavaliere del Popolo
Fatato: era alto e snello e aveva i capelli lunghi e scuri che gli ricadevano fitti su entrambi i lati del viso
allungato. Indossava un'armatura bianca, a tunica, fatta di minuscoli dischi di solido metallo
sovrapposti come le squame di un pesce. Gli occhi erano verdi come le foglie.
L'altra persona era Magnus Bane. Non sorrise a Clary, quando si ferm vicino a Luke.
Indossava un lungo cappotto scuro, abbottonato fino alla gola, e i capelli neri erano lisciati all'indietro.
 Sembri cos normale!  esclam Clary fissandolo. Magnus sorrise debolmente.  Ho
sentito che avevi una runa da mostrarci  fu tutto quello che disse.
Clary guard Luke, che annu.  Oh, certo  rispose.  Mi serve solo qualcosa su cui
scrivere, un pezzo di carta.
 Te l'avevo chiesto, se ti serviva qualcosa!  protest Jocelyn sottovoce, com'era tipico della
mamma che Clary ricordava.
 Ho io della carta  intervenne Simon. Pesc un foglio dalla tasca dei jeans e lo pass a
Clary. Era il volantino spiegazzato di un concerto della sua band, alla Knitting Factory, in luglio. Clary
scosse la testa e lo gir sul retro. Quando la punta dello stilo avuto in prestito tocc la carta, si
produssero piccole scintille e Clary temette per un momento che il volantino potesse bruciare. Ma le
scintille si spensero. Clary si mise a disegnare, facendo del suo meglio per escludere tutto il resto: il
rumoreggiare della gente e la sensazione di tutti gli sguardi fissi su di lei.
La runa era uguale a quella che aveva gi disegnato: un motivo di linee ricurve che
s'intrecciavano tra loro, protese sulla pagina come in attesa di un completamento che non c'era. Tolse la
polvere dal foglio e la mostr, sentendosi assurdamente come a scuola, quando doveva esporre una
ricerca alla classe.  Questa  la runa  disse.  Richiede una seconda runa che la completi, per
avere effetto. Una... compagna.
 Un Nascosto e un Cacciatore. Le due met che formano l'alleanza devono essere marchiate
 spieg Luke. Riprodusse la runa sul fondo del foglietto, lo strapp a met e lo pass ad Amatis. 
Comincia a far circolare la runa  le disse.  Spiega ai Nephilim come funziona.
Con un cenno del capo, Amatis scese i gradini e svan nella folla. Il cavaliere del Popolo Fatato
la segu con lo sguardo, scuotendo la testa.  Ho sempre saputo che solo i Nephilim possono
sopportare i marchi dell'Angelo  disse, con una certa diffidenza.  E che noialtri, se dovessimo
riceverne uno, potremmo impazzire, o persino morire.
 Questo non  uno dei marchi dell'Angelo  gli spieg Clary.  Non proviene dal Libro
Grigio.  sicuro, te lo garantisco.
Il cavaliere non sembrava molto convinto.
Con un sospiro, Magnus tir su la manica e allung il braccio a Clary.  Dai, forza!
 Non posso  disse Clary.  Il Cacciatore che ti far il marchio sar il tuo compagno in
battaglia. E io non posso combattere.
 Lo spero!  esclam Magnus. Poi guard Luke e Jocelyn, che erano vicini, e disse:  Voi
due. Forza, mostrate al cavaliere come funziona.
Jocelyn batt le palpebre, sorpresa.  Come?
 Presumo  replic Magnus  che voi due sarete compagni in battaglia, dato che
praticamente  come se foste sposati.
Un acceso rossore sal al volto di Jocelyn, che evit accuratamente di guardare Luke.  Non ho
uno stilo...
 Prendi il mio  si offr Clary, porgendoglielo.  Forza, fagli vedere.
Jocelyn si gir verso Luke, che sembrava preso completamente alla sprovvista. Luke allung la
mano prima che lei gliela potesse chiedere e Jocelyn gli marchi il palmo con rapida precisione. Ma
dovette tenergli fermo il polso, perch gli tremava la mano. Gli occhi di Luke erano posati su Jocelyn
che tracciava la runa. Clary ripens alla loro conversazione, a quando Luke le aveva parlato dei suoi
sentimenti per Jocelyn, e sent una fitta di tristezza. Chiss se sua madre si rendeva conto che Luke
l'amava e chiss che cosa avrebbe detto, se l'avesse saputo.
 Ecco fatto.  Jocelyn allontan lo stilo.  Finito. Luke alz la mano a palmo in su e mostr
al principe del Popolo Fatato il vorticoso marchio nero al centro.  Soddisfatto, Meliorn?
Meliorn!  esclam Clary.  Io ti conosco, vero? Uscivi con Isabelle Lightwood.
Meliorn era quasi privo di espressione, ma Clary avrebbe giurato che fosse un tantino a disagio.
Luke scosse la testa.  Clary, Meliorn  un principe della Corte Seelie.  molto improbabile che...
 Certo che usciva con Isabelle!  intervenne Simon.  E lei l'ha pure piantato. O almeno
cos diceva che avrebbe fatto. Una bella botta, amico.
Meliorn lo guard battendo le palpebre.  Tu...  disse con disgusto  tu sei stato scelto a
rappresentare i Figli della Notte?
Simon scosse la testa.  No, io sono qui per lei  rispose, indicandogli Clary.
 I Figli della Notte  spieg Luke, dopo una breve esitazione  non partecipano, Meliorn.
Ho comunicato questa informazione alla tua Sovrana. Hanno scelto di... andare per la loro strada.
I tratti delicati del viso di Meliorn si contrassero.  Se l'avessi saputo prima!  esclam,
accigliato.  I Figli della Notte sono un popolo saggio e accorto, e qualsiasi piano provochi la loro ira,
suscita anche il mio sospetto.
 Non ho parlato di ira  inizi Luke, con un misto di calma deliberata e lieve esasperazione.
Solo chi lo conosceva bene avrebbe potuto capire che era irritato, pens Clary, che not anche uno
spostamento dell'attenzione di Luke: ora stava guardando verso la folla. Seguendo il suo sguardo, Clary
vide una figura familiare farsi strada tra la gente: era Isabelle, coi suoi neri capelli ondeggianti, la frusta
avvolta intorno al polso come una serie di braccialetti dorati.
Clary prese Simon per il polso.  I Lightwood. Ho appena visto Isabelle.
Lui scrut nella folla, aggrottando la fronte.  Non avevo capito che li stessi cercando.
 Ti prego, vai tu a parlarle  gli sussurr Clary. Si guardava intorno con circospezione, ma
nessuno li stava osservando. Luke stava facendo cenni a qualcuno nella folla; nel frattempo, Jocelyn
disse qualcosa a Meliorn, che la guardava piuttosto allarmato.  Io devo restare qui, ma, per favore,
devi dire a Isabelle e ad Alec quello che mia madre mi ha rivelato. Su Jace e su chi  veramente. E su
Sebastian. Devono sapere. Digli di venire a parlare con me non appena possono. Ti prego, Simon.
 Va bene.  Simon liber il polso dalla stretta di Clary e le sfior la guancia con fare
rassicurante.  Torno presto.
Scese i gradini e svan tra la gente. Quando Clary si volt, vide che Magnus la stava guardando,
con la bocca piegata in un sorriso storto.  Non c' problema  stava dicendo in risposta a una
domanda di Luke.  Conosco bene la pianura di Brocelind. Aprir il Portale nella piazza. Ma un
Portale cos grande non durer a lungo, quindi bisogner attraversarlo in fretta.
Luke annu e si gir a dire qualcosa a Jocelyn. Clary si pieg verso Magnus e a bassa voce gli
disse:
 Comunque, grazie. Per tutto quello che hai fatto per mia madre.
II sorriso storto di Magnus si allarg.  Credevi che non l'avrei fatto, vero?
 Ho dubitato  ammise Clary.  Soprattutto perch, quando ci siamo incontrati a casa di
Ragnor Fell, non mi hai nemmeno detto che Jace aveva portato Simon ad Alicante attraverso il Portale.
Pensavi, che non fosse una notizia abbastanza interessante per me?
 Che fosse troppo interessante per te  rispose Magnus.  Che avresti mollato tutto per
correre alla Guardia. E io invece volevo che tu cercassi il Libro Bianco.
 Sei senza cuore  disse Clary con rabbia.  Comunque ti sbagli, io non avrei...
 Non avresti fatto ci che chiunque avrebbe fatto? Ci che io stesso avrei fatto, per una
persona a cui tenevo? Non ti sto criticando, Clary. E se non te l'ho detto, non  stato perch pensavo
che fossi troppo debole. Non te l'ho detto perch sei umana, e io conosco i modi d'agire degli uomini.
Sono vivo da tanto tempo.
 Come se tu non facessi mai niente di stupido perch provi dei sentimenti  comment
Clary.  A proposito, dov' Alec? Perch non sei ancora andato a sceglierlo come compagno?
Magnus sembr ritrarsi.  Non mi permetterei mai di avvicinarlo, davanti ai suoi genitori, lo
sai.
Clary appoggi il mento sulla mano.  Fare la cosa giusta perch si vuol bene a qualcuno a
volte  una bella grana.
 Hai proprio ragione  disse Magnus.
Il corvo volava in cerchi lenti e pigri, sopra le cime degli alberi, puntando verso la parete
occidentale della valle. La luna era alta e Jace riusciva a seguirlo senza bisogno della stregaluce,
mantenendosi al riparo degli alberi.
La valle saliva a picco, a formare una parete di roccia grigia. Il corvo sembrava seguire la curva
del torrente, che piegava verso ovest e scompariva in una stretta fenditura nella roccia. Jace rischi pi
volte di storcersi una caviglia sulla roccia umida. Avrebbe tanto voluto imprecare ad alta voce, ma
Hugo l'avrebbe sicuramente sentito. Continu a camminare scomodamente piegato in due, cercando
piuttosto di non rompersi una gamba.
Aveva la camicia zuppa di sudore, quando raggiunse il margine della valle. Per un momento
pens di aver perso di vista Hugo, ed ebbe un tuffo al cuore. Poi, invece, vide la sagoma nera del corvo
scendere di quota e sparire nella buia fenditura che si apriva nella roccia. Jace si mise a correre. Fu un
sollievo poter correre invece di camminare tutto ingobbito. Quando fu pi vicino, vide che all'interno
della fenditura si apriva una cavit pi grande e pi buia: una grotta. Tir fuori in fretta la pietra di
stregaluce e s'infil nella fenditura seguendo il corvo.
Solo un lieve chiarore filtrava dalla bocca della grotta e, dopo pochi passi, anche quel lieve
chiarore venne inghiottito da un'opprimente oscurit. Jace sollev la stregaluce e fece filtrare il chiarore
tra le dita.
In un primo momento credette di essere di nuovo all'aperto e di vedere le stelle sopra di s, in
tutta la loro gloria sfavillante. Da nessun'altra parte al mondo le stelle brillavano come a Idris. Ma
quelle non erano stelle: la stregaluce aveva illuminato decine di luccicanti depositi di mica nella roccia
intorno a lui e le pareti si erano ravvivate di brillanti punti di luce.
Jace cap di trovarsi in uno spazio scavato nella parete di roccia: l'imbocco della grotta era alle
sue spalle e davanti a s aveva due tunnel bui. Ripens alle storie che gli raccontava suo padre, di eroi
che si smarrivano nei labirinti e che usavano una fune o un filo per ritrovare la strada. Lui, per, non
aveva n fune n filo. Si avvicin ai tunnel e rimase in silenzio per un lungo momento, in ascolto. Sent
un gocciolio d'acqua, lieve e molto lontano: l'acqua del torrente, un fruscio come di ali e... delle voci.
Fece un balzo indietro. Le voci venivano dal tunnel di sinistra, ne era sicuro. Pass il pollice
sulla stregaluce per attenuarne l'intensit fino a ottenere un lieve bagliore, appena sufficiente per
illuminare i suoi passi. Poi, si tuff nel buio.
 Dici sul serio, Simon?  proprio vero?  fantastico!  meraviglioso!  Isabelle prese la
mano di suo fratello. 
Alec, hai sentito che cosa ha detto Simon? Jace non  figlio di Valentine. Non lo  mai stato!
 E allora di chi  figlio?  chiese Alec. Ma Simon aveva l'impressione che stesse ascoltando
solo in parte. Sembrava cercare qualcuno con lo sguardo.
I suoi genitori erano poco distanti e li guardavano con aria accigliata.
Simon aveva temuto di dover spiegare tutta la storia anche a loro, invece gli avevano
gentilmente concesso qualche minuto da solo con Isabelle e Alec.
 Chi se ne importa!  Isabelle gett le braccia in alto, tutta contenta. Poi si rannuvol.  In
realt,  una bella domanda. Chi era suo padre? Che fosse davvero Michael Wayland?
Simon scosse la testa.  Stephen Herondale.
 Quindi Jace  il nipote dell'Inquisitrice  osserv Alec.  Ecco perch l'ha...  Ma
s'interruppe, fissando in lontananza.
 Ecco perch cosa!  lo spron Isabelle.  Alec, non ti distrarre. O almeno dicci cosa stai
cercando.
 Non cosa  precis Alec.  Chi. Magnus. Volevo chiedergli di essere mio compagno in
battaglia. Ma non ho idea di dove sia. Tu l'hai visto?  chiese a Simon.
Simon scosse la testa.  Era sul podio con Clary, ma...
 storse il collo per vedere meglio  ora non c' pi. Probabilmente  in giro tra la folla.
 Davvero? Davvero vuoi chiedergli di essere tuo compagno in battaglia?  chiese Isabelle
allibita.   come un ballo delle debuttanti, questa storia, solo che qui ci si ammazza.
 Appunto, proprio come in un ballo delle debuttanti  scherz Simon.
 Forse chieder a te di essere mio compagno in battaglia, Simon  annunci Isabelle,
inarcando delicatamente un sopracciglio.
Alec aggrott la fronte. Come tutti gli Shadowhunters presenti nella stanza, era bardato di tutto
punto, con la sua tenuta nera e una quantit di armi appese alla cintura. Aveva anche un arco sulla
schiena, e Simon fu contento di vedere che aveva trovato un ricambio per quello spezzato da Sebastian.
 Isabelle, tu non hai bisogno di nessun compagno, perch non combatti. Sei troppo giovane. E se solo
ti frullasse l'idea, ti ammazzo io personalmente.  La testa di Alec scatt.  Un momento... quello 
Magnus?
Isabelle, seguendo il suo sguardo, ridacchi.  Alec, quello  un lupo mannaro. Una femmina,
per di pi. Anzi, ... come si chiama, May?
 Maia  la corresse Simon.
Maia era a poca distanza da loro: indossava un paio di pantaloni di pelle marrone e una
maglietta nera aderente che diceva "Quello che non mi ammazza... far meglio a mettersi a correre."
Aveva i capelli a treccine, trattenuti indietro da una cordicella. Si gir, come percependo il loro sguardo
su di lei, e sorrise.
Simon ricambi il sorriso. Isabelle la guard in cagnesco. Simon smise subito di sorridere.
Quando, esattamente, la sua vita si era fatta cos complicata?
Alec si illumin.  Ecco Magnus!  esclam. E si allontan senza nemmeno voltarsi indietro,
aprendosi un varco tra la folla verso l'alto stregone. La sorpresa di Magnus, quando Alec si avvicin,
era visibile anche a distanza.
 In un certo senso  dolce  comment Isabelle guardandoli.  Pi o meno...
 Perch pi o meno?
 Perch  spieg Isabelle  Alec sta cercando di farsi prendere sul serio da Magnus, ma
non ha mai detto ai nostri genitori di lui, e nemmeno del fatto che gli piacciono... voglio dire...
 Gli stregoni?  concluse Simon.
 Molto divertente.  Isabelle gli lanci un'occhiataccia.  Sai perfettamente cosa intendo.
Quello che sta succedendo ...
 Che cosa sta succedendo, esattamente?  chiese Maia, avvicinandosi.  Questa cosa dei
compagni non l'ho capita bene. Come dovrebbe funzionare?
 Cos.  Simon le indic Alec e Magnus, che si erano messi un po' in disparte, in un angolo.
Alec stava disegnando una runa sulla mano di Magnus, il viso concentrato, i capelli scuri davanti agli
occhi.
 Quindi, tutti dobbiamo fare quella roba?  chiese Maia.  Farci disegnare la mano, voglio
dire.
 Solo se hai intenzione di combattere  precis Isabelle, guardando gelida la ragazza.  Ma
non mi sembri maggiorenne.
Maia le fece un sorriso tirato.  Io non sono una Cacciatrice. I licantropi sono considerati
adulti a sedici anni.
 Be', in questo caso dovrai farti disegnare la mano  concluse Isabelle.  Da un Cacciatore.
Quindi, sar meglio che te ne cerchi uno.
 Ma...  Maia, che ancora osservava Alec e Magnus, s'interruppe e inarc le sopracciglia.
Simon si gir per vedere cosa stesse guardando e... rimase a bocca aperta.
Alec aveva abbracciato Magnus e lo stava baciando. Magnus sembrava in stato di shock ed era
impietrito. Diversi gruppi di persone, Cacciatori e Nascosti, li fissavano mormorando. Simon lanci
un'occhiata di lato e vide i Lightwood che osservavano la scena con gli occhi sgranati. Maryse si
copriva la bocca con la mano.
Maia era perplessa.  Aspetta un secondo  esclam.  Anche quello fa parte del rituale?
Per la sesta volta Clary scrut la folla in cerca di Simon. Ma non riusc a trovarlo. La stanza era
una massa in movimento di Shadowhunters e Nascosti, che dalle porte spalancate fluivano verso i
gradini esterni. Ovunque si vedevano bagliori di stilo, dove Shadowhunters e Nascosti si incontravano
e si marchiavano a vicenda. Clary vide Maryse Lightwood tendere la mano a una fata alta, dalla pelle
verde, pallida e regale come lei. Patrick Penhallow stava solennemente scambiandosi i marchi con uno
stregone i cui capelli lucci cavano di scintille azzurre. Dalle porte della Sala degli Accordi, Clary
vedeva il bagliore luminoso del Portale nella piazza. La stellata che si intravedeva attraverso il soffitto
di vetro dava un'aria surreale a tutta la scena.
 Stupefacente, vero?  comment Luke. Era sul bordo del podio e guardava la Sala. 
Cacciatori e Nascosti che stanno insieme nella stessa stanza. Che lavorano insieme.  Sembrava
profondamente impressionato. Clary riusciva a pensare soltanto a Jace, perch avrebbe voluto che fosse
l anche lui, a vedere che cosa stava succedendo. Per quanto ci provasse, non riusciva ad accantonare la
paura che provava per lui. L'idea che potesse affrontare Valentine, che potesse rischiare la vita perch
pensava di essere maledetto, che potesse addirittura morire senza mai sapere che non era vero...
 Clary  la chiam Jocelyn, con un filo di divertimento nella voce.  Hai sentito che cosa ti
ho detto?
 S  disse Clary.   sbalorditivo, lo so.
Jocelyn le pos una mano sulla sua.  Non  questo che stavo dicendo. Io e Luke saremo sul
campo di battaglia. Tu invece resterai qui con Isabelle e gli altri bambini.
 Io non sono una bambina.
 Lo so, ma sei comunque troppo giovane per combattere. E anche se non fossi cos giovane,
non sei mai stata addestrata.
 Non voglio restarmene qui seduta senza fare niente.
 Niente?  esclam Jocelyn.  Clary, nulla di tutto questo starebbe succedendo, se non
fosse stato per te. Non avremmo nemmeno avuto la possibilit di combattere, se non fosse stato per te.
Sono cos fiera di te! Volevo solo dirti che io e Luke andiamo via, ma torneremo. Andr tutto bene.
Clary guard in faccia sua madre, negli occhi verdi cos simili ai suoi.  Mamma  disse 
smettila di raccontarmi storie.
Jocelyn trasal e si alz, ritirando la mano. Ma non pot aggiungere altro, perch Clary venne
distratta da un viso familiare nella folla. Una figura snella e scura si stava muovendo con
determinazione verso di loro, passando nella sala affollata con tranquillit e sorprendente facilit, quasi
passando attraverso la gente, come fumo tra i paletti di uno steccato.
Ed era proprio cos. Clary lo cap quando la figura si avvicin al podio. Era Raphael, in camicia
bianca e pantaloni neri, gli stessi che portava la prima volta che l'aveva visto. Aveva dimenticato
quanto fosse esile. Sembrava avere a malapena quattordici anni, mentre saliva i gradini con quel suo
viso sottile e l'espressione calma, angelica. Faceva pensare a una voce bianca che andava verso il coro
di una chiesa.
 Raphael.  La voce di Luke esprimeva sorpresa e sollievo allo stesso tempo.  Non
credevo che saresti venuto. I Figli della Notte hanno riconsiderato l'idea di unirsi a noi nella battaglia
contro Valentine? C' ancora un seggio nel Consiglio per voi, se vorrete accettarlo.  Gli tese la mano.
I begli occhi limpidi di Raphael lo osservarono senza espressione.  Non posso stringerti la
mano, licantropo.
 All'espressione risentita di Luke, Raphael sorrise quel tanto che bastava per scoprire le punte
dei bianchi canini.
 Sono una proiezione  rivel, sollevando una mano in modo che tutti potessero vedere che
vi filtrava la luce.  Non posso toccare niente.
 Ma...  Luke lanci uno sguardo verso la luce della luna che entrava dal tetto.  Perch...?
 Abbass la mano.  Be', sono contento che tu sia qui. Sotto qualunque forma.
Raphael scosse la testa. Per un momento i suoi occhi si posarono su Clary - uno sguardo che
non le piacque per niente - e poi si spostarono su Jocelyn e il suo sorriso si apr.  Tu  disse.  Sei
la moglie di Valentine. Altri della mia specie, che combatterono con voi all'epoca della Rivolta, mi
hanno parlato di te. Devo ammettere che non avrei mai pensato di incontrarti di persona.
Jocelyn chin la testa.  Molti dei Figli della Notte combatterono coraggiosamente, quella
volta. La tua presenza qui sta a indicare che potremo di nuovo combattere fianco a fianco?
Era strano, pens Clary, sentire sua madre parlare con quel tono controllato e formale, che
tuttavia sembrava venirle molto naturale. Almeno quanto lo era per lei sedersi per terra con una vecchia
tuta e un pennello tra le dita imbrattate di colore.
 Spero di s  disse Raphael, e il suo sguardo sfior di nuovo Clary come la carezza di una
mano gelida.  Abbiamo un'unica richiesta, una semplice, piccola, richiesta. Se ci verr accordata, i
Figli della Notte di molti paesi saranno lieti di entrare in battaglia al vostro fianco.
 Il seggio del Consiglio  disse Luke.  Ma certo. Pu essere formalizzato: i documenti
possono essere redatti nel giro di un'ora.
 Non il seggio del Consiglio  replic Raphael.  Un'altra cosa.
 Un'altra cosa?  ripet Luke senza capire.  E che cosa? Ti assicuro che se  in nostro
potere...
 Oh, certo che lo .  Il sorriso di Raphael era smagliante.  Anzi, si trova qui in questo
preciso momento, mentre parliamo.  Si gir e indic con grazia la folla.   il ragazzo Simon che
vogliamo  rivel.  Il Diurno.
II tunnel era lungo e tortuoso e si riavvolgeva continuamente su se stesso. Era come strisciare
nelle viscere di un mostro enorme. C'era odore di roccia umida e cenere, pi qualcos'altro, qualcosa di
umido e strano che ricordava vagamente l'odore della Citt di Ossa.
Finalmente la galleria si apr in una grande grotta circolare. Dall'alta volta di pietra scabra si
protendevano verso il basso enormi stalattiti splendenti come gemme. Il fondo era liscio, come se fosse
stato lucidato, e qua e l si alternavano intarsi di simboli arcani. Una serie di grezze stalagmiti
circondavano la grotta. Proprio al centro, una massiccia stalagmite di quarzo svettava come un'enorme
zanna, ornata qua e l da un motivo rossastro. Guardando meglio, Jace vide che le pareti della
stalagmite erano trasparenti e che il motivo rossastro era l'effetto di qualcosa che si muoveva
vorticando al suo interno, come fumo colorato in una provetta.
In alto, filtrava luce da un foro circolare nella volta di pietra, una sorta di lucernario naturale. La
grotta era sicuramente frutto di un progetto, non del caso: era evidente dagli intricati motivi che ne
decoravano il pavimento. Ma chi aveva voluto scavare una grotta del genere? E perch?
Un gracchiare acuto echeggi nello spazio sotterraneo, facendo vibrare i nervi di Jace, che si
nascose dietro una voluminosa stalagmite, spegnendo la stregaluce proprio mentre due figure
emergevano dalle ombre in fondo alla grotta e si avvicinavano, conversando. Fu solo quando
raggiunsero il centro della grotta e la luce l invest che Jace li riconobbe.
Sebastian.
E Valentine.
Sperando di evitare la folla, Simon fece il giro lungo per tornare al podio, passando dietro le file
di colonne che costeggiavano i lati della Sala. Teneva la testa bassa, perso nei suoi pensieri. Sembrava
strano che Alee, solo di un paio di anni maggiore di Isabelle, stesse per partire per la guerra, mentre
tutti gli altri dovevano restare l. E Isabelle sembrava accettare la cosa con calma. Niente pianti, niente
isterismi. Era come se se lo fosse aspettata. E forse era proprio cos. Forse tutti se l'aspettavano.
Era ormai vicino ai gradini della pedana del podio. Alz gli occhi e vide Raphael, con la solita
espressione imperturbabile, di fronte a Luke che, al contrario, sembrava agitato, scuoteva la testa con le
mani alzate come per protesta; Jocelyn, accanto a lui, sembrava indignata. Simon non vedeva la faccia
di Clary, perch gli dava le spalle, ma la conosceva abbastanza bene da percepirne la tensione dalla
semplice postura del busto.
Non volendo farsi vedere da Raphael, Simon si nascose dietro una colonna e origli.
Nonostante il chiacchiericcio della folla, riusc a distinguere la voce alterata di Luke.
  fuori discussione  stava dicendo.  Mi sembra impossibile che tu osi chiedere una cosa
simile.
 E a me sembra impossibile che tu possa rifiutare.  La voce di Raphael era fredda e
limpida, la voce ancora acuta di un ragazzino.   una cosa cos piccola!
 Non  una cosa  intervenne Clary, arrabbiata.  E Simon.  una persona.
  un vampiro  precis Raphael.  Cosa che sembri continuamente dimenticare.
 E tu, non sei forse un vampiro anche tu?  chiese Jocelyn, con il tono gelido che usava tutte
le volte che Clary e Simon si erano cacciati nei guai.  Stai forse dicendo che la tua vita non ha
valore?
Simon si appiatt contro la colonna. Che stava succedendo?
 La mia vita ha un grande valore  rispose Raphael,  essendo, a differenza della vostra,
eterna. Non c' fine a ci che potrei realizzare, mentre c' una fine molto netta per voi. Ma non  questo
il punto. Lui  un vampiro,  uno dei miei, e io vi sto chiedendo di riaverlo.
 Tu non lo puoi riavere  ribatt Clary.  Non  mai stato tuo, tanto per cominciare. Non
avevi il minimo interesse per lui, finch non hai scoperto che pu stare alla luce del sole.
 Forse  ribatt Raphael.  Ma non per la ragione che pensi tu.  Inclin la testa. Gli occhi
scuri, luminosi e morbidi, guizzavano come quelli di un passero.  Nessun vampiro dovrebbe avere il
potere che ha lui  disse.
 Cos come nessun Cacciatore dovrebbe avere i poteri che avete tu e tuo fratello. Per anni ci 
stato detto che noi siamo sbagliati e innaturali. Ma questo... questo  davvero innaturale.
 Raphael.  Il tono di Luke era minaccioso.  Non so che cosa speravi di ottenere. Ma non
c' nessuna possibilit: noi non ti permetteremo mai di far del male a Simon.
 Invece permetterete a Valentine e al suo esercito di demoni di far del male a tutta questa
gente, i vostri alleati.
 Raphael abbracci tutta la Sala con un ampio gesto della mano.  Lascerete che rischino la
vita a loro discrezione, ma non darete a Simon la possibilit di fare la stessa scelta. Perch forse la sua
scelta sarebbe diversa dalla vostra.
 Abbass il braccio.  In caso di rifiuto, noi non combatteremo con voi, lo sapete. I Figli
della Notte non prenderanno parte a questa giornata.
 E allora non fatelo  sbott Luke.  Non comprer la vostra collaborazione con una vita
innocente. Io non sono Valentine.
Raphael si gir verso Jocelyn.  E tu, Cacciatrice? Lascerai decidere a un lupo mannaro ci
che  meglio per la tua gente?
Jocelyn guardava Raphael come se fosse uno scarafaggio scoperto a zampettare sul pavimento
pulito della cucina. Scandendo bene le parole disse:  Se solo tocchi Simon con un dito, vampiro, io ti
far a pezzetti piccolissimi e ti dar in pasto al mio gatto. Hai capito?
Raphael strinse le labbra.  Molto bene  concluse.  Quando starai morendo nella pianura
di Brocelind, forse ti chiederai se una vita ne valeva davvero cos tante.
Svan. Luke si gir verso Clary, ma Simon non li stava pi guardando: stava fissando le proprie
mani. Pensava che avrebbero tremato, ma erano immobili come quelle di un cadavere. Molto
lentamente, le chiuse a pugno.
Valentine aveva l'aspetto di sempre: un uomo corpulento con la tenuta da Cacciatore
modificata, le ampie spalle muscolose in contrasto con il volto levigato, dai tratti eleganti. Portava a
tracolla la Spada Mortale e una sacca rigonfia. Aveva un'ampia cintura a cui erano agganciate
numerose armi: grossi coltelli da caccia, pugnali dalla lama sottile, coltellacci per scuoiare.
Guardandolo da dietro la roccia, Jace prov la sensazione che ora aveva ogni volta che pensava a suo
padre: un persistente affetto filiale, profondamente intaccato da desolazione, delusione, sfiducia.
Era strano vedere suo padre con Sebastian. E Sebastian ora sembrava... diverso. Indossava
anche lui la tenuta da Cacciatore, con una lunga spada dall'elsa d'argento alla cintura. Ma non fu quello
a colpire Jace. Furono i capelli: una cascata di riccioli, non pi neri, ma chiari e luminosi, come oro
bianco. Gli stavano molto meglio dei capelli neri, in verit: la sua pelle non sembrava pi cos
sorprendentemente pallida. Probabilmente se li era tinti per assomigliare al vero Sebastian Verlac, ma
era quello il suo vero aspetto. Un'onda di rancore aspra e impetuosa travolse Jace, ma si controll e
rimase nascosto, anzich scagliarsi contro Sebastian e stringergli le mani intorno alla gola.
Hugo gracchi di nuovo e scese di quota, per posarsi sulla spalla di Valentine. Una strana fitta
di dolore trafisse Jace, alla vista del corvo in quella posizione che per il ragazzo era cos familiare,
dopo tutti gli anni vissuti con Hodge. Hugo aveva praticamente vissuto sulla spalla di Hodge e vederlo
su quella di Valentine appariva ai suoi occhi stranamente alieno, addirittura ingiusto, nonostante tutto
quello che Hodge aveva fatto.
Valentine carezz le lucide piume del corvo, annuendo come se stesse conversando con lui.
Sebastian li osservava, con le chiare sopracciglia inarcate.  Novit da Alicante?  chiese, mentre
Hugo si staccava dalla spalla di Valentine e volava in alto, sfiorando con le ali le punte gemmee delle
stalattiti.
 Niente di abbastanza definito, per ora  rispose Valentine. Il suono della voce di suo padre,
calma e impassibile come sempre, trapass Jace come una freccia: le mani gli tremarono
involontariamente e le premette forte contro i fianchi, grato alla mole della stalagmite che lo
nascondeva alla loro vista.  Una cosa  certa. Il Conclave si sta alleando con l'esercito di Nascosti di
Lucian.
Sebastian aggrott la fronte.  Ma Malachi aveva detto...
 Malachi ha fallito.  La mascella di Valentine era contratta.
Con sorpresa di Jace, Sebastian si avvicin e gli pos una mano sul braccio. C'era qualcosa, in
quel gesto, qualcosa di intimo e sicuro, che fece rivoltare lo stomaco a Jace, come se l'avesse invaso un
esercito di vermi. Nessuno toccava Valentine cos. Nemmeno lui avrebbe osato toccare suo padre in
quel modo.  Sei turbato?  gli chiese Sebastian, e la stessa sfumatura c'era anche nella sua voce, la
stessa grottesca e peculiare certezza di familiarit.
 Il Conclave  molto peggio di quel che pensavo. Sapevo che i Lightwood erano corrotti oltre
ogni speranza, e anche che quel tipo di corruzione  contagioso.  per questo che ho cercato di tenerli
lontani da Idris. Ma gli altri, farsi riempire cos la testa del veleno di Lucian, che non  nemmeno un
Nephilim!  Il disgusto di Valentine era palese, ma non si allontan da Sebastian, not Jace con
crescente incredulit, non fece nulla per allontanargli la mano dalla propria spalla.  Sono deluso.
Credevo che avrebbero visto dove stava la ragione. Avrei preferito che le cose non finissero in questo
modo.
Sebastian sembrava divertito.  Non sono d'accordo  disse.  Pensa a tutti loro, pronti a
darci battaglia, pronti a correre incontro alla gloria... Pensa a quando scopriranno che tutto questo non
ha alcun senso, che il loro gesto  futile. Pensa a che facce faranno.  La bocca si stiracchi in un
sorriso cattivo.
 Jonathan  sospir Valentine.  Questa  un'orribile necessit. Non c' niente di cui essere
contenti.
Jonathan? Jace si aggrapp alla roccia, le mani improvvisamente scivolose. Perch Valentine
chiamava Sebastian con il suo nome? Era un errore? Ma Sebastian non sembrava affatto sorpreso.
 Non  meglio, se mi diverto a fare quello che faccio?  replic Sebastian.  Ad Alicante
mi sono divertito un sacco. I Lightwood sono stati una compagnia migliore di quello che mi avevi fatto
credere, soprattutto quella Isabelle. La mia uscita di scena  stata senza dubbio spettacolare. E per quel
che riguarda Clary...
Al nome di Clary, il cuore di Jace ebbe un guizzo improvviso e doloroso.
 Non era affatto come credevo  disse Sebastian in tono petulante.  Non mi assomigliava
per niente.
 Non c' nessuno al mondo che ti assomigli, Jonathan. E Clary, lei  sempre stata uguale a sua
madre.
 Non vuole ammettere ci che desidera veramente  disse Sebastian.  Non ancora. Ma ci
arriver.
Valentine inarc un sopracciglio.  In che senso, ci arriver?
Sebastian sorrise, e il suo sorriso riemp Jace di una rabbia quasi incontrollabile. Si morse forte
un labbro, fino ad assaggiarne il sangue.  Be'  prosegu Sebastian  dalla nostra parte. Non vedo
l'ora. Imbrogliarla  stata la cosa pi divertente che ho fatto in vita mia.
 Non era previsto che ti divertissi tanto. Era previsto che tu scoprissi cosa stava cercando. E
quando lei l'ha trovato, senza il tuo contributo potrei aggiungere, tu gliel'hai lasciato consegnare nelle
mani di uno stregone. E non sei nemmeno riuscito a portarla con te quando te ne sei andato, nonostante
il pericolo che Clary costituisce per noi. Non  stato esattamente un trionfo, Jonathan.
 Ci ho provato, a portarla via. Ma gli altri non la perdevano d'occhio un momento. E non
potevo certo rapirla dalla Sala degli Accordi.  Sebastian sembrava imbronciato.  E poi, te l'ho
detto, Clary non ha idea di come usare il suo potere per creare le rune.  troppo ingenua per costituire
un pericolo per noi.
 Qualunque cosa il Conclave abbia in mente di fare, al centro c' Clary  replic Valentine.
  questo che ci ha detto Hugin. L'ha vista sul podio nella Sala degli Accordi. Se riesce a mostrare al
Conclave i suoi poteri...
Jace sent un lampo di paura per Clary, mescolato a una strana sorta di orgoglio: era ovvio che
Clary fosse al centro di tutto. La sua Clary era cos.
 Quindi, alla fine, combatteranno  disse Sebastian.  Che  quello che vogliamo, giusto?
Clary non conta.  la battaglia che conta.
 Tu la sottovaluti, temo  osserv Valentine a bassa voce.
 L'ho osservata  replic Sebastian.  Se il suo potere fosse cos illimitato come pensi tu,
avrebbe potuto usarlo per tirar fuori di prigione il suo amichetto vampiro... o per salvare quell'idiota di
Hodge mentre stava morendo...
 Un potere non deve essere illimitato per essere mortale  comment Valentine.  E per
quanto riguarda Hodge, forse dovresti avere un po' pi di ritegno, visto che sei stato tu a ucciderlo.
 Stava per dire ai ragazzi dell'Angelo. Ho dovuto farlo.
 Hai voluto farlo. Fai sempre cos.  Valentine prese dalla tasca un paio di pesanti guanti di
pelle e se li infil lentamente.  Forse glielo avrebbe detto. O forse no. In tutti gli anni in cui si  preso
cura di Jace, all'Istituto, si sar chiesto che cosa stava allevando. Hodge era uno dei pochi che sapevano
che c'era pi di un bambino. Ma io ero sicuro che non mi avrebbe tradito: era troppo codardo per farlo.
 Pieg le dita nei guanti, aggrottando la fronte.
Pi di un bambino? Di che cosa stava parlando, Valentine?
Sebastian liquid Hodge con un gesto della mano.  Chi se ne importa di cosa pensava? 
morto e tanti saluti.  I suoi occhi brillarono cupi.  Adesso vai al lago?
 S. Ti  chiaro ci che deve essere fatto?  Valentine indic con il mento la spada alla
cintura di Sebastian.
 Usa quella. Non  la Spada Mortale, ma ha qualit sufficientemente demoniache per questo
scopo.
 Non posso venire al lago con te?  La voce di Sebastian aveva preso un tono quasi
piagnucoloso.  Non possiamo liberare l'esercito adesso?
 Non  ancora mezzanotte. Ho detto che avrei aspettato fino a mezzanotte. Potrebbero ancora
cambiare idea.
 Non lo faranno...
 Ho dato la mia parola. E la manterr.  Il tono di Valentine era categorico.  Se non senti
nulla da Malachi entro mezzanotte, libera l'esercito.  Vedendo l'esitazione di Sebastian, Valentine
ebbe un moto di impazienza.  Devi fare quello che ho detto, Jonathan. Non posso aspettare qui fino a
mezzanotte. Mi ci vorr un'ora per arrivare al lago attraverso i tunnel e non voglio che la battaglia si
trascini a lungo. Le generazioni future dovranno sapere con quale rapidit il Conclave  stato sconfitto
e quanto schiacciante sia stata la nostra vittoria.
  solo che mi spiace perdermi il rituale dell'Evocazione. Vorrei esserci, quando lo farai. 
Lo sguardo di Sebastian sembrava malinconico, ma c'era sotto qualcosa di calcolato, qualcosa di
irriverente, avido, pianificatore, e stranamente, deliberatamente... freddo. Non che Valentine sembrasse
curarsene.
Con sconcerto, Jace vide Valentine toccare la guancia a Sebastian: un rapido, ma esplicito gesto
d'affetto. Poi gli volt le spalle e si diresse verso il fondo della grotta, dove si addensavano grumi
d'ombra. L si ferm, una sagoma chiara contro il buio.  Jonathan  chiam. Jace, senza potersi
controllare, alz gli occhi al richiamo.  Un giorno anche tu contemplerai il volto dell'Angelo.
Dopotutto, tu erediterai gli Strumenti Mortali, quando io me ne sar andato. Forse anche tu, un giorno,
evocherai Raziel.
 Sarebbe bello  disse Sebastian. E rimase perfettamente immobile, mentre Valentine, con
un ultimo cenno del capo, scompariva nel buio. La voce di Sebastian divenne un mezzo sussurro. 
Sarebbe proprio bello  ringhi. Proprio bello, sputare su quella faccia da bastardo.  Si gir di
scatto, il volto una maschera bianca nella luce fioca.  Puoi uscire, Jace  sibil.  Lo so che sei l.
Jace s'immobilizz, ma solo per un secondo. Il suo corpo reag prima che la mente riuscisse a
muoversi e lo fece scattare in piedi. Corse all'imbocco del tunnel, con l'unico pensiero di arrivare
all'uscita, di mandare in qualche modo un messaggio a Luke.
Ma l'entrata della galleria era bloccata: da Sebastian. Aveva un'espressione fredda e gongolante
e teneva le braccia aperte, con le dita che quasi toccavano le pareti del tunnel.  Jace  disse.  Non
avrai davvero pensato di essere pi veloce di me, vero?
Jace si ferm di scatto. Il cuore gli batteva in petto a ritmo irregolare, come un metronomo
rotto, ma parl con voce ferma.  Visto che sono migliore di te in qualsiasi altro aspetto possibile e
immaginabile, era ragionevole pensarlo.
Sebastian si limit a sorridere.  Sentivo il tuo cuore battere  disse a bassa voce  mentre ci
spiavi. Ti ha dato fastidio?
 Che sembrassi il fidanzato di mio padre?  Jace scroll le spalle.  Sei un po' giovane per
lui, onestamente.
 Cosa?  Per la prima volta da quando Jace lo conosceva, Sebastian apparve allibito. Jace si
gust l'effetto solo per un momento, perch Sebastian riacquist subito il controllo di s. Ma una
scintilla scura nei suoi occhi rivelava che non l'aveva perdonato per avergli fatto perdere la calma.
 A volte mi chiedevo di te  riprese Sebastian, con lo stesso tono morbido.  A volte mi 
sembrato che ci fosse qualcosa in te, dietro quei tuoi occhi gialli, un barlume di intelligenza,
diversamente dal resto della tua insulsa famiglia adottiva. Invece sei stupido come gli altri, nonostante
un decennio di ottima educazione.
 Che ne sai tu della mia educazione?
 Pi di quello che pensi.  Sebastian abbass le mani.
 L'uomo che ha cresciuto te ha cresciuto anche me. Solo che di me non si  stancato, dopo i
primi dieci anni.
 In che senso?  La voce di Jace usc in un sussurro. Poi, fissando il volto immobile e senza
sorriso di Sebastian, gli sembr di vederlo per la prima volta: i capelli bianchi, gli occhi nero antracite,
le linee dure del viso, come fosse cesellato nella pietra... E rivide con gli occhi della mente il volto di
suo padre come l'angelo glielo aveva mostrato, giovane e brillante, attento e famelico... e cap.  Tu
 disse.  Valentine  tuo padre. Tu sei mio fratello.
Ma Sebastian non era pi davanti a lui: all'improvviso gli fu dietro, con le braccia strette intorno
alle sue spalle, come se volesse abbracciarlo. Solo che le mani erano chiuse a pugno.  Ave atque vale,
fratellino  ringhi. E strinse le braccia di scatto, togliendogli il respiro.
Clary era esausta. Un mal di testa sordo, martellante, conseguenza della creazione della runa
dell'Alleanza, le si era insediato nel lobo frontale del cervello. Era come se qualcuno stesse cercando di
abbattere una porta a calci, ma dalla parte sbagliata.
 Stai bene?  Jocelyn le pos una mano sulla spalla.
 Non hai un bell'aspetto.
Clary gir la testa e vide la sottile runa nera che decorava il dorso della mano di sua madre,
gemella di quella sul palmo di Luke. Le si strinse lo stomaco. Riusciva a gestire l'idea che entro un paio
d'ore sua madre avrebbe probabilmente affrontato un esercito di demoni solo ricacciandola indietro,
con la pura forza della volont, ogni volta che riaffiorava.
 Chiss dov' Simon.  Clary si alz in piedi.  Vado a cercarlo.
 L in mezzo?  Jocelyn osserv la folla con preoccupazione. Si stava assottigliando adesso,
not Clary, perch coloro che avevano il marchio uscivano sulla piazza. Sulla porta c'era Malachi, la
bronzea faccia impassibile, che indicava a Nascosti e a Cacciatori dove andare.
 Me la caver.  Clary pass davanti a sua madre e a Luke, puntando verso i gradini del
podio.
 Torno subito.
La gente si girava a guardarla, mentre scendeva i gradini e s'infilava nella folla. Clary sentiva i
loro occhi addosso, il peso dei loro sguardi. Perlustr la folla, cercando i Lightwood o Simon, ma non
vide nessuno che conosceva. Era difficile individuare qualcuno l in mezzo, data la sua statura. Con un
sospiro, Clary scivol verso il lato occidentale della Sala, dove la folla era meno fitta.
Nel momento in cui raggiunse la linea delle colonne di marmo, una mano scatt e la trascin
dietro una colonna. Clary ebbe solo il tempo di sussultare e, un attimo dopo, si ritrov nel buio, con la
schiena contro il marmo freddo della colonna. Le mani di Simon le stringevano le braccia.  Non
gridare, okay? Sono io  le disse.
Non essere ridicolo, certo che non grido.  Clary si guard intorno, chiedendosi che cosa
stesse succedendo: vedeva solo dei frammenti della Sala, tra una colonna e l'altra.  Che cos' questa
sceneggiata alla James Bond? Ti stavo cercando.
 Lo so. E io ti stavo aspettando. Voglio parlarti in un posto dove nessun altro possa sentirci.
 Si inumid nervosamente le labbra.  Ho sentito quello che ha detto Raphael. So cosa vuole.
 Oh, Simon.  Le spalle di Clary si incurvarono.  Senti, non  successo niente. Luke l'ha
mandato via.
 Forse non avrebbe dovuto  replic Simon.  Forse avrebbe dovuto dare a Raphael ci che
voleva.
Clary lo guard sgranando gli occhi.  Vuoi dire... te? Non dire assurdit.  assolutamente
impensabile.
  pensabile, invece.  Le strinse pi forte le braccia.  Io voglio farlo. Io voglio che Luke
dica a Raphael che facciamo lo scambio. O glielo dir io stesso.
 Ho capito cosa hai in mente  protest Clary.  E ti rispetto e ti ammiro per questo, ma
non devi, Simon, non devi proprio. Quello che Raphael chiede  sbagliato e nessuno ti giudicher per
non esserti sacrificato in una guerra che non  nemmeno la tua.
 Ma  cos!  esclam Simon.  Quello che Raphael ha detto  vero. Io sono un vampiro e
tu continui a dimenticarlo. O forse vuoi dimenticarlo. Ma io sono un Nascosto e tu sei una Cacciatrice,
e questa guerra  la nostra guerra.
 Ma tu non sei come loro...
 Sono uno di loro.  Parl lentamente, pacatamente, come per essere assolutamente sicuro
che Clary capisse ogni sua parola.  E lo sar sempre. Se i Nascosti combatteranno questa guerra con
gli Shadowhunters senza l'aiuto della gente di Raphael, non ci sar alcun seggio al Consiglio, per i Figli
della Notte. Quindi loro non faranno parte del mondo che Luke sta cercando di creare, un mondo dove
Cacciatori e Nascosti lavorano insieme. I vampiri ne verranno esclusi. Diventeranno i nemici degli
Shadowhunters. Diventeranno i vostri nemici.
 Io non potrei mai essere tua nemica.
 Io ne morirei  disse Simon semplicemente.  Ma non potr evitare che accada se rester
nelle retrovie facendo finta di non essere parte di tutto questo. Non ti sto chiedendo il permesso. Clary.
Sto chiedendo il tuo aiuto. Se per non me lo darai, chieder a Maia di portarmi all'accampamento dei
vampiri e mi consegner a Raphael. Lo capisci?
Clary lo fiss. Le stringeva le braccia cos forte che sentiva pulsare il sangue nelle mani. Si
pass la lingua sulle labbra secche; aveva la bocca amara.  Cosa posso fare  sussurr  per
aiutarti?
Quando Simon glielo disse, Clary lo guard incredula. Poi, prima ancora che lui finisse di
parlare, scosse forte la testa, coi capelli che le volavano davanti alla faccia.  No  esclam.  
un'idea folle, Simon. Non  un dono,  una punizione...
 Forse non per me  replic Simon. Scrut la folla, e Clary vide Maia che li guardava,
palesemente incuriosita. Era chiaro che aspettava Simon. Troppo in fretta, pens Clary. Sta succedendo
tutto troppo in fretta.
  sempre meglio dell'alternativa, Clary.
 No...
 Potrebbe non farmi alcun male. Voglio dire, io sono gi stato punito, no? Gi ora non posso
pi entrare in una chiesa, o in una sinagoga, non posso pronunciare... nomi sacri, non posso
invecchiare... Sono gi stato tagliato fuori dalla vita normale. Forse questo non cambier niente.
 Ma potrebbe.
Simon le lasci le braccia, fece scivolare la sua mano sul fianco di lei e le prese lo stilo di
Patrick dalla cintura. Glielo porse.  Clary  le disse.  Fallo per me. Ti prego.
Clary prese lo stilo con le dita intorpidite e lo sollev. Tocc la pelle di Simon sulla fronte, tra
gli occhi. "Il primo marchio", aveva detto Magnus. Il primo in assoluto.
Clary lo pens, e lo stilo inizi a muoversi come un ballerino quando parte la musica. Linee
nere si disegnarono sulla fronte di Simon: era come lo sbocciare di un fiore in una pellicola fatta
scorrere pi veloce. Quand'ebbe finito, la mano destra le bruciava e le pizzicava, ma quando fece un
passo indietro per contemplare il suo operato seppe che aveva tracciato una runa perfetta, strana e
antica, qualcosa che risaliva alle origini della storia. Brillava come una stella sopra gli occhi di Simon.
Lui si sfior la fronte con le dita, con un'espressione confusa e stordita.
 Lo sento  le disse.  Come una bruciatura.
 Non so cosa succeder  sussurr lei.  Non so quali effetti a lungo termine potr avere.
Con un mezzo sorriso un po' storto, Simon le sfior la guancia.  Speriamo di avere modo di
scoprirlo.
capitolo 19
JACE E JONATHAN
Maia rimase muta per quasi tutta la strada fino alla foresta. Teneva la testa bassa e solo di tanto
si guardava intorno, col naso arricciato per la concentrazione. Simon si chiese se stesse trovando la
strada a fiuto. Pur essendo un po' strano, era un talento utile, pens. Si accorse, inoltre, che non doveva
affrettarsi per tenere il suo passo, per quanto fosse rapida. Anche quando raggiunsero il sentiero battuto
che portava alla foresta e Maia inizi a correre, rapida e silenziosa, Simon non ebbe alcun problema a
tenere il suo ritmo. Era uno degli aspetti dell'essere un vampiro che, poteva dirlo in tutta onest, gli
riusciva molto gradito.
Ma il piacere fin presto. Il bosco s'infitt. Simon e Maia correvano tra gli alberi, su un terreno
segnato da spesse radici e coperto da foglie cadute. I rami sopra le loro teste creavano trine e intrecci
contro il cielo stellato. Emersero in una radura cosparsa di massi che luccicavano come denti bianchi e
squadrati. C'erano mucchi di foglie qua e l, come se qualcuno avesse lavorato con un rastrello gigante.
 Raphael!  Maia, con le mani intorno alla bocca, grid cos forte da spaventare gli uccelli
sui rami degli alberi.  Raphael! Fatti vedere!
Silenzio. Poi le ombre frusciarono. Si sent un rumore come di pioggia su un tetto metallico. I
mucchi di foglie esplosero come cicloni in miniatura. Maia toss e si ripar la faccia con le mani per
proteggere gli occhi.
Con la stessa rapidit con cui si era alzato, quello strano vento si acquiet. E Raphael era l, a
pochi passi da Simon, circondato da un gruppo di vampiri pallidi e immobili come gli alberi alla luce
della luna. La loro espressione era fredda, di cruda ostilit. Simon riconobbe alcuni di loro, gi visti
all'Hotel Dumort: la minuta Lily e il biondo Jacob dagli occhi socchiusi come lame di coltello. Ma
molti altri gli erano del tutto sconosciuti.
Raphael fece un passo avanti. La sua pelle era giallastra, gli occhi cerchiati di ombre scure, ma
quando vide Simon sorrise.
 Diurno  sibil.  Sei venuto.
 Sono venuto  conferm Simon.  Sono qui. Quindi...  fatta.
  ben lungi dall'essere fatta, Diurno.  Raphael guard Maia.  Ragazza, torna dal tuo
capobranco e ringrazialo per aver cambiato idea. Digli che i Figli della Notte combatteranno a fianco
della sua gente sulla pianura di Brocelind.
L'espressione di Maia era tesa.  Luke non ha cambiato...
Ma Simon la interruppe in fretta.  Va bene cos, Maia. Vai.
Gli occhi di Maia erano tristi e luminosi.  Simon, pensaci  gli disse.  Non  una cosa che
devi fare.
 S, invece.  Il suo tono era fermo.  Maia, ti ringrazio molto per avermi accompagnato
qui. Ora vai.
 Simon...
Simon abbass la voce.  Se non vai via, ci ammazzeranno entrambi, e tutto questo non sar
servito a niente. Vai. Per favore.
Lei annu e si volt, trasformandosi: un attimo prima era un'esile ragazza con le treccine
decorate da perline, un attimo dopo era a terra a quattro zampe, lupo agile e silenzioso. Sfrecci via
nella radura e svan tra le ombre.
Simon si volt, e per poco non cacci un urlo: era faccia a faccia con Raphael, a pochi
centimetri da lui. Vista da vicino, la sua pelle rivelava le venature scure della fame. Simon ripens a
quella notte all'Hotel Dumort: i volti che apparivano dalle ombre, le fuggevoli risate, l'odore del
sangue, e rabbrivid.
Raphael prese Simon per le spalle: la stretta delle sue mani ingannevolmente esili era ferrea. 
Gira la testa  gli intim  e guarda le stelle: cos sar pi facile.
 Allora hai davvero intenzione di uccidermi  osserv Simon. Con sorpresa, non sentiva
paura, non era nemmeno particolarmente agitato: tutto sembrava rallentato e perfettamente nitido. Fu
simultaneamente consapevole di ogni foglia sopra di lui, di ogni sassolino per terra, di ogni paio
d'occhi puntati su di lui.
 Che cosa credevi?  gli chiese Raphael, con un po' di tristezza not Simon.  Non  una
cosa personale, te l'assicuro. Come dicevo, sei troppo pericoloso per poter continuare a esistere cos
come sei. Se avessi saputo cosa saresti diventato...
 Non mi avresti mai lasciato uscire da quella tomba, lo so  termin per lui.
Raphael incroci il suo sguardo.  Tutti, per sopravvivere, fanno ci che devono fare. In
questo senso, anche noi siamo un po' come gli esseri umani.  I suoi denti affilati sgusciarono dalle
gengive come delicati rasoi.  Sta' fermo  gli disse.  Sar una cosa rapida.  Si avvicin.
 Aspetta  esclam Simon. E quando Raphael si ritrasse, accigliato, lo ripet, con pi forza:
 Devo farti vedere una cosa.
Raphael fece un basso suono sibilante.  Se vuoi tergiversare, trova qualcosa di meglio,
Diurno.
 E quello che sto facendo. C' una cosa che dovresti vedere.  Simon si scost i capelli dalla
fronte. Gli sembr un gesto un po' sciocco, quasi teatrale, ma quando lo fece rivide il volto pallido e
disperato di Clary che lo fissava, con lo stilo in mano, e pens: Be', lo faccio per lei. Almeno ci provo.
L'effetto su Raphael fu sorprendente e istantaneo. Fece un balzo indietro, come se Simon avesse
brandito un crocifisso, e sgran gli occhi.  Diurno  sibil.  Chi ti ha fatto questo?
Simon si limit a fissarlo. Non sapeva bene quale reazione aspettarsi, ma di sicuro non quella.
 Clary  disse Raphael, rispondendosi da solo.  Naturalmente. Solo un potere come il suo
pu fare una cosa del genere: un vampiro marchiato e con un marchio come questo...
 Un marchio di che tipo?  chiese Jacob, l'esile ragazzo biondo alle spalle di Raphael.
Anche gli altri vampiri li stavano fissando, con espressioni di confusione e crescente paura. Qualsiasi
cosa spaventasse Raphael, pens Simon, di sicuro spaventava anche loro.
 Questo marchio  spieg Raphael senza togliere gli occhi di dosso a Simon  non  una
delle rune del Libro Grigio.  un marchio ancora pi vecchio del Libro.
Uno dei pi antichi, disegnato dalla mano stessa del Creatore.  Fece per toccare la fronte di
Simon, ma sembr non trovare il coraggio: la mano rest sospesa per un attimo, poi gli ricadde lungo il
fianco.  Ho sentito parlare di marchi come questo, ma io non ne avevo mai visto uno. E questo...
Simon cit:  "Chiunque uccider Caino subir la vendetta sette volte." E il Signore impose a
Caino un segno, perch non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato. Puoi cercare di uccidermi,
Raphael, ma non te lo consiglio.
 Il Marchio di Caino?  esclam Jacob, incredulo.  Quello  il Marchio di Caino?
 Uccidilo  sibil una ragazza dai capelli rossi, vicino a Jacob. Parlava con un forte accento
straniero, forse russo, pens Simon, ma non ne era sicuro.  Uccidilo lo stesso.
L'espressione di Raphael era un misto di furia e incredulit.  Non lo far  disse. 
Qualsiasi male gli verr fatto ricadr su chi l'ha compiuto, moltiplicato per sette volte. E questa la
natura del marchio. Naturalmente, se qualcuno di voi vuole correre il rischio si accomodi pure.
Nessuno parl, nessuno si mosse.
 Me l'immaginavo  comment Raphael. I suoi occhi scrutarono Simon.  Come la regina
cattiva della favola, Lucian Graymark mi ha mandato una mela avvelenata. Immagino che sperasse che
io ti uccidessi, per godere della punizione che mi avrebbe colpito.
 No  si affrett a dire Simon.  No, Luke non sa nulla del marchio, ha agito in buona fede.
Devi rendergliene atto.
 Quindi sei stato tu a sceglierei  Per la prima volta c'era qualcosa di diverso dal disprezzo,
pens Simon, nel modo in cui Raphael lo guardava.  Questa non  una semplice runa di protezione,
Diurno. Tu sai quale fu la punizione di Caino?  Parlava a bassa voce, come a voler condividere un
segreto.  Ora sii maledetto lungi da quel suolo... Ramingo e fuggiasco sarai sulla terra.
 Allora  disse Simon  andr ramingo, se cos dovr essere. Far quello che dovr fare.
 Tutto questo...  riflett Raphael ... tutto questo per i Nephilim.
 Non solo per i Nephilim  precis Simon.  Lo sto facendo anche per te. Anche se tu non
vuoi.  Alz la voce, in modo che anche i vampiri silenziosi che li circondavano potessero sentirlo.
 Tu temevi che, se altri vampiri avessero saputo che cosa mi era successo, avrebbero pensato
che il sangue di uno Shadowhunter potesse dargli la capacit di stare alla luce del sole. Ma non  per
questo, che io ho questo potere.  per qualcosa che ha fatto Valentine. Un esperimento. Lui l'ha fatto,
non Jace. E non  replicabile. Non accadr di nuovo.
 Credo che stia dicendo la verit  comment Jacob, sorprendendo Simon.  So per certo di
uno o due Figli della Notte che hanno assaggiato sangue di Shadowhunter, in passato. Nessuno di loro
ha mai sviluppato una gran passione per la luce del sole.
 Dunque, una cosa era rifiutarsi di aiutare gli Shadowhunters prima  riprese Simon,
voltandosi verso Raphael.  Ma adesso che mi hanno mandato da voi...  Lasci in sospeso il resto
della frase.
 Non cercare di ricattarmi, Diurno  disse Raphael.  Quando i Figli della Notte fanno un
patto, lo onorano sempre, per quanto possa costargli.  Fece un lieve sorriso e i denti aguzzi
luccicarono nel buio.  C' solo una cosa  aggiunse.  Un ultimo gesto che ti chiedo, per
dimostrare che hai davvero agito in buona fede.  L'accento che pose sulle ultime due parole era
carico di gelo.
 E cio?
 Noi non saremo i soli vampiri a combattere la battaglia di Lucian Graymark  disse
Raphael.  Ci sarai anche tu.
Jace apr gli occhi in un gorgo d'argento. La bocca era piena di liquido amaro. Toss,
chiedendosi per un attimo se stesse affogando... Ma era sulla terraferma. Seduto contro una stalagmite,
le mani legate dietro la schiena. Toss di nuovo e la bocca gli si riemp di un liquido caldo. Non stava
affogando: stava soffocando nel suo stesso sangue.
 Sveglio, fratellino?  Sebastian era inginocchiato davanti a lui, con una fune in mano e un
sorriso come un coltello sguainato.  Bene. Per un momento ho temuto di averti ucciso troppo in
fretta.
Jace gir la testa di lato e sput una boccata di sangue. La testa era come se contenesse un
palloncino gonfio che gli premeva contro il cranio. Il gorgo d'argento che sentiva sopra di lui rallent e
si ferm: Jace mise a fuoco le stelle luminose che apparivano dal foro sulla volta della grotta.  Stai
aspettando un'occasione speciale per uccidermi? Natale  vicino.
Sebastian gli lanci un'occhiata pensosa.  Hai la lingua veloce. Questo non l'hai imparato da
Valentine. Che cosa hai imparato da lui? Non mi pare che ti abbia insegnato molto, delle tecniche di
combattimento.  Gli si avvicin.  Tu sai che cosa mi regal, quando compii nove anni? Una bella
lezione. Mi insegn che nella schiena di un uomo c' un punto dove, se ci affondi una lama, puoi
bucargli il cuore e spezzargli la spina dorsale in un colpo solo. E tu, invece, che cosa hai ricevuto
quando hai compiuto nove anni, angioletto? Un biscottino?
Nove anni? Jace deglut.  Allora dimmi, in quale buco ti teneva, mentre crescevo? Non
ricordo di averti mai visto in giro per la tenuta.
 Sono cresciuto in questa valle.  Sebastian gli indic con il capo l'uscita della grotta. 
Nemmeno io ricordo di averti mai visto in giro, ora che ci penso. Per sapevo della tua esistenza.
Scommetto che tu, invece, non sapevi della mia.
Jace scosse la testa.  Valentine non era molto incline a sbandierare la tua esistenza. E posso
immaginare perch.
Gli occhi di Sebastian sfavillarono. Era facile, ora, notare la somiglianza con Valentine: la
stessa insolita combinazione di capelli chiarissimi e occhi neri, la stessa ossatura elegante che, in un
altro viso, meno scolpito, sarebbe risultata femminea.  Sapevo tutto di te  disse Sebastian.  Tu,
invece, non sai niente di me, vero?  Si alz in piedi.  Ti ho tenuto vivo per farti vedere questo,
fratellino  gli disse.  Perci, guarda e osserva bene.  Con un movimento cos veloce da essere
quasi impercettibile, Sebastian sguain la spada che portava alla cintura. Aveva l'elsa d'argento e, come
la Spada Mortale, brillava di una cupa luce nera. Un motivo di stelle era inciso sulla superficie della
lama e, quando Sebastian la rote, riflett la luce delle stelle vere, ardendo come fuoco.
Jace trattenne il fiato. Sebastian voleva ucciderlo? No, l'avrebbe gi fatto mentre era svenuto, se
fosse stata quella la sua intenzione. Lo vide spostarsi al centro della grotta, brandendo la spada con
facilit, bench sembrasse molto pesante. La mente di Jace vorticava di pensieri. Com'era possibile che
Valentine avesse un altro figlio? Chi era sua madre? Una donna del Circolo? Ed era pi giovane o pi
vecchio di lui?
Sebastian raggiunse l'enorme stalagmite dalle sfumature rossastre, al centro della grotta.
Sembrava pulsare, e il fumo al suo interno inizi a vorticare pi rapidamente. Sebastian socchiuse gli
occhi e sollev la spada. Disse qualcosa - una parola in un'aspra lingua demoniaca - e cal la lama, con
velocit e con forza, in un arco tagliente.
La punta della stalagmite si stacc. L'interno era cavo, ricolmo di una massa di fumo rosso e
nero, che sal vorticando come gas da un palloncino forato. Ci fu un boato, una sorta di pressione
esplosiva. Jace sent uno schiocco nelle orecchie. All'improvviso divenne difficile respirare. Avrebbe
voluto allargare il colletto della camicia, ma non poteva muovere le mani: erano legate troppo
saldamente dietro di lui.
Sebastian era mezzo nascosto dietro la colonna rossa e nera che si riversava dalla stalagmite
salendo in rapide spire.  Guarda!  esclam. Il suo volto era infervorato, gli occhi accesi, i capelli
bianchi sferzati dal vento ascendente. Jace si chiese se suo padre fosse stato cos, da giovane: terribile,
eppure in qualche modo affascinante.  Guarda e ammira l'esercito di Valentine!
La sua voce venne soffocata dal fragore. Era un suono simile a quello di un'onda di marea che si
frange sulla riva, un enorme cavallone carico di pesanti detriti, delle ossa frantumate di intere citt,
l'avanzata di un potere grandioso e malvagio. Un'enorme colonna di nero guizzante, impetuoso,
contorto, si rivers dalla stalagmite spaccata, incanalandosi verso lo squarcio sulla volta della grotta,
salendo e uscendo da esso. Demoni. Salirono gridando, urlando, ringhiando: una massa ribollente di
artigli e unghioni, zanne e occhi ardenti. Jace ripens alla nave di Valentine, si rivide riverso sul ponte,
mentre intorno a lui il cielo e la terra e il mare diventavano un incubo terribile. Ma questo era ancora
peggio. Era come se la terra si fosse squarciata e ne fosse uscito l'inferno. I demoni portavano con s il
puzzo di mille cadaveri in putrefazione. Le mani di Jace si torsero, si torsero finch le funi non gli
tagliarono i polsi facendolo sanguinare. Un sapore amaro gli sal in gola, e Jace soffoc nel sangue e
nella bile, mentre l'ultimo dei demoni saliva e svaniva sopra di lui, in una nera inondazione di orrore
che spense tutte le stelle.
Forse aveva perso i sensi per qualche minuto, pens Jace. Di certo, c'era stato un momento di
buio nel quale gli urli e gli ululati erano svaniti e lui aveva avuto l'impressione di essere sospeso nello
spazio, inchiodato tra terra e cielo, con un senso di distacco che era in qualche modo... rasserenante.
Fin troppo presto. All'improvviso, torn con violenza nel suo corpo, i polsi doloranti, le spalle
tese all'indietro, il puzzo dei demoni cos denso nell'aria che lo costrinse a vomitare. Sent una risatina
secca e alz gli occhi, ricacciando gi l'acido che aveva in bocca. Sebastian era inginocchiato sopra di
lui, con le gambe a cavalcioni di quelle di Jace, gli occhi sfavillanti.  Va tutto bene, fratellino
 disse.  Sono andati via.
Gli occhi di Jace lacrimavano, la gola era lacera e in fiamme. La voce gli usc come un
gracchio.  Lui aveva detto a mezzanotte. Valentine aveva detto di liberare i demoni a mezzanotte.
Non pu essere gi mezzanotte.
  sempre meglio chiedere perdono che chiedere il permesso, in questo tipo di situazione. 
Sebastian guard il cielo vuoto. Impiegheranno cinque minuti per raggiungere la pianura di
Brocelind, da qui, un bel po' meno di quanto impiegher mio padre per raggiungere il lago. Io voglio
vedere versato un po' di sangue Nephilim. Voglio vederli contorcersi e morire sul campo di battaglia.
Meritano la vergogna, prima dell'oblio.
 Pensi davvero che i Nephilim abbiano cos poche possibilit contro i demoni? Non  che
siano impreparati...
Sebastian liquid la domanda con un gesto secco della mano.  Credevo che ci stessi
ascoltando, poco fa. Non hai capito il piano? Non sai che cosa ha intenzione di fare mio padre?
Jace non disse niente.
  stato gentile, da parte tua  prosegu Sebastian  condurmi da Hodge la notte scorsa. Se
lui non ci avesse rivelato che lo Specchio che cercavamo era il lago Lyn, non sono sicuro che questa
notte avrebbe avuto compimento. Colui che detiene i primi due Strumenti Mortali e si erge davanti allo
Specchio Mortale, pu evocare l'Angelo Raziel dallo Specchio, come fece Jonathan Shadowhunter
mille anni fa. E una volta evocato l'Angelo, si ha il diritto di chiedergli una cosa. Un compito. Un...
favore.
 Un favore?  Jace si sent raggelare.  E Valentine chieder la sconfitta degli
Shadowhunters a Brocelind?
Sebastian si alz.  Sarebbe uno spreco  disse.  No. Chieder che tutti gli Shadowhunters
che non hanno bevuto alla Coppa Mortale - cio tutti coloro che non sono suoi seguaci - siano spogliati
dei loro poteri. Non saranno pi Nephilim. Di conseguenza, coi marchi che portano sulla pelle... 
Sebastian sorrise  diventeranno Dimenticati, facile preda dei demoni. E i Nascosti che non saranno
scappati verranno facilmente sterminati.
Le orecchie di Jace risuonavano di un tintinnio aspro.
Si sentiva stordito.  Nemmeno Valentine...  disse.  Nemmeno Valentine farebbe una cosa
del genere.
 Ma per favore!  sbott Sebastian.  Credi davvero che mio padre non porter fino in
fondo il piano che ha elaborato?
 Nostro padre  lo corresse Jace.
Sebastian lo guard dall'alto. I capelli erano come una bianca aureola; sembrava il classico
angelo ribelle scacciato dal Paradiso insieme a Lucifero.  Scusa  disse con un certo divertimento
 ma stai pregando?
 No. Parlavo di Valentine.  nostro padre. Non tuo padre. Nostro.
Per un momento Sebastian non mostr alcuna emozione, poi le labbra si arricciarono agli angoli
e sorrise.  Angioletto  disse  sei proprio uno sciocco, lo sai? Proprio come diceva sempre mio
padre.
 Perch continui a chiamarmi cos?  volle sapere Jace.  Perch continui a blaterare di
angeli?
 Dio!  esclam Sebastian.  Non sai proprio niente, allora? Mio padre non ti ha mai detto
niente che non fosse una bugia?
Jace scosse la testa. Aveva continuato a tirare le corde che gli legavano i polsi, ma ogni volta
che tirava i nodi sembravano stringersi di pi. Sentiva il sangue pulsare in tutte le dita.  Come fai
sapere che non mentiva a te?
 Perch io sono sangue del suo sangue. Sono come lui. Quando lui non ci sar pi, sar io a
guidare il Conclave.
 Non mi vanterei di essere come lui, se fossi in te.
 Anche questo.  La voce di Sebastian era priva di emozioni.  Io non fingo di essere
diverso da ci che sono. Non mi comporto come se fossi scandalizzato perch mio padre fa ci che
deve fare per salvare la sua gente, anche se loro non voglio essere salvati (o, se vuoi sapere la mia
opinione, non meritano di essere salvati). Chi preferiresti avere come figlio: un ragazzo che sia
orgoglioso di averti come padre o uno che davanti a suo padre si rintana in un angolo per la paura e la
vergogna?
 Io non ho paura di Valentine  puntualizz Jace.
 Non  di lui che devi aver paura  replic Sebastian.  Ma di me.
C'era qualcosa nella sua voce che indusse Jace a smettere di lottare con le corde e ad alzare gli
occhi verso di lui. Sebastian brandiva ancora la spada dalla lucente lama nera. Era un oggetto
bellissimo, pens Jace, anche quando Sebastian abbass la punta e gliela appoggi sulla clavicola,
sfiorandogli il pomo d'Adamo.
Jace si sforz di mantenere ferma la voce.  E adesso cosa vuoi fare? Vuoi uccidermi mentre
sono legato? Il pensiero di batterti con me ti spaventa tanto?
Nulla, nemmeno il fremito di una emozione, attravers il viso pallido di Sebastian.  Tu  gli
disse  non rappresenti una minaccia per me. Sei una scocciatura. Un fastidio.
 Allora perch non mi sleghi le mani?
Sebastian, perfettamente immobile, lo fissava. Sembrava una statua, pens Jace, la statua di un
principe morto da secoli, morto giovane e corrotto dal vizio. Ed era questa la differenza tra Sebastian e
Valentine: pur condividendo lo stesso aspetto gelido e marmoreo, Sebastian aveva un'aura intorno a s
come di qualcosa di guasto, qualcosa di corroso dall'interno.  Non sono uno sciocco  disse
Sebastian  e non ci casco. Ti ho lasciato vivo solo per farti vedere i demoni. Ora, quando morirai e
ritornerai dai tuoi angelici antenati, potrai riferire che non c' pi posto per loro, in questo mondo.
Hanno abbandonato il Conclave e il Conclave non ha pi bisogno di loro. Abbiamo Valentine, adesso.
 E tu vorresti uccidermi per farmi portare un messaggio a Dio a nome tuo?  Jace scosse la
testa, e la punta della lama gli graffi la gola.  Sei pi pazzo di quel che pensavo.
Sebastian si limit a sorridere e spinse un po' di pi la lama. Quando Jace deglut, sent la punta
della spada intaccare la trachea.  Se hai delle preghiere, fratellino, dille adesso.
 Non ho nessuna preghiera - replic Jace.  Ho un messaggio, per. Per nostro padre. Glielo
darai?
 Certo  disse Sebastian con voce di velluto. Ma c'era qualcosa nel modo in cui lo disse, un
guizzo di esitazione prima che parlasse, che confermava ci che Jace gi pensava.
 Tu menti  gli disse.  Tu non gli darai il messaggio, perch non gli dirai mai cosa hai
fatto. Lui non ti ha mai chiesto di uccidermi. E non sar contento quando lo scoprir.
 Assurdo. Tu non sei niente per lui.
 Tu pensi che lui non scoprir mai cosa mi  successo, se mi uccidi qui e ora. Potresti dirgli
che sono morto in battaglia, oppure sar lui a dedurre cos' successo. Ma ti sbagli se pensi che non lo
sapr mai. Valentine sa sempre tutto.
 Tu non sai di cosa parli  replic Sebastian, ma i suoi tratti si erano fatti pi tesi.
Jace continu a parlare, sfruttando al massimo quel piccolo vantaggio.  Non puoi nascondere
quello che stai facendo. C' un testimone.
 Un testimone?  Sebastian sembr quasi sorpreso e per Jace fu una piccola vittoria.  Che
cosa stai dicendo?
 Il corvo  gli ricord Jace.  Ti sta osservando nell'ombra. Dir tutto a Valentine.
 Hugin?  Gli occhi di Sebastian si alzarono di scatto e, anche se il corvo non si vedeva da
nessuna parte, il suo sguardo, quando torn a posarsi su Jace, era pieno di dubbi.
 Se Valentine scopre che mi hai ucciso mentre ero legato e inerme, ne sar disgustato 
prosegu Jace. Sentiva la propria voce imitare le cadenze che usava suo padre, quando voleva qualcosa:
una voce dolce e persuasiva.  Ti considerer un vigliacco. Non ti perdoner mai.
Sebastian non disse niente. Fissava Jace dall'alto, con un fremito nelle labbra, e il rancore che
gli ribolliva negli occhi come un veleno.
 Slegami  disse Jace a bassa voce.  Slegami e combatti con me.  l'unico modo.
Le labbra di Sebastian guizzarono di nuovo, e stavolta Jace ebbe paura di essersi spinto troppo
oltre. Sebastian sollev la spada e la luce della luna esplose dalla lama in mille schegge d'argento
d'argento come le stelle, d'argento come il colore dei suoi capelli. Digrign i denti... e il sibilante
respiro della spada tagli l'aria della notte con un grido, quando Sebastian la cal in un arco fulmineo.
Clary era seduta sui gradini del podio, nella Sala degli Accordi, con lo stilo in mano. Non si era
mai sentita tanto sola. La Sala era deserta. Clary aveva cercato Isabelle dappertutto, dopo che tutto
l'esercito aveva attraversato il Portale, ma non era riuscita a trovarla. Aline le aveva detto che
probabilmente era tornata a casa dei Penhallow, dove lei e alcuni suoi coetanei avrebbero dovuto
badare a una quindicina di bambini sotto l'et del combattimento. Aveva cercato di convincere Clary ad
andare con loro, ma lei aveva rifiutato. Se non trovava Isabelle, preferiva restare da sola, piuttosto che
con dei quasi estranei. O almeno, cos credeva. Ma ora, nella Sala degli Accordi, il silenzio e il vuoto
diventavano sempre pi opprimenti. Tuttavia, Clary non si mosse da l. Stava cercando con tutte le
forze di non pensare a Jace, di non pensare a Simon, di non pensare a sua madre, n a Luke, n ad
Alec... e l'unico modo per non pensare era restare immobile a fissare un unico riquadro di marmo del
pavimento, contandone le fessure, all'infinito. Erano sei. Una due tre. Quattro cinque sei. Finiva la
conta e ricominciava di nuovo, dall'inizio. Una due...
Il cielo sopra di lei esplose.
O almeno cos le parve, dal fragore. Clary sollev la testa di scatto e guard su, oltre il soffitto
trasparente della Sala. Il cielo, che era stato buio fino a un attimo prima, ora era una massa turbolenta di
fiamme e oscurit, rischiarata da un'orrenda luce arancione. Contro quella luce si muovevano delle
cose: cose orrende che lei non voleva vedere, cose per cui fu grata all'oscurit che ne nascondeva la
vista. Le sporadiche immagini che si intravedevano erano gi abbastanza terribili.
Il soffitto trasparente fremette e s'inarc al passaggio dell'esercito dei demoni, come deformato
da un tremendo calore. Alla fine ci fu un suono che somigliava a uno sparo e un'enorme crepa si
disegn sul vetro diramandosi in una ragnatela di linee. Clary si abbass e si copr la testa con le mani,
quando i vetri cominciarono a piovere intorno a lei come lacrime.
Erano quasi giunti sul campo di battaglia, quando sentirono quel suono che squarci la notte.
Un attimo prima, i boschi erano muti e bui. L'attimo dopo, il cielo s'illumin di un infernale bagliore
rossastro. Simon barcoll e rischi di cadere. Si aggrapp a un albero per riprendere l'equilibrio e
guard su, incapace di credere ai propri occhi. Intorno a lui, anche gli altri vampiri fissavano il cielo, le
facce bianche come fiori notturni rivolti verso la luce della luna, mentre uno dopo l'altro quegli incubi
attraversavano il cielo.
 Continui a svenire  protest Sebastian.   estremamente fastidioso.
Jace apr gli occhi e sent un dolore lancinante alla testa. Alz una mano per toccarsi la faccia
e... si accorse di non avere pi le mani legate dietro la schiena. Un pezzo di fune gli penzolava ancora
dal polso. La mano che ritir dal viso era nera: nera di sangue, alla luce della luna.
Si guard intorno. Non si trovavano pi nella grotta: Jace era disteso sulla terra morbida ed
erbosa della valle, non lontano dalla casetta di pietra. Sentiva scrosciare l'acqua del torrente,
chiaramente vicino. In alto, i rami intrecciati degli alberi nascondevano in parte la luce lunare, ma la
notte era comunque luminosa.
 Alzati  gli disse Sebastian.  Hai cinque secondi, prima che ti uccida l dove sei.
Jace si alz con tutta la lentezza che pensava potesse essergli concessa. Era ancora un po'
stordito. Cercando l'equilibrio, affond i tacchi degli stivali nella terra morbida, per avere pi stabilit.
 Perch mi hai portato qui?
 Per due ragioni  disse Sebastian.  La prima, mi piaceva l'idea di metterti subito al
tappeto. La seconda, non sarebbe stata una buona idea per nessuno di noi insanguinare il pavimento
della grotta. E io ho tutta l'intenzione di versare molto del tuo sangue.
Jace tast la cintura e il cuore gli sprofond. O gli erano cadute le armi mentre Sebastian lo
trascinava nei tunnel o, pi probabilmente, Sebastian gliele aveva buttate via. Gli restava solo un
pugnale. Dalla lama corta, troppo corta. Inutile contro una spada.
 Non  un granch come arma, quella.  Sebastian ghign, bianco nell'oscurit abbagliata
dalla luna.
 Non posso combattere con questo  disse Jace cercando di sembrare nervoso e spaventato.
 Ma che peccato!  Sebastian gli si avvicin con un ghigno. Teneva la spada come un
bastone da passeggio, ostentando un'assoluta mancanza di preoccupazione e tamburellando sull'elsa
con le dita. Se aveva una possibilit, pens Jace, probabilmente era questa. Caric il braccio e tir un
pugno in faccia a Sebastian con tutta la forza che aveva.
Sent scricchiolare le ossa sotto le nocche. Il pugno mand Sebastian a gambe all'aria. Cadde
all'indietro e la spada gli sfugg di mano. Jace la prese al volo e si lanci all'attacco. Un attimo dopo era
sopra Sebastian, con la spada puntata.
Il naso di Sebastian sanguinava e il sangue tracciava un rivolo scarlatto sul suo viso. Si scost il
colletto, scoprendo la gola chiara.  Forza. Fallo!  gli disse.  Uccidimi subito.
Jace esit. Non voleva esitare, ma era cos: una fastidiosa riluttanza a uccidere una persona
inerme e atterrata. Ricord Valentine che lo provocava, a Renwick, che lo sfidava a ucciderlo. E lui
non c'era riuscito. Ma Sebastian era un assassino. Aveva ucciso Max e Hodge.
Sollev la spada.
E Sebastian balz in piedi, pi veloce di un lampo. Sembr quasi volare. Esegu un'elegante
capriola all'indietro e atterr con grazia sull'erba, praticamente sul posto. Nel movimento, sferr un
calcio contro la mano di Jace. La spada gli sfugg di mano e vol in alto roteando. Sebastian la prese al
volo, ridendo, e fece un affondo con la lama, puntando al cuore di Jace. Jace fece un balzo indietro e la
lama tagli l'aria proprio davanti a lui, squarciandogli la camicia sul petto. Jace sent un dolore
pungente e il sangue sgorgare da una ferita superficiale sul petto.
Sebastian ghignava, avanzando verso Jace, che arretr, armeggiando con la cintura per sfilare
l'inadeguato pugnale. Si guard intorno, disperatamente, in cerca di qualcos'altro da usare come arma:
un bastone, qualsiasi cosa. Ma non c'era niente intorno, solo l'erba, il torrente che scorreva veloce e gli
alberi che allargavano i robusti rami sopra di loro, formando una rete di verde. All'improvviso ricord
la Configurazione Malachi in cui l'Inquisitrice l'aveva intrappolato: Sebastian non era l'unico in grado
di saltare.
Sebastian fece un nuovo affondo, ma Jace non c'era pi: aveva spiccato un grande balzo in
verticale. Il ramo pi basso era a circa sei metri di altezza: lo afferr a due mani e con uno slancio vi si
iss sopra. Dal ramo, vide Sebastian ruotare su se stesso e poi guardare in alto. Jace scagli il pugnale e
Sebastian grid. Con il fiato corto, si raddrizz...
Un attimo dopo anche Sebastian era sul ramo. La faccia pallida era arrossata di rabbia, il
braccio con la spada perdeva sangue copiosamente. La spada gli era caduta sull'erba, ma questo serviva
soltanto a metterli alla pari, pens Jace, visto che anche il suo pugnale era andato. Con una certa
soddisfazione, Jace not che per la prima volta Sebastian appariva arrabbiato: arrabbiato e sorpreso,
come se il cagnolino che lui pensava ben addomesticato l'avesse morso.
 Divertente  sibil Sebastian.  Ma adesso basta.
Si scagli contro Jace, lo afferr per la vita e lo butt gi dal ramo. Caddero per sei metri,
avvinghiati, picchiandosi, e si schiantarono a terra cos forte che Jace vide letteralmente le stelle.
Agguant il braccio ferito di Sebastian e vi affond le dita. Sebastian url e reag tirandogli un
manrovescio in pieno viso. La bocca di Jace si riemp di sangue: toss e sput, mentre rotolavano nella
terra prendendosi a pugni.
Di colpo Jace sent un'improvvisa sferzata di gelo: erano rotolati gi dalla riva del ruscello ed
erano finiti nell'acqua. Sebastian rest senza fiato e Jace colse l'occasione per prenderlo alla gola a due
mani e stringere. Sentendosi soffocare, Sebastian afferr il polso destro di Jace e lo tir indietro con
tanta forza da spezzarne le ossa. Jace si sent urlare, come da lontano, e Sebastian approfitt del
vantaggio, torcendo senza piet il polso rotto finch Jace non moll la presa e cadde nell'acqua gelida e
fangosa. Tutto il braccio era un urlo di agonia.
Mezzo inginocchiato sul petto di Jace, un ginocchio affondato nelle costole, Sebastian
ghignava. I suoi occhi rilucevano, bianchi e neri, nel viso che era una maschera di terra e fango.
Qualcosa luccicava nella sua destra: il pugnale di Jace. Doveva averlo trovato per terra. La punta era
sul cuore dell'avversario.
 E ci ritroviamo esattamente dove eravamo cinque minuti fa  comment Sebastian.  Hai
avuto la tua possibilit, Wayland. Hai da dire le tue ultime parole?
Jace lo fiss, la bocca piena di sangue, il sudore che gli bruciava negli occhi. Sentiva solo un
senso di vuoto e di totale sfinimento. Era davvero cos che sarebbe morto?  Wayland?  disse. 
Sai benissimo che non  il mio nome.
 N pi n meno che il cognome Morgenstern  comment Sebastian. Si abbass, facendo
pressione sul pugnale. La punta for la pelle di Jace, il suo corpo vibr per una fitta di dolore
lancinante. La faccia di Sebastian era a pochi centimetri dalla sua, la voce un sussurro sibilante. 
Credevi davvero di essere figlio di Valentine? Credevi davvero che una cosa patetica e lamentosa come
te fosse degna di essere un Morgenstern, di essere mio fratello?. Butt indietro i capelli bianchi:
erano appesantiti dal sudore e dall'acqua del torrente.  Tu sei un figlio scambiato  disse.  Mio
padre ha squartato un cadavere per tirarti fuori e trasformarti in uno dei suoi esperimenti. Ha cercato di
allevarti come un figlio, ma eri troppo debole per essergli utile. Non saresti mai diventato un guerriero.
Non eri niente. Inutile. Cos ti ha sbolognato ai Lightwood, sperando che potessi tornargli utile in
seguito, come specchietto per le allodole. O come esca. Non ti ha mai voluto bene.
Jace batt le palpebre sugli occhi che bruciavano.  Allora tu...
 Io sono il figlio di Valentine. Jonathan Christopher Morgenstern. Tu non hai mai avuto alcun
diritto di portare questo nome. Tu sei un fantasma. Un falso.  I suoi occhi erano neri e luccicanti,
come il carapace di due insetti morti. E d'improvviso Jace sent, come in sogno, la voce di sua madre -
anche se non era sua madre - che diceva: Jonathan non  pi un bambino. Non  pi nemmeno umano:
 un mostro.
 Allora sei tu!  esclam Jace, soffocando nel sangue.  Sei tu che hai sangue di demone.
Non io!
 Esatto.  Il pugnale affond di un altro millimetro nelle carni di Jace. Sebastian stava
ancora ghignando, ma era un sorriso fisso, da teschio.  Tu sei il bambino angelico. Ho dovuto sentire
di tutto sul tuo conto. Tu, con la tua bella faccina d'angelo e i tuoi modi gentili e i tuoi delicati,
delicatissimi sentimenti. Non riuscivi nemmeno a vedere un uccello morire senza metterti a piangere.
Per forza Valentine si vergognava di te.
 No.  Jace dimentic il sangue che gli riempiva la bocca, dimentic il dolore.   di te che
si vergogna. Tu credi che non ti abbia voluto portare con s al lago perch gli servivi qui per liberare i
demoni a mezzanotte? Come se non sapesse che non saresti riuscito ad aspettare. Non ti ha portato con
s perch si vergogna a presentarsi al cospetto dell'Angelo e mostrargli che cosa ha fatto. Mostrargli la
cosa che ha creato. Mostrargli te.  Jace guard in faccia Sebastian: sentiva una terribile, trionfante
piet brillare nei suoi occhi.  Valentine sa benissimo che non c' niente di umano in te. Forse ti vuole
bene, ma allo stesso tempo ti odia...
 Sta' zitto!  Sebastian spinse gi il pugnale, rigirandolo. Jace grid inarcando la schiena e il
dolore gli esplose come un lampo dentro gli occhi. Sto per morire, pens. Sto morendo.  finita. Si
chiese se il suo cuore fosse gi stato trafitto. Non riusciva pi a muoversi, non riusciva pi a respirare.
Era come una farfalla infilzata con uno spillo e inchiodata a un quadro. Cerc di parlare, cerc di
pronunciare un nome, ma nulla usc dalla sua bocca. Solo sangue.
E tuttavia Sebastian sembr leggergli negli occhi.  Clary. Me n'ero quasi dimenticato. Tu sei
innamorato di lei, vero? La vergogna per i tuoi indegni impulsi incestuosi deve averti quasi ucciso. Che
peccato non aver saputo prima che Clary non  tua sorella. Avresti potuto passare il resto della vita con
lei, se solo non fossi cos stupido.  Si abbass ancora, affondando di pi il pugnale, con la lama che
grattava contro l'osso. Parl all'orecchio di Jace, con una voce bassa come un sussurro.
 Anche lei ti amava  le disse.  Ricordatelo, mentre muori.
L'oscurit invase il campo visivo di Jace, come un barattolo di colore rovesciato su una
fotografia che ne cancella le immagini. All'improvviso non ci fu pi dolore. Jace non sentiva pi niente,
nemmeno il peso di Sebastian sopra di s. Era come galleggiare. La faccia di Sebastian scivol su di
lui, bianca contro il buio, il pugnale in mano, sollevato. Qualcosa di dorato luccic al polso di
Sebastian, come un braccialetto. Ma non era un braccialetto, perch si muoveva. Sebastian si guard la
mano, sorpreso, allent la presa e il pugnale gli cadde sulla terra fangosa con un piccolo tonfo.
Poi anche la mano, staccata dal polso, cadde a terra accanto ad esso.
Jace fiss meravigliato la mano tagliata di Sebastian che rimbalzava e si fermava contro un paio
di alti stivali neri. Gli stivali avvolgevano un paio di gambe eleganti, che salivano a un busto esile e a
un volto ben noto, circondato da una cascata di capelli neri. Jace sollev lo sguardo e vide Isabelle, la
frusta grondante sangue, gli occhi inchiodati su Sebastian, che fissava il moncherino a bocca aperta,
incredulo.
Isabelle fece un sorriso cupo.  Questo era per Max, bastardo.
 Carogna!  sibil Sebastian. Balz in piedi nel momento stesso in cui la frusta di Isabelle
cal su di lui con fulminea rapidit. Sebastian si tuff di lato e spar. Ci fu un fruscio: doveva essersi
dileguato tra gli alberi, pens Jace, ma gli faceva troppo male girare la testa per guardare.
 Jace!  Isabelle si inginocchi sopra di lui, con lo stilo nella mano sinistra. I suoi occhi
brillavano di lacrime: doveva essere piuttosto malconcio, pens Jace, per far piangere Isabelle.
 Isabelle  cerc di dire. Voleva dirle di andarsene, di scappare, perch, per quanto fosse
spettacolare e coraggiosa e piena di talento - e lei era tutte queste cose - non poteva competere con
Sebastian. Non c'era da sperare che si facesse fermare da una inezia come una mano tagliata. Ma tutto
quello che usc dalla bocca di Jace fu una sorta di gorgoglio.
 Non parlare.  Sent la punta dello stilo bruciare sulla pelle del petto.  Te la caverai. 
Isabelle gli fece un sorriso tremulo.  Ti starai chiedendo che diavolo ci faccio qui  gli disse. 
Non so quanto sai gi, non so che cosa ti abbia rivelato Sebastian, ma tu non sei figlio di Valentine.
 L'iratze era quasi finito: Jace gi sentiva il dolore affievolirsi. Annu appena, cercando di
dirle: Lo so.  Comunque, non avevo intenzione di venirti a cercare, dopo che sei scappato, perch nel
tuo biglietto avevi scritto di non farlo, e questo l'avevo capito. Ma non potevo lasciarti morire convinto
di avere dentro di te sangue di demone, n senza dirti che non c' niente che non va in te, anche se,
onestamente, non capisco come ti sia venuta in mente una cosa del genere...  La mano le trem.
Isabelle si immobilizz, non volendo rovinare la runa.  E bisognava che tu sapessi che Clary non 
tua sorella  riprese, pi dolcemente.
 Perch... perch s. Cos ho chiesto a Magnus di aiutarmi a rintracciarti. Ho usato il soldatino
di legno che avevi regalato a Max. Non credo che Magnus l'avrebbe fatto, in circostanze normali, ma
diciamo che era di umore insolitamente buono, e forse gli ho anche detto che Alec voleva che lo
facesse... cosa tecnicamente non proprio vera, ma ci vorr un po' di tempo prima che venga a saperlo. E
quando ho scoperto dov'eri, be'... Magnus aveva gi aperto un Portale e io sono molto brava a
sgattaiolare via di nascosto...
Isabelle grid. Jace cerc di allungare un braccio verso di lei, ma era troppo lontana, sollevata,
scagliata via. La frusta le sfugg di mano. Si mise sulle ginocchia, ma Sebastian era gi di fronte a lei. I
suoi occhi ardevano di rabbia e aveva un cencio insanguinato intorno al moncherino. Isabelle si tuff
verso la frusta, ma Sebastian si mosse pi rapidamente. Ruot su se stesso e le sferr un calcio
violento. Lo stivale la colp sulla cassa toracica. Jace ebbe l'impressione di sentire le costole di Isabelle
che si rompevano, mentre lei volava a gambe all'aria, cadendo malamente su un fianco. La sent gridare
di dolore - Isabelle, che non mostrava mai la propria sofferenza - quando Sebastian la colp con un altro
calcio. Poi Sebastian raccolse la frusta e la brand.
Jace rotol su un fianco. L'iratze quasi completato era servito, ma il dolore al petto era ancora
forte. Con un certo distacco, Jace era anche consapevole che sputare sangue probabilmente significava
avere un polmone perforato. Non era sicuro di quanta autonomia gli restasse. Minuti, probabilmente.
Raccatt il pugnale lasciato cadere da Sebastian, accanto ai raccapriccianti resti della sua mano.
Barcollando, si rimise in piedi. L'odore del sangue era fortissimo. Pens alla visione di Magnus, al
mondo trasformato in sangue, e la sua mano scivolosa si strinse sull'impugnatura del pugnale.
Fece un passo avanti. Poi un altro. Ogni passo era come spostare i piedi nel cemento fresco.
Isabelle strillava insulti a Sebastian, che la frustava e rideva. Le sue grida attiravano Jace come un
pesce preso all'amo, ma a ogni passo le sentiva pi flebili. Il mondo gli girava intorno come una giostra
del luna park.
Ancora un passo, si disse Jace. Ancora uno. Sebastian gli voltava le spalle, era concentrato su
Isabelle. Probabilmente pensava che Jace fosse gi morto. E ci mancava poco. Un passo, si disse. Ma
non ci riusc, non riusciva pi a muoversi, non riusciva pi a costringersi a trascinare i piedi, nemmeno
per un altro passo. L'oscurit stava invadendo i margini del suo campo visivo, un'oscurit pi profonda
di quella del sonno, un nero che avrebbe cancellato ogni cosa Jace avesse visto, che l'avrebbe portato a
un riposo assoluto. Pacificante. Pens all'improvviso a Clary: Clary come l'aveva vista l'ultima volta,
addormentata, coi capelli sul cuscino e le mani sotto la guancia. Aveva pensato allora che mai in vita
sua aveva visto qualcosa di pi pacifico. Ma naturalmente Clary stava solo dormendo, come chiunque
altro potrebbe dormire. Non era stata la pace di Clary a sorprenderlo, ma la propria. La pace che sentiva
quando era con lei era qualcosa che non aveva mai conosciuto prima.
Il dolore gli sferz la schiena. Si rese conto con sorpresa che in qualche modo, senza una sua
precisa volont, le sue gambe avevano fatto quell'ultimo passo cruciale. Sebastian aveva il braccio
indietro, la frusta in mano. Isabelle era riversa sull'erba, accartocciata su se stessa. Non gridava pi, non
si muoveva pi.  Piccola bastarda  stava dicendo Sebastian.  Avrei dovuto spaccarti la faccia
con quel martello quando potevo farlo.
Jace lev il pugnale e lo affond nella schiena di Sebastian.
Sebastian barcoll in avanti e la frusta gli cadde di mano. Si gir lentamente e guard Jace. Lui
pens, con un lontano senso di orrore, che forse Sebastian non era veramente umano, che forse,
dopotutto, era impossibile ucciderlo.
La faccia era vuota, ogni ostilit sparita, come il fuoco nero era sparito dai suoi occhi. Non
somigliava pi a Valentine, adesso. Era... spaventato.
Apr la bocca, come per dirgli qualcosa, ma le ginocchia gli cedettero. Croll al suolo e con la
forza dell'impatto rotol lungo la sponda del fiume e fin nell'acqua. Si ferm sulla schiena, gli occhi
spalancati verso un cielo che non potevano pi vedere. L'acqua scorreva intorno a lui, striata del suo
sangue.
Mi insegn che nella schiena di un uomo c' un punto dove, se ci affondi una lama, puoi
bucargli il cuore e spezzargli la spina dorsale in un colpo solo, aveva detto Sebastian. A quanto pare
abbiamo ricevuto lo stesso regalo di compleanno quell'anno, pens Jace. Vero, fratellone?
 Jace!  Era Isabelle. Aveva la faccia insanguinata e stava cercando di mettersi a sedere.
 Jace!
Jace cerc di voltarsi verso di lei, cerc di dire qualcosa, ma non aveva pi le parole. Cadde
lentamente sulle ginocchia. Un peso immenso gli schiacciava le spalle e la terra lo stava chiamando a
s: gi, gi, gi. A malapena riconobbe la voce di Isabelle che gridava il suo nome, mentre il buio lo
portava via.
Simon era un veterano di molte battaglie. Purch si contassero anche quelle di Dungeons &
Dragons. Il suo amico Eric era l'appassionato di storia militare, mentre Simon era quello che
organizzava la parte del gioco relativa alla guerra, con decine di minuscoli soldatini che avanzavano
allineati su un paesaggio pianeggiante disegnato sui rotoli di carta da disegno.
Lui le battaglie le aveva sempre pensate cos. Oppure come nei film, con due gruppi di uomini
che avanzavano gli uni contro gli altri su una vasta pianura. Linee rette e schieramenti ordinati.
Ma l non era cos.
Regnava il caos. Era una mischia di urla e di azione, e lo scenario non era una vasta pianura, ma
un ammasso di fango e di sangue in un impasto denso e instabile. Simon aveva immaginato che i Figli
della Notte si sarebbero incamminati verso il campo di battaglia e che qualche comandante li avrebbe
accolti; aveva immaginato di vedere la battaglia da lontano, di vedere i due eserciti scontrarsi. Ma non
ci furono accoglienze, n eserciti schierati. La battaglia gli piomb addosso dalle tenebre, come se, da
una stradina deserta, avesse girato l'angolo e si fosse trovato in mezzo a una rissa a Times Square.
D'improvviso, ci furono ammassi di persone intorno a lui, mani che l'afferravano, che lo spingevano
via... E i vampiri si tuffarono nella mischia in ordine sparso, senza voltarsi indietro nemmeno una volta.
E c'erano demoni, demoni dappertutto. Simon non avrebbe mai immaginato le urla, i fischi, i
grugniti... E, peggio ancora, il suono degli strappi, delle lacerazioni, della famelica soddisfazione.
Desider poter spegnere il suo udito di vampiro, ma non poteva: i suoni erano come coltelli conficcati
nei padiglioni auricolari.
Inciamp su un corpo riverso nel fango, si gir per vedere se poteva essere d'aiuto e si accorse
che lo Shadowhunter ai suoi piedi, dal petto in su non esisteva pi. Le sue ossa bianche luccicavano
contro la terra scura e, nonostante la sua natura vampiresca, Simon ne fu nauseato. Devo essere l'unico
vampiro al mondo che si sente male alla vista del sangue, pens. Poi qualcosa lo colp forte alle spalle
e Simon cadde, scivolando da un pendio fangoso in una fossa.
Non era l'unico corpo, in quella fossa. Rotol sulla schiena e in quell'attimo il demone gli balz
addosso. Era come l'immagine della Morte in un'incisione medievale: uno scheletro vivente con la falce
insanguinata stretta nella mano ossuta. Simon rotol su un fianco e la lama cal a pochi centimetri dalla
sua faccia. Lo scheletro emise una sorta di fischio pieno di delusione e lev di nuovo la falce.
Ma venne colpito su un fianco da un nodoso bastone. Lo scheletro esplose come una pinata di
cartapesta piena di ossa invece che di dolci. Le ossa rotolarono con un suono di nacchere, poi sparirono
nel buio.
Uno Shadowhunter si avvicin a Simon. Era uno che Simon non aveva mai visto: alto, barbuto
e imbrattato di sangue. Si pass una mano sporca sulla fronte, guardandolo. La mano lasci una
striatura scura sulla pelle.  Stai bene?
Stordito, Simon annu e inizi ad alzarsi in piedi  Grazie.
Lo sconosciuto si chin e gli porse una mano per tirarlo su. Simon accett... e si trov a volare
fuori dalla fossa. Atterr in piedi sull'orlo, scivolando sul fango umido. Lo sconosciuto gli fece un
sorriso imbarazzato.  Scusa. Forza di Nascosto: il mio compagno  un lupo mannaro. Non ci sono
ancora abituato.  Poi guard meglio Simon.  Tu sei un vampiro, vero?
 Come fai a saperlo?
L'uomo sorrise. Era un sorriso stanco, ma non c'era nulla di ostile.  I denti. Vi escono, quando
combattete. Lo so perch...  S'interruppe. Simon avrebbe potuto completare lui la frase: Lo so perch
ne ho uccisi parecchi, di voi.  E comunque... grazie. Per aver accettato di combattere con noi.
 Io...  Simon stava per dire che, in senso stretto, non aveva ancora combattuto, n
contribuito in alcun modo, in realt. Si volt per dirglielo, ma riusc a pronunciare una sola parola,
prima che qualcosa di enorme, con grandi artigli e ali sfilacciate, piombasse gi dal cielo e affondasse
gli unghioni nella schiena dello Shadowhunter.
L'uomo non ebbe nemmeno il tempo di gridare. La testa scatt verso l'alto, come per la
sorpresa, come per chiedersi che cosa lo avesse afferrato, e poi spar, trascinato via nel cielo nero e
vuoto in un turbinio di zanne e ali. La sua mazza cadde a terra ai piedi di Simon.
Simon rimase immobile. Tutto questo, dal momento in cui era caduto nella fossa, era accaduto
in meno di un minuto. Si gir, stordito, guardandosi intorno: lame mulinanti nel buio, laceranti artigli di
demoni, punti di luce che correvano qua e l nell'oscurit come lucciole nella boscaglia... Poi cap di
cosa si trattava: i bagliori delle spade angeliche.
Non vedeva i Lightwood, n i Penhallow, n Luke... nessuno di quelli che conosceva. Lui non
era uno Shadowhunter. Eppure quell'uomo lo aveva ringraziato per aver deciso di combattere con loro.
Quello che Simon aveva detto a Clary era vero: quella era anche la sua battaglia e l c'era bisogno
anche di lui. Non del Simon mondano, che era gentile e un po' imbranato e non sopportava la vista del
sangue, ma del Simon vampiro, una creatura che lui stesso conosceva a malapena.
Un vero vampiro sa di essere morto, gli aveva detto Raphael. Ma Simon non si sentiva affatto
morto. Anzi, non si era mai sentito cos vivo. Si gir e si trov davanti a un demone che incombeva su
di lui: era una specie di lucertola squamato, con denti da roditore. Piomb su Simon con gli artigli neri
protesi.
Simon salt. Colp il fianco imponente della cosa, vi si aggrapp, affond le unghie. Le squame
cedettero sotto la sua presa. Il marchio sulla fronte puls, quando affond i denti nel collo del demone.
Aveva un sapore davvero schifoso.
Quando tutti i vetri furono caduti, rimase un ampio squarcio nel soffitto, largo qualche metro,
come se vi fosse caduto un meteorite. Vi entrava aria gelida. Tremando, Clary si rialz in piedi,
spolverandosi i frammenti di vetro dai vestiti.
La stregaluce che aveva illuminato la Sala si era spenta. Ora c'era buio all'interno, un buio
denso di ombre e di polvere. La lieve illuminazione del Portale che ormai stava svanendo nella piazza
era appena visibile dalle porte aperte della Sala.
Probabilmente non era pi sicuro restare l dentro, pens Clary. Era meglio tornare dai
Penhallow e stare con Aline. Fece per attraversare la Sala e uscire, quando sent risuonare dei passi sul
pavimento di marmo. Con il cuore in gola, si gir e vide Malachi, una lunga, esile ombra nella
semioscurit, diretto a grandi passi verso il podio. Ma che cosa ci faceva, l? Non avrebbe dovuto
essere con gli altri Shadowhunters sul campo di battaglia?
Mentre Malachi si avvicinava al podio, Clary not qualcosa che le fece portare le mani alla
bocca per soffocare un'esclamazione di sorpresa. C'era una sagoma scura e ingobbita appollaiata sulla
spalla di Malachi. Un volatile. Un corvo, per la precisione.
Hugo.
Clary si nascose dietro una colonna, mentre Malachi saliva i gradini del podio. C'era qualcosa di
inequivocabilmente furtivo nel suo modo di guardarsi intorno. Apparentemente rassicurato, credendosi
solo e inosservato, estrasse da una tasca qualcosa di piccolo e luccicante e se lo infil al dito. Un
anello? Malachi lo fece girare intorno al dito e Clary ricord Hodge nella biblioteca dell'Istituto, che
sfilava l'anello dal dito di Jace.
L'aria davanti a Malachi vibr lievemente, come per un intenso calore. Una voce parl da quel
punto: aveva un che di familiare, fredda, raffinata, ora sfumata da una lievissima irritazione.
 Che cosa c', Malachi? Non ho tempo per le chiacchiere, ora.
 Valentine, mio signore  esord Malachi. La sua solita ostilit era stata sostituita da un tono
viscidamente ossequioso.  Hugin  venuto da me neanche un attimo fa, portando delle notizie. Ho
immaginato che tu fossi gi allo Specchio, e che per questo Hugin avesse cercato me. Ho pensato che
avresti voluto essere informato.
Il tono di Valentine era tagliente.  Molto bene. Che notizie ci sono?
 Si tratta di tuo figlio, mio signore. L'altro tuo figlio. Hugin l'ha seguito nella valle della
grotta. Potrebbe persino averti seguito attraverso i tunnel fino al lago.
Clary si aggrapp alla colonna. Le nocche erano bianche. Stavano parlando di Jace.
Valentine grugn.  Ha incontrato suo fratello?
 Hugin dice che stavano combattendo quando lui  partito.
Clary si sent rovesciare lo stomaco. Jace che combatteva con Sebastian? Pens a come
Sebastian aveva sollevato Jace alla Guardia, a come lo aveva scaraventato via, come se non pesasse
niente. Un'ondata di panico la travolse, cos intensa che per un momento le ronzarono le orecchie.
Quando la stanza torn a fuoco, Clary si rese conto di essersi persa la risposta di Valentine a
Malachi.
 Sono quelli abbastanza grandi da essere marchiati, ma non abbastanza grandi per
combattere, che mi preoccupano  stava dicendo Malachi.  Loro non hanno votato nel Consiglio.
Sembra ingiusto punirli allo stesso modo in cui dovranno essere puniti coloro che stanno combattendo.
 Ci ho pensato.  La voce di Valentine era cupa e profonda.  Poich gli adolescenti
ricevono marchi pi leggeri, impiegheranno pi tempo a trasformarsi in Dimenticati. Parecchi giorni, a
dir poco. Ma sono sicuro che si tratta di un processo reversibile.
 Mentre chi di noi ha bevuto dalla Coppa Mortale rimarr del tutto illeso, non  cos?
 Ho da fare, Malachi  disse Valentine.  Ti ho gi detto che sarai al sicuro. Ho dedicato
tutta la mia vita a questo progetto. Abbi fiducia.
Malachi chin la testa.  Io ho grande fiducia, mio signore. L'ho sempre avuta, per molti anni,
in silenzio, servendoti sempre.
 E verrai ricompensato  replic Valentine. Malachi alz gli occhi.  Mio signore...
Ma l'aria non vibrava pi. Valentine se n'era andato. Malachi aggrott la fronte, poi scese i
gradini del podio e si avvi a grandi passi verso la porta. Clary si appiatt contro la colonna, sperando
disperatamente di non essere vista. Il cuore le batteva all'impazzata. Che cos'era successo? Cos'era
quella storia dei Dimenticati? La risposta sfavillava in un angolo della sua mente, ma sembrava troppo
orribile da contemplare. Nemmeno Valentine avrebbe potuto...
Qualcosa, nero e vorticoso, le vol in faccia. Clary ebbe appena il tempo di alzare le braccia per
proteggersi gli occhi, che subito qualcosa le graffi il dorso delle mani. Sent un gracchiare feroce, ali
che sbattevano contro i suoi polsi alzati.
 Hugin! Basta!  Era la voce secca di Malachi.  Hugin!  Ci fu un altro gracchio e poi un
tonfo. Poi, silenzio. Clary abbass le braccia e vide il corvo immobile ai piedi del Console: stordito o
morto, non avrebbe saputo dire. Con un ringhio, Malachi lev di mezzo il corvo con un calcio feroce e
si avvicin a Clary, furente. Le afferr un polso sanguinante e la tir su in piedi.  Stupida ragazza 
disse.  Da quanto tempo stai origliando?
 Abbastanza da sapere che sei uno del Circolo  ribatt Clary, torcendo il polso nella sua
stretta. Ma lui non la lasci andare.  Tu sei dalla parte di Valentine.
 C' solo una parte.  La voce di Malachi era un sibilo.  Il Conclave  stupido, fuori
strada, pronto a compiacere mostri e mezzi uomini. Io voglio solo renderlo puro, farlo tornare alla sua
gloria originaria. Un obiettivo che tutti gli Shadowhunters dovrebbero condividere, a rigor di logica. E
invece no: danno ascolto agli sciocchi e agli amanti dei demoni, come il tuo Lucian Graymark. E
adesso avete mandato il fior fiore dei Nephilim a morire in questa ridicola battaglia... Un gesto vuoto,
che non porter a niente. Valentine ha gi iniziato il Rituale: fra poco l'Angelo sorger dalle acque del
lago e tutti i Nephilim diventeranno Dimenticati. Tutti, tranne i pochi che sono sotto la protezione di
Valentine.
 Ma  uno sterminio! Valentine vuole sterminare gli Shadowhunters!
 Non  uno sterminio  rispose il Console. La sua voce risuon di fanatica passione.  
pulizia. Valentine creer un nuovo mondo di Shadowhunters, un mondo purgato da ogni debolezza e
corruzione.
 La debolezza e la corruzione non sono nel mondo!  ritorse Clary.  Sono nelle persone. E
sar sempre cos. Il mondo ha bisogno di gente buona per controbilanciare la debolezza e la corruzione.
E voi volete ucciderli tutti.
Malachi la guard un momento, onestamente sorpreso, come stupito dalla forza del suo
pensiero.  Belle parole, per una ragazzina che  pronta a tradire suo padre.  Malachi la avvicin a
s con uno strattone, tirandola brutalmente per il polso sanguinante.  Chiss cosa penserebbe
Valentine, se ti insegnassi...
Ma Clary non scopr mai che cosa volesse insegnarle Malachi. Una sagoma scura sfrecci tra di
loro, le ali aperte e gli artigli protesi.
Il corvo colp Malachi con un artiglio, scavandogli un solco sanguinante sulla faccia. Con un
grido, il Console lasci Clary e alz le braccia, ma Hugo era gi tornato indietro e si accaniva su di lui
a colpi di becco e di artigli. Malachi arretr barcollando, agitando le braccia. Urt contro lo spigolo di
una panca con violenza, facendola rovesciare. Sbilanciato, cadde insieme con la panca con un grido
soffocato... che s'interruppe bruscamente.
Clary corse da lui. Malachi giaceva accartocciato sul pavimento di marmo e una pozza di
sangue gi si allargava intorno a lui. Era caduto su un cumulo di vetri del soffitto infranto e una
scheggia appuntita gli si era conficcata in gola. Hugo si librava ancora nell'aria, volando in cerchio sul
suo corpo. Lanci un gracchio trionfante: evidentemente non aveva apprezzato i calci e i pugni del
Console. Malachi avrebbe dovuto pensarci due volte, prima di aggredire una delle creature di
Valentine, pens con amarezza Clary, fissando il suo corpo. Il corvo non era disposto a perdonare pi
di quanto lo fosse il suo padrone.
Ma non c'era tempo per pensare a Malachi. Alec aveva detto che c'erano delle difese intorno al
lago e che, se qualcuno vi fosse arrivato da un Portale, sarebbe scattato un allarme. Valentine era
probabilmente gi allo Specchio: non c'era tempo da perdere. Clary indietreggi con cautela per
allontanarsi dal corvo, poi si volt e corse verso l'ingresso della Sala, verso il bagliore del Portale che si
apriva nella piazza.
capitolo 20
PESATO SULLA BILANCIA
L, acqua la colp in faccia come un pugno. Clary affond annaspando in una gelida oscurit: il
suo primo I pensiero fu che il Portale si fosse irreparabilmente dissolto mentre lei si trovava
imprigionata in un luogo di mezzo, nero e vorticoso, dove sarebbe soffocata e morta. Jace le aveva
detto che poteva succedere, la prima volta che lei aveva usato un Portale.
Il suo secondo pensiero fu di essere gi morta.
Probabilmente perse conoscenza solo per qualche secondo, anche se a lei sembr la fine di
tutto. Quando torn in s accadde di colpo, e la sensazione fu quella di essere passata attraverso una
lastra di ghiaccio che si era improvvisamente spezzata. Un attimo prima era priva di conoscenza, e un
attimo dopo era cosciente: era distesa sulla schiena sulla terra umida e fredda e fissava un cielo pieno di
stelle, simili a una manciata di frammenti d'argento gettati su una superficie scura. Aveva la bocca
piena di liquido salmastro. Volt la testa di lato e toss, sput, rantol, finch non riusc a respirare di
nuovo.
Quando il suo stomaco non ebbe pi spasmi, Clary rotol su un fianco. Aveva i polsi legati
insieme da una sottile fascia di luce e si sentiva le gambe pesanti, strane, tutte formicolanti. Forse erano
rimaste schiacciate sotto il peso del corpo, pens, o forse quello era un effetto collaterale del
semiannegamento. La nuca le bruciava come se l'avesse punta una vespa. Con uno sforzo, sollev il
busto e si mise a sedere, con le gambe tese avanti, in una posizione alquanto insolita. Si guard intorno.
Si trovava sulla riva del lago Lyn, in un punto in cui l'acqua cedeva il posto a una sabbia sottile.
Una parete nera di roccia si ergeva alle sue spalle: la ricordava, da quando era arrivata l con Luke.
Anche la sabbia era scura, luccicante di mica. Qua e l sulla sabbia c'erano torce di stregaluce che
riempivano l'aria di un bagliore argenteo, disegnando un ricamo di riflessi luminosi sulla superficie
dell'acqua.
Vicino alla riva del lago, a un passo da lei, c'era un tavolo basso fatto di pietre piatte impilate
l'una sull'altra. Era stato chiaramente costruito in fretta: anche se gli spazi tra una pietra e l'altra erano
stati sigillati con sabbia umida, diverse pietre erano storte e fuori squadra. Sul ripiano c'era un oggetto
che fece trasalire Clary: la Coppa Mortale. E sopra la Coppa, appoggiata di traverso, c'era la Spada
Mortale, una lingua di nera fiamma nella stregaluce. Tutto intorno all'altare c'erano rune disegnate nella
sabbia. Clary le osserv, ma erano confuse, senza senso.
Un'ombra pass veloce sulla sabbia: l'ombra lunga e nera di un uomo, resa vaga e ondeggiante
dalla luce guizzante delle torce. Quando Clary sollev la testa, l'uomo le era gi accanto.
Valentine.
Lo shock fu tale che Clary non sent quasi nessuno shock: non sent nulla, quando alz gli occhi
verso suo padre. Il suo volto si stagliava contro il cielo nero, come una luna: bianco, austero, scavato
dagli occhi neri come crateri di meteoriti. Sulla camicia si intrecciavano varie cinture, alle quali erano
fissate molte armi: gli spuntavano da dietro la schiena come le spine di un porcospino. Sembrava
incredibilmente grande, enorme, la statua terrificante di un dio guerriero, un dio della distruzione.
 Clarissa  le disse.  Hai corso un grosso rischio, facendoti trasportare qui da un Portale.
Sei stata fortunata, perch ti ho visto apparire nell'acqua all'improvviso. Eri svenuta. Se non fosse stato
per me, saresti annegata.  Un muscolo di fianco alla bocca guizz lievemente.  E non mi
preoccuperei troppo per le difese innalzate dal Conclave intorno al lago. Le ho neutralizzate nel
momento in cui sono arrivato. Nessuno sa che sei qui.
Non ti credo! Clary apr la bocca per sputargli in faccia queste parole, ma non ne usc alcun
suono. Era come in quegli incubi in cui si cerca di urlare e urlare e non succede niente. Solo uno sbuffo
d'aria secca usc dalle sue labbra, il singulto di una persona che cerca di gridare con la gola tagliata.
Valentine scosse la testa.  Non sforzarti di parlare. Ho usato una runa di quiete, come quelle
che usano i Fratelli Silenti. Ce l'hai sulla nuca. In pi hai una runa vincolante sui polsi e una runa
invalidante sulle gambe. Non proverei ad alzarmi in piedi, se fossi in te: le gambe non ti reggeranno e ti
faresti solo del male.
Clary lo guard in cagnesco, cercando di fulminarlo con gli occhi, di tagliarlo con il suo
rancore. Ma Valentine non se ne accorse nemmeno.  Poteva andarti peggio, sai? Quando ti ho tirato a
riva, il veleno del lago aveva gi iniziato ad agire. Ti ho curata io, tra parentesi. Non che mi aspetti un
ringraziamento da te...  Accenn un sorriso.  Io e te non abbiamo mai fatto una conversazione,
vero? Non una vera conversazione. Forse ti starai chiedendo perch non ho mai dimostrato un interesse
paterno per te. Mi dispiace se questo ti ha ferito.
Ora lo sguardo di Clary pass dall'odio all'incredulit. Come avrebbero potuto fare una
conversazione, se lei non poteva dire una parola? Cerc di far uscire questo pensiero, ma nulla sal
dalla sua gola, se non un filo di fiato.
Valentine si avvicin all'altare e pos la mano sulla Spada Mortale. L'arma emise un bagliore
nero, una specie di luce al contrario, come se succhiasse la luce dall'aria intorno.  Non sapevo che tua
madre fosse incinta di te, quando mi lasci.  Le stava parlando, pens Clary, come non aveva mai
fatto prima. Il tono era calmo, quasi stesse facendo una chiacchierata, ma non era cos.  Sapevo che
c'era qualcosa che non andava. Lei credeva di riuscire a nascondermi la sua infelicit. Presi del sangue
di Ithuriel, lo seccai, lo polverizzai, glielo mescolai al cibo, pensando che questo potesse guarirla dalla
sua infelicit. Se avessi saputo che era incinta, non l'avrei fatto. Avevo gi deciso di non fare pi
esperimenti su un bambino del mio stesso sangue.
Stai mentendo, avrebbe voluto gridargli Clary. Ma non ne era sicura. Valentine continuava a
usare un tono strano, diverso. Forse perch stava dicendo la verit.
 Quando fugg da Idris, la cercai per anni  raccont.  E non solo perch aveva la Coppa
Mortale, ma perch l'amavo. Se solo fossi riuscito a parlarle, pensavo che avrei potuto farla ragionare.
Quello che feci, quella notte ad Alicante, lo feci in un attacco di rabbia, per distruggerla, distruggere
tutto della nostra vita insieme. Ma poi...  Scosse la testa, girandosi a guardare il lago,  quando
finalmente la rintracciai, sentii dire che aveva avuto una figlia. Immaginai che tu fossi figlia di Lucian.
Lui l'aveva sempre amata, aveva sempre voluto portarmela via, e pensai che alla fine tua madre avesse
ceduto, accettando di avere un figlio da un immondo Nascosto.  La sua voce si fece pi tesa. 
Quando la trovai, nel vostro appartamento a New York, era ancora abbastanza cosciente. Mi accus di
aver fatto del suo primo figlio un mostro. Mi disse che mi aveva lasciato prima che potessi fare lo
stesso anche con il secondo. Poi mi si accasci tra le braccia. Anni di ricerche, e guarda cosa ricevevo
da lei. Pochi secondi in cui mi guard con l'odio di tutta una vita. In quel momento ho capito una cosa.
Sollev Mellartach. Clary ricord quanto fosse pesante la Spada, quando ancora il Rituale non
era stato completato. E quando la lama si sollev, vide gonfiarsi i muscoli del braccio di Valentine, sodi
e tesi come funi serpeggianti sotto la pelle.
 Ho capito  prosegu Valentine  che la ragione per cui mi lasci fu di proteggere te.
Jonathan lo odiava, ma per te... avrebbe fatto qualsiasi cosa, pur di proteggerti. Di proteggerti da me.
Arriv persino a vivere tra i mondani, e so quanto dev'esserle costato. Le sar pesato moltissimo non
poterti trasmettere tutte le nostre tradizioni. Tu sei la met di ci che avresti potuto essere. Hai un
enorme talento con le rune, che per  stato sciupato dalla tua educazione mondana.
Abbass la Spada. La punta ora era vicina alla faccia di Clary, la quale, con la coda dell'occhio,
la vedeva aleggiare ai margini del suo campo visivo come una falena d'argento.
 Ho capito allora che, per causa tua, Jocelyn non sarebbe mai tornata da me. Tu sei l'unica
cosa al mondo che lei abbia mai amato pi di me. Per colpa tua lei mi odia. E per questo io odio te. Non
sopporto neppure di vederti.
Clary distolse lo sguardo. Se Valentine voleva ucciderla, lei non voleva veder arrivare la morte.
 Clarissa  disse Valentine.  Guardami.
No. Clary fissava il lago. Lontano, sull'acqua, vedeva un pallido bagliore rossastro, come un
fuoco soffocato dalla cenere. Sapeva che erano le luci della battaglia. Anche sua madre era l, anche
Luke. Forse era giusto che fossero insieme, anche se lei non era con loro.
Terr gli occhi fissi su quella luce, pens. Continuer a fissarla, qualunque cosa accada. Sar
l'ultima cosa che vedr.
 Clarissa  ripet Valentine.  Tu sei uguale a lei, lo sai? Uguale a Jocelyn.
Clary sent un dolore acuto contro la guancia. Era la lama della Spada. Valentine gliela stava
premendo contro la pelle, cercando di costringerla a girare la testa verso di lui.
 Ora evocher l'Angelo  disse.  E voglio che tu assista.
Clary aveva un gusto amaro in bocca. So perch sei cos ossessionato da mia madre. Lei era
l'unica cosa sulla quale pensavi di avere un controllo assoluto e invece ti si  rivoltata contro e ti ha
morso. Tu credevi di possederla e invece non era cos. Per questo la vorresti qui, ora, perch sia
testimone della tua vittoria. Per questo ti accontenterai di me.
La lama morse pi a fondo la guancia. Valentine disse:  Guardami, Clary.
Clary ubbid. Non avrebbe voluto farlo, ma il dolore era troppo forte: la testa le gir di scatto
verso di lui, quasi contro la sua volont. Il sangue le scendeva sulla guancia in grosse gocce che
macchiavano la sabbia. Un dolore nauseante la prese quando sollev la testa per guardare suo padre.
Lui stava osservando la lama di Mellartach. Anch'essa era macchiata del sangue di Clary.
Quando torn a guardarla, c'era una strana luce nei suoi occhi.   necessario del sangue per
completare questa cerimonia  le spieg Valentine.  Intendevo usare il mio, ma quando ho visto te
nel lago, ho capito che era il modo di Raziel per dirmi di usare quello di mia figlia. Per questo ho
purificato il tuo sangue dal veleno del lago. Ora sei pura e pronta. Quindi, grazie, Clarissa, per il tuo
sangue.
In qualche modo, pens Clary, era sincero nella sua gratitudine. Valentine aveva perso da
tempo la capacit di distinguere tra costrizione e collaborazione, tra paura e disponibilit, tra affetto e
tormento. E quando cap questo, Clary prov una sorta di torpore: che senso aveva odiare Valentine
perch era un mostro, se lui nemmeno se ne rendeva conto?
 E ora  disse Valentine  me ne serve un altro po'.  E Clary pens: Un altro po' di cosa?
Valentine sollev alta la Spada e la luce delle stelle scintill riflessa dalla lama. Clary pens: Ma certo.
Non  solo sangue che vuole, ma morte. La Spada aveva bevuto abbastanza sangue, ormai:
probabilmente ci aveva preso gusto, come Valentine. Gli occhi di Clary seguirono la luce nera di
Mellartach che calava su di lei...
... e volava via. Sfuggita alla presa di Valentine, la Spada rote nel buio. Valentine sgran gli
occhi. Il suo sguardo si abbass sulla mano sanguinante, poi si sollev e vide, nello stesso momento in
cui lo vide Clary, chi gli aveva strappato di mano la Spada Mortale.
Era Jace. Brandiva nella mano sinistra una spada dall'aria familiare e si ergeva su un cumulo di
sabbia, a un passo da Valentine. Clary cap, dall'espressione di Valentine, che non l'aveva sentito
arrivare. Come lei, del resto.
Quando lo vide, il suo cuore si ferm. Aveva sangue secco incrostato sul lato della faccia e un
segno rosso vivo sulla gola. I suoi occhi brillavano come specchi e sembravano neri, nella stregaluce,
neri come quelli di Sebastian.  Clary  disse Jace, senza togliere gli occhi di dosso a suo padre. 
Clary, stai bene?
Jace! Clary si sforz di pronunciare il suo nome, ma nulla riusciva a superare il blocco che
aveva in gola. Si sentiva soffocare.
 Non pu risponderti  gli disse Valentine.  Non pu parlare.
Gli occhi di Jace balenarono.  Che cosa le hai fatto?  Punt la spada contro Valentine, che
fece un passo indietro. L'espressione era attenta, ma non spaventata. C'era un calcolo, nei suoi occhi,
che a Clary non piaceva affatto. Clary sapeva che avrebbe dovuto provare un senso di trionfo, ma non
era cos. Anzi, si sentiva pi nel panico di prima. Prima aveva capito che Valentine stava per ucciderla,
e l'aveva accettato. Ma ora c'era Jace, e la sua paura si era amplificata per accogliere anche lui. E lui
aveva un'aria cos... distrutta! La tenuta da battaglia era strappata: sul braccio, dove si vedevano le
linee bianche delle cicatrici che si intersecavano sulla pelle, e sul petto, dove c'era un iratze che stava
svanendo, all'altezza del cuore, senza aver ancora cancellato la profonda ferita sottostante. Jace era
sporco di terra, come se si fosse rotolato in un campo appena arato. Ma era la sua espressione a
spaventarla di pi. Era cos... fosca.
  solo una runa di quiete. Non le far alcun male.  Gli occhi di Valentine erano fissi su
Jace. Erano famelici, pens Clary, come se si abbeverasse della sua presenza.
 Immagino  disse Valentine  che tu non sia venuto qui per assistermi nel Rituale, vero?
Per essere benedetto dall'Angelo accanto a me.
L'espressione di Jace non cambi. I suoi occhi erano fissi sul padre adottivo e non c'era niente
dentro: nessun brandello residuo di affetto o di amore o di ricordo. Non c'era nemmeno rancore. Solo
disprezzo, pens Clary. Un gelido disprezzo.  So che cos'hai in mente di fare  gli disse Jace.
 So perch vuoi evocare l'Angelo. E io non te lo permetter. Ho gi mandato Isabelle a dare
l'allarme all'esercito.
 Gli allarmi non serviranno a niente. Questo non  il tipo di pericolo dal quale si possa
scappare.
 Lo sguardo di Valentine si pos rapidamente sulla spada di Jace.  Mettila gi  inizi. 
Possiamo parlare.  Poi s'interruppe.  Quella non  la tua spada.  una spada dei Morgenstern.
Jace sorrise: un sorriso dolce e cupo.  Era di Jonathan. Ora  morto.
Valentine lo fissava attonito.  Vuoi dire che...
 L'ho raccolta da terra, dove l'aveva lasciata cadere  disse Jace senza alcuna emozione 
dopo averlo ucciso.
Valentine sembrava senza parole.  Tu hai ucciso Jonathan? Com' possibile?
 Lui avrebbe ucciso me  rispose Jace.  Non avevo altra scelta.
 Non volevo dire questo.  Valentine scosse la testa: sembrava ancora stordito, come un
pugile colpito troppo forte, un attimo prima di crollare al tappeto.  Ho allevato io Jonathan. L'ho
addestrato personalmente. Non c'erano guerrieri migliori di lui.
 Evidentemente  comment Jace  uno c'era.
 Ma... La voce di Valentine si spezz. Era la prima volta che Clary sentiva un'incrinatura,
nella facciata liscia e imperturbabile di quella voce.  Ma era tuo fratello.
 No. Non era mio fratello.  Jace fece un passo avanti, avvicinando la spada a un'unghia dal
cuore di Valentine.  Che cos' successo al mio vero padre? Isabelle dice che  morto in un raid, ma 
la verit? O l'hai ucciso tu, come hai ucciso mia madre?
Valentine era sempre pi sgomento. Clary percep che stava lottando per recuperare il
controllo... o forse contro il dolore? O era solo paura di morire?  Io non ho ucciso tua madre. Si 
tolta la vita da s. Io ti ho strappato dal suo corpo morto. Se non l'avessi fatto, saresti morto con lei.
 Ma perch? Perch l'hai fatto? Non avevi bisogno di un figlio: ne avevi gi uno!  Jace,
nella luce della luna, aveva un'aria letale, letale e aliena, sconosciuta agli occhi di Clary. La mano che
teneva la spada alla gola di Valentine era fermissima.  Dimmi la verit  gli intim.  Basta bugie
sul fatto che siamo fatti della stessa carne e dello stesso sangue. Sono i genitori, che mentono ai figli,
ma tu... tu non sei mio padre. E io voglio la verit.
 Non era di un figlio che avevo bisogno  confess Valentine  ma di un soldato. Credevo
che Jonathan potesse essere quel soldato, ma la sua natura demoniaca era troppo forte. Lui era troppo
feroce, troppo impulsivo, la sua intelligenza non era abbastanza sottile. Gi allora, appena uscito dalla
prima infanzia, temevo che non avrebbe mai avuto la pazienza e la sensibilit per seguirmi, per
governare il Conclave seguendo i miei passi. Cos provai di nuovo con te. E con te ebbi il problema
opposto. Tu eri troppo delicato. Troppo empatico. Sentivi il dolore degli altri come se fosse tuo, non
riuscivi nemmeno a sopportare la morte dei tuoi animali domestici. Capiscimi, figliolo: io ti amavo per
questo. Ma ci che pi amavo di te, ti rendeva inutile ai miei scopi.
 Quindi pensavi che fossi debole e inutile  comment Jace.  Allora immagino che
resterai molto sorpreso, quando questo tuo figlio debole e inutile ti taglier la gola.
  una scena che abbiamo gi visto.  La voce di Valentine era ferma, ma a Clary parve di
vedere il sudore brillargli sulle tempie e intorno alla gola.  Non lo faresti mai. Non hai voluto farlo a
Renwick e non vuoi farlo adesso.
 Ti sbagli.  Jace parl in tono misurato.  Mi pento ogni giorno di non averti ucciso quella
volta, di averti lasciato scappare. Mio fratello Max  morto perch io non ti ho ucciso quel giorno.
Decine, forse centinaia di persone sono morte perch io ho fermato la mia mano. Ora conosco il tuo
piano. So che speri di massacrare ogni Shadowhunter di Idris. E mi chiedo: quante persone dovranno
morire, prima che io faccia ci che avrei dovuto fare sull'isola di Blackwell? No  concluse Jace. 
Io non voglio ucciderti. Ma lo far.
 Non farlo  lo supplic Valentine.  Ti prego. Non voglio...
 Morire? Nessuno vuole morire, padre.  La punta della spada di Jace scivol pi in basso, e
poi ancora pi in basso, fino a fermarsi sul cuore di Valentine. Il viso di Jace era calmo, il volto era
quello di un angelo che somministrava la giustizia divina.  Hai qualcosa da dire prima di morire?
 Jonathan...
Il sangue macchi la camicia di Valentine dov'era appoggiata la punta della spada. Con gli
occhi della mente Clary rivide Jace a Renwick, la mano che gli tremava, che non voleva ferire suo
padre. E Valentine che lo provocava. Infilami dentro quella lama. Dieci centimetri, o anche di pi...
Ora non era cos. La mano di Jace era ferma. E Valentine aveva paura.
 Ultime parole  sibil Jace.  Ne hai?
Valentine alz la testa. I suoi occhi neri, mentre osservava il ragazzo, erano gravi.  Mi
dispiace  disse.  Mi dispiace tanto.  Tese una mano, come per avvicinarla a Jace, come per
toccarlo: la mano si gir a palmo in su, le dita si aprirono... e ci fu un bagliore argenteo. Qualcosa vol
davanti a Clary nell'oscurit, come un proiettile sparato, da un fucile. Clary sent lo spostamento d'aria
sulla guancia e un attimo dopo la cosa era nella mano di Valentine: una lunga lingua di fuoco argenteo
che eman un bagliore oscuro quando Valentine la brand e la cal con forza.
Era la Spada Mortale. Lasci un ricamo di luce nera nell'aria, quando Valentine l'affond nel
cuore di Jace.
Jace sgran gli occhi, con un'espressione di incredula confusione sul volto. Abbass lo sguardo
al petto, dal quale Mellartach spuntava in modo grottesco: era una vista pi bizzarra che orribile, come
un oggetto apparso di colpo in un incubo, senza alcun senso logico. Valentine ritrasse la mano,
strappando la Spada dal petto di Jace, come avrebbe potuto sfilare un pugnale dal fodero. Come se
fosse stata la lama a sorreggerlo, Jace si pieg sulle ginocchia. La sua spada gli scivol di mano e
cadde sulla terra umida. Lui la guard, perplesso, come se non avesse idea del perch l'avesse tenuta in
pugno, n del perch l'avesse lasciata cadere. Apr la bocca come per fare quella domanda, e il sangue
trabocc, macchiando quello che rimaneva della sua camicia stracciata.
Tutto il resto accadde lentissimamente agli occhi di Clary, come se il tempo si fosse dilatato.
Vide Valentine inginocchiarsi a terra e prendere Jace tra le braccia, come se fosse un bambino, leggero
da sorreggere. Lo strinse a s, lo cull, chin il capo e lo appoggi alla spalla del ragazzo. Clary pens
per un momento che stesse piangendo, ma quando Valentine sollev il capo, i suoi occhi erano asciutti.
 Mio figlio  sussurr.  Il mio ragazzo.
Il terribile rallentamento del tempo si avvinse intorno a Clary come un cappio, mentre Valentine
stringeva Jace al petto e gli scostava dalla fronte i capelli insanguinati. Lo sorresse finch non mor e la
luce si spense nei suoi occhi. Poi ne distese delicatamente il corpo sulla sabbia, gli incroci le mani sul
petto, come a nascondere la ferita aperta e sanguinante.  Ave...  inizi. Voleva forse pronunciare
per Jace le parole di addio degli Shadowhunters, ma gli si spezz la voce. Allora si gir bruscamente e
si avvicin all'altare.
Clary non riusciva a muoversi. A malapena riusciva a respirare. Sentiva battere il cuore, sentiva
il fiato grattare nella gola riarsa. Con la coda dell'occhio vedeva Valentine in piedi sulla riva del lago: il
sangue gocciolava dalla lama di Mellartach nella Coppa Mortale. Recitava parole che Clary non capiva.
Ma non le importava capire. Tutto quanto sarebbe finito molto presto e lei ne era quasi contenta. Si
chiese se avesse abbastanza energia per trascinarsi vicino a Jace, se potesse riuscire a distendersi
accanto a lui in attesa che tutto finisse. Lo vedeva sulla sabbia smossa e insanguinata, inerte, gli occhi
chiusi, il viso immobile. Se non fosse stato per lo squarcio sul petto, Clary avrebbe potuto pensare che
era addormentato.
Ma non era cos. Jace era uno Shadowhunter, era morto in battaglia; meritava l'ultimo saluto.
Ave atque vale. Le labbra di Clary sillabarono le parole, che per uscirono in muti sbuffi di fiato. Ma a
met della frase s'interruppe, trattenendo il fiato. Che cosa avrebbe dovuto dire? Ave atque vale, Jace
Wayland? Quel nome non gli apparteneva veramente. Jace non aveva mai avuto un nome, pens Clary
con strazio, gli era stato dato il nome di un bambino morto, perch all'epoca questo tornava utile agli
scopi di Valentine. E c'era tanto potere, in un nome.
Clary gir di scatto la testa e fiss l'altare. Le rune tutt'intorno cominciavano a brillare. Erano
rune di evocazione, rune di nominazione, rune vincolanti. Non diverse dalle rune che avevano tenuto
Ithuriel prigioniero, nella cantina sotterranea dei Wayland. Ora, contro la propria volont, Clary pens
a come Jace l'aveva guardata allora, alla luce di fiducia nei suoi occhi, alla fede che aveva in lei. Jace
l'aveva sempre ritenuta una ragazza forte. E glielo aveva dimostrato in ogni sua azione, in ogni sguardo
e in ogni carezza. Anche Simon aveva fiducia in lei. Tuttavia, quando l'aveva stretta tra le braccia
l'aveva fatto come se Clary fosse fragile, come se fosse fatta di delicatissimo cristallo. Jace, invece,
l'aveva stretta tra le braccia con tutta la forza che aveva, senza mai chiedersi se Clary fosse in grado di
sopportare quella pressione: sapeva che era forte quanto lui.
Intanto Valentine stava immergendo la Spada insanguinata nelle acque del lago, recitando
parole veloci, a voce bassa. La superficie si stava increspando, come se una gigantesca mano la stesse
sfiorando con le dita.
Clary chiuse gli occhi. Ripensando a come Jace l'aveva guardata, la notte in cui aveva liberato
Ithuriel, non poteva non immaginare come l'avrebbe guardata in quel momento, se l'avesse vista
cercare di avvicinarsi a lui per morire insieme sulla sabbia. Non ne sarebbe stato commosso, non
l'avrebbe ritenuto un bel gesto. Si sarebbe arrabbiato, vedendola arrendersi. Sarebbe stato
profondamente... deluso.
Clary si sdrai per terra e si mise a strisciare lentamente sulla sabbia, trascinandosi dietro le
gambe morte, spingendosi con le ginocchia e le mani legate. Il nastro di luce intorno ai polsi bruciava e
pungeva. Le si strapp la camicia: la sabbia le grattava la pelle nuda del petto, ma Clary se ne accorse
appena. Era faticoso trascinarsi cos, e il sudore le colava lungo la schiena, tra le scapole. Quando
finalmente raggiunge il cerchio di rune, ansimava cos forte che temette che Valentine potesse sentirla.
Ma lui non si gir nemmeno. Aveva la Coppa Mortale in una mano e la Spada nell'altra. Sollev
la mano destra e la port indietro, pronunci diverse parole che sembravano greco e scagli la Coppa
nel lago. La Coppa brill come una stella cadente precipitando verso l'acqua, poi svan sotto la
superficie con un tonfo lieve.
Il cerchio di rune emanava un lieve calore, come un fuoco coperto dalla cenere. Clary dovette
contorcersi e lottare per arrivare con la mano allo stilo che portava alla cintura. Il dolore ai polsi fu
lancinante, quando le sue dita vi si chiusero intorno. Lo sfil con un soffocato singulto di sollievo.
Non poteva separare i polsi, per cui impugn goffamente lo stilo a due mani e si tir su, facendo
leva sui gomiti. Osserv le rune. Ne sentiva il calore sul viso: erano luminose come se fossero di
stregaluce. Valentine teneva la Spada Mortale sospesa a mezz'aria ed era pronto a scagliarla nel lago.
Stava recitando le ultime parole dell'incantesimo di evocazione. Con un ultimo impeto di forza, Clary
pos la punta dello stilo nella sabbia: non cancell le rune che Valentine aveva disegnato, ma tracci
altri segni sopra di esse, scrivendo una nuova runa sopra quella che simboleggiava il nome di
Valentine. Era una runa cos piccola, pens, un cambiamento cos minimo. Nulla in confronto
all'immensa potenza della runa dell'alleanza, nulla in confronto al Marchio di Caino.
Ma era il massimo che aveva la forza di fare. Esausta, Clary rotol su un fianco, e proprio in
quel momento Valentine port indietro il braccio e scagli nel lago la Spada Mortale.
Mellartach rote nell'aria: una macchia nera e argentea che penetr nel lago, nero e argenteo,
senza rumore. Un pennacchio si lev dal punto in cui la Spada era affondata, una fioritura d'acqua color
platino. Il pennacchio sal sempre pi in alto, come un geyser d'argento fuso, come uno scroscio di
pioggia a rovescio. Ci fu un gran fragore, un suono di ghiaccio spezzato, di un ghiacciaio infranto. Poi
il lago sembr deflagrare e l'acqua argentea esplose verso il cielo come una grandinata al contrario.
E con la grandine l'Angelo sorse dalle acque del lago. Clary non sapeva che cosa aspettarsi:
qualcosa di simile a Ithuriel, forse, ma Ithuriel era stato consumato da anni di prigionia e tormenti.
Questo era un Angelo nel pieno della sua gloria. Quando sorse dalle acque, i suoi occhi iniziarono ad
ardere. E fu come guardare nel sole.
Le mani di Valentine erano cadute lungo i fianchi. Guardava l'Angelo con espressione rapita,
come un uomo che veda il suo sogno pi grande diventare realt.  Raziel  sussurr.
L'Angelo continu a salire, come se il lago sprofondasse sotto i suoi piedi, rivelando una
grandiosa colonna di marmo al centro. Prima emerse dalle acque la testa, con i capelli grondanti, come
catene d'argento e d'oro. Poi emersero le spalle, bianche come la pietra, e il torso nudo. E Clary vide
che l'Angelo aveva il corpo coperto di rune, proprio come i Nephilim, ma le sue erano dorate e vive, si
muovevano sulla sua pelle candida come scintille che schizzano dalle fiamme di un fuoco. In qualche
modo, l'Angelo appariva al contempo enorme e non pi grande di un uomo: gli occhi di Clary dolevano
nel tentativo di contemplarlo nella sua interezza e tuttavia non potevano vedere che lui. Levandosi dalle
acque, le ali dell'Angelo s'aprirono sulla schiena e si distesero ampie sopra il lago: anch'esse d'oro e
piumate, con un occhio vigile e dorato incastonato in ogni piuma.
Era meraviglioso e terrificante. Clary avrebbe voluto distogliere lo sguardo, ma non lo fece.
Voleva vedere tutto. Voleva vedere anche per Jace, perch lui non poteva.
 come in tutte le raffigurazioni, pens Clary. L'Angelo che sorgeva dalle acque del lago, la
Spada in una mano e la Coppa nell'altra, entrambe grondanti d'acqua. Ma Raziel era perfettamente
asciutto, le ali nemmeno inumidite. I suoi piedi, candidi e nudi, posavano sulla superficie del lago
creando sulle acque piccole increspature. Il suo volto, bellissimo e non umano, si rivolse verso
Valentine.
Poi, l'Angelo parl.
La sua voce fu come un pianto e un grido e una musica nello stesso tempo. Non conteneva
parole, tuttavia era perfettamente comprensibile. La forza del suo fiato rischi di rovesciare Valentine,
che affond i tacchi degli stivali nella sabbia e chin la testa, come se stesse camminando contro un
vento fortissimo. Clary sent il fiato dell'Angelo passare su di lei: un vento incandescente come l'aria di
una fornace, profumato di spezie misteriose e sconosciute.
Sono passati mille anni da quando fui chiamato in questo luogo, disse Raziel. Fu Jonathan
Shadowhunter a evocare la mia presenza, allora. Mi preg di mescolare il mio sangue con il sangue
dei mortali in una Coppa per creare una razza di guerrieri che avrebbero liberato questa terra dai
demoni. Feci ci che mi chiese e gli dissi che non avrei fatto di pi. Perch dunque mi hai chiamato,
Nephilim!
La voce di Valentine era intensa.  Mille anni sono passati, o Glorioso, ma i demoni sono
ancora qui.
E questo che cosa pu valere per me! Mille anni per un angelo passano in un battito di ciglio.
 I Nephilim che tu hai creato erano una razza potente di uomini. Per molti anni hanno
combattuto valorosamente per liberare questa terra dalla macchia dei demoni. Ma hanno fallito, a causa
della debolezza e della corruzione che si sono diffuse nei loro ranghi. Io intendo riportarli alla loro
gloria primigenia.
Gloria! L'Angelo sembr vagamente incuriosito, come se la parola risuonasse strana al suo
orecchio. La gloria appartiene a Dio soltanto.
Valentine non vacill.  Il Conclave, cos come lo crearono i primi Nephilim, non esiste pi.
Essi si sono alleati con i Nascosti, non umani macchiati dai demoni, che infestano questo mondo come
le pulci sulla carogna di un ratto.  mia intenzione purificare questo mondo, distruggere tutti i Nascosti
insieme a tutti i demoni.
I demoni non possiedono anima. Ma le creature di cui tu parli, i Figli della Luna, della Notte,
di Lilith, e il Popolo Fatato, sono tutti dotati di anima. A quanto pare le tue regole su cosa costituisca
o non costituisca un essere umano sono pi severe delle nostre. Clary avrebbe giurato che la voce
dell'Angelo avesse assunto un tono pi secco. Intendi sfidare il cielo come la Stella del Mattino di cui
porti il nome, Shadowhunter!
 Non sfidare il cielo. No, mio signore Raziel. Bens allearmi con il cielo.
In una guerra che hai voluto tu! Noi siamo il cielo, Shadowhunter. Noi non combattiamo nelle
vostre battaglie mondane.
Quando Valentine torn a parlare, sembrava quasi ferito.  Mio signore, Raziel. Di certo non
avresti permesso un rituale con il quale potevi essere evocato se non fosse stata tua intenzione essere
evocato. Noi Nephilim siamo tuoi figli. Abbiamo bisogno della tua guida.
Guida! Ora l'Angelo sembrava divertito. Non mi pare che tu mi abbia chiamato per questo.
Piuttosto,  per la tua fama personale.
 Fama?  ripet Valentine con voce roca.  Io ho dato tutto per questa causa. Mia moglie. I
miei figli. Non ho risparmiato nemmeno i miei figli. Ho dato tutto ci che ho per questo... Tutto.
L'Angelo rimase fermo sull'acqua, osservando Valentine con quei suoi strani occhi non umani.
Le sue ali si muovevano lente e pigre, come il passaggio delle nuvole nel cielo. Alla fine disse: Dio
chiese ad Abramo di sacrificare suo figlio su un altare molto simile a questo, per vedere chi Abramo
amasse di pi, se Isacco o Dio stesso. Ma nessuno ti ha mai chiesto di sacrificare tuo figlio, Valentine.
Valentine abbass lo sguardo sull'altare ai suoi piedi, macchiato del sangue di Jace, e poi torn
a guardare l'Angelo.  Se dovr, io ti costringer a farlo  disse.  Ma preferirei avere la tua
collaborazione spontanea.
Quando Jonathan Shadowhunter mi chiam, disse l'Angelo, io gli diedi il mio aiuto, perch
vedevo che il suo sogno di un mondo libero dai demoni era sincero. Egli immaginava un paradiso su
questa terra. Ma tu sogni soltanto la tua gloria e non ami il cielo. Mio fratello Ithuriel ne  la
conferma.
Valentine sbianc.  Ma...
Credevi che non lo sapessi! L'Angelo sorrise. Fu il sorriso pi terribile che Clary avesse mai
visto.  vero che il signore del cerchio che tu hai disegnato pu impormi un'unica azione. Ma non sei
tu, il signore di quel cerchio.
Valentine sgran gli occhi.  Mio signore, Raziel... non c' nessun altro... S, invece, replic
l'Angelo. C' tua figlia.
Valentine si gir di scatto. Clary, mezza svenuta sulla sabbia, con un tormento delirante ai polsi
e alle braccia, ricambi con sfida il suo sguardo. Per un momento i loro occhi si incrociarono... e
Valentine la guard. La guard per davvero, e Clary si rese conto che, per la prima volta, suo padre la
guardava in faccia e la vedeva. La prima e unica volta.
 Clarissa  le disse.  Che cosa hai fatto?
Clary allung la mano e con un dito tracci dei segni sulla sabbia. Non disegn rune, ma parole:
quelle che lui stesso aveva pronunciato quando aveva visto ci che sua figlia era in grado di fare,
quando aveva disegnato la runa che aveva distrutto la sua nave.
Mene mene tekel upharsin.
Valentine sgran gli occhi, proprio come Jace aveva sgranato i suoi prima di morire. Era
diventato bianco come un cencio. Si gir lentamente verso l'Angelo, sollevando le mani in un gesto di
supplica.  Mio signore, Raziel...
L'Angelo apr la bocca e sput. O almeno cos parve a Clary. Le sembr di vederlo sputare e
dalla bocca dell'Angelo vide uscire un fulmine di fuoco bianco, come una freccia ardente, che vol
dritta e sicura sopra le acque del lago e and a conficcarsi nel petto di Valentine. Ma forse "conficcarsi"
non era la parola giusta: gli squarci il petto, come un sasso scagliato contro un foglio di carta velina, e
lasci un foro fumante grande come un pugno. Per un attimo Clary, guardando in su, pot vedere
attraverso il petto di suo padre il lago e la luce infuocata dell'Angelo.
Il momento pass. Come un albero abbattuto, Valentine si schiant a terra e l rimase,
immobile, la bocca aperta in un grido muto, gli occhi ciechi spalancati per sempre in un'espressione di
incredulo tradimento.
Questa  la giustizia del cielo. Confido che tu non sia sgomenta.
Clary alz gli occhi. L'Angelo si libr sopra di lei come una torre di fiamme bianche, oscurando
il cielo. La sua voce era uno scontro di montagne.
Tu puoi obbligarmi a compiere un'azione, Clarissa Morgenstern. Che cosa vuoi da me? Clary
apr la bocca, ma non ne usc alcun suono.
Ah, s, disse l'Angelo, e ora c'era gentilezza nella sua voce. La runa. I molti occhi delle sue ali
batterono le palpebre. Qualcosa sfior Clary: qualcosa di morbido, pi delicato della seta o di qualsiasi
altro tessuto, pi dolce di un sussurro o del tocco di una piuma. Era come Clary immaginava che
fossero le nuvole, se le nuvole avessero avuto la trama di un tessuto. Un lieve profumo arriv con il
tocco, gradevole, inebriante e dolce.
Il dolore svan dai suoi polsi. Non pi legate insieme, le mani le ricaddero lungo i fianchi. Spar
anche il pizzicore dietro la nuca, come pure la pesantezza delle gambe. Clary si mise in ginocchio. Pi
di qualsiasi altra cosa, voleva strisciare sulla sabbia insanguinata verso il corpo di Jace, trascinarsi fino
a lui e sdraiarsi al suo fianco e stringerlo in un abbraccio, anche se Jace non c'era pi. Ma la voce
dell'Angelo la avvinceva, e Clary rimase dov'era, fissando la sua luce brillante e dorata.
La battaglia nella pianura di Brocelind sta volgendo al termine. Il potere di Morgenstern sopra
i suoi demoni  svanito con la sua morte. Molti demoni gi stanno fuggendo e gli altri verranno presto
distrutti. In questo stesso momento alcuni Nephilim stanno cavalcando verso le rive di questo lago. Se
hai una richiesta, Shadowhunter, esprimila adesso. L'Angelo tacque. E ricorda che non sono un genio.
Scegli con saggezza il tuo desiderio.
Clary esit un momento, un lunghissimo momento. Avrebbe potuto chiedere qualsiasi cosa,
pens frastornata, qualsiasi cosa: la fine di ogni sofferenza, o della fame nel mondo, o delle malattie,
oppure la pace sulla terra. Forse, per, quelle cose non potevano essere concesse da un angelo,
altrimenti sarebbero gi state concesse. Forse erano gli uomini che dovevano trovarle, da soli.
C'era solo una cosa che Clary avrebbe potuto chiedere, alla fine: un'unica scelta vera.
Sollev gli occhi verso l'Angelo.
 Jace  disse.
L'espressione dell'Angelo non mut. Clary non pot capire se la sua richiesta fosse buona o
cattiva, agli occhi dell'Angelo, o se, pens con un improvviso moto di panico, lui volesse esaudirla.
Chiudi gli occhi, Clarissa Morgenstern, le disse l'Angelo.
Clary ubbid. Non si diceva di no a un Angelo, indipendentemente da quello che aveva in mente
di fare. Col cuore che batteva, Clary rimase a librarsi nel buio dietro le palpebre chiuse, cercando
risolutamente di non pensare a Jace.
Ma il suo volto le apparve ugualmente, contro lo schermo vuoto delle palpebre: non le
sorrideva, ma guardava di lato, e Clary vedeva la cicatrice sulla tempia, la piega irregolare all'angolo
della bocca, la linea d'argento sulla gola, dove Simon l'aveva morso: tutti i segni e le imperfezioni che
distinguevano la persona che Clary amava di pi al mondo. Jace. Una luce brillante illumin di
scarlatto il suo campo visivo e Clary cadde riversa sulla sabbia. Stava per svenire? Stava per morire?
Ma lei non voleva morire, non adesso che aveva visto il volto di Jace cos nitido davanti ai suoi occhi.
Le sembr quasi di sentirne la voce che pronunciava il suo nome, come l'aveva sussurrato a Renwick,
tante e tante volte. Clary. Clary. Clary.
 Clary  ripet Jace.  Apri gli occhi. Clary li apr.
Era distesa sulla sabbia, nei suoi vestiti strappati, bagnati e insanguinati. Come prima. Ma,
diversamente da prima, l'Angelo era sparito, e con lui la bianca luce accecante che aveva illuminato a
giorno la notte. Clary ora vedeva il cielo notturno, le bianche stelle che come frammenti di specchio
brillavano nel nero. E, chino su di lei, la luce dei suoi occhi pi brillante di qualsiasi altra stella, c'era
Jace.
Gli occhi di Clary si abbeverarono alla sua vista, alla vista di ogni parte di lui: i capelli arruffati,
la faccia sporca e insanguinata, gli occhi luminosi dietro gli strati di sporcizia; e le ferite visibili
attraverso gli strappi nelle maniche, lo strappo aperto e zuppo di sangue della camicia, dal quale
traspariva la pelle nuda. Ma non c'era alcun segno, alcuna ferita, a mostrare dov'era penetrata la Spada.
Clary vide le vene pulsare nella sua gola e per poco non gli butt le braccia al collo, perch questo
significava che il suo cuore batteva ancora e che...
 Sei vivo  sussurr Clary.  Vivo per davvero. Con lenta meraviglia, Jace le sfior il
volto.  Ero nel buio  le disse a bassa voce.  Non c'erano che ombre, io stesso ero un'ombra, e
sapevo che ero morto e tutto era finito, tutto quanto. Poi ho sentito la tua voce. Ti ho sentito
pronunciare il mio nome, ed  stato questo a riportarmi indietro.
 Non sono stata io.  Clary aveva la gola stretta. -  stato l'Angelo a riportarti indietro.
 Perch tu glielo hai chiesto.  In silenzio, Jace percorse il profilo di Clary con le dita, come
per accertarsi che fosse vera.  Potevi avere qualunque altra cosa al mondo, ma hai voluto me.
Lei gli sorrise. Sporco com'era, coperto di sangue e di terra, Jace era la cosa pi bella che avesse
mai visto.  Ma io non voglio nient'altro al mondo.
A queste parole, la luce negli occhi di Jace, gi brillante, arse cos intensamente che Clary quasi
non riusc a reggere il suo sguardo.
Ripens all'Angelo che ardeva come mille torce e pens che Jace aveva in s un po' di quello
stesso sangue incandescente, di quel fuoco che ora brillava attraverso i suoi occhi come una luce dalla
fessura di una porta.
"Io ti amo" avrebbe voluto dirgli. E anche: "Lo rifarei di nuovo. Chiederei sempre di avere te".
Ma non furono queste le parole che disse.
 Tu non sei mio fratello  gli disse invece, quasi senza fiato, come se, essendosi resa conto
di non averglielo ancora detto, ora non riuscisse a dirglielo abbastanza in fretta.  Tu lo sai, vero?
Lievemente, dietro lo sporco e il sangue, Jace sorrise.  S  le disse.  Lo so.
epilogo
NEL CIELO, TRA LE STELLE
Ti amavo, perci ho sospinto queste fiumane d'uomini tra le mie mani e ho scritto la mia
volont nel cielo, tra le stelle.
(T.E. LAWRENCE)
Il fumo saliva in una lenta spirale, tracciando delicati fili neri nell'aria limpida. Jace, solo, sulla
collina che si affacciava al cimitero, sedeva coi gomiti sulle ginocchia e guardava le volute levarsi
verso il cielo. Non manc di cogliere l'ironia della cosa: quelli, dopotutto, erano i resti di suo padre.
Dal punto in cui era seduto vedeva il catafalco, oscurato dalla cortina fumosa e dalle fiamme, e
il piccolo gruppo che assisteva alla cerimonia. Riconobbe i capelli rossi di Jocelyn, e Luke, accanto a
lei, che le teneva una mano sulla schiena. Jocelyn aveva la testa girata di lato, per non vedere la pira
che ardeva.
Jace avrebbe potuto far parte del gruppo, se avesse voluto. Aveva passato gli ultimi due giorni
in ospedale e l'avevano dimesso solo quella mattina, per permettergli di partecipare al funerale di
Valentine. Si era incamminato verso la pira, una catasta di legna privata della corteccia, bianca come
ossa, ma, arrivato a met strada, si era accorto di non poter proseguire oltre. Si era girato e si era
incamminato su per la collina, lontano dalla processione funebre. Luke lo aveva chiamato, ma Jace non
si era non meno voltato.
Era rimasto seduto a guardare la gente che si raccoglieva intorno al catafalco, aveva visto
Patrick Penhallow negli abiti bianchi del lutto dare fuoco alla legna. Era la seconda volta, quella
settimana, che Jace vedeva bruciare un corpo, ma quello di Max era piccolo da spezzare il cuore,
mentre Valentine era un uomo massiccio, anche ora che era disteso sulla schiena, con le braccia
incrociate sul petto e una spada angelica stretta nel pugno. Aveva gli occhi bendati da una fascia di seta
bianca, come da tradizione. L'avevano trattato bene, pens Jace, nonostante tutto.
Sebastian non era stato sepolto. Una squadra di Shadowhunters era tornata nella valle, ma non
avevano trovato il corpo: portato via dalla corrente del fiume, avevano detto a Jace, anche se lui aveva i
suoi dubbi.
Aveva cercato Clary tra le persone intorno al catafalco, ma non c'era. Erano passati quasi due
giorni dall'ultima volta che l'aveva vista, al lago Lyn, e ne sentiva la mancanza con un senso di vuoto
quasi fisico. Non era stata colpa di Clary, se non si erano pi visti. La notte della battaglia si era
preoccupata per lui, perch temeva che fosse troppo debole per sopportare il trasporto dal lago ad
Alicante attraverso il Portale, e alla fine aveva avuto ragione. Quando i primi Shadowhunters li
avevano raggiunti, Jace stava scivolando in uno stato di stordimento e incoscienza. Si era risvegliato il
giorno dopo nell'ospedale della citt. Accanto a lui c'era Magnus Bane, che lo osservava dall'alto con
una strana espressione: poteva essere di grande preoccupazione o di pura curiosit. Era difficile capire,
con Magnus. Lo stregone gli aveva spiegato che l'Angelo l'aveva guarito nel corpo, ma il suo spirito e
la sua mente erano cos sfiniti che solo un lungo riposo li avrebbe potuti sanare. In ogni caso, ora Jace
si sentiva meglio. Giusto in tempo per il funerale.
Si era alzato il vento, che soffiava il fumo della pira lontano da lui. Sullo sfondo, si vedevano le
torri luccicanti di Alicante, tornate alla gloria primigenia. Jace non sapeva bene che cosa sperava di
ottenere, restando l seduto a guardare il corpo di suo padre che bruciava, n sapeva che cosa avrebbe
detto, se fosse stato laggi, con coloro che pronunciavano le ultime parole di saluto per Valentine. Tu
non sei mai stato veramente mio padre avrebbe potuto dire. Oppure: Tu sei stato l'unico padre che io
abbia mai avuto. Entrambe le affermazioni erano ugualmente vere, per quanto contraddittorie.
Quando aveva riaperto gli occhi, al lago, sapendo in qualche modo di essere stato morto e di
non esserlo pi, l'unico suo pensiero era stato per Clary, riversa a poca distanza da lui sulla sabbia
insanguinata, con gli occhi chiusi. Si era precipitato da lei, in preda al panico, pensando che potesse
essere ferita, forse persino morta... E quando Clary aveva riaperto gli occhi, l'unico suo pensiero era
stato che era viva. Solo dopo che erano arrivati gli altri, che l'avevano aiutato a rialzarsi, che avevano
commentato la scena con stupore, Jace aveva visto il corpo di Valentine accartocciato vicino alla riva
del lago, ed era stato come un pugno nello stomaco. Sapeva che era morto, e lui stesso l'avrebbe ucciso,
eppure la vista del suo cadavere era stata dolorosa. Clary aveva guardato Jace con la tristezza negli
occhi, e lui aveva capito che sebbene odiasse Valentine e non avesse alcuna ragione per non odiarlo,
capiva il senso di perdita di Jace.
Jace socchiuse gli occhi e un'ondata di immagini gli invase l'interno delle palpebre: Valentine
che lo sollevava dall'erba e lo stringeva in un grande abbraccio, Valentine che lo teneva fermo sulla
prua di una barca in mezzo a un lago, mostrandogli come restare in equilibrio, insieme ad altre, pi
cupe memorie: la mano di Valentine che lo colpiva sulla faccia, un falco morto, l'angelo in catene nella
cantina dei Wayland.
 Jace.
Alz lo sguardo. C'era Luke accanto a lui, in piedi, una sagoma nera che si stagliava contro il
sole. Indossava i suoi soliti jeans e la camicia di flanella: nessuna concessione al bianco del lutto.  
finita  gli disse Luke.  La cerimonia.  stata breve.
 Gi.  Jace affond le dita nel terreno, accogliendo con piacere il contatto doloroso con la
terra.
 Qualcuno ha detto qualcosa?
 Le solite parole.  Luke si sedette accanto a lui con una lieve smorfia di dolore. Jace non gli
aveva chiesto niente della battaglia: non voleva sapere. Sapeva che era finita molto pi rapidamente di
quanto ci si aspettasse: dopo la morte di Valentine, i demoni erano fuggiti nella notte come una densa
foschia dissolta dal calore del sole. Ma questo non significava che non ci fossero state vittime.
Valentine non era stato l'unico ad essere sepolto ad Alicante, in quei due giorni.
 E Clary non ha... voglio dire, non ...
 ... venuta al funerale? No, non ha voluto.  Jace sent lo sguardo sghembo di Luke su di s.
 Tu non l'hai pi vista, dal...
 No, dal lago non l'ho pi vista  disse Jace.  Mi hanno fatto uscire adesso dall'ospedale,
perch dovevo venire qui.
 Non era una cosa che dovevi fare  comment Luke.
 Volevo farlo  ammise Jace.  Non so come potrei essere giudicato.
 I funerali sono per i vivi, Jace, non per i morti. Valentine era tuo padre, pi che il padre di
Clary, anche se non avevi il suo stesso sangue. Sei tu quello che deve prendere commiato da lui. Sei tu
quello che ne sentir la mancanza.
 Non credevo di potermi permettere di sentire la sua mancanza.
 Tu non ha mai conosciuto Stephen Herondale  gli fece notare Luke.  E quando arrivasti
da Robert Lightwood eri gi quasi un ragazzo. Valentine  stato tuo padre per tutta la tua infanzia.
Dovresti sentire la sua mancanza.
 Continuo a pensare a Hodge  disse Jace.  Su alla Guardia. Continuavo a chiedergli
perch non mi aveva mai detto chi ero (allora credevo di essere in parte demone) e lui continuava a
ripetere che era perch non lo sapeva. Pensavo che mentisse, ma ora so che non era cos. Era una delle
pochissime persone che sapevano la faccenda di un neonato Herondale sopravvissuto. Quando mi
presentai all'Istituto, Hodge non aveva idea di quale dei due figli di Valentine io fossi, se quello vero o
quello adottivo. Avrei potuto essere entrambi. Il demone o l'angelo. E penso che non l'abbia mai
saputo, almeno finch non ha visto Jonathan alla Guardia. Per questo, Hodge ha cercato comunque di
fare del suo meglio con me, in tutti quegli anni, fino al ritorno di Valentine. Ci vuole qualcosa di simile
alla fede, per questo, non ti pare?
 S  disse Luke.  Lo penso anch'io.
 Secondo Hodge, l'educazione poteva fare la differenza, a prescindere dal sangue. Io continuo
a pensare questo: se fossi rimasto con Valentine, se lui non mi avesse mandato dai Lightwood, sarei
diventato come Jonathan?  cos che sarei adesso?
  importante?  chiese Luke.  Tu sei ci che sei ora. E se vuoi saperlo, io credo che
Valentine ti abbia mandato dai Lightwood perch pensava che fosse l'opportunit migliore per te. Forse
aveva anche altri motivi, ma non dimenticare che ti ha mandato da una famiglia che poi ti ha amato e
cresciuto con amore. Potrebbe essere una delle poche cose buone che Valentine ha fatto per qualcuno.
 Gli diede una pacca sulle spalle, un gesto cos paterno che quasi fece sorridere Jace.  Non
me ne dimenticherei, se fossi in te.
Clary, in piedi davanti alla finestra di Isabelle, guardava il fumo chiazzare il cielo sopra
Alicante, come ditate su un vetro pulito. Quel giorno bruciavano il corpo di Valentine, lo sapeva:
bruciavano suo padre, nella necropoli appena fuori le porte della citt.
 Sai della festa di stasera, vero?  Clary si gir e vide Isabelle, alle sue spalle, che teneva in
mano due vestiti, uno blu e uno grigio acciaio, appoggiandoseli al corpo.
 Quale mi metto?
Per Isabelle, pens Clary, i vestiti sarebbero sempre stati una buona terapia.  Quello blu.
Isabelle appoggi i vestiti al letto.  E tu, cosa ti metti? Ci vai, vero?
Clary pens al vestito argentato, lieve come una garza, in fondo al baule di Amatis. Ma lei non
glielo avrebbe mai lasciato indossare.
 Non so  rispose.  Probabilmente i jeans e il cappotto verde.
 Che noia  esclam Isabelle. Lanci un'occhiata ad Aline, che leggeva seduta su una sedia
vicino al letto.  Non  una noia?
 Io credo che dovresti lasciarle mettere quello che le va.  Aline non alz nemmeno gli
occhi dal libro.  E poi, non  che si debba fare bella per qualcuno.
 Si deve fare bella per Jace!  esclam Isabelle, come se fosse ovvio.  Certo che deve!
Aline alz gli occhi battendo le palpebre, confusa, poi sorrise.  Oh, giusto! Me ne dimentico
sempre. Dev'essere strano, vero, sapere che non  tuo fratello?
 No  disse Clary con fermezza.  Era strano pensare che fosse mio fratello. Cos... sembra
pi giusto.  Torn a guardare verso la finestra.  Comunque non l'ho ancora rivisto, da quando
siamo tornati ad Alicante.
 Che strano  comment Aline.
 Non  strano  spieg Isabelle, lanciandole un'occhiata significativa, che Aline non sembr
cogliere.   stato in ospedale. L'hanno dimesso solo oggi.
 E non  venuto subito da te?  Aline chiese a Clary.
 Non poteva  rispose Clary.  Aveva il funerale di Valentine. Non poteva mancare.
 Forse  disse Aline allegramente.  O forse non  pi cos interessato a te. Voglio dire, ora
che non  proibito. Certe persone vogliono solo quello che non possono avere.
 Non Jace  ribatt Isabelle rapidamente.  Lui non  cos.
Aline si alz lasciando il libro sul letto.  Devo andare a vestirmi. Ci vediamo stasera?  E
con queste parole usc dalla stanza canticchiando tra s.
Isabelle, seguendola con lo sguardo, scosse la testa.  Secondo te, fa cos perch non le sei
simpatica?  chiese a Clary.  O perch  gelosa? Sembrava molto interessata a Jace.
Clary accenn sorrisetto divertito.  No, Jace non le interessa. Credo che sia una di quelle
persone che dicono tutto quello che pensano nel momento stesso in cui lo pensano. E chiss, magari ha
ragione.
Isabelle si sfil il fermaglio dai capelli, lasciandoli ricadere sulle spalle. Si avvicin a Clary, alla
finestra. Il cielo era limpido, adesso, dietro le torri antidemoni: il fumo si era dissolto.  E tu? Credi
che abbia ragione lei?
 Non lo so. Devo chiedere a Jace. Immagino che lo vedr stasera alla festa. La Celebrazione
della Vittoria, o come si chiama.  Guard Isabelle.  Tu sai come sar?
 Ci sar una parata  spieg Isabelle.  Probabilmente anche i fuochi d'artificio. Musica,
balli, giochi, cose del genere. Come una grande festa in piazza a New York.  Guard fuori dalla
finestra, con occhi pieni di nostalgia.  A Max sarebbe tanto piaciuta...
Clary le carezz i capelli, come li avrebbe accarezzati a sua sorella, se ne avesse avuta una. 
Lo so.
Jace dovette bussare due volte alla porta della vecchia casa sul canale, prima di sentire dei passi
rapidi che andavano ad aprire. Il cuore gli balz nel petto, ma si acquiet subito quando la porta si apr
e apparve sulla soglia Amatis Herondale, con aria sorpresa. A quanto pareva, si stava preparando per la
festa: indossava un lungo vestito color tortora e orecchini chiari che facevano risaltare i fili grigi dei
suoi capelli sale e pepe.  S?
 Clary...  inizi Jace, incerto su cosa dire di preciso. Dov'era finita tutta la sua eloquenza?
L'aveva sempre avuta, anche quando aveva perso tutto il resto, ma ora si sentiva come se l'avessero
aperto in due e tutte le battute facili e intelligenti gli fossero scappate fuori, lasciandolo svuotato.  Mi
chiedevo se Clary fosse qui. Speravo di poterle parlare.
Amatis scosse la testa. La sorpresa aveva abbandonato la sua espressione e ora lo stava
guardando con intenzione, tanto da renderlo nervoso.  Non  qui. Credo che sia con i Lightwood.
 Ah.  La delusione fu cos forte che stup anche lui.
 Chiedo scusa per il disturbo.
 Nessun disturbo. Anzi, sono contenta che tu sia qui
 ribatt pronta Amatis.  Volevo parlarti di una cosa. Entra. Torno subito.
Jace entr nell'ingresso mentre Amatis spariva in fondo al corridoio. Si chiese che cosa diavolo
avesse da discutere con lui. Forse Clary aveva deciso che non voleva aver pi nulla a che fare con lui e
aveva scelto Amatis per dargli il suo messaggio.
La donna torn in un attimo. Non aveva in mano niente che somigliasse a un biglietto, not Jace
con grande sollievo. Teneva invece tra le mani una scatoletta di metallo. Era un oggetto di fattura
delicata, cesellato con un motivo di uccelli in volo.  Jace  gli disse.  Luke mi ha detto che sei
figlio di... che Stephen Herondale era tuo padre. Mi ha raccontato quello che  successo.
Jace annu, ed era tutto quello che si sentiva di poter fare. Le notizie filtravano lentamente e
Jace preferiva cos: sperava di poter essere di nuovo a New York, prima che tutti a Idris scoprissero la
verit e si girassero a guardarlo ovunque andasse.
 Tu sai che io ero sposata con Stephen, prima di Cline... tua madre  prosegu Amatis con
la voce tesa, come se le facesse male pronunciare quelle parole. Jace la fiss: voleva parlargli di sua
madre? Ce l'aveva con lui perch le aveva riportato a galla brutti ricordi di una donna morta prima
ancora che lui nascesse?  Di tutte le persone che oggi sono ancora tra noi, io sono probabilmente
quella che conosceva meglio tuo padre.
 S  disse Jace, desiderando di essere altrove.  Sono sicuro che  cos.
 So che probabilmente avrai per Stephen dei sentimenti molto contrastanti  prosegu
Amatis sorprendendolo, perch era vero.  Tu non l'hai mai conosciuto, non  stato lui il padre che ti
ha cresciuto. Ma gli assomigli molto. Tranne gli occhi: quelli sono di tua madre. E forse sono pazza a
disturbarti per questo. Forse non vuoi sapere nulla di Stephen. Ma era comunque tuo padre, e se ti
avesse conosciuto...  Gli spinse la scatola tra le mani, di scatto, quasi facendogli fare un salto
indietro.  Queste sono alcune cose sue, che ho conservato negli anni. Lettere che ha scritto,
fotografie, un albero genealogico. La sua pietra di stregaluce. Magari adesso non hai domande, ma un
giorno forse ne avrai. E se succeder, se avrai delle domande, avrai con te almeno questo.  Amatis
rimase quasi immobile, mentre gli offriva la scatoletta, come fosse un preziosissimo tesoro. Jace la
prese dalle sue mani senza una parola: era pesante e il metallo era freddo contro la pelle.
 Grazie  le disse. Non riusc a fare di meglio. Esit, poi aggiunse:  C' una cosa, una cosa
che mi stavo chiedendo.
 S?
 Se Stephen era mio padre, allora l'Inquisitrice Imogen era mia nonna.
 Imogen era...  Amatis cerc le parole ...era una donna molto difficile. Ma era tua nonna,
s.
 Mi ha salvato la vita  le disse Jace.  Voglio dire, per un sacco di tempo si  comportata
come se odiasse tutto di me. Ma poi ha visto questo.  Spost il colletto della camicia e mostr ad
Amatis la cicatrice bianca a forma di stella che aveva sulla spalla.  Che cosa poteva significare
questa cicatrice, per lei?
Amatis lo fissava gli occhi sgranati.  Tu non ricordi come te la sei fatta, quella cicatrice,
vero?
Jace scosse la testa.  Valentine mi diceva che era una vecchia ferita, di quando ero troppo
piccolo per ricordare. Ma adesso... non credo che sia vero.
 Non  una cicatrice.  una voglia. C' una vecchia leggenda di famiglia, a questo riguardo:
uno dei primi Herondale che diventarono Shadowhunters venne visitato in sogno da un angelo.
L'angelo lo tocc sulla spalla, e quando si svegli si ritrov con un segno come il tuo. E tutti i suoi
discendenti hanno lo stesso segno.  Amatis scroll le spalle.  Non so se questa storia sia vera, ma
tutti gli Herondale hanno questo marchio. Anche tuo padre ce l'aveva. Qui.  Si tocc il braccio
destro, vicino alla spalla.  Dicono che significa che hai avuto un contatto con un angelo. Che in
qualche modo sei benedetto. Vedendolo, Imogen avr capito chi eri veramente.
Jace fissava Amatis, ma non la vedeva: stava rivedendo quella notte sulla nave, il ponte nero e
umido, e l'Inquisitrice che spirava ai suoi piedi.  Mi ha detto qualcosa  ricord.  Mentre moriva.
Mi ha detto: Tuo padre sarebbe fiero di te. Credevo che lo facesse per crudelt. Credevo che si riferisse
a Valentine.
Amatis scosse la testa.  Era di Stephen, che stava parlando  disse piano.  E aveva
ragione. Sarebbe stato fiero di te.
Clary spinse la porta d'ingresso di Amatis ed entr, pensando a quanto quella casa le fosse
diventata familiare. Non doveva pi sforzarsi di ricordare la strada per arrivare l, n il modo per aprire
la porta quando il pomolo s'inceppava. Persino il luccichio del sole sul canale le era familiare, come
pure la vista di Alicante dalla finestra. Riusciva quasi a immaginarsi come avrebbe potuto essere vivere
l, come avrebbe potuto essere se Idris fosse diventata la sua patria. Si chiese di che cosa avrebbe
cominciato subito a sentire la mancanza. Il takeaway cinese? I film? Il negozio di fumetti?
Stava per salire le scale, quando sent la voce di sua madre dal salotto: era tagliente e un po'
agitata. Che motivo poteva avere, Jocelyn, per essere cos inquieta? Ora era tutto a posto, no? Senza
pensarci, Clary si appoggi alla parete vicina al salotto e si mise a origliare.
 In che senso, rimani?  stava dicendo Jocelyn.  Vuoi dire che non tornerai pi a New
York?
 Mi hanno chiesto di restare ad Alicante per rappresentare i licantropi nel Consiglio  disse
Luke.  Ho risposto che gli avrei fatto sapere stasera.
 Ma non potrebbe farlo qualcun altro? Uno dei capibranco di Idris?
 Io sono l'unico capobranco a essere stato uno Shadowhunter.  per questo che vogliono me.
 Sospir.  Sono stato io a dare inizio a tutto questo, Jocelyn. Dovrei restare e portare a termine
l'opera.
Ci fu un breve silenzio.  Se  questo che senti, allora devi restare  disse alla fine Jocelyn,
ma la sua voce sembrava piuttosto incerta.
 Dovr vendere la libreria, sistemare i miei affari.  La voce di Luke era burbera.  Non 
che mi trasferir di punto in bianco.
 Posso occuparmene io, dopo tutto quello che hai fatto.  Jocelyn sembrava non avere
abbastanza energia per mantenere un tono vivace. La sua voce sfum in un silenzio che si prolung a
lungo, tanto che Clary pens di fare un colpo di tosse ed entrare nel salotto per rivelare la sua presenza.
Un attimo dopo fu contenta di non averlo fatto.  Senti  inizi a dire Luke.  Volevo dirtelo
da tanto tempo, ma non l'ho mai fatto. Sapevo che non sarebbe servito a niente, anche dicendolo, per
via di quello che sono. Tu non hai mai voluto che tutto questo entrasse nella vita di Clary. Ma ora che
Clary sa, immagino che non faccia pi molta differenza. E posso anche dirtelo. Io ti amo, Jocelyn. Sono
vent'anni che ti amo.  Tacque. Clary si sforz di sentire la risposta di sua madre, ma non ci fu alcuna
risposta. Alla fine Luke parl di nuovo, con la voce grave.  Devo tornare al Consiglio per dire che
rester. Non riprender pi l'argomento. Ma mi sento meglio per avertelo detto, dopo tutto questo
tempo, e mi basta.
Clary si appiatt contro il muro, mentre Luke, a testa bassa, usciva a grandi passi dal salotto. Le
pass accanto apparentemente senza vederla e spalanc la porta d'ingresso. Rimase sulla soglia un
momento, accecato dalla luce del sole che si rifletteva sull'acqua del canale. E subito dopo spar. La
porta si chiuse alle sue spalle con un tonfo.
Clary rimase dov'era, la schiena contro il muro. Era terribilmente triste per Luke e terribilmente
triste anche per sua madre. Dunque, Jocelyn non amava veramente Luke, e forse non avrebbe mai
potuto amarlo. Era esattamente la stessa situazione di Clary e Simon, solo che Clary non vedeva alcuna
possibilit che Luke e sua madre potessero riaggiustare le cose tra loro. Non se Luke decideva di
restare a Idris. Le lacrime le punsero gli occhi. Stava per entrare nel salotto, quando sent aprirsi la
porta della cucina e ud un'altra voce, stanca e un po' rassegnata. Amatis.
 Scusami, ho sentito tutto, involontariamente. Ma sono contenta che Lucian resti qui  disse
Amatis.  Non solo perch sar vicino a me, ma perch in questo modo avr una possibilit di
dimenticare te.
La voce di \'7dJocelyn era sulle difensive.  Amatis...
 Jocelyn  continu Amatis  se tu non lo ami, dovresti lasciarlo perdere.
Jocelyn rimase in silenzio. Clary desider di poter vedere la sua espressione. Era triste?
Arrabbiata? Rassegnata?
Amatis trasal.  A meno che... Tu lo ami?
 Amatis, non posso...
 Tu lo ami! Tu lo ami!  Ci fu un suono secco, come se Amatis avesse battuto le mani. 
Lo sapevo che lo amavi! L'ho sempre saputo!
 Non importa.  La voce di Jocelyn era stanca.  Non sarebbe corretto nei confronti di
Luke.
 Non voglio nemmeno sentirlo.  Ci fu un fruscio, un suono di protesta di Jocelyn. Clary si
chiese se Amatis avesse preso sua madre per le spalle.  Se lo ami, adesso glielo vai a dire. Adesso,
subito, prima che arrivi al Consiglio.
 Ma loro vogliono lui come membro del Consiglio! E lui vuole...
 L'unica cosa che Lucian vuole  disse Amatis con fermezza  sei tu. Tu e Clary.  tutto
quello che ha sempre voluto. Ora, vai!
Prima che Clary potesse allontanarsi, Jocelyn si precipit nel corridoio. Corse alla porta e... vide
Clary, appiattita contro il muro. Si ferm, con la bocca aperta per la sorpresa.
 Clary!  Cerc di dare un tono allegro e vivace alla sua voce, ma fall miseramente.  Non
sapevo che fossi qui.
Clary si stacc dal muro, afferr il pomolo della porta e la spalanc. La luce brillante del sole
invase l'ingresso. Jocelyn si ferm nella luce feroce, battendo le palpebre, con gli occhi fissi sulla figlia.
 Se non rincorri subito Luke  disse Clary, scandendo bene le parole  io ti uccido con le
mie mani.
Per un momento Jocelyn sembr attonita. Poi sorrise.  Be'  disse  se la metti in questi
termini...
Un attimo dopo era fuori e correva lungo il sentiero di fianco al canale che portava verso la Sala
degli Accordi. Clary richiuse la porta alle sue spalle e vi si appoggi contro.
Amatis, uscendo dal salotto, si precipit al davanzale della finestra, guardando ansiosamente dai
vetri.  Pensi che riuscir a raggiungerlo prima che arrivi alla Sala degli Accordi?
 Mia mamma ha passato la vita a rincorrermi dappertutto  comment Clary.  
velocissima.
Amatis la guard e sorrise.  Oh, adesso mi viene in mente!  disse.   passato Jace. Ti
cercava. Credo che speri di incontrarti stasera alla festa.
 Ah, davvero?  disse Clary pensierosa. Poteva anche chiedere. Chi non risica non rosica.
 Amatis  disse. La sorella di Luke si stacc dalla finestra, guardandola con curiosit.
 S?
 Quel tuo vestito argentato, nel baule  disse Clary.  Potrei prenderlo in prestito?
Le strade si stavano gi riempiendo di gente, mentre Clary ripercorreva la citt verso la casa dei
Lightwood. Era il tramonto e le luci iniziavano ad accendersi, illuminando l'aria di un pallido bagliore.
Cestini di fiori bianchi dall'aria familiare erano stati appesi ai muri delle case e profumavano l'aria di
aromi speziati. Rune d'oro scuro ardevano sulle porte delle case: parlavano di vittoria e di letizia.
C'erano molti Shadowhunters per le strade. Nessuno di loro, adesso, indossava la tenuta da
battaglia: avevano gli abiti delle grandi occasioni, in una gran variet di fogge, dalle pi moderne a
quelle al limite della rievocazione storica. Era una notte insolitamente calda ed erano in pochi a portare
il cappotto. Molte delle donne indossavano quelli che a Clary sembravano abiti da sera, con la gonna
lunga e ampia che spazzava la strada. Quando svolt nella strada dei Lightwood, una figura esile e
scura attravers la strada davanti a lei: era Raphael, mano nella mano con una donna alta dai capelli
scuri, con un vestito rosso da mezza sera. Raphael si gir e le sorrise, e il suo sorriso le diede un brivido
leggero. Era proprio vero, pens, che a volte c'era qualcosa di alieno nei Nascosti, qualcosa di alieno e
spaventoso. Ma, forse, non tutto quello che faceva paura era necessariamente pericoloso.
Anche se qualche dubbio su Raphael le restava.
La porta d'ingresso dei Lightwood era aperta e diversi membri della famiglia erano gi fuori sul
marciapiede. C'erano Maryse e Robert Lightwood, che chiacchieravano con altri due adulti. Quando si
girarono, Clary vide con leggera sorpresa che erano i Penhallow, i genitori di Aline. Maryse le sorrise.
Era molto elegante, con un completo di seta blu scuro,- i capelli, legati sulla nuca con un grosso nastro
d'argento, le lasciavano scoperto il volto severo. Assomigliava molto a Isabelle, tanto che a Clary
venne voglia di metterle una mano sulla spalla, perch Maryse era ancora visibilmente triste, anche
quando sorrideva. Sta pensando a Max, proprio come Isabelle  riflett Clary.  Sta pensando a
quanto gli sarebbe piaciuta questa festa.
 Clary!  Isabelle scese di corsa i gradini dell'ingresso, coi capelli neri al vento. Non
indossava nessuno dei due vestiti che aveva mostrato a Clary poco prima, ma un incredibile abito di
raso dorato che le fasciava il corpo come i petali chiusi di un fiore. Ai piedi portava dei sandali dai
tacchi altissimi. Clary ripens a un commento di Isabelle su quanto le piacevano i tacchi alti e rise tra
s.
 Clary, sei fantastica!
 Grazie.  Clary lisci con un po' di imbarazzo il diafano tessuto del suo vestito argentato.
Era probabilmente la cosa pi femminile che avesse mai indossato. Le lasciava le spalle scoperte e ogni
volta che sentiva i capelli solleticarle la pelle nuda del collo, doveva soffocare l'istinto di cercare un
cardigan o una felpa con il cappuccio in cui avvolgersi.  Anche tu.
Isabelle si chin per sussurrarle all'orecchio:  Jace non  qui.
Clary si tir indietro.  E allora dove...?
 Alec dice che potrebbe essere nella piazza, dove si faranno i fuochi d'artificio. Mi dispiace:
non so proprio che cosa gli passi per la testa.
Clary scroll le spalle cercando di nascondere la delusione.  Non c' problema.
Alec e Aline corsero fuori di casa dopo Isabelle, Aline con un vestito rosso acceso che faceva
sembrare ancora pi neri i suoi capelli e Alee vestito come al solito, con un paio di pantaloni e una
maglia entrambi scuri. Quantomeno, pens Clary, la maglia non sembrava avere dei buchi. Alec le
sorrise e Clary pens, con sorpresa, che in effetti qualcosa di diverso ce l'aveva: sembrava in qualche
modo pi leggero, come se si fosse tolto un grosso peso dalle spalle.
 Non sono mai stata a una festa in cui partecipassero anche dei Nascosti  annunci Aline,
guardando nervosamente verso la strada dove passava una giovane fata dai lunghi capelli intrecciati di
fiori (no, pens Clary, i suoi capelli erano fiori, collegati da delicati viticci verdi): la fata stacc dei
fiori bianchi da un cestino appeso a un muro, li osserv pensierosa, poi se li mangi.
 Sar bellissimo  la rassicur Isabelle.   gente che sa come divertirsi.  Fece un cenno
di saluto ai suoi genitori e s'incammin con gli altri verso la piazza. Clary combatteva ancora con
l'istinto di coprirsi il busto incrociando le braccia sul petto. Il vestito le svolazzava attorno ai piedi
come spire di fumo portate dal vento. Ripens al fumo che poco prima si era levato sulla citt di
Alicante e rabbrivid.
 Ehi!  esclam Isabelle. Clary alz gli occhi e vide avvicinarsi Simon e Maia. Clary non
aveva visto Simon per gran parte della giornata: era andato alla Sala degli Accordi per assistere
all'assemblea preliminare del Consiglio, perch, diceva, era curioso di vedere chi avrebbero scelto per il
seggio riservato ai vampiri. Clary non riusciva proprio a figurarsi Maia con indosso qualcosa di
femminile e infatti aveva un paio di pantaloni mimetici a vita bassa e una maglietta nera, su cui era
scritto SCEGLI UN'ARMA e, sotto la scritta, c'erano dei dadi. Era una maglietta di un gioco di ruolo a
squadre, pens Clary. Si chiese se Maia partecipasse veramente ai giochi di ruolo o se avesse messo
quella maglietta per fare colpo su Simon. In questo caso, aveva scelto bene.  State andando verso la
piazza dell'Angelo?
Maia e Simon risposero di s e tutti insieme si avviarono verso la Sala degli Accordi, in allegra
compagnia. Simon rest indietro per affiancarsi a Clary e camminarono insieme in silenzio. Era bello
stargli vicino: era stata la prima persona che Clary aveva voluto rivedere, una volta tornata ad Alicante.
L'aveva stretto in un abbraccio fortissimo, contenta che fosse vivo, poi gli aveva toccato il marchio
sulla fronte.
 Ti ha salvato?  gli aveva chiesto, desiderando con tutte le forze di sentirsi dire che ci che
aveva fatto era stato utile.
 Mi ha salvato  fu tutto ci che Simon le rispose.
 Vorrei potertelo togliere  gli aveva detto.  Vorrei sapere che cosa potrebbe succederti, a
causa del marchio.
Lui le aveva preso il polso e le aveva scostato dolcemente la mano.  Aspettiamo  le aveva
detto.  Stiamo a vedere.
Ora lo osserv attentamente, ma il marchio non sembrava avere su di lui alcun effetto visibile.
Simon era esattamente come al suo solito. Era Simon. Solo che adesso si pettinava i capelli in modo un
po' diverso, per coprire il marchio. Ma se uno non sapeva cosa c'era sotto, non l'avrebbe mai
immaginato.
 Com' andata l'assemblea?  gli chiese Clary, dandogli un'occhiata da capo a piedi per
vedere se si fosse messo qualcosa di carino per la festa. No, ma non poteva criticarlo: i jeans e la
maglietta che indossava costituivano il suo intero guardaroba, l ad Alicante.  Chi hanno scelto?
 Non Raphael  rispose Simon, con un tono che sembrava contento della cosa.  Un altro
vampiro. Con un nome pretenzioso. Ombra della Notte o qualcosa del genere.
 Sai, mi hanno chiesto se voglio disegnare il simbolo del Nuovo Consiglio  disse Clary. 
 un onore. Ho accettato. Ci sar la runa del Consiglio circondata dai simboli delle quattro famiglie dei
Nascosti. Una luna per i licantropi. E stavo pensando a un quadrifoglio per il Popolo Fatato. Un libro di
magia per gli stregoni. Ma non mi viene in mente niente per i vampiri.
 Che ne dici di un dente?  sugger Simon.  Magari grondante sangue.  E scopr i suoi
canini.
 Grazie  replic Clary.  Mi sei stato di grande aiuto.
 Sono contento che l'abbiano chiesto a te  comment Simon, pi serio.  Te lo meriti,
questo onore. Ti meriti una medaglia, in realt, per tutto quello che hai fatto. La runa dell'alleanza e
tutto il resto.
Clary scroll la testa.  Non so. Alla fine di tutto, la battaglia non  durata nemmeno dieci
minuti. Non so quanto sono davvero stata utile.
 Io c'ero, in quella battaglia, Clary  le ricord Simon.  Sar anche durata solo dieci
minuti, ma sono stati i peggiori dieci minuti della mia vita. E non voglio entrare nei dettagli. Ma ti dico
solo che in quei dieci minuti ci sarebbero stati molti pi morti, se non era per te. E poi, la battaglia 
stato solo un aspetto. Se tu non avessi fatto ci che hai fatto, ora non ci sarebbe alcun Nuovo Consiglio.
Ci sarebbero ancora Shadowhunters e Nascosti che si odiano a vicenda, invece di Shadowhunters e
Nascosti che vanno a fare festa tutti insieme.
Clary sent un groppo salirle in gola e guard dritta avanti, imponendosi di non piangere. 
Grazie, Simon.  Ebbe un attimo di esitazione, cos rapido che nessuno che non fosse stato Simon se
ne sarebbe accorto. Ma lui se ne accorse.
 Cosa c' che non va?  le chiese.
 Mi chiedo che cosa faremo quando torneremo a casa  gli disse.  Voglio dire, so che
Magnus si  occupato di tua madre, cos lei non  diventata matta per questa tua sparizione, ma... la
scuola... Abbiamo perso una montagna di roba. E non so nemmeno...
 Tu non tornerai a New York  le disse Simon a bassa voce.  Credi che non lo sappia? Tu
adesso sei una Cacciatrice. Finirai la scuola all'Istituto.
 E tu? Tu sei un vampiro. Hai intenzione di tornare a scuola come se niente fosse?
 S  rispose Simon, sorprendendola.  S. Voglio una vita normale, per quanto possibile.
Voglio finire la scuola e poi andare al college e tutto il resto.
Lei gli strinse la mano.  Se  questo che vuoi,  giusto che tu lo abbia.  Lo guard e gli
sorrise.
 Certo  che sconvolgerai tutti quanti, quando ti ripresenterai a scuola.
 Sconvolger tutti quanti? E perch?
 Perch sei molto pi sexy di quando te ne sei andato.  Clary scroll le spalle.  Dico sul
serio. Sar una cosa da vampiri.
Simon sembrava sconcertato.  Sono pi... sexy?
 Certo! Voglio dire, guarda quelle due. Ti stanno mangiando con gli occhi!  Gli indic
Maia e Isabelle che camminavano insieme, qualche passo avanti a loro, con le teste vicine.
Simon guard le ragazze e Clary avrebbe giurato che stesse arrossendo.  Davvero? Ogni tanto
si mettono a confabulare tra loro e mi guardano... Non so proprio che cos'abbiano da dire.
 Certo che no.  Clary sorrise.  Poverino, hai due belle ragazze che si contendono il tuo
cuore... Dura, la vita...
 Fantastico. Dimmi tu, allora, chi dovrei scegliere.
 Assolutamente no.  affar tuo.  Clary abbass di nuovo la voce.  Senti, puoi uscire con
chi ti pare e avrai sempre il mio totale appoggio. Sar tutta un appoggio. Appoggio  il mio secondo
nome.
 Ah, allora  per questo che non mi hai mai rivelato il tuo secondo nome. Me l'immaginavo,
che fosse qualcosa di imbarazzante.
Clary ignor la battuta.  Per promettimi una cosa, okay? So come fanno le ragazze. So che
non sopportano che il loro fidanzato abbia un amico del cuore che  una femmina. Devi promettermi
che non mi taglierai fuori dalla tua vita completamente. Che ogni tanto potremo ancora stare insieme.
 Ogni tanto?  Simon scosse la testa.  Clary, tu sei pazza. Le si strinse il cuore.  Vuoi
dire...
 Voglio dire che non uscir mai con una ragazza che cercher di tagliarti fuori dalla mia vita.
Non c' nemmeno da discutere. Vuoi un po' di tutta questa meraviglia?  E Simon indic se stesso. 
Bene, la mia migliore amica  compresa nel pacchetto. Non ti taglierei mai fuori dalla mia vita, Clary,
non pi di quanto potrei tagliarmi la mano destra e regalarla per San Valentino.
 Che schifo  disse Clary.  Devi proprio? Lui le fece un gran sorriso.  Devo proprio.
La piazza dell'Angelo era quasi irriconoscibile. La Sala degli Accordi brillava di bianco in
fondo alla piazza, in parte nascosta dall'intricato boschetto di alberi cresciuti al centro. Erano
chiaramente frutto di un incantesimo, ma avrebbero anche potuto essere alberi veri e trapiantati, pens
Clary, ricordando l'abilit di Magnus nel trasportare mobili e tazze di caff da un lato all'altro di
Manhattan in un batter d'occhio. Gli alberi salivano quasi alla stessa altezza delle torri antidemoni, con
nastri avvolti intorno ai tronchi argentei e luci colorate impigliate nella selva frusciante dei rami. La
piazza profumava di fiori bianchi, di fumo, di foglie. Tutto intorno, erano stati disposti tavoli e lunghe
panche, e gruppi di Cacciatori e di Nascosti vi si affollavano intorno, ridendo e bevendo e
chiacchierando. E tuttavia, nonostante le risate, c'era un pizzico di mestizia mescolato all'aria di festa,
un dolore che conviveva con la gioia.
I negozi che si affacciavano sulla piazza avevano le porte spalancate e la luce si riversava sui
marciapiedi. I festanti passavano a frotte, portando piatti di cibo e calici dal lungo stelo colmi di vino o
di altre bevande dai colori vivaci. Simon vide un kelpie passargli accanto con un bicchiere di liquido
azzurro in mano e inarc un sopracciglio.
 Non  come alla festa di Magnus  lo rassicur Isabelle.  Tutto quello che c' da bere qui
dovrebbe essere sicuro.
 Dovrebbe?  Aline sembrava preoccupata.
Alec guardava la foresta in miniatura e le luci colorate si riflettevano nelle iridi azzurre dei suoi
occhi. C'era Magnus, all'ombra di un albero, che parlava con una ragazza vestita di bianco e con una
nuvola di capelli castano chiaro. La ragazza si gir, quando Magnus li guard, e Clary incroci il suo
sguardo per un momento, annullando la distanza che le separava. C'era qualcosa di familiare, in lei, ma
Clary non riusc a capire che cosa.
Magnus la salut per venire da loro e la ragazza scivol tra le ombre degli alberi e spar. Lo
stregone era vestito come un gentiluomo inglese di epoca vittoriana, con una lunga redingote nera su un
gilet di seta viola. Un fazzolettino ricamato con le iniziali M.B. spuntava dal taschino del gilet.
 Bel gilet  comment Alec con un sorriso.
 Ne vorresti uno uguale?  chiese subito Magnus.  Del colore che preferisci,
naturalmente.
 In realt, i vestiti non mi interessano granch  ammise Alec.
 Ed  una cosa che adoro di te  annunci Magnus.  Ma ti adorerei lo stesso anche se tu
avessi un bel vestito griffato. Che dici? Dolce? Zegna? Armani?
Alec farfugli qualcosa e Isabelle rise. Magnus colse l'occasione per avvicinarsi a Clary e
sussurrarle qualcosa all'orecchio.  I gradini della Sala degli Accordi. Vai.
Clary avrebbe voluto chiedergli che cosa voleva dire, ma Magnus era gi tornato a parlare con
Alec e gli altri. E poi, aveva la netta sensazione di saperlo gi. Allontanandosi, diede una stretta al
polso di Simon,- lui si gir e le sorrise, prima di tornare alla sua conversazione con Maia.
Clary pass tra gli alberi della foresta magica per attraversare la piazza, entrando nelle loro
ombre. Gli alberi arrivavano fino ai piedi della scalinata che portava alla Sala degli Accordi ed era
forse per questo che i gradini erano quasi deserti. Ma non del tutto. Clary alz lo sguardo verso le porte
della Sala e riconobbe subito un profilo scuro e familiare, seduto all'ombra di un pilastro. Il suo cuore
acceler.
Era Jace.
Clary dovette tirarsi su la gonna per salire la scalinata, per paura di pestare un orlo e strappare il
tessuto delicato.
Rimpianse di non avere indosso i suoi soliti vestiti, quando si avvicin a Jace che, seduto con la
schiena appoggiata a una colonna e lo sguardo rivolto alla piazza, indossava i suoi abiti pi mondani:
jeans, maglietta bianca e giacca scura. E forse, per la prima volta da quando lo aveva incontrato, pens
Clary, non sembrava armato.
All'improvviso si sent esageratamente elegante. Si ferm a poca distanza da lui, incerta su che
cosa dire.
Come sentendo la sua presenza, Jace alz gli occhi. Teneva qualcosa in bilico sulle ginocchia,
not Clary: una scatoletta d'argento. Sembrava molto stanco. Aveva ombre scure sotto gli occhi e i
capelli d'oro chiaro erano in disordine. Sgran gli occhi.  Clary?
 Chi credevi che fosse?
Non le sorrise.  Non sei come al solito.
  il vestito.  Si lisci le pieghe, a disagio.  Di solito non mi metto delle cose cos...
carine.
 Sei bellissima  le disse. Clary ricord la prima volta in cui Jace le aveva detto che era
bella, nella serra dell'Istituto. Non gliel'aveva detto come fosse un complimento, ma come fosse un dato
assodato, come il fatto che aveva i capelli rossi e le piaceva disegnare.  Ma mi sembri... distante.
Come se non potessi toccarti.
Clary allora gli si avvicin e si sedette accanto a lui sul gradino pi alto. La pietra era fredda e il
freddo filtrava facilmente dal tessuto lieve. Gli tese una mano: aveva un tremito lieve, ma visibile.
 Toccami pure  gli disse.  Se ti va.
Lui le prese la mano e se l'appoggi alla guancia. Poi gliela rimise in grembo. Clary rabbrivid,
ripensando alle parole di Aline, nella camera da letto di Isabelle. Forse non  pi cos interessato, ora
che non  proibito. Jace aveva detto a lei che sembrava distante, ma l'espressione nei suoi occhi era
remota come una galassia lontana.
 Che cosa c' nella scatola?  gli chiese. Jace stava ancora tenendo stretta la scatoletta
d'argento. Era un oggetto dall'aria costosa, delicatamente inciso con un motivo di uccelli in volo.
 Sono passato da Amatis, qualche ora fa. Ti cercavo  le disse.  Ma tu non c'eri. Cos ho
parlato con lei. E mi ha dato questo.  Le indic la scatola.  Apparteneva a mio padre.
Per un momento lei lo guard senza capire. A Valentine pens. Poi, con un sussulto: No, non 
questo che intende dire.  Ma certo  comment.  Amatis  stata sposata con Stephen Herondale.
 Stavo guardando quello che c' dentro  le raccont Jace.  Ho letto le lettere, le pagine di
diario. Pensavo che in questo modo avrei potuto sentire qualche sorta di legame con lui. Qualcosa che
saltasse fuori dalle pagine a dire S, questo  tuo padre. Ma non sento niente. Sono solo fogli di carta.
Chiunque avrebbe potuto scrivere queste cose.
 Jace  gli disse Clary dolcemente.
 E c' un'altra cosa  aggiunse Jace.  Io non ho pi un nome, vero? Non sono Jonathan
Christopher: era qualcun altro. Ma  il nome a cui sono abituato.
 Chi ha inventato il soprannome Jace? L'hai inventato tu?
Jace scosse la testa.  No. Valentine mi ha sempre chiamato Jonathan. E mi chiamavano cos
quando arrivai all'Istituto. Non avrei mai dovuto credere che il mio nome fosse Jonathan Christopher.
Successe per sbaglio: avevo trovato il nome sul diario di mio padre, ma non era di me che parlava. Non
erano miei, i progressi che stava annotando. Erano quelli di Seb... erano quelli di Jonathan. La prima
volta che dissi a Maryse che il mio secondo nome era Christopher, lei si convinse di ricordare male, si
disse che Christopher doveva essere il secondo nome del figlio di Michael. Erano passati dieci anni,
dopotutto. Ma fu allora che cominci a chiamarmi Jace: era come se volesse darmi un nome nuovo,
qualcosa che appartenesse a lei, alla mia vita a New York. E a me piaceva. Jonathan non mi  mai
piaciuto.  Rigir la scatoletta tra le mani.  Mi chiedo se Maryse avesse saputo, o se avesse
immaginato, pur non volendo riconoscerlo. Lei mi voleva bene... e non voleva credere una cosa del
genere.
 Ed  per questo che era cos sconvolta, quando ha scoperto che tu eri il figlio di Valentine 
riflett Clary.  Perch era convinta che avrebbe dovuto capirlo. E, in un certo senso l'aveva capito.
Ma nessuno vuole credere a certe cose, riguardo alle persone che amiamo. E, Jace, su di te Maryse
aveva ragione. Aveva ragione su chi eri veramente. E tu ce l'hai, un nome. Il tuo nome  Jace. Non 
stato Valentine a darti questo nome.  stata Maryse. L'unica cosa che rende importante un nome, che lo
rende tuo,  il fatto che ti sia dato da qualcuno a cui vuoi bene.
 Jace...  replic lui  Jace Herondale?
 Ma fammi il piacere!  esclam Clary.  Tu sei Jace Lightwood. E lo sai.
Jace alz gli occhi e la guard. Le lunghe ciglia li mettevano in ombra, scurendone l'oro.
Adesso era un po' meno lontano, pens Clary, anche se forse era solo una sua impressione.
 Forse sei una persona diversa da quella che credevi di essere  prosegu Clary, sperando
contro ogni speranza che lui capisse ci che voleva dire.  Ma nessuno diventa una persona
completamente diversa nell'arco di una notte. Scoprire che Stephen era il tuo padre biologico non pu
automaticamente fartelo amare. E non devi per forza amarlo. Valentine non era il tuo vero padre, ma
non perch tu non hai il suo sangue nelle vene. Non era il tuo vero padre perch non si  comportato da
padre con te. Non si  preso cura di te. Sono sempre stati i Lightwood a prendersi cura di te. Sono loro
la tua famiglia. Come mia mamma e Luke sono la mia.  Gli tocc la spalla, poi ritrasse la mano. 
Mi dispiace  gli disse.  Sono qui che ti faccio la predica, mentre tu probabilmente sei venuto qui
per restare da solo
 Hai ragione  disse Jace.
Clary si sent mancare il fiato.  Va bene. Allora, io vado.  Si alz, dimenticandosi di
sollevare il vestito e per poco non inciamp sull'orlo.
 Clary!  Jace pos la scatoletta e si alz in fretta.  Clary, aspetta. Non era questo che
volevo dire. Non volevo dire che voglio stare da solo. Volevo dire che hai ragione su Valentine... sui
Lightwood...
Lei si gir e lo guard. Era per met nascosto nell'ombra e le luci allegre e colorate della festa
gli disegnavano strani motivi sulla pelle. Clary ripens alla prima volta che lo aveva visto: le aveva
ricordato un leone, magnifico e mortale. Ora, invece, le sembrava diverso. Quell'armatura dura e
protettiva che usava sempre era sparita: ora portava le sue ferite con orgoglio. Non aveva neppure usato
lo stilo per cancellare gli ematomi dalla faccia, dalla mascella, dal collo. Ma agli occhi di Clary era
sempre bellissimo, anche pi di prima, perch adesso le sembrava pi umano. Umano e reale.
 Sai  gli disse.  Aline diceva che forse non eri pi interessato a me, ora che non  pi
proibito. Ora che, volendo, tu potresti stare con me.  Rabbrivid nel vestito leggero, stringendosi i
gomiti con le mani.   vero? Non sei pi... interessato?
 Interessato? Come se tu fossi... un libro, o una notizia? No, non sono per niente interessato.
Sono...  S'interruppe, cercando a tentoni la parola giusta, come qualcuno cerca un interruttore nel
buio.  Ti ricordi quello che ti ho detto tempo fa? Sul fatto che averti come sorella sembrava una
specie di scherzo cosmico? Per me e per entrambi?
 Mi ricordo.
 Non ci ho mai creduto  disse Jace.  Voglio dire, ci credevo solo in un certo modo. Ho
lasciato che questa idea mi portasse alla disperazione, ma non l'ho mai sentita veramente. Non ho mai
sentito che tu eri mia sorella. I sentimenti che provavo per te non erano quelli che si dovrebbero avere
per una sorella, ma non per questo non ti sentivo parte di me. Quello l'ho sempre sentito.  Vedendo
l'espressione perplessa di Clary, Jace ebbe un moto d'impazienza.  Non lo sto dicendo nel modo
giusto. Clary, ho odiato ogni secondo in cui ho creduto che tu fossi mia sorella. Ho odiato ogni
momento in cui ho creduto che quello che sentivo per te implicasse qualcosa di profondamente
sbagliato in me. Ma...
 Ma cosa?  Il cuore di Clary batteva cos forte che la stordiva.
 Ho visto il compiacimento di Valentine per quello che io provavo per te. Per quello che tu
provavi per me. Ha usato i nostri sentimenti come un'arma contro di noi. E per questo l'ho odiato. Pi
che per qualsiasi altra cosa mi abbia fatto,  per questo che l'ho odiato e che mi sono rivoltato contro di
lui. E forse  proprio di questo che avevo bisogno. Perch ci sono state delle volte in cui non sapevo se
volevo seguirlo oppure no.  stata una scelta difficile, pi di difficile di quanto non mi piaccia
ammettere.  La sua voce era tesa.
 Una volta ti ho chiesto se avevo scelta  gli ricord Clary.  E tu mi hai risposto che
abbiamo sempre una scelta. Tu hai scelto di stare contro Valentine. Alla fine  stata questa la scelta che
hai fatto, non importa quanto sia stata dura. L'importante  che tu l'abbia fatta.
 Lo so  disse Jace.  Sto solo dicendo che penso di averla fatta, almeno in parte, per te. Da
quanto ti ho incontrato, tutto quello che ho fatto  stato in parte anche per te. Non posso staccarmi da
te, Clary: n il mio cuore, n il mio sangue, n la mia mente, n nessun'altra parte di me. Non posso e
non voglio.
 Non vuoi?  sussurr Clary.
Jace fece un passo verso di lei. Il suo sguardo era fisso sul viso di Clary, come se non riuscisse a
separarsene.  Ho sempre pensato che l'amore ci rendesse stupidi. Che ci rendesse deboli. Pessimi
Cacciatori. Amare  distruggere. Ci credevo.
Clary si mordicchiava il labbro, ma nemmeno lei riusciva a distogliere gli occhi dai suoi.
 Una volta pensavo che essere un buon guerriero significasse non voler bene a niente e a
nessuno
 disse Jace.  A me stesso, in particolare. Correvo tutti i rischi che potevo. Mi buttavo in
bocca ai demoni. Credo di aver fatto venire un complesso ad Alec sulle sue capacit di guerriero solo
perch lui ci teneva a restare vivo.  Jace fece un sorriso incerto.  E poi ho incontrato te. Tu eri una
mondana. Eri debole. Non eri una Cacciatrice. Non avevi mai fatto l'addestramento. Ma ho visto quanto
amavi tua madre, quanto amavi Simon... Ho visto che eri pronta ad andare all'inferno per salvarli. E di
fatto sei entrata nell'hotel dei vampiri. Altri Shadowhunters, con anni di esperienza alle spalle, non ci
avrebbero nemmeno provato. L'amore non ti rendeva pi debole: ti rendeva pi forte di chiunque io
avessi mai conosciuto. E mi sono reso conto di essere io quello debole.
 No!  Clary era sbalordita.  Tu non sei debole!
 Forse non pi.  Fece un altro passo avanti. Adesso era abbastanza vicino da poterla
toccare.  Valentine non voleva credere che avessi ucciso Jonathan  le disse.  Non voleva
crederci perch, dei due, io ero quello debole, e Jonathan quello meglio addestrato. Giustamente,
avrebbe dovuto essere lui a uccidere me. E c' mancato poco. Ma io pensavo a te e ti vedevo l con me,
con estrema chiarezza, come se mi fossi davanti agli occhi, come se mi stessi guardando. E sapevo che
volevo vivere, lo volevo pi di ogni altra cosa. Se non altro, per poter rivedere il tuo viso un'altra volta.
Clary avrebbe voluto muoversi, avvicinarsi a lui, toccarlo, ma non ci riusciva. Le braccia, lungo
i fianchi, sembravano congelate. Il volto di Jace era vicino al suo, cos vicino che Clary si vedeva
riflessa nelle sue pupille.
 E adesso ti sto guardando  le disse Jace.  E tu mi chiedi se ti voglio ancora, come se io
potessi smettere di amarti. Come se potessi essere disposto ad abbandonare la cosa che pi di ogni altra
mi rende forte. Non ho mai osato dare tanto di me a nessuno, prima d'ora. Poche briciole ai Lightwood,
a Isabelle e ad Alee, e mi ci sono voluti anni... Ma, Clary, dalla prima volta che ti ho vista, io ti sono
appartenuto completamente. Ed  ancora cos. Se tu mi vuoi.
Per un altro mezzo secondo Clary rimase immobile. Poi lo afferr per la giacca e lo attrasse a
s. E le braccia di Jace si chiusero intorno a lei, quasi sollevandola. E poi Jace la baci... o lei baci lui,
non era ben sicura, ma non era importante. Le labbra di Jace sulle sue erano elettricit pura. La mani di
Clary si aggrapparono alle sue braccia, stringendolo pi forte a s. Sentire il cuore di Jace battere
attraverso la maglietta le diede uno stordimento di gioia.
Il cuore di nessun altro batteva come quello di Jace e mai avrebbe potuto.
Jace la lasci andare e Clary si ritrov senza fiato. Si era dimenticata di respirare. Lui le prese il
volto tra le mani, tracciando con le dita la linea dei suoi zigomi. Ora c'era di nuovo la luce nei suoi
occhi, vivida come era stata al lago, con in pi un pizzico di malizia.  Ecco fatto  disse Jace. 
Non  stato poi cos male, no?, considerando che non era proibito...
 Mi  capitato di peggio  rispose lei con una risata tremante.
 Sai  le disse Jace, chinandosi a sfiorare le sue labbra con un bacio lieve  se  la
mancanza del proibito che ti preoccupa, puoi sempre proibirmi di fare certe cose.
 Che tipo di cose?
Clary lo sent sorridere sulle sue labbra.  Cose come questa.
Qualche tempo dopo, scesero insieme la scalinata della Sala degli Accordi e tornarono nella
piazza, dove la gente aveva iniziato a radunarsi in attesa dei fuochi d'artificio. Isabelle e gli altri
avevano trovato un tavolo in un angolo e vi si erano assiepati, su panche e sedie. Quando Jace e Clary
si avvicinarono al gruppo, Clary fece per sfilare la mano da quella di Jace... ma poi si ferm. Ora
potevano tenersi per mano, se volevano. Non c'era niente di male. Il pensiero quasi le tolse il fiato.
 Siete qui!  esclam Isabelle danzando verso di loro con un'espressione deliziata. Allung a
Clary il bicchiere con una bevanda fucsia che teneva in mano.  Assaggiane un po'.
Clary lo guard con sospetto.  Mi trasformer in un roditore?
 Dov' finita la tua fiducia? Credo che sia succo di fragola  disse Isabelle.  Comunque, 
buonissimo. Jace?  Offr il bicchiere anche a lui.
 Io sono un maschio  le ricord Jace.  E i maschi non bevono bibite rosa. Vattene, donna,
e portami qualcosa di marrone.
 Marrone?  Isabelle fece una smorfia.
 Il marrone  un colore da uomini  dichiar Jace, tirando un ricciolo dei capelli di Isabelle
con la mano libera.
 Infatti, guarda, lo sta indossando anche Alec.
Alec si guard la maglia con aria funerea.  Una volta era nera  rivel.  Ma poi  sbiadita.
 Potresti abbellirla con una bandana di lustrini  sugger Magnus, offrendogli qualcosa di
celeste e luccicante.
 Era solo un'idea.
 Resisti alla tentazione, Alec.  Simon era seduto su un muretto basso accanto a Maia, che
per sembrava impegnatissima a parlare con Aline.  Sembrerai Olivia Newton John in Xanadu.
 C' di peggio  protest Magnus.
Simon scese dal muretto e si avvicin a Clary e Jace. Con le mani nelle tasche posteriori dei
jeans, li osserv pensieroso per un lungo momento. Alla fine parl.
 Mi sembri felice  disse a Clary. Poi spost lo sguardo su Jace.  E buon per te che lo sia.
Jace inarc un sopracciglio.  Adesso viene la parte in cui mi dici che se la faccio soffrire tu
mi uccidi con le tue mani?
 No  disse Simon.  Se fai soffrire Clary,  capacissima di ucciderti da sola. Se possibile
con un'ampia variet di armi.
Jace sembr compiaciuto all'idea.
 Senti  gli disse Simon.  Volevo solo dirti che non c' problema, se non ti sto simpatico.
Mi basta che Clary sia felice e sar contento anch'io.  Gli tese la mano e Jace sfil la sua da quella di
Clary e gliela strinse, con un'espressione divertita.
 Tu non mi stai antipatico  gli disse.  Anzi, proprio perch mi stai simpatico, voglio darti
qualche consiglio.
 Qualche consiglio?  Simon lo guard con sospetto.
 Vedo che stai sfruttando con un certo successo questa storia del vampiro  gli disse Jace,
indicando Isabelle e Maia con un cenno del capo.  E il tuo momento di gloria. Un sacco di ragazze
vanno pazze per questa faccenda del nonmorto dal cuore tenero. Ma se fossi in te, lascerei perdere
l'altra storia del musicista. Il vampirorock  un'idea gi sfruttata, e poi, non puoi essere un granch.
Simon sospir.  Immagino che tu non voglia contemplare la possibilit di rivalutare la parte
che non ti stava simpatica.
 Basta cos, voi due  intervenne Clary.  Non potete scambiarvi scemenze per sempre, no?
 Tecnicamente  disse Simon  io potrei.
Jace emise una specie di grugnito poco elegante. Con un attimo di ritardo, Clary si rese conto
che stava cercando di non ridere, riuscendoci solo a met.
Simon sorrise.  Ti ho beccato.
 Ottimo  comment Clary.   un momento magnifico.  Si guard intorno in cerca di
Isabelle, che probabilmente sarebbe stata contenta almeno quanto lei che Simon e Jace andavano
d'accordo, pur se in un modo tutto loro.
Invece vide qualcun altro.
Ai margini della foresta magica, dove le ombre si fondevano con la luce, c'era un'esile figura
femminile con un abito verde foglia e i lunghi capelli scarlatti fissati da un diadema d'oro.
La Regina del Popolo Fatato. Stava guardando proprio Clary e quando i loro sguardi
s'incrociarono, la Regina sollev un'esile mano e le fece un cenno. Vieni.
Senza sapere se di propria volont o per la strana attrazione che esercitava il Popolo Fatato,
Clary biascic una scusa, si allontan dagli altri e si diresse verso il bosco, procedendo lentamente tra i
festanti scatenati. Avvicinandosi alla Regina, not la preponderanza di fate nei paraggi, che formavano
un cerchio attorno alla loro Signora. Anche se voleva sembrare sola, la Regina non era venuta senza la
sua corte.
La Regina sollev imperiosamente una mano.  Fermati l  le ordin.  Non ti avvicinare di
pi.
Clary si ferm a qualche passo di distanza.  Mia signora  esord, ricordando il tono formale
con cui Jace le si era rivolto alla Corte Seelie.  Perch mi hai chiamato?
 Vorrei un favore da te  annunci la Regina senza tanti preamboli.  Che, naturalmente,
sar ricambiato.
 Un favore da me?  ripet Clary meravigliata.  Ma... se non ti sono nemmeno
simpatica...
La Regina si tocc le labbra, pensierosa, con un dito diafano.  Il Popolo Fatato, diversamente
dagli umani, non si preoccupa troppo delle simpatie. Di amore, forse. E di odio. Entrambi sono
sentimenti utili. Ma la simpatia...  Scroll elegantemente le spalle.  Il Consiglio non ha ancora
scelto chi di noi salir al seggio che ci spetta  le disse.  So che Lucian Graymark  come un padre
per te. E che darebbe ascolto alle tue richieste. Vorrei che tu gli chiedessi di scegliere il cavaliere
Meliorn per questo incarico.
Clary ripens alla Sala degli Accordi, a Meliorn che diceva di non voler partecipare alla
battaglia, a meno che non combattessero anche i Figli della Notte.  Non credo che a Luke stia molto
simpatico.
 E di nuovo  osserv la Regina  parli di simpatia.
 Quando ti ho visto la prima volta, alla Corte Seelie  disse Clary  tu hai chiamato me e
Jace fratello e sorella. Ma sapevi che non eravamo veramente fratelli, vero?
La Regina sorrise.  Lo stesso sangue scorre nelle vostre vene  rispose.  Il sangue
dell'Angelo. E tutti coloro che hanno nelle vene il sangue dell'Angelo sono fratelli e sorelle, nel
profondo.
Clary rabbrivid.  Avresti potuto dirci la verit.
 Vi ho detto la verit come la vedevo io. Tutti diciamo la verit come la vediamo, no? Ti sei
mai soffermata a pensare a quali nonverit ci potrebbero essere nella storia che tua madre ti ha
raccontato, visto che il suo racconto era funzionale al suo scopo? Credi davvero di conoscere tutti i
singoli segreti del tuo passato?
Clary esit. Senza sapere il perch, risent all'improvviso la voce di madame Dorothea nella
testa. Ti innamorerai della persona sbagliata, aveva detto a Jace. Clary era arrivata alla conclusione
che Dorothea si riferisse a tutti i guai in cui si sarebbero cacciati a causa dell'affetto di Jace per lei. E
tuttavia, c'erano dei buchi nella sua memoria, lo sapeva: anche adesso, c'erano fatti e cose che non le
erano pi tornati alla mente. Segreti le cui verit non avrebbe mai conosciuto. Ci aveva rinunciato,
ritenendoli persi per sempre, o irrilevanti, ma forse...
No. Strinse le mani lungo i fianchi. Il veleno della Regina era sottile ma potente. C'era qualcuno
al mondo che poteva onestamente affermare di conoscere tutti i segreti che lo riguardavano? E non
c'erano forse dei segreti che era meglio non svelare?
Scosse la testa.  Ci che tu hai fatto alla Corte Seelie...  Esit.  Forse non hai mentito,
ma non sei stata cortese.  Fece per andarsene.  E io ne ho avuto abbastanza, di scortesie.
 Davvero rifiuteresti un favore dalla Regina della Corte Seelie?  le chiese la Regina. 
Non a tutti i mortali viene data una simile opportunit.
 Non ho bisogno di alcun favore da te  rispose Clary.  Ho tutto ci che voglio. Gir le
spalle alla Regina e se ne and.
Quando ritorn al gruppo che aveva lasciato, scopr che si erano uniti a loro anche Robert e
Maryse Lightwood, i quali, not Clary con sorpresa, si stavano scambiando strette di mano con Magnus
Bane. Magnus aveva nascosto la bandana di lustrini ed era un modello di decoro. Maryse teneva una
mano sul braccio di Alee. Il resto dei loro amici erano seduti insieme sul muretto. Clary fece per unirsi
a loro, quando si sent battere sulla spalla.
 Clary!  Era sua madre. Le sorrideva e... Luke era al suo fianco, mano nella mano. Jocelyn
non si era vestita a festa: aveva addosso un paio di jeans e una maglietta larga, che per lo meno non era
macchiata di colore. Ma dal modo in cui Luke la guardava, nessuno avrebbe potuto dire che fosse meno
che perfetta.  Finalmente ti ho trovato.
Clary sorrise a Luke.  Allora, non ti trasferisci pi a Idris. Ho capito bene?
 No  rispose Luke. Non l'aveva mai visto cos felice.  Qui la pizza  terribile.
Jocelyn rise e si allontan per parlare con Amatis, che stava ammirando una bolla di vetro
librata nell'aria, colma di fumo dai colori cangianti. Clary guard Luke.  Avevi davvero pensato di
lasciare New York, o l'hai detto solo per costringerla a darsi una mossa?
 Clary  esclam Luke.  Mi stupisce che tu possa pensare una cosa del genere!  Le fece
un gran sorriso, poi torn improvvisamente serio.  Per te va bene, vero? So che questo significa un
grosso cambiamento, nella tua vita. Volevo capire se tu e tua madre vorreste trasferirvi da me, dato che
il vostro appartamento al momento  inagibile...
Clary sbuff.  Un grosso cambiamento? La mia vita  gi cambiata totalmente. Diverse volte.
Luke guard verso Jace che, seduto sul muretto, li stava osservando. Jace fece un cenno del
capo verso di loro, con gli angoli della bocca piegati in su, in un sorriso divertito.  Credo proprio di
s
 comment Luke.
 I cambiamenti sono una buona cosa  disse Clary.
Luke sollev la mano: la runa dell'alleanza era svanita, come per tutti gli altri, ma sulla pelle
c'era ancora una bianca traccia rivelatrice, una cicatrice che non sarebbe mai totalmente scomparsa.
Guard pensoso la runa.   vero.
 Clary!  grid Isabelle dal muretto.  I fuochi d'artificio!
Clary diede un buffetto a Luke sulla spalla e corse dai suoi amici. Erano seduti tutti in fila sul
muretto: Jace, Isabelle, Simon, Maia e Aline. Clary si ferm accanto a Jace.  Non vedo nessun fuoco
d'artificio  disse, fingendosi arrabbiata con Isabelle.
 Porta pazienza, cicala  le disse Maia.  Ricordati che le cose buone arrivano a chi le sa
aspettare.
 Ah,  questo il proverbio! E io che ho sempre creduto che fosse "Le buone cose arrivano a
chi le sa mangiare!"  disse Simon.  Ecco perch sono sempre stato un po' confuso, nella vita.
 Confuso  un eufemismo  comment Jace, ma si vedeva che stava ascoltando solo a met.
Allung un braccio e attrasse Clary a s, quasi senza pensarci, come se fosse un riflesso condizionato.
Lei gli si appoggi alla spalla, guardando verso il cielo. Nulla lo illuminava, tranne le torri antidemoni,
che rilucevano nel buio di un morbido bianco argenteo.
 Dove sei stata?  le chiese sottovoce.
 La Regina del Popolo Fatato mi ha chiesto un favore  disse Clary.  Ed era disposta a
contraccambiarlo.  Percep la tensione di Jace.  Rilassati. Le ho detto di no.
 Non sono molte le persone che rifiuterebbero un favore della Regina del Popolo Fatato 
osserv Jace.
 Le ho detto che non mi serviva alcun favore  spieg Clary.  Le ho detto che avevo gi
tutto quello che desideravo.
Jace rise piano e scivol con la mano lungo il braccio di Clary, verso la spalla; le sue dita
giocherellarono pigramente con la catenina che Clary portava al collo. Lei abbass gli occhi sul
bagliore d'argento che risaltava sul suo vestito: portava l'anello dei Morgenstern, da quando Jace glielo
aveva lasciato, e ogni tanto si era chiesta perch. Voleva davvero qualcosa che le ricordasse Valentine?
E, d'altra parte, era giusto dimenticare?
Non si poteva cancellare ogni cosa il cui ricordo provocasse dolore. Clary non voleva
dimenticare Max o Madeleine, n Hodge o l'Inquisitrice. E nemmeno Sebastian. Ogni ricordo era
prezioso, anche i brutti ricordi. Valentine aveva voluto dimenticare: dimenticare che il mondo doveva
cambiare e che gli Shadowhunters dovevano cambiare con esso; dimenticare che i Nascosti avevano
un'anima e che tutte le anime erano importanti nel tessuto del mondo. Valentine aveva voluto pensare
soltanto a ci che rendeva gli Shadowhunters diversi dai Nascosti. Ma ci che aveva causato la sua
rovina era che gli uni e gli altri erano uguali.
 Clary. Guarda  disse Jace, interrompendo le sue fantasticherie. Le cinse le spalle con un
braccio. E lei alz la testa: la gente stava applaudendo alla vista del primo razzo che sal in cielo.
Clary guard i fuochi d'artificio che esplodevano in una pioggia di scintille. Cadendo, uno dopo
l'altro, in scie di fuoco dorato, dipingevano di colori le nuvole, come angeli caduti dal cielo.
...
FINE.
...
.
...
RINGRAZIAMENTI.
.
Quando alla fine ci si guarda indietro, non si pu evitare di pensare a che lavoro di gruppo sia
un libro e a quanto velocemente tutto affonderebbe come il Titanic se mancasse l'aiuto degli amici.
Perci voglio ringraziare l'NB Team e i Massachusettes All Stars. Elka, Emily e Clio per le ore spese
ad aiutarmi a progettare insieme; Holly Black per le ore passate a leggere e rileggere pazientemente le
stesse scene. Grazie a Libba Bray per averci procurato bagel e un divano su cui scrivere, a Robin
Wasserman per avermi distratto con Gossip Girl, a Maureen Johnson per avermi guardato in una
maniera spaventosa mentre stavo provando a lavorare, a Justine Larbalestier e Scott Westerfeld per
avermi costretto ad alzarmi dal divano e andare da qualche parte a scrivere. Grazie anche a Ioana per
avermi aiutato con il mio (inesistente) romeno. Non finir mai di ringraziare il mio agente, Barry
Goldblatt, il mio editor, Karen Wojtyla. Grazie alla squadra di Simon e Schuster e alla Walker Books
per aver sostenuto questa serie, e a Sarah Payne per avere consentito cambiamenti molto oltre la
deadline. E ovviamente grazie alla mia famiglia, mia madre, mio padre, Jim e Kate, il clan Eson e a
Josh, certo, che crede ancora che Simon sia basato su di lui (e forse ha ragione).
...
FINE.